La Sardegna di Vinodabere: più di 40 aziende ed oltre 200 vini a Roma il 13 e 14 dicembre

per scoprire il fascino di un’isola che è un vero e proprio piccolo continente

Quarta edizione di La Sardegna di Vinodabere

Evento esclusivo dedicato ai vini dell’isola

Hotel Belstay, Via Bogliasco, 27 – Roma

Per il quarto anno consecutivo torna La Sardegna di Vinodabere, evento nato per promuovere, e far scoprire il carattere, la varietà, le peculiarità e la complessità vitivinicola di una regione che è un vero e proprio piccolo continente.

Più di 40 aziende con più di 200 vini in assaggio

Sabato 13 e domenica 14 dicembre, all’Hotel Belstay a Roma, sarà possibile incontrare ai banchi di assaggio numerosi produttori sardi (oltre 40 aziende), in rappresentanza delle tante aree (vere e proprie sub-regioni) dove si producono vini di qualità elevata. Tra più di 200 referenze tra bianchi, rosati, rossi, vini dolci e ossidativi, e perfino bollicine, ci si potrà orientare per apprezzare, come merita, la ricchezza enologica della Sardegna, conoscere i vignaioli che la animano e sperimentare nel calice lo stato dell’arte della viticoltura sarda, giunta ormai a livelli di indiscutibile eccellenza.

Un viaggio attraverso i sensi, dunque, tra le produzioni provenienti dai territori di Gallura, Mamoiada, Mandrolisai, Ogliastra, Oliena, Orgosolo, Oristanese, Romangia, Sulcis e Sud Sardegna., alcuni dei quali diventeranno i protagonisti della masterclass in programma sabato 13 dicembre.

Lo sponsor principale dell’evento è il Consorzio per la Tutela del Formaggio Pecorino Romano (che ha sede in Sardegna, maestra assoluta di caseificazione di tutto il Centro tirrenico).

Lo sponsor tecnico è invece rappresentato dall’Acqua Smeraldina.

Programma

sabato 13 dicembre

dalle 11:30 alle 12:45:

Masterclass “La Sardegna dell’enologo Andrea Pala”, condotta dall’enologo Andrea Pala, dai critici enogastronomici Dario Cappelloni collaboratore di DoctorWine , Raffaele Mosca (Decanter , Gambero Rossolucianopignataro.it) e dal giornalista Maurizio Valeriani, direttore della testata Vinodabere.

Un viaggio sensoriale in tre areali della Sardegna: Gallura, Coros (in particolare Usini) e il Sud della Sardegna, in compagnia di uno degli enologi sardi più apprezzati in Italia.

Vini in degustazione:

  • Vermentino di Gallura Spumante 2023 – Culuccia
  • Vermentino Donna Ma’ 2024 – Culuccia
  • Vermentino di Gallura Tandu 2024 – Tenute Li Signori
  • Vermentino di Gallura Superiore Emmu 2024 – Tenute Li Signori
  • Vermentino di Gallura Junior 2024 – Campianatu
  • Vermentino di Gallura Superiore 2023 – Campianatu
  • Vermentino di Sardegna 2024 – Galavera
  • Cagnulari Beranu 2023 – Galavera
  • Vermentino di Sardegna Cardile 2024 – Nuraghe Antigori
  • Bovale 2024 – Nuraghe Antigori

Costo: 35 euro

Prenotazione qui: link

dalle 14:00 alle 16:00

Apertura banchi di assaggio per operatori (ristoratori, agenti, distributori, enotecari, n.1 accredito per attività commerciale) con richiesta di accredito scrivendo una mail entro il 12 dicembre (e ricevendo poi conferma) a operatorivinodabere@gmail.com

Apertura banchi di assaggio per stampa con richiesta di accredito scrivendo una mail entro il 12 dicembre (e ricevendo poi conferma) a stampavinodabere@gmail.com

Apertura banchi di assaggio per sommelier e assaggiatori ONAV (con tessera in corso di validità da mostrare all’ingresso): kit di degustazione 25 euro.  L’acquisto del kit di degustazione è possibile on line qui: link, oppure direttamente al desk dell’evento.

dalle 16:00 alle 20:00

Apertura banchi di assaggio per il pubblico (kit di degustazione 35 euro con calice incluso), per sommelier e assaggiatori ONAV (con tessera in corso di validità da mostrare all’ingresso kit di degustazione 25 euro). L’acquisto del kit di degustazione è possibile on line qui: link, oppure direttamente al desk dell’evento.

