A Napoli Taverna La Riggiola presenta il suo menù estivo

La riggiola è la mattonella maiolicata, portata a Napoli dagli Aragonesi nel XV secolo e diventata uno degli elementi tipici dell’architettura partenopea. E’ anche il nome del ristorante di Pietro Micillo nel cuore del quartiere Chiaia: situato al piano strada del palazzo di famiglia in Vico Satriano, internamente è decorato con riggiole dai motivi geometrici risalenti al XVIII secolo.

Una piccola taverna, in cui si alternano gouache napoletane a ceramiche vietresi per riprodurre l’atmosfera calorosa di una casa partenopea, dove Pietro accoglie i propri ospiti. L’occasione per visitarla è stata la presentazione del nuovo menù estivo del locale. La cucina è quella tradizionale napoletana basata sui prodotti dell’orto della famiglia Micillo, che a partire dalla fine dell’Ottocento, è arrivata a coltivare fino a mille ettari tra Giugliano, Dugenta e Melizzano. Oggi Pietro si prende personalmente cura dell’ultimo ettaro  rimasto a Torre San Severino, da cui giornalmente provengono le verdure che lo chef Marco Montella utilizza nella creazione dei piatti presenti a menù.

Il dattero è l’ingrediente di base dell’amuse bouche d’ingresso. Simbolo di ospitalità nella cultura nordafricana, qui lo degustiamo ripieno di crema di caprino e noci. Pietro ci spiega che è un omaggio alla tradizione alimentare mediterranea, le cui origini letterarie vanno ricercate nel Liber de Coquina redatto alla corte di Federico II.

Proseguiamo con un secondo amuse bouche: la baby melanzana in parmigiana. Colta non più lunga di pochi centimetri, è servita con salsa di pomodoro e formaggio, da mangiare in un unico boccone. Una chicca che troviamo a menù grazie all’approvvigionamento quotidiano e diretto dall’orto di proprietà.

A rendere speciale la cucina de La Riggiola è la costante ricerca filologica fatta su antiche ricette a partire dall’epoca di Federico II fino agli scritti del Cavalcanti, che spesso menzionano verdure e legumi rari, sapientemente recuperati da Pietro Micillo.

E’ il caso del fagiolo a Formella, un’antica varietà dalla forma schiacciata e trapezoidale, facilmente digeribile. Unica varietà di fagiolo Lunatus presente in Europa, si trova solo in Campania. Di sapore delicato e vagamente vegetale, lo degustiamo in zuppetta, con crostini, pomodori secchi e sedano.

La cucina de La Riggiola è una vera e propria fucina di idee perché fondamentale è il confronto quotidiano tra Pietro Micillo, Marco Montella e gli altri membri dello staff di cucina nella creazione di nuovi piatti che prendono le mosse dai prodotti della terra.

Così i mezzi paccheri cozze e peperoncini di fiume: un piatto che unisce il mare e la terra, equilibrio di sapori e sensazioni tattili.

Mentre la portata successiva, tagliolini fatti in casa alla Nerano, “mette d’accordo i due partiti”, ci spiega Marco, “quello del parmigiano e quello del Provolone del Monaco: utilizzo entrambi per creare un’emulsione che, insieme all’olio della zucchina fritta, condisce la pasta.” A completare il piatto la baby zucchina, colta appena spuntata nell’orto: un’altra piccola chicca che mette d’accordo la passione di Pietro per la sua terra con la creatività di Marco.

Anche lo studio dei dolci è incentrato su sapori e ricette antiche. D’estate non manca mai il sorbetto per rinfrescare il palato prima di passare alla vera e propria pasticceria. Noi abbiamo assaggiato quello alla fragola, ma Pietro ci parla anche di quello alla feijoa, pianta di origine sudamericana già presente negli orti borbonici di Napoli, o di quello all’anguria arricchito con semini di cioccolato.

“Marco è uno chef molto preparato e di grande esperienza. Ma ancora più importante è la sua qualità umana, i suoi principi”, ci racconta Pietro. Caratteri che si evidenziano nel suo ruolo in cucina: presente ma non ingombrante, lascia libero spazio d’espressione a tutti i membri dello staff. Luca Schiattarella, pastry chef, è l’autore dei panificati, come i vari grissini friabili serviti a tavola, e il creatore del nuovo dolce a menù a noi riservato: la trilogia di bignè. Nocciola, crema chantilly con ciliegia, cioccolato sono i tre gusti, in un crescendo che raggiunge il culmine nella consistenza liquida e fondente della crema di cioccolato.

Chiudiamo la cena con una sorpresa: la collaborazione tra La Riggiola e la pastry chef influencer Valentina Cappiello. Sua è la chiffon cake senza lattosio, con lacrime di cioccolato e coulis di fragole, che ci accompagna al termine della serata. Una coccola soffice e delicata che amiamo immaginare anche come dolce ideale per la prima colazione e rende più che mai vere le parole con cui Pietro Micillo descrive il suo ristorante: “Questa è casa mia, vi accolgo.”

LA RIGGIOLA

Vico Satriano, 12

80121 Napoli

Immagine di Ombretta Ferretto

Ombretta Ferretto

Degustatore AIS, ha lavorato 14 anni nella logistica internazionale del vino. Attualmente si occupa di ospitalità e di produzione miele e olio EVO, oltre ad essere portavoce Slowfood dei produttori Noce della Penisola Sorrentina

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