Da Chianti Classico a Montalcino, fino a Bolgheri: il gruppo internazionale di Alejandro Bulgheroni celebra a Roma il titolo di “Azienda dell’Anno 2026” assegnato dalla Guida Vini d’Italia del Gambero Rosso.
C’è una parola che ricorre spesso quando si parla di Alejandro Bulgheroni Family Vineyards: identità. Non quella di un singolo marchio o di un’unica denominazione, ma quella di territori diversi, interpretati con rispetto e valorizzati attraverso una visione imprenditoriale che mette al centro il terroir.

Quando si visita una cantina, il racconto ruota quasi sempre attorno alla figura del vignaiolo o del produttore e alla storia della sua famiglia. Nei grandi gruppi, invece, il proprietario diventa spesso una presenza lontana, quasi mitologica: una figura capace di muovere ingenti capitali ma che raramente si incontra. A parlare delle diverse realtà aziendali sono gli amministratori e le persone che ogni giorno lavorano in cantina. Un racconto certamente interessante, al quale però manca spesso la dimensione più intima e autentica: quella di chi vive il territorio e ne custodisce la memoria.
Fondato dall’imprenditore argentino Alejandro Bulgheroni, il gruppo rappresenta oggi una delle realtà vitivinicole più importanti a livello internazionale, con proprietà in Argentina, Uruguay, Stati Uniti, Australia, Francia e Italia. È proprio la Toscana a costituire uno dei capitoli più significativi della storia di ABFV, grazie a un percorso iniziato nel 2012 con l’acquisizione di Dievole, storica tenuta del Chianti Classico, e proseguito negli anni con investimenti a Montalcino e Bolgheri.
Un progetto che oggi riunisce cinque aziende: Dievole, Podere Brizio, Poggio Landi, Tenuta Le Colonne e Tenuta Meraviglia, accomunate dalla conduzione biologica dei vigneti e da una filosofia produttiva orientata all’espressione autentica dei rispettivi territori.

Una visione che ha trovato pieno riconoscimento nella Guida Vini d’Italia 2026 del Gambero Rosso, che ha assegnato ad Alejandro Bulgheroni Family Vineyards il prestigioso titolo di “Azienda dell’Anno 2026”.
Per celebrare il riconoscimento, il 4 giugno si è svolto a Roma un press lunch organizzato da ABFV, in collaborazione con Gambero Rosso e AB Comunicazione di Anna Barbon. La giornata si è aperta nella raffinata cornice di Idylio by Apreda con una masterclass guidata da Marco Sabellico, curatore della Guida Vini d’Italia del Gambero Rosso, e da Enrico Viglierchio, Direttore Generale del gruppo.
Ad introdurre la degustazione, insieme a Viglierchio, sono stati l’agronomo Lorenzo Bernini e lo stesso Sabellico, che hanno illustrato la filosofia produttiva del gruppo e le peculiarità dei diversi terroir toscani.
Il viaggio è iniziato nel Chianti Classico con il Dievole Campinovi 2023, Trebbiano che ha saputo sorprendere per complessità e personalità. Le note fruttate e floreali si intrecciano a sensazioni vegetali, richiami iodati e suggestioni di macchia mediterranea, accompagnate da una vibrante freschezza balsamica.
Con il Dievole Casanova 2023, il Sangiovese si è espresso invece in una chiave contemporanea e immediatamente godibile: ciliegia croccante, spezie leggere, tannino delicato e una beva agile che ne esalta l’eleganza.
Più articolato e profondo il Dievole Novecento Riserva 2021, ottenuto da Sangiovese, Cannaiolo e Colorino provenienti da una singola vigna. Al naso emergono fiori, frutta matura, sottobosco e spezie scure, mentre il sorso mette in evidenza la freschezza e la succosità del Sangiovese, accompagnate da sfumature balsamiche e mentolate.
Il passaggio a Montalcino ha evidenziato due interpretazioni differenti del Brunello.
Il Podere Brizio Brunello di Montalcino Riserva 2019, proveniente dai terreni calcarei della zona sud-occidentale, si distingue per il profilo aromatico ricco di erbe officinali, spezie e frutto rosso integro. Al palato è fresco, sapido e sostenuto da un tannino ben integrato.
Diversa l’impronta del Poggio Landi Brunello di Montalcino Riserva 2019, nato sui versanti settentrionali verso Torrenieri. Qui il Sangiovese assume tratti più raffinati e complessi: ciliegia matura, prugna, liquirizia, humus e radici si fondono in una trama gustativa profonda, fresca e balsamica.

Il percorso si è concluso a Bolgheri, territorio nel quale ABFV ha realizzato uno dei progetti più ambiziosi degli ultimi anni.
Il Tenuta Le Colonne Bolgheri Superiore 2021, assemblaggio di Cabernet Franc e Cabernet Sauvignon provenienti da vigne affacciate sul mare, esprime un carattere mediterraneo ben definito. Mentuccia, peperone verde e spezie scure introducono un sorso equilibrato, sapido e di grande precisione.
Particolarmente affascinante la degustazione dei vini di Tenuta Meraviglia, azienda simbolo della nuova frontiera bolgherese del gruppo. Qui i vigneti sorgono nell’estremo lembo meridionale di Castagneto Carducci, su terreni caratterizzati dalla presenza di rocce vulcaniche e scheletro.
Il Vigna Pianali 2021, seconda annata prodotta, nasce da una piccola parcella di Cabernet Franc posta a 130 metri di altitudine. Il vino restituisce nel bicchiere tutta la forza del suo terroir: mineralità, freschezza, note iodate e balsamiche accompagnano un frutto avvolgente e maturo.
Apice della degustazione il Maestro di Cava 2020, ottenuto da una selezione delle migliori uve di Cabernet Franc provenienti dalla parte più alta della tenuta. Al naso emergono mora selvatica, grafite, macchia mediterranea ed erbe officinali; il sorso è vellutato, profondo e di straordinaria eleganza, capace di coniugare potenza e finezza.
La giornata è proseguita sulla terrazza panoramica del sesto piano del The Pantheon Iconic Rome Hotel, dove gli ospiti hanno potuto degustare una selezione di vecchie annate in abbinamento ai piatti firmati dagli chef Francesco Apreda e Cammertoni.
Il Carpaccio di Muggine con patate e zafferano ha trovato il suo ideale compagno nel Botro dei Fichi Vermentino 2024 di Tenuta Meraviglia.
Il Risotto alla cipolla rossa, ragù di cortile e foie gras è stato accompagnato dalla Vigna Sessina Chianti Classico Gran Selezione 2018 di Dievole.
Mentre l’Almone di Manzo Affumicato con indivia e prugne è stato proposto in abbinamento a due importanti interpretazioni del territorio: il Chiuso del Lupo Brunello di Montalcino 2016 di Poggio Landi e il Maestro di Cava Bolgheri Superiore 2017 di Tenuta Meraviglia.
Più che una semplice celebrazione, l’evento romano ha rappresentato la sintesi di un percorso che negli ultimi anni ha portato Alejandro Bulgheroni Family Vineyards a imporsi tra i protagonisti della viticoltura italiana. Un progetto capace di unire visione internazionale e radicamento territoriale, nel quale ogni azienda conserva la propria identità contribuendo al racconto di una Toscana ricca di sfumature, tradizioni e paesaggi diversi. Il riconoscimento di “Azienda dell’Anno 2026” appare così come il naturale approdo di una filosofia che non punta all’omologazione, ma alla valorizzazione delle differenze: un mosaico di terroir che trova proprio nella sua pluralità il tratto distintivo più autentico.



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