Apertura banchi di assaggio per operatori (ristoratori, agenti, distributori, enotecari, n.1 accredito per attività commerciale) con richiesta di accredito scrivendo una mail entro il 12 dicembre (e ricevendo poi conferma) a operatorivinodabere@gmail.com

Apertura banchi di assaggio per stampa con richiesta di accredito scrivendo una mail entro il 12 dicembre (e ricevendo poi conferma) a stampavinodabere@gmail.com

domenica 14 dicembre

Dalle 10:30 alle 18:30

Apertura banchi di assaggio per il pubblico (kit di degustazione 35 euro con calice incluso), per sommelier e assaggiatori ONAV (con tessera in corso di validità da mostrare all’ingresso kit di degustazione 25 euro). L’acquisto del kit di degustazione è possibile on line qui: link, oppure direttamente al desk dell’evento.

Apertura banchi di assaggio per operatori (ristoratori, agenti, distributori, enotecari, n.1 accredito per attività commerciale) con richiesta di accredito scrivendo una mail entro il 12 dicembre (e ricevendo poi conferma) a operatorivinodabere@gmail.com

Apertura banchi di assaggio per stampa con richiesta di accredito scrivendo una mail entro il 12 dicembre (e ricevendo poi conferma) a stampavinodabere@gmail.com

Apertura banchi di assaggio per sommelier e assaggiatori ONAV (con tessera in corso di validità da mostrare all’ingresso): kit di degustazione 25 euro. L’acquisto del kit di degustazione è possibile on line qui: link, oppure direttamente al desk dell’evento.

Per conoscere le aziende ed i vini presenti nei banchi di assaggio e per ogni altra informazione sull’evento collegatevi qui.

Vinodabere (www.vinodabere.it) è una testata giornalistica on line che da anni promuove con i suoi articoli e con i suoi eventi la cultura enogastronomica, dando visibilità a realtà già note e storiche come a quelle nuove e da scoprire.

I territori, i vini e le specialità gastronomiche della Sardegna sono sempre stati, sin dalla sua nascita, al centro dell’attenzione della testata giornalistica Vinodabere e del suo direttore Maurizio Valeriani.

La Guida ai Migliori Vini della Sardegna (link), giunta alla ottava edizione, pubblicata on line ad agosto 2025, ha visto un numero di letture incredibile (oltre 500 mila).

“Orgoglio Campania”: Emanuele Riemma conquista i Tre Spicchi Gambero Rosso

Nuovo prestigioso riconoscimento per Maiori, la pizzeria di Cagliari guidata dal pizza chef Emanuele Riemma

Emanuele Riemma, pizza chef di Maiori, è entrato nella Guida Pizzerie D’Italia Gambero Rosso 2026 ottenendo i Tre Spicchi. La premiazione al Palacongressi della Mostra d’Oltremare di Napoli dove si è svolta la tredicesima edizione della guida Pizzerie d’Italia Gambero Rosso. «Sono molto felice di essere ancora una volta nella Giuda Pizzerie d’Italia Gambero Rosso» afferma Emanuele – «l’assegnazione dei Tre Spicchi è un risultato che mi rende davvero contento, un orgoglio sia per me che per tutto lo staff».

Con il suo Metodo Riemma, Emanuele ha cambiato il concetto della pizza, attraverso un connubio di sapori e ingredienti che omaggiano la Campania, sua terra d’origine, e la Sardegna terrà che lo ha visto formarsi come pizza chef. Proprio il suo raccontare due anime differenti ma complementari, unite dalla stessa passione per la qualità e l’innovazione, ha portato la rinomata giuria del Gambero Rosso a premiare Emanuele Riemma con il voto di 91\100 e ad apprezzare il cornicione delle sue pizze molto alto ma alveolato alla perfezione, fragrante e senza rischi di un morso gommoso.

Il disco sottile accoglie tutti ingredienti di alta qualità dando come risultato finale pizze d’autore da una semplice ed intramontabile Margherita, ad un’Irpina condita con fiordilatte di Gragnano, rucola, pomodorini, prosciutto crudo irpino e caciocavallo antico. Da anni Emanuele Riemma crea pizze che uniscono la tradizione napoletana con i sapori della Sardegna, lavorando con passione e dimostrando che è possibile rispettare le tradizioni senza paura di sperimentare, creando piatti che raccontano una storia di amore, qualità e innovazione.

