Martedì 3 novembre, a Caldaro, presso la tenuta della famiglia von Kuenburg a Castel Sallegg, si è tenuta, in collaborazione con Gambero Rosso, la presentazione di un’edizione speciale e limitata creata appositamente per celebrare i 175 anni della cantina.
In un’ambientazione degna di un film sull’Impero Asburgico, quasi fiabesca, il Conte Georg Von Kuenburg e la sua famiglia ci hanno accolto assieme al direttore della tenuta, Wolfgang Raifer e all’enologo Matthias Hauser, all’interno della residenza privata della famiglia. Dopo un aperitivo di benvenuto, il conte ha tenuto un breve discorso introducendo la secolare storia della famiglia Kuenburg.

Dall’alto di una meravigliosa scalinata ha spiegato ai presenti com’è arrivato in Alto Adige il Moscato Rosa: fu portato come dono nuziale nel 1892 dalla Sicilia dal suo antenato Enrico Lucchesi Palli, principe di Campofranco, in occasione del matrimonio con la contessa Maria Raineria von Waidek. Fortunatamente nella zona del lago di Caldaro trovò terreno fertile per questo vitigno tipico di altre latitudini e ancora oggi occupa alcune parcelle della tenuta.
Ma il connubio fra la famiglia Kuenburg e il vino va ben oltre. Infatti, sotto il castello, a ben 11 metri di profondità, si trova la cantina storica. Qui, in seguito a un’ampia ristrutturazione voluta intorno ai primi del Novecento, venne riscoperta questa struttura dalle splendide volte a botte, risalente con tutta probabilità al X secolo, seppur ci siano tracce ancora più antiche che portano fino all’epoca tardo-romana.

La serata è poi proseguita nei saloni al piano superiore, dove, in una splendida saletta affacciata sul giardino, si potevano degustare varie annate di alcune referenze della cantina. Su un primo tavolo le tre interpretazioni di Pinot Bianco da diverse annate, dal Pratum 2017 al più recente Leopoldine 2023. Per chi non conoscesse il Pinot Bianco dobbiamo per forza fare una piccola opera di sensibilizzazione: ve ne innamorerete. Infatti, questo vitigno tipico dell’Alto Adige trova qui una delle sue espressioni migliori, mutando decisamente forma in base alle annate assaggiate.
Su un secondo tavolo abbiamo avuto il piacere di provare quattro differenti annate dello Chardonnay “Marei”, un piacevolissimo percorso che partiva dal 2021 per arrivare a un più giovane 2024, lasciando nell’assaggiatore piacevoli sensazioni di mineralità come leitmotiv.
È venuto poi il tempo di un altro vitigno tipico della zona: la Schiava dell’Alto Adige. Qui prende la denominazione Lago di Caldaro (Kalterersee), in quanto espressione tipica della viticoltura locale. Le tre differenti annate del Vigna Bischofsleiten Lago di Caldaro portano in bocca un piacevole gusto di frutti rossi, che in questo vino prevale su un tannino morbido e mai invadente.
Siamo così arrivati all’ultimo tavolo, dove facevano bella mostra di sé quattro annate del “Nussleiten” Alto Adige Merlot Riserva. Partendo dal 2017 per arrivare alla Riserva 2021, qui un tannino più presente all’inizio lascia posto a sentori di frutti rossi maggiormente maturi, che regalano emozioni crescenti a seconda delle annate.

Quando gli invitati hanno avuto modo di farsi un’idea più precisa della direzione in cui l’enologo sta guidando i vini della cantina, è arrivato finalmente il momento che tutti aspettavamo. Dopo esserci spostati in un’altra saletta e dopo un breve discorso di presentazione del conte Michael von Kuenburg, che rappresenta la nuova generazione della famiglia impegnata in cantina, finalmente è arrivato lui. Il “Milian”, una cuveè riserva di Merlot e Cabernet Sauvignon prodotto in un’ edizione speciale e limitata per i 175 anni della cantina.
Il nome è un omaggio all’imperatore Massimiliano I, «un visionario che seppe valorizzare l’eredità dei suoi antenati e, al tempo stesso, plasmare il futuro della propria dinastia con lungimiranza e determinazione», come si trova scritto sul sito della cantina.
Ma un visionario lo è anche l’enologo Matthias Hauser, sicuramente supportato dalla proprietà, che, in un periodo in cui l’Alto Adige punta sui suoi ottimi vini bianchi, sceglie invece di andare controcorrente, dando vita a un rosso profondo ed equilibrato, un vino che sicuramente, anche fra alcuni anni, sarà in grado di trasmettere sensazioni sempre nuove e in continua evoluzione.
Alla presentazione del «Milian» era presente, per Gambero Rosso, anche Giuseppe Carrus, curatore della Guida Vini d’Italia e fresco vincitore del premio Divulgatore dell’Anno assegnato dall’Associazione della Stampa Estera in Italia, che ha descritto con la sua tipica verve e il suo sottile umorismo questa novità della cantina. A chiusura del suo intervento ha poi evidenziato come questo vino sia prima di tutto «Castel Sallegg».
Ed effettivamente, avendo avuto la possibilità di provare varie declinazioni dei vini della cantina, non posso fare altro che concordare in pieno con questa affermazione. Insomma, un vino nuovo che prende spunto dalla tradizione, proiettandosi nel futuro per evolvere negli anni, proprio così come la famiglia Kuenburg ha sempre fatto nel corso della sua storia.



Castel Sallegg festeggia 175 anni di storia con un nuovo vino che guarda al futuro
Toscana: la seconda edizione di B.E.V.I. (Borgo Eccellenze Vinicole Italiane)
La masterclass di Daniele Cernilli a Collio Evolution 2026: due facce e due colori del Pinot Grigio
Memoria, territorio e contaminazioni: l’autunno al Vega Restaurant di Carinaro secondo lo chef Agostino Malapena
Teresina, una vita in campagna