Le Famiglie Storiche e l’Amarone: il tempo, la sala e la scelta in un viaggio in 3 annate e 13 interpretazioni

La masterclass organizzata dalle Famiglie Storiche dell’Amarone a Vinitaly 2026 è stata uno dei momenti intensi e partecipati della manifestazione. L’incontro è stato introdotto dal presidente Alberto Zenato, che ha ricordato come il gruppo comprendente 13 famiglie della Valpolicella, nato 17 anni fa, sia impegnato nella tutela della qualità, nell’educazione ai mercati e nella valorizzazione dell’Amarone come patrimonio culturale della Valpolicella.

Il tema centrale della degustazione è stato il tempo, definito il linguaggio dell’Amarone, un linguaggio che si evolve. A condurre la sessione è stato Roberto Anesi, una delle figure più autorevoli della sommellerie italiana, capace di guidare il pubblico attraverso un percorso di lettura sensoriale e culturale del vino.

Un breve docu‑film ha introdotto la filosofia delle tredici famiglie, preparando la sala a un viaggio attraverso tre annate, 2021, 2016 e 2012 e tredici vini, ciascuno espressione di un diverso modo di interpretare la Valpolicella.

Annata 2021 – Freschezza, bevibilità, dinamismo

Annata fresca, bevibile e dinamica, una vendemmia che ha dato vini più agili, luminosi e immediati.

1. Giancarlo Tommasi – Valpolicella Classica

125 anni di storia, quarta generazione, un gruppo che comprende altre nove aziende. Profumi di ciliegia, cacao ed erbe aromatiche, tannino fine e sottile.

2. Torre d’Orti – Valle di Marcellise e Valle di Mezzo

Quindici ettari tra 250 e 400 m, terza generazione. Note di viola, rosa e liquirizia, palato dinamico e tannino croccante.

3. Guerrieri Rizzardi – Amarone della Valpolicella Classico 2021

Interpretazione equilibrata e contemporanea dell’annata 2021, con note di ciliegia in diverse sfumature, erbe e foglie secche. Al palato unisce eleganza e misura, con richiami al cacao e un frutto rosso sostenuto da tannini fini.

Annata 2016 – La complessità delle annate difficili

La 2016 è stata un’annata non facile e la vendemmia impegnativa.
In questa batteria rientravano cinque interpretazioni, tutte accomunate da una lettura rigorosa e profonda della Valpolicella.

4. Bertani

Fondata nel 1857. Vigneti tra la valle più orientale e Negrar. Forte artigianalità, legame alla tradizione, accenni ferrosi, tannino fine, lungo affinamento in botti grandi di rovere di Slavonia.

5. Brigaldara

Prima generazione della famiglia Cesari. Cinque appezzamenti in tutte le vallate. Riserva con note di mirtillo, ribes e balsamicità.

6. Allegrini – Fumane

Settima generazione. Vigneti tra 250 e 550 m. Ciliegia sotto spirito, cioccolato, incenso, balsamicità. Bocca morbida, tannino maturo.

7. Zenato – Costalunga

Padre e figlia Nadia. Scelta di qualità contro quantità. Profumi di caffè tostato e liquirizia.

8. Tenuta Sant’Antonio – Valpolicella Orientale

Quattro fratelli, progetto nato nel 1995. Profilo balsamico, rotondità al palato. La 2016 è stata una prova di equilibrio e precisione.

Annata 2012 – Concentrazione e profondità

La 2012 è stata una grande annata, con una concentrazione straordinaria e la batteria ha confermato questa lettura.

9. Speri – Biologica

Sette generazioni, cinque etichette, nove membri della famiglia. Confettura, terziari moderati, sorprendente freschezza per un vino di 15 anni.

10. Musella – Biodinamica

Parco naturale, biodinamica dal 2009. Zona sud‑est. Naso complesso, chiusura lunga.

11. Masi – Costasera

Settima generazione Boscaini, dal 1772. Amarone simbolo, maestoso e complesso i cui vigneti sono esposti a sud‑ovest.

12. Begali

Terza generazione. Prime bottiglie nel 1986. Vino prodotto solo nelle annate migliori. Terra umida, oliva, complessità, componente umami.

13. Tedeschi – Monte Olmi

Cru storico acquistato nel 1918. Balsamico, liquirizia, struttura piena e avvolgente, chiusura amaricante e balsamica.

La masterclass delle Famiglie Storiche ha mostrato come l’Amarone sia un vino che vive nel tempo e del tempo. Le tre annate, 2021, 2016 e 2012, hanno offerto una lettura completa della Valpolicella: dalla freschezza contemporanea alla complessità delle annate difficili, fino alla profondità delle vendemmie più concentrate. Tredici interpretazioni, tredici storie familiari, un unico patrimonio culturale da custodire e tramandare.

Un viaggio che conferma, ancora una volta, la centralità dell’Amarone nel racconto del grande vino italiano.

Immagine di Laura Bucci

Laura Bucci

Toscana di Siena, mi sono occupata per anni di marketing e comunicazione dei calici, poi mi sono innamorata del loro contenuto e sono diventata Donna del Vino e wine blogger con www.ladygourmet.it. Scrivo per la Guida I Vini Del Cuore. Sommelier e WSET2, attualmente mi occupo di marketing e comunicazione per aziende vinicole. Mi è sempre piaciuto raccontare le mie avventure enogastronomiche e lo faccio anche per il Consolato Toscano dell’Union Europeéenne des Gourmets. Il vino non è solo un prodotto: è cultura, territorio ed esperienza.

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