Con la sua resilienza, Riemma è riuscito a dar vita presso la Pizzeria Maiori all’interno dello storico Palazzo Doglio di Cagliari, a una fusione di sapori che non solo celebra la cucina del Sud Italia, ma anche la bellezza di un incontro tra culture gastronomiche diverse, tutte unite dal piacere di mangiare bene. Equilibrio, precisione e disciplina sono le parole chiave del Metodo Riemma, un approccio unico, attento e preciso frutto di anni di ricerca e sperimentazione che mira non solo a migliorare la qualità dell’impasto, molto apprezzata dalla giuria Gambero Rosso, ma lo eleva a una vera e propria  esperienza sensoriale. Emanuele Riemma con la sua pizza d’autore continua a costruire un ponte ideale tra Campania e Sardegna, raccontando ogni giorno storie di sapori ed eccellenze culinarie.

È on line la Guida ai migliori vini della Sardegna 2026 di Vinodabere

I numeri parlano, come sempre, chiaro, e sono riassunti voce per voce nella tabella allegata. Ma il primo dato eloquente è che su 305 campioni recensiti per l’Edizione 2026 della Guida on line ai migliori vini della Sardegna di Vinodabere, curata da Maurizio Valeriani e Antonio Paolini, i premiati con la Standing Ovation sono 98, praticamente uno su tre.

Con tre 100/100, l’inchino alla perfezione (o quel che più umanamente le assomiglia) che la testata giornalistica Vinodabere (www.vinodabere.it) non vuol negare (né negarsi) per chi la centra nel momento dell’assaggio a bottiglia anonimizzata. Quest’anno a fare bingo sono due Vermentino, il Ruinas del Fondatore 2022 di Depperu (un recidivo della qualità top), il Gallura Superiore Campianatu 2023 di Tenute Campianatu e un Cannonau di Sardegna, il Perdas Longas 2023 del pur titolatissimo Francesco Cadinu. Il tutto su un plafond di etichette testate di poco superiore alle 700 unità.

Chi ricordasse, o avesse sotto gli occhi i totali dello scorso anno, coglierà una differenza significativa: 100 in meno passati in assaggio. Ma la ragione c’è. Ed è dovuta in parti uguali alla difficoltà di un’annata, la 2023, che ha toccato in modo particolare i rossi (e in modo speciale la Barbagia), ma anche alla accresciuta maturità dei produttori. Che hanno fatto i conti a dovere con la necessità di impiegare solo le uve migliori e hanno proporzionalmente ridotto, per un anno, la gamma di etichette. A premiarli e consolarli almeno in parte, il risultato. I 2023 assaggiati sono risultati estremamente convincenti (sono, del resto, due dei tre 100/100); con molti vini definibili per brevità (e in modo forse inappropriato) base che, arricchiti dalla rinuncia a Riserve e/o Ghiradas, hanno centrato esiti, classe e sensazioni di tutto rispetto.

Dal punto di vista dei territori, esaminando le sub-regioni dell’Isola, la Gallura ribadisce e rafforza la sua vocazione per il Vermentino (17 Standing Ovation su 35 in Guida) e dimostra di aver trovato anche una via d’interpretazione molto territoriale per il Cannonau (4 Standing Ovation su 10 in Guida). Successo per il Vermentino anche in Romangia (4 Standing Ovation) e nel Coros (3 massimi allori). Pioggia di premi poi per l’ormai consolidata Mamoiada (12 su 21 Cannonau in Guida) che attraverso la scelta di farsi comunità vinicola compie ogni anno passi in avanti col suo Cannonau di montagna e la sempre più sorprendente Granazza.

Buone notizie anche da Orgosolo (3 su 4 i premiati con Standing Ovation) e da Oliena (5 su 9) che vede una sorta di rinascita del suo Nepente, emendato sempre di più da vecchie rusticità che lo frenavano. Quanto al Sud Sardegna, la bandiera resta il Carignano, con ben 7 Standing Ovation su 14. E, a dispetto di un evidente ritardo di consapevolezza e relativa comunicazione sulle potenzialità della zona, si copre di gloria anche Mandrolisai (7 premiati su 14), unica sub regione sarda con doc dedicata al proprio territorio.

Gli assaggi dei vini ossidativi (Vernaccia di Oristano e Malvasia di Bosa) e dolci dimostrano ancora una volta la grande distonia tra l’elevatissima qualità e le difficoltà commerciali che vivono queste tipologie di prodotti. Che meritano di guadagnarsi paladini e apostoli tra chi ne comprende il valore.

