Casauria passa da sottozona del Montepulciano d’Abruzzo DOC e diviene la terza Denominazione di origine controllata e garantita abruzzese.
Nel nome tutta l’ambizione di un marchio unico e distintivo; non viene infatti menzionato il montepulciano, vitigno alla base della denominazione per un minimo del 90% dando la massima importanza al territorio di riferimento.

Per l’Associazione Casauria DOCG si è trattato di un iter lungo, passato anche attraverso un primo fallimento nel 2017, terminato infine con la presentazione della DOCG alla stampa lo scorso 9 maggio, presso l’Abbazia di San Clemente a Casauria, uno dei luoghi simbolo di questi luoghi.
Il Presidente Concezio Marulli ha moderato l’evento in cui sono intervenuti il Presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio, il Vice Presidente con delega all’agricoltura Emanuele Imprudente, il Presidente del Consorzio Tutela Vini d’Abruzzo, Alessandro Nicodemi, Lucio Cavuto, promotore Casauria DOCG. L’enologo Angelo Molisani ha presentato le caratteristiche tecniche dei vini Casauria DOCG.
Al momento sono diciannove le aziende vitivinicole coinvolte nel progetto: queste potranno rivendicare come prima annata della DOCG la 2024.

CASAURIA: LA CULLA DEL VINO D’ABRUZZO
Già sottozona del Montepulciano d’Abruzzo DOC a partire dal 2006, Casauria è parte di un territorio adagiato tra il massiccio della Majella e i Monti della Laga. L’etimologia del toponimo – verosimilmente di origine romana – è connessa alle caratteristiche di un territorio vocato alla coltivazione della vite: deriverebbe infatti dall’espressione Casa Aurea, per la sua ricchezza e fertilità o da Casa Urii, attinente a Giove Urios, antica divinità favorevole ai venti.
Ed è tutto qui il genius loci del terroir e del suo vino, una conca naturale costituita da sedimenti marini e suoli a struttura sabbioso-argillosa, circondata da dolci colline così ben esposte, soleggiate e ventilate da essere il luogo prescelto per la fondazione dell’Abbazia di San Clemente nell’ 871 dc, dove i monaci benedettini già praticavano la coltivazione della vite.
IL DISCIPLINARE CASAURIA DOCG
All’interno della DOCG sono ricompresi 18 comuni in provincia di Pescara.
La base ampelografica è costituita da Montepulciano per un minimo del 90% e altri vitigni a bacca nera idonei alla coltivazione in Abruzzo. Come forma di allevamento, oltre alla spalliera, è prevista quella tradizionale della pergola abruzzese, con rese non superiori a 9 tonnellate per ettaro. La versione base della DOCG deve essere sottoposta a un invecchiamento non inferiore a diciotto mesi, la Riserva a ventiquattro mesi. Il titolo alcolometrico minimo è del 13%.

LE CARATTERISTICHE DEI VINI CASAURIA DOCG
Durante la masterclass sono state presentate una serie di etichette prodotte dalle cantine che rivendicheranno la DOCG. Il primo obiettivo che l’Associazione ha indicato come prioritario per l’agenda di sviluppo della DOCG è quello di continuare a lavorare sull’interpretazione enologica attraverso un confronto serrato e costante tra i produttori.
Caratteristica comune a tutti i campioni il colore fitto e compatto e una gradazione alcolica mai inferiore a 14%.
AZIENDA AGRICOLA PETTINELLA – CASAURIA 2023
Necessita di tempo nel bicchiere per disperdere una lieve riduzione. Poi ciliegia e note speziate. Acidità citrina al palato e tannino grippante.
TENUTA ROSARUBRA – ROSARUBRA 2023
Braci sopite, sentori vegetali, di rosa e mora di rovo. Sorso disteso e balsamico.
ETTORE GALASSO – PANTHEON 2023 RISERVA
Naso vinoso, confettura di more e lamponi. Tannino austero, chiude presto su tostature di caffè.
CANTINE TERZINI – VIGNA VETUM 2022
Tostature di legno, poi canfora e cumino. Molto caldo al palato, controbilanciato da acidità sferzante e tannino di buona presenza. Da valutare nell’evoluzione.
PODERE CASTORANI – RISERVA 2021
Frutti rossi al naso. Al palato è polposo, di grande struttura, perfettamente integrato nella parte calorica. Chiude lungo su tostature di caffè.

DUCHI DI CASTELLUCCIO – PODERE CROSTA RISERVA 2022
Floreale, speziato, balsamico. Al sorso rivela corpo elegante, tannino polveroso e sottile, chiusura su sentori terrosi e di radice.
PASETTI VINI – HARIMANN 2020
Kirsch, liquirizia e tostature di cacao. Sorso denso e materico.
CHIUSAGRANDE – DNA D’EUSANIO 2020
Petali di rosa e fragola. Al palato scattante, snello, balsamico, cesellato da tannino che si fa strada e rimane senza invadere.
CANTINA ZACCAGNINI – RISERVA 2019
Gelso nero in confettura, liquirizia, cenere di camino. Sorso potente, speziato, tannino impalpabile ma presente.
GUARDIANI FARCHIONE – DI TE E DI ME RISERVA 2017
Viola scura e liquore di caffè. Succoso, tannico, chiude su cioccolata amara.
NIC TARTAGLIA – IO – SELVA DELLE MURA 2017
Esplosione di frutta rossa, petali rosa, tratti ematici e ferrosi. Sorso polposo, pieno, chiusura su fava di cacao.
TOCCO – ENISIO RISERVA 2015
Speziature dolci di anice e liquirizia. Al palato è disteso, di buona verve e leggere screziature ossidative.



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