Il Grechetto nell’evento che ne celebra il legame indissolubile con il centro Italia

Per tre giorni, dal 24 al 26 luglio, Civitella d’Agliano, nel cuore della Tuscia viterbese, si è trasformata nella capitale del Grechetto. La ventitreesima edizione di Nelle Terre del Grechetto, organizzata dal Comune di Civitella d’Agliano con la collaborazione della Pro Loco e di Carlo Zucchetti, l’Enogastronomo con il Cappello, ha celebrato uno dei vitigni bianchi più rappresentativi dell’Italia centrale attraverso degustazioni, incontri con i produttori e momenti di approfondimento dedicati alla sua storia e alla sua evoluzione.

Il suggestivo borgo medievale, terra di confine tra Lazio, Umbria e Toscana, ha offerto ancora una volta la cornice ideale per un viaggio tra vino, cultura e paesaggio. Le sue terrazze affacciate sulla Valle dei Calanchi e le antiche vie del centro storico hanno ospitato un itinerario enogastronomico con oltre cinquanta cantine, dove il pubblico ha potuto degustare le diverse interpretazioni del Grechetto grazie al servizio curato dalla FISAR.

Ci sono vitigni che conquistano al primo sorso e altri che chiedono tempo, attenzione e curiosità; il Grechetto appartiene senza dubbio a questa seconda categoria. Storicamente legato all’Umbria, dove trova la sua massima espressione, questo antico vitigno a bacca bianca si è ritagliato un ruolo di primo piano nel panorama enologico italiano grazie a una personalità ben definita, fatta di equilibrio, struttura e sorprendente capacità evolutiva. Dietro il suo nome, che richiama suggestioni elleniche, si cela una storia profondamente radicata nei territori dell’Italia centrale, tra colline, suoli ricchi di minerali e una tradizione vitivinicola secolare.

Dal comprensorio di Orvieto alle campagne di Todi, fino alla Tuscia laziale e ad alcune zone della Toscana, il Grechetto racconta un’identità autentica, capace di coniugare freschezza, sapidità e quella caratteristica nota finale di mandorla che lo rende immediatamente riconoscibile. Un vitigno che oggi, grazie al lavoro di tanti produttori, continua a dimostrare una straordinaria versatilità, confermandosi tra i grandi bianchi del Centro Italia.

Uno dei momenti più interessanti della manifestazione è stata la degustazione tecnica riservata a giornalisti e produttori, ospitata presso il Salone della Cultura di Civitella d’Agliano. In assaggio ben 65 vini provenienti da Lazio, Umbria, Toscana ed Emilia-Romagna, quest’ultima rappresentata dal Pignoletto, vitigno geneticamente imparentato con il Grechetto.

Il banco d’assaggio ha offerto una fotografia estremamente rappresentativa delle diverse espressioni territoriali del vitigno. Pur nelle inevitabili differenze dovute ai terroir e alle scelte produttive, è emerso un filo conduttore ben definito: vini caratterizzati da freschezza, struttura e una marcata identità territoriale. Al naso si sono alternati profumi di agrumi, pesca, mela e pera, accompagnati da fiori di campo, erbe aromatiche e interessanti sfumature minerali. Nei campioni più maturi sono affiorate eleganti note di idrocarburo, miele e frutta secca. Al palato il Grechetto ha confermato la sua cifra stilistica fatta di vivace sapidità, equilibrio e persistenza, con il tipico finale di mandorla che rappresenta una delle sue firme più riconoscibili.

Tra gli appuntamenti più significativi della manifestazione merita una menzione speciale la visita alla cantina Sergio Mottura, una delle aziende simbolo del Grechetto italiano e protagonista nella valorizzazione di questo vitigno. La visita ha permesso di conoscere più da vicino la filosofia produttiva della famiglia Mottura e di comprendere il lavoro svolto negli anni per esaltare le potenzialità di un’uva spesso sottovalutata.

Il momento più emozionante è stato senza dubbio la degustazione di alcune vecchie annate, una vera e propria dimostrazione del potenziale evolutivo del Grechetto. I vini hanno conservato una straordinaria freschezza e un’invidiabile integrità aromatica, sviluppando nel tempo complessi sentori di idrocarburo, miele, erbe officinali, pietra focaia e frutta secca, sostenuti da una trama sapida ancora viva e da una sorprendente eleganza. Un assaggio che ha confermato come il Grechetto, quando nasce da vigneti vocati e viene interpretato con sensibilità e rigore, possa affrontare il tempo con la stessa autorevolezza dei più grandi bianchi italiani. Nelle Terre del Grechetto si conferma così molto più di una semplice manifestazione dedicata al vino.

È un evento capace di raccontare un territorio attraverso il suo vitigno simbolo, mettendo in dialogo produttori, appassionati e professionisti del settore. Un’occasione preziosa per comprendere come il Grechetto stia vivendo una stagione di rinnovata consapevolezza, grazie a vini sempre più identitari e capaci di coniugare piacevolezza immediata, profondità e straordinarie prospettive di longevità.

Immagine di Alberto Chiarenza

Alberto Chiarenza

Romano di nascita e cresciuto in un paese distante, il Sud Africa. Un posto dove convivono molte etnie e religioni. un pot-pourri multietnico che apre la mente a nuove esperienze e conoscenze. Amo l’eleganza e le buone maniere, viaggiare e scoprire continuamente nuove realtà enogastronomiche. Critico enogastronomico, ho iniziato dal corso Sommelier fino a specializzarmi come Assaggiatore Esperto e Consigliere ONAV Roma di cui sono l’addetto alla comunicazione. Ho un blog personale e un sito internet come “Alberto Winelover”. Viva il vino e viva la vita…Cheers!

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