Infine: come diceva il grande Totò, è la somma che fa il totale. E il totale che ci pare balzi agli occhi è la crescita d’interesse che il mondo enoico sardo mette a segno ogni anno. E a chi, come Vinodabere, ne è stato testimone e narratore da pioniere, e in tempi non sospetti, il risultato odierno non può che fare immenso piacere.  

La Squadra

Curatori: Maurizio Valeriani e Antonio Paolini.

Revisione dei testi a cura di Pino Perrone.

Attività di redazione web a cura di Daniele Moroni.

I testi che in Guida sono di: Salvatore Del Vasto, Paolo Frugoni, Federico Gabriele, Maurizio Gabriele, Emanuele Giannone, Luca Matarazzo, Daniele Moroni, Gianmarco Nulli Gennari, Antonio Paolini, Pino Perrone, Stefano Puhalovich, Franco Santini, Susanna Schivardi, Gianni Travaglini, Paolo Valentini, Maurizio Valeriani.

La Guida completa è disponibile a questo link: https://vinodabere.it/guida-ai-migliori-vini-della-sardegna-2026-di-vinodabere-la-guida-completa/

Sardegna: “metodo Riemma”, relax senza rinunciare al gusto di una buona pizza

“Ogni pizza è un atto d’amore e, come tale, necessita di dedizione verso ogni ingrediente, di uno sguardo diverso ogni giorno per garantire un equilibrio costante” – con queste parole Emanuele Riemma, executive chef della pizzeria Maiori a Cagliari e Maiori Villasimius, presenta il Metodo Riemma.

E sono proprio equilibrio, precisione e disciplina le parole chiave del Metodo Riemma, un approccio unico, attento e preciso frutto di anni di ricerca e sperimentazione, che mira non solo a migliorare la qualità dell’impasto, ma lo eleva a una vera e propria esperienza sensoriale. Emanuele Riemma ha una passione innata per la disciplina e la precisione, il suo metodo nasce proprio da qui, dalla voglia di migliorare, interrogarsi senza mai dare nulla per scontato.

“Mi alleno ogni giorno per perfezionare un gesto che sembra semplice ma non lo è, perché racchiude in sé tecnica, ascolto e rispetto. Il mio banco da lavoro è un tatami e, come nel taekwondo, ogni dettaglio fa la differenza, anche quello invisibile agli occhi” afferma Emanuele che vanta una carriera agonistica di Taekwondo come campione italiano e atleta nazionale.

Emanuele, campano che ha portato la sua arte pizzaiola in Sardegna, propone per questo periodo una pizza leggera adatta a tutti, dagli amanti dello sport che scelgono l’isola e i suoi meravigliosi paesaggi per praticare attività all’aria aperta come trekking e ciclismo ma anche attività marine come surf, vela e canoa, alle famiglie in vacanza che scelgono la Sardegna per le sue spiagge da sogno, il mare cristallino e i fondali bassi, ideali per i bambini e che vogliono condividere momenti di convivialità, fino ai vip che possiedono ville esclusive e cercano un’esperienza gastronomica raffinata e salutare.

La proposta di Riemma si inserisce perfettamente nel contesto di quest’isola che attrae come ogni anno turisti da tutto il mondo, desiderosi di scoprire non solo le sue lunghe distese di sabbia bianca, le dune maestose, le piccole conche di acqua turchese senza dimenticare le dolci colline e le aspre creste montuose, ma anche di assaporare piatti autentici e innovativi. Il Metodo Riemma rappresenta un connubio tra tradizione e innovazione, equilibrio e precisione, un ponte ideale tra Campania e Sardegna che offre un’alternativa sana e gustosa per chi vuole prendersi cura di sé senza rinunciare al piacere di una buona pizza.

“Quando praticavo Taekwondo, durante le pause dalla dieta, mangiavo il calzone col salame, la margherita o la bianca con prosciutto, rucola e parmigiano. E ancora oggi che mi alleno non rinuncio a sedermi a tavola e gustare la mia pizza con calma”, afferma Emanuele Riemma che proprio per questo periodo estivo predilige e propone nelle sue pizzerie una pizza gustabile da tutti: sempre impasto lavorato con farina Varvello quindi con un basso indice glicemico e facilmente digeribile; questa caratteristica rende la pizza adatta a tutti, dagli sportivi ai diabetici, dai bambini a chi segue un’alimentazione controllata. 

E poi prodotti stagionali e campani come le verdure dalle zucchine ai peperoni, dalle melanzane al pomodoro fresco unito ad un fiordilatte ad alta digeribilità o senza lattosio. “Ho portato da sempre in Sardegna un’idea di pizza che sia leggera, equilibrata e per tutti, senza perdere di vista la qualità e il gusto autentico”, racconta Emanuele che offre alla sua vasta clientela, che sia in vacanza, in attività sportiva o semplicemente desideroso di un pasto sano, una pizza che rispetta le armonie tra equilibrio, precisione, leggerezza e innovazione.

La Sardegna di Vinodabere 2025 – qualche numero utile per spiegare il successo dell’evento

La Sardegna è una terra di straordinaria bellezza naturale e biodiversità, caratterizzata da una varietà di paesaggi unici che spaziano da coste mozzafiato a montagne selvagge, da pianure rigogliose a colline coltivate con cura. Il clima mediterraneo, con inverni miti ed estati secche, e i venti che soffiano sull’isola influenzano profondamente il territorio, rendendolo ideale per l’agricoltura e, in particolare, per la viticoltura.

La regione vanta una lunga tradizione vinicola, che affonda le radici nella storia millenaria dell’isola. La viticoltura qui non è solo una pratica agricola, ma un elemento culturale e identitario. Grazie alla varietà dei suoli dai terreni sabbiosi delle coste a quelli argillosi e calcarei delle colline e all’esposizione al sole e ai venti marini, la Sardegna offre condizioni ideali per la produzione di vini di alta qualità.

47 aziende e più di 200 vini in degustazione

Sabato 18 e domenica 19 gennaio, all’Hotel Belstay di Roma, è stato possibile incontrare numerosi produttori sardi (47 aziende), rappresentanti delle molteplici aree produttive dell’isola, vere e proprie sub-regioni del vino sardo all’evento di successo La Sardegna di Vinodabere. Con oltre 200 referenze in assaggio tra bianchi, rosati, rossi, vini dolci, ossidativi e perfino bollicine, mi sono immerso nella ricchezza enologica dell’isola, conoscendo i vignaioli che la animano esplorando nel calice lo stato dell’arte della viticoltura sarda, ormai riconosciuta a livello internazionale. Tanti i produttori con cui mi sono fermato a parlare ed ho avuto l’onore di farlo proprio insieme al Direttore Maurizio Valeriani e al giornalista Dario Cappelloni, entrambe grandi esperti di questa bellissima regione.

Il percorso degustativo è stato un vero viaggio sensoriale attraverso le produzioni di territori iconici come Alghero, Anglona, Gallura, Mamoiada, Mandrolisai, Ogliastra, Oliena, Orgosolo, Oristanese, Romangia, Sulcis e il Sud Sardegna. Ogni calice offriva una narrazione unica del terroir, intrecciando tradizione, cultura e innovazione.

La tradizione vinicola si integra perfettamente con la bellezza naturale della Sardegna, creando un connubio unico tra uomo e natura. Le cantine, spesso situate in contesti paesaggistici di rara bellezza, offrono esperienze di enoturismo che permettono di scoprire non solo i vini, ma anche la cultura, la storia e la cucina locale. La Sardegna, dunque, non è solo una terra da visitare per la sua natura incontaminata, ma anche un territorio da assaporare, dove la biodiversità si riflette nei profumi e nei sapori dei suoi vini d’eccellenza.

Un evento che celebra le eccellenze vitivinicole sarde

L’evento La Sardegna di Vinodabere, organizzato dall’omonima testata giornalistica enogastronomica, è giunto alla sua terza edizione e rappresenta ormai un punto di riferimento per il settore enologico sardo. L’occasione per far conoscere il profondo legame che unisce la viticoltura al territorio. I suoli, i venti e il clima della Sardegna conferiscono ai vini un’identità inimitabile, raccontata attraverso esperienze immersive e incontri con i produttori. Ogni cantina presente ha una storia da raccontare, fatta di dedizione, tradizioni tramandate e rispetto per la natura.

La guida di Maurizio Valeriani

La doppia giornata di degustazioni si è distinta per la guida esperta del giornalista Maurizio Valeriani, Direttore di Vinodabere, che ha esplorato l’isola in lungo e in largo, scoprendo realtà meritevoli di essere raccontate e assaporate. Grazie alla sua esperienza, la kermesse ha offerto una vetrina delle cantine sarde, tra cui spiccano le eccellenze che stanno riscuotendo grandi successi nel mondo della ristorazione e dell’hotellerie.

La Sardegna di Vinodabere: personalità e affermazione della “Sarditas” enoica

La rassegna di quest’anno sulle eccellenze vitivinicole della Sardegna è stata sapientemente organizzata sul campo dal direttore di Vinodabere Maurizio Valeriani, coadