I vini del Friuli: Muzic, da un secolo interpreti del Collio a San Floriano

L’azienda di Muzic nasce nel 1927 ma è stata completamente ristrutturata nel 2000.

Siamo a San Floriano del Collio attorno ai 250 metri di altitudine, incastonati tra dolci pendii con innumerevoli versioni di verde, e la vista dei filari in lontananza che si avverte dalla tenuta, è francamente rilassante. Non solo: ha una delle cantine più suggestive di zona che merita il viaggio, perchè risale al xvi secolo ed è scampata alle nefandezze delle guerre mondiali, preservando il soffitto a volta e le pareti di pietra a vista.

Possiede 26 ettari di vigneto a San Floriano del Collio e altri 2 nella doc Isonzo, per un totale di 140.000 bottiglie l’anno e 12 etichette.

Tutte monocultivar più un Collio bianco, cosiddetto da uve autoctone.

Ci accoglie Fabijan Muzic, trentatreenne, spigliato e comunicativo, a spiegare che i vini bianchi costituiscono il 93% della produzione, con presenza di Malvasia Istriana, Ribolla Gialla, Friulano e Picolit, per i vitigni chiamiamoli nazionali poiché la Malvasia non è del tutto ascrivibile a quelli autoctoni, anche se qui si sostiene che c’è sempre stata (dire “sempre” è soggetto del momento storico d’osservazione), e Pinot Grigio, Sauvignon, Chardonnay d’importazione francese.

Per quelli a bacca rossa troviamo a sorpresa il Cabernet Sauvignon per il Collio, poi Merlot e Cabernet Franc per l’Isonzo. Lo stupore iniziale dura però poco: fra qualche anno, con i recenti acquisti di vigneti a San Floriano, anche per Merlot e Cabernet Franc ci sarà un vino dal territorio del Collio.

Il Friulano esce anche in una versione da un singolo vigneto, un cru chiamato Villa de Randis, con affinamento di 4/5 anni in bottiglia, un vino che fa un passaggio in tonneau di acacia per sei mesi, più un anno di bottiglia. La botte di acacia cede poco al succo d’uva fermentato (per giunta qui è stata usata), è molto delicata, non un fard pesante ma un velo di mascara, eppure Fabijan che punta tanto a dare la massima purezza al territorio, non esclude in futuro (anzi, è possibilista) di poterla eleminare per il proprio Collio bianco.

Insomma una presenza di vitigni promiscua che non ha impedito a Muzic di rappresentare uno dei maggiori e iniziali promotori del Collio bianco denominato da uve autocnone, manifesto di produttori che oggi ne conta undici e di cui abbiamo già parlato qui:

Le fermentazioni sono effettuate esclusivamente con lieviti selezionati per una vinicazione che qui orgogliosamente è definita tradizionale (e anche qui adoperando questo termine si pecca del momento storico d’osservazione poichè nel passato la fermentazione era per forza spontanea). Grazie al cielo con Fabijan concordiamo su un aspetto, che il vino è una forma d’arte, giacché chi lo produce, decide che strada dare al vitigno, lo interpreta, lo rende personale.

Dopo essere stati per anni seguiti dall’enologo Giorgio Bertossi, oggi la famiglia Muzic cura direttamente ogni aspetto del vino.

Per la maturazione si usano solo i serbatoi di acciaio (salvo, come anticipato, per il Villa de Randis), dove i vini vi rimangono per cinque mesi e compiono bâtonnage, mentre i rossi trascorrono un anno di affinamento in tonneau.

La degustazione

La maggior parte dei vini è del 2025, ritenuta molto equilibrata e paragonabile al 2021, grande annata non solo in Collio.

Collio Ribolla Gialla 2025 12.5%

18/20 ore di macerazione sulle bucce a freddo, quindi non fermentativa.

Si presenta citrina, floreale d’espressione gialla, ginestra, fresca e sapida. Al palato è molto tesa e certamente minerale.

Collio Friulano Valeris 2025 13.5%

Valeris, dal toponimo della località del vigneto con cinquant’anni d’età, con biotipi più verdognoli rispetto ai moderni gialli, che mantengono le caratteristiche del colore di un Friulano ammandorlato e vegetale di un tempo, probabilmente un po’ rustico ma l’originale.

L’olfatto è fine ed elegante, con note floreali, di camomilla, e di erbe aromatiche. Al palato risulta morbido, fruttato e con note vegetali e ammandorlate. Un vino di grande equilibrio.

Collio Malvasia 2025 13.5%

Come la Ribolla Gialla, esegue 18/20 ore di macerazione sulle bucce a freddo. Prodotta in purezza dal 2009.

Ah, l’aromaticità colpisce immediatamente, con le sensazioni floreali, di rosa, ma è anche fresca e minerale. Al palato è setosa, con il fruttato in predominanza, albicocca e pesca, supportato da note di spezie e di erbe aromatiche, dove spiccano il pepe bianco e la salvia.

Una bella versione non macerata di questo vitigno.

Collio Bianco Stare Brajde 2023 14%

Stare Brajde significa Vecchie Vigne in sloveno, e proprio dai vigneti più antichi, 75/80 anni per la Malvasia, si ottiene il vino. Ho già menzionato la questione dell’uvaggio, che consiste nel dettaglio di Friulano per il 50%, Malvasia Istriana 30%, Ribolla Gialla 20%. Fermentazione alcolica per sei giorni e trasferimento in tonneau da 500 litri di acacia usate per cinque/sei mesi. Stabilizzazione e affinamento in bottiglia di un anno.

Il vino è intenso e glicerico, l’olfatto è al momento incentrato e dominato dal carattere della Malvasia, con note floreali, ma anche fruttate e un principio di albicocca. Il finale è speziato e sicuramente minerale.

Collio Friulano Villa de Randis 2021 14%

Niente botte per questo vino che affina per quattro anni in bottiglia, prodotto in 1300 esemplari.

Molto intenso, con toni mielati e di fiori secchi, di frutta a polpa gialla, agrume succoso, erbacei di fieno. Al palato è pieno e corposo, con molte erbe aromatiche e un finale ammandorlato. Il tutto si traduce in eleganza ed equilibrio. Confesso d’averlo particolarmente apprezzato.

Collio Pinot Grigio 2025 13.5%

Pressutura soffice delle uve intere e fermentazione alcolica che dura 10/12 giorni.

L’olfatto è varietale, con note floreali di gelsomino e di fiori d’acacia, e ancora tenui di rosa, in più piccoli frutti di bosco, come il ribes rosso e la fragolina. Il bouquet si completa con note di frutta esotica, litchi, e agrume, pompelmo.

Al palato è fresco e teso, tendenzialmente acidulo, con ritorni fruttati, e un finale minerale e sapido.

Collio Cabernet Sauvignon 2023 13,5%

La macerazione fermentativa delle uve dura dieci giorni, con tre rimontaggi giornalieri svolti a temperatura controllata.
Dopo la svinatura il vino è affinato in tonneau per minimo 12 mesi, maggiormente usato poichè nuovo non supera mai il 15%.

Bouquet che promette beva e impressiona per la croccantezza, declinato da fiori e piccoli frutti rossi, fra questi ultimi il mirtillo, ribes rosso, mora e amarena. Vi è anche una suggestione di menta.

Al palato, nonostante un tannino non pienamente ancora svolto, è croccante e gradevole, con ritorni dei frutti rossi, un’aggiunta di agrume, e un finale persistente e minerale. In conclusione, possiamo anche non trovarci d’accordo sui quali termini adoperare, ma ciò che importa è trovarci d’accordo sulla qualità dei vini, che personalmente hanno convinto chi scrive.

Immagine di Pino Perrone

Pino Perrone

Classe 1964, si appassiona al vino a vent'anni fino a diplomarsi sommelier A.I.S. nel diciottesimo corso 1998/1999 a Roma. Specializzatosi sul whisky, ma amante anche di altri distillati, organizza per 10 anni il Roma Whisky Festival. Ha tenuto numerosi corsi e degustazioni sul distillato di cereali, ed è autore di articoli per varie testate, come ad esempio Bartales e Vinodabere sul whisky e sul vino. È stato giudice internazionale per lo Spirits Selection del Concour Mondial de Bruxelles, e International Sugarcane Spirits Awards. Amante di letteratura, cinema e musica spesso le utilizza per contaminare il suo racconto. Ha curato editorialmente quattro libri inerenti i distillati: le versioni italiane di "Whisky", "Iconic Whisky" e "Rum" di Cyrille Mald, pubblicate da L'Ippocampo, e "Il Whisky nel Mondo" per la Readrink.

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