A cena col produttore: Tenuta Stroblhof sulla Strada del Vino un punto fermo per una sosta in Alto Adige

Scegliere l’Alto Adige per le proprie vacanze è da sempre il sogno di molti visitatori. Farlo nella pace delle campagne intorno a San Michele – Appiano (BZ), in compagnia della famiglia Nicolussi-Leck nella loro Tenuta Stroblhof è, senza dubbio, un punto fermo nella proposta enoturistica regionale.

Creare bellezza producendo ricchezza potrebbe essere il motto di questa terra fantastica, dove ogni cosa segue il ritmo delle stagioni e nulla viene lasciato al caso. La Tenuta è nata dal lavoro incessante degli Hanni-Ausserer. Una delle discendenti e moglie di Andreas, la signora Rosemarie è l’esempio lampante di come debba essere concepita l’accoglienza e il rispetto per i clienti.

Camere di lusso, una SPA immersa nel verde della natura preappenninica, con la vista rivolta verso le montagne del Passo della Mendola. Cucina Gourmet di chiara impronta territoriale e cantina vini con le migliori eccellenze che l’Alto Adige sa offrire tra Pinot Bianco, Chardonnay e Pinot Nero. La vena bianchista dell’azienda viene ben compensata dai rossi, nati su suoli porfirici antichissimi, tinti di venature rossastre. Acidità l’elemento dominante, unita a sapidità e lunghezza di palato.

Espressioni taglienti di un clima ancora contenuto, con brezze fresche nelle giornate primaverili, forti escursioni termiche e protezione dalle inclemenze meteo grazie alle ripide cime ravvicinate. L’areale, a detta di tanti operatori del settore, rappresenterà sempre più una zona ideale per la coltivazione della vite a fronte degli attuali rialzi termici. Ma andiamo per ordine.

La cucina

Lo Chef Enzo Bellia, esperienze pluriennali in ristoranti Stella Michelin, parte dalle origini siciliane e riesce a contaminare le tradizioni con le materie prime a chilometro zero e quel tocco di originalità nato dall’amore per gli ortaggi e le spezie del Sud Italia. La sua idea di canederlo, il piatto tipico regionale, presentato in doppia consistenza esprime un concetto che va ben oltre la classica idea di ristorazione da hôtellerie. Potrete seguirne i vari passaggi nel video sottostante.

Sorprendente pure la battuta di manzo con toast di coda di bue alla vaccinara e il gelato all’erborinato con royale di zucca, mirtillo rosso e semi di zucca, per soddisfare anche le esigenze vegetariane degli avventori.

I vini

Andreas e Rosemarie ripongono fiducia nelle scelte enologiche del figlio Thomas, poco più che ventenne, già dall’avvenire radioso. Fermentazioni in legno e successive maturazioni sempre in contenitori di rovere di varie dimensioni. Lo Strahler 2022, storica etichetta di Pinot Bianco prodotta già dagli anni ’90, ha gusto e pienezza con nuance da miele di millefiori, pesca gialla e ananas, su corredo d’erbe mediterranee.

Il Pigeno 2020, un Pinot Nero di razza, dimostra grande versatilità sui toni caldi di frutti di bosco (mirtilli e lamponi), humus e rosa canina. Un’annata felice per equilibrio, con sprint finali tra zenzero e arancia sanguinella. Il Pinot Nero proprio in Alto Adige ha trovato qui la giusta vocazione per raccontare il potenziale sublime e misterioso di una varietà che ha fatto la parte del leone nell’enologia mondiale.

Come non vederlo nel sublime Sepp Hanni 2019, la superselezione di 10 filari scelti tra quelli destinati a fare la Riserva. Ampio, elegante e avvolgente, per nulla fiaccato dall’utilizzo del legno. La croccantezza vira verso sensazioni di confettura, pepe verde e cannella con rimandi iodati di vento di mare. E siamo invece nelle fredde vallate scavate dalle glaciazioni.

Che altro aggiungere?

Buona fortuna Stroblhof e vento sempre in poppa alla famiglia Nicolussi-Leck.

Foto di copertina Ph. Alex Filz per gentile concessione di Tenuta Stroblhof

Picture of Luca Matarazzo

Luca Matarazzo

Giornalista, appassionato di cibo e vino fin dalla culla. Una carriera da degustatore e relatore A.I.S. che ha inizio nel lontano 2012 e prosegue oggi dall’altra parte della barricata, sui banchi di assaggio, in qualità di esperto del settore. Giudice in numerosi concorsi enologici italiani ed esteri, provo amore puro verso le produzioni di nicchia e lo stile italiano imitato in tutto il mondo. Ambasciatore del Sagrantino di Montefalco per il 2021 e dell’Albana di Romagna per il 2022, nonché secondo al Master sul Vermentino, inseguo da sempre l’idea vincente di chi sa osare con un prodotto inatteso che spiazzi il palato.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

ALTRI ARTICOLI DELL’AUTORE