A Montefalco 2026: 3 giorni, infinite emozioni

Un’ottima annata, recitava il titolo di un famoso film con Russell Crowe nel ruolo di protagonista.

Qui però non siamo in Provenza ma sulla ringhiera dell’Umbria, a Montefalco. Clima perfetto, scelta indovinata di riunire la stampa nazionale e internazionale per “A Montefalco 2026”. 

Un viaggio itinerante che a fine Aprile – dal 26 al 28 per essere precisi – ha condotto la stampa nazionale ed estera alla scoperta di uno dei borghi medievali piu caratteristici d’Italia, dove si parla la lingua del Sagrantino sin dai tempi dei monaci benedettini. In questa terra magica e affascinante, nacque anche il Trebbiano Spoletino, su cui si punta da tempo per essere uno dei top player italiani tra i vini bianchi.

Si parte: Treno veloce da Salerno a Roma e poi dritti a Foligno per giungere a Montefalco in una calda e piacevole giornata.

Prima tappa: Moretti Omero, poi Terre di San Felice per chiudere con visita e cena da Tenuta di Saragano. Particolaremente interessante la conoscenza di Guglielmo in arte Noble Rot che ha un progetto dove unisce musica in vinile e vigna. Si respira aria di nobiltà conviviale.

Seconda tappa, una nuova giornata: il tour si apre con la presentazione ufficiale nel Museo San Francesco. Il Montefalco Sagrantino Docg 2022, prende 4 stelle e 92 punti. Ottima annata.

Alle 10:30 la Masterclass “The Shape of Elegance: Montefalco’s New Wine Grammar” con la Master of Wine Cristina Mercuri e poi tour da Tenuta Alzatura dei Cecchi, Antonelli San Marco e Le Cimate dal Presidente del Consorzio Paolo Bartoloni. Una piccola sosta per proseguire con il light lunch a Bevagna dove i produttori e gli show cooking hanno regalato momenti di convivialità e confronto.

Terza tappa, prima di rientrare, penultima visita alla Tenuta Brancalupo di Lungarotti poi da Bocale e pranzo nel centro storico.

IN VALIGIA: sughero e souvenir.

Cosa resta di questo viaggio?

La grande ospitalità dei produttori sempre più convinti e felici di essere sulla strada giusta.

La prugna e il cuoio del Montefalco Sagrantino che conferma di essere uno dei top player mondiali.

Il lavoro eccellente sul Trebbiano Spoletino che lascia tutti a bocca aperta,

Un consorzio che riesce a unire storia, arte, cultura e vino sotto il nome di “A Montefalco”.

Ma soprattutto resta un’immagine, quella del Sagrantino, capace di raccontare l’autenticità di Montefalco.

Immagine di Paolo Loffredo

Paolo Loffredo

Classe ’85, pubblicitario appassionato di moda, musica, food, Helvetica e Bodoni, in eterna lotta contro il brutto. Un piatto di pasta con crema di fagioli, crema di tonno e pomodoro secco. Colori, fusioni e sapori intensi, ricchi e genuini.

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