Da Seven Restaurant Cafè a Monteleone d’Orvieto il tartufo nero è di casa

Seven Restaurant Cafè, il gusto di una famiglia nel cuore dell’Umbria

Ci sono luoghi nei quali non si arriva semplicemente: si entra. Si attraversano le porte di un borgo, si percorrono strade che sembrano custodire storie antiche e, quasi senza accorgersene, ci si ritrova immersi in un paesaggio capace di cambiare il ritmo della giornata. Monteleone d’Orvieto è uno di questi luoghi.

Piccolo borgo dell’Alto Orvietano, arroccato sulle colline umbre e affacciato verso la Valdichiana, conquista con quella bellezza discreta che non ha bisogno di esibire nulla. Pietra, vicoli, scorci sulla campagna e una sensazione di autenticità che oggi, forse più che mai, rappresenta un valore prezioso.

Ed è proprio qui che ho incontrato il Seven Restaurant Cafè, una realtà che va ben oltre il concetto di ristorante. Perché il Seven è soprattutto una storia di famiglia, di passione e di un legame profondo con la cucina e con il territorio.

A raccontarla sono i fratelli Michele e Andrea Filosi, insieme alla mamma Paola, vera anima della cucina. Ed è forse proprio qui che si trova il segreto del successo del Seven: in una famiglia che ha trasformato esperienze e passioni diverse in un progetto comune.

Andrea, da giovane promessa del calcio, avrebbe potuto immaginare per sé un futuro completamente diverso. La vita, però, lo ha portato verso la ristorazione di famiglia, una scelta che oggi sembra aver trovato nel Seven la sua naturale destinazione. Al suo fianco c’è Michele, tartufaio esperto, profondamente legato alla natura e ai boschi di questo territorio.

E poi c’è mamma Paola.

Una presenza fondamentale, quasi il cuore pulsante della cucina. Paola ha fatto la cuoca per anni nei ristoranti e porta con sé quella conoscenza concreta del mestiere che non si impara soltanto sui libri: si costruisce giorno dopo giorno, tra fornelli, ingredienti, profumi e clienti da conquistare.

È lei che ha trasmesso ai figli la passione per la cucina e che oggi, insieme a Michele e Andrea, rappresenta il vero punto di forza gastronomico del Seven. Il risultato si sente nel piatto.

La cucina del ristorante nasce infatti dalla tradizione, ma non rimane ancorata al passato. Il territorio umbro è il punto di partenza e il tartufo è certamente uno dei protagonisti assoluti. Un ingrediente prezioso, capace di trasformare una preparazione semplice in qualcosa di memorabile, ma che qui viene trattato con rispetto, senza inutili complicazioni.

E quando si parla di tartufo, Michele Filosi ha molto da raccontare. La sua esperienza di tartufaio permette agli ospiti del Seven di vivere una delle esperienze più affascinanti che si possano fare in questo angolo d’Umbria: andare nel bosco alla ricerca del prezioso fungo ipogeo. Non è una semplice passeggiata.

È un piccolo viaggio nella natura, accompagnati dai cani da tartufo e dalla conoscenza di chi quei boschi li frequenta davvero. Si cammina, si osserva, si ascolta. Poi arriva il momento in cui il cane si ferma, annusa, comincia a scavare e l’attesa si trasforma in emozione.

In quel momento il tartufo cambia completamente prospettiva.

Non è più soltanto un ingrediente da acquistare o da degustare. È qualcosa che si è imparato a cercare, rispettando i tempi della natura e seguendo una tradizione che ancora oggi vive grazie a uomini come Michele. E quando dal bosco si torna al Seven, arriva la parte forse più golosa dell’esperienza: la tavola.

Qui il tartufo incontra la cucina di mamma Paola e diventa protagonista di piatti nei quali il profumo del bosco si unisce alla memoria della cucina italiana. Pasta, carni, funghi e altre materie prime del territorio diventano il terreno ideale per valorizzare questo prezioso prodotto. Non servono effetti speciali quando dietro un piatto ci sono una materia prima di qualità, una cuoca esperta e una famiglia che conosce il valore dell’accoglienza.

Perché una cucina di questo tipo chiede al calice di partecipare alla storia. Il vino deve accompagnare il tartufo, sostenerne i profumi e la complessità senza sovrastarlo. Ogni abbinamento diventa così un ulteriore tassello di un’esperienza che parte dal territorio e torna al territorio. Grazie a Michele che ha conseguito il diploma di Sommelier, è possibile arricchire l’esperienza gustativa abbinando vini di assoluto pregio.

Seduto al Seven, osservando il lavoro di questa famiglia, ho avuto la sensazione che il successo del locale non sia legato a un singolo elemento, ma alla somma di tante storie. C’è la storia di Andrea, che ha lasciato il sogno del calcio per dedicarsi alla ristorazione. C’è quella di Michele, che ha fatto del rapporto con il bosco e con il tartufo una vera passione. E c’è soprattutto la storia di Paola, che per una vita ha cucinato nei ristoranti e che oggi vede la propria esperienza diventare patrimonio dei figli. Tre percorsi diversi che si incontrano sotto lo stesso tetto.

Forse è proprio questa la sorpresa più bella del Seven Restaurant Cafè: arrivare a Monteleone d’Orvieto pensando di trovare semplicemente un posto dove mangiare tartufo e scoprire invece una famiglia, una storia e un modo autentico di vivere la ristorazione. Qui il tartufo non è soltanto nel piatto. È nel bosco, nei racconti di Michele, nelle mani di Paola, nella scelta di Andrea di continuare una tradizione familiare.

Come il profumo del tartufo che continua a seguirti anche quando hai lasciato il tavolo, mentre percorri nuovamente i vicoli di Monteleone d’Orvieto e guardi le colline umbre allontanarsi lentamente. Con la certezza, molto semplice, di aver trovato un luogo nel quale vale davvero la pena tornare.

Immagine di Alberto Chiarenza

Alberto Chiarenza

Romano di nascita e cresciuto in un paese distante, il Sud Africa. Un posto dove convivono molte etnie e religioni. un pot-pourri multietnico che apre la mente a nuove esperienze e conoscenze. Amo l’eleganza e le buone maniere, viaggiare e scoprire continuamente nuove realtà enogastronomiche. Critico enogastronomico, ho iniziato dal corso Sommelier fino a specializzarmi come Assaggiatore Esperto e Consigliere ONAV Roma di cui sono l’addetto alla comunicazione. Ho un blog personale e un sito internet come “Alberto Winelover”. Viva il vino e viva la vita…Cheers!

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