Memoria, territorio e contaminazioni: l’autunno al Vega Restaurant di Carinaro secondo lo chef Agostino Malapena

Quando Agostino Malapena decide di portare l’autunno a tavola, non si limita ad evocarlo seguendo il calendario: lo ascolta, ne porta in tavola i profumi dei ricordi d’infanzia e lo trasforma in un percorso che parla al cuore della Campania.

C’è un filo conduttore ben chiaro nell’idea di cucina dell’executive chef del Vega Restaurant di Carinaro e di Frattamaggiore, ed è quello della semplicità che, proprio nelle mani di un professionista, sa rivelarsi la più complessa delle scelte da fare in cucina.

«Finalmente ho dato spazio a un concetto di semplicità riletto attraverso i ricordi delle case di una volta», racconta Malapena. «Un viaggio di aromi e gusti che parte dalla Campania e ritorna a queste terre meravigliose, che hanno ancora tantissimo da raccontare».

Il piatto tra ricordi e materia prima

Questa idea di cucina prende forma fin dall’inizio nel nuovo menù autunnale con “Sotto Bosco”, dove l’uovo poché sposa i funghi cardoncelli in doppia consistenza e la nota profonda del tartufo nero irpino, con una coulis di cranberry a regalare un’inaspettata freschezza. A seguire l’“Elogio al carciofo”, sua maestà d’autunno il carciofo servito in doppia cottura su un cremoso di patate sotto cenere e aglio nero: un piatto che gioca con le consistenze lasciando al carciofo il ruolo di protagonista assoluto.

La vera chicca della serata è però lo special dedicato all’agro aversano: i “Paccheretti mantecati allo Scarpariello”. In apparenza una ricetta di facile realizzazione, nei fatti una lezione di equilibrio costruita su una salsa estratta da ben cinque varietà di pomodoro (ciliegino, datterino, piccadilly, ramato e San Marzano), la pasta di Gragnano e il profumo del basilico croccante.

Prima del dessert, spazio ai tempi lunghi dell’autunno con il filetto di maialino sannita, cotto a bassa temperatura per due ore, ripassato al forno e laccato con il suo fondo, a cui si uniscono alga wakame e tartufo. Nel calice un Vespa Primitivo 2024: 14,5 gradi di struttura in grado di accompagnare l’intensità del maialino senza sovrastarlo.

Il finale è affidato al “Parfait di Caprese”, un gioco di contrasti tra il fondente al cioccolato, le mandorle, un gelato all’olio extravergine d’oliva e la nota al limoncello a chiudere il cerchio.

Un progetto di famiglia: le radici del Gruppo Marican

Dietro l’esperienza del Vega c’è la visione della famiglia Canciello, proprietaria del Gruppo Marican, la cui storia è strettamente legata all’evoluzione di questo territorio. Nata con l’agricoltura e l’esportazione di primizie come asparagi e fragole nei mercati del Nord Europa, la famiglia ha poi saputo diversificare la propria attività nell’edilizia industriale, nella logistica e in settori come automotive e farmaceutica.

L’approdo all’hotellerie e alla ristorazione nasce dalla volontà di offrire un’ospitalità di alto profilo per il segmento business e non solo, lontano dal caos cittadino. Un’offerta completata dalla pasticceria curata da Marco Piccirillo, con il laboratorio delle “dolcezze di Nonna Maria”, e da una cantina curata dal sommelier Bohdan, che conta oggi circa 600 etichette oltre a una selezione di distillati rari. Un piacere per il palato e per gli occhi.

Classe 1977, un bagaglio di esperienze tra Londra, Parigi, Tokyo e il passaggio fondamentale al Don Alfonso 1890, Agostino Malapena ha riportato a Carinaro e Frattamaggiore una cucina consapevole, fatta di rispetto per la materia prima e filiera corta. Perché quando un piatto sa raccontare una storia, si sente subito. E quella del Vega profuma autenticamente di Campania.

Vega Restaurant

Viale della Logistica snc – 81032 Carinaro (CE)

Tel. 081 0108261 / 393 5561573

Apertura: Tutti i giorni a pranzo e cena (domenica aperto solo a pranzo).

Immagine di Veronica Caprio

Veronica Caprio

Giornalista e professionista della comunicazione da oltre 15 anni, romana di nascita, irpina per origini e napoletana d’adozione. Ho Roma nel cuore, ma nelle vene scorre il Taurasi. Sono cresciuta tra i vigneti secolari della mia famiglia respirando fin da bambina il profumo della terra e il ritmo delle stagioni. Mi piace cercare le storie che si nascondono dietro un luogo, un piatto, un calice di vino o un evento. Racconto il mondo del food, del vino, del turismo e della cultura con uno sguardo curioso e personale, dando spazio soprattutto alle persone e alle identità dei territori. Perché, in fondo, raccontare un territorio significa prima di tutto conoscerlo, viverlo e lasciarsi emozionare dalle sue storie.

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