I Caporale, impasti leggeri e digeribili nel segno di un ridotto apporto di calorie

Mangiare la pizza fa bene? Assolutamente sì, a patto di non esagerare come per ogni alimento. Da I Caporale l’attenzione ad evitare gli “sgarri” calorici inizia già dagli impasti leggeri e digeribili, grazie anche alla selezione farine di grani antichi Varvello 1888, che garantisce gusto e leggerezza a tavola.

La storia dei fratelli Giuseppe e Raffale Caporale comincia dal Rione Sanità, da un contesto impegnativo e parimenti formativo per la loro professione. Scegliere di fare il pizzaiolo significava un tempo imparare il mestiere quando non si avevano motivazione e possibilità per proseguire negli studi.

Adesso, invece, lo studio inizia già sulla spianatoia nella scelta delle materie prime e nelle tecniche di lievitazione controllate alla perfezione. Il padre aveva svolto la dura gavetta da dipendente nel locale di Via Nazionale delle Puglie a Casalnuovo di Napoli, prima di rilevarne da 18 anni la piena proprietà. In lui resta la passione per le ricette tradizionali, meno contemporanee ma tanto gustose. La classica ruota di carro è una di queste, che Raffaele e Giuseppe rivisitano in varie proposte.

“La Sanità”

Ma è il basso impatto glicemico l’ingrediente cardine della pizzeria. Persino nei topping eleganti, sempre ricchi di verdure di stagione e mai eccedenti nel condimento. Ovviamente il sapore non va sacrificato, per questo Giuseppe e Raffaele coltivano un orto di famiglia con primizie della terra per soddisfare la maggior parte del fabbisogno giornaliero.

«Cerchiamo di fare del nostro meglio, ascoltando e imparando dagli errori. Da ex ballerino, 5 volte campione italiano di danze caraibiche, non potevo dimenticare l’attenzione alla linea perché la bilancia non diventi un nemico – racconta il poco più che trentenne Raffaele – Siamo legati solo al giudizio dei clienti, il miglior premio per i nostri sforzi. Il successo ad ogni costo non fa per noi».

“Purple Tuna”

Lo si vede nella sequenza degli assaggi, partendo dalla signature “La Sanità” dedicata alle origini: una provola e pepe a ruota di carro dall’accattivante miscela di pepi, il test più delicato da superare per ogni pizzaiolo. Si prosegue con la “Purple Tuna”, da impasto ai carboni attivi in triplice cottura e l’estro delle chips di barbabietole unite a scarola riccia, finocchio e tartare di tonno mediterraneo.

“Caporalotto salsiccia e friarielli”

Prima del dolce finale ecco il “Caporalotto”, impasto arricchito con semi di chia, lino e papavero lievitato per 36 ore. Un morso alla versione salsiccia e friarielli apre il palato verso le sensazioni tipiche di uno dei piatti più celebri della Campania.

“Margherita Dolce”

Dessert unico e originale per la “Margherita Dolce” ideata partendo da gelato al fiordilatte e composta di pomodorino corbarino. Buona la carta dei vini, ampliata con chicche del territorio, utile per una serata a scelta libera o nel menu degustazione a 40 euro.

Immagine di Luca Matarazzo

Luca Matarazzo

Giornalista, appassionato di cibo e vino fin dalla culla. Una carriera da degustatore e relatore A.I.S. che ha inizio nel lontano 2012 e prosegue oggi dall'altra parte della barricata, sui banchi di assaggio, in qualità di esperto del settore. Giudice in numerosi concorsi enologici italiani ed esteri, provo amore puro verso le produzioni di nicchia e lo stile italiano imitato in tutto il mondo. Ambasciatore del Sagrantino di Montefalco per il 2021 e dell'Albana di Romagna per il 2022, nonché secondo al Master sul Vermentino, inseguo da sempre l'idea vincente di chi sa osare con un prodotto inatteso che spiazzi il palato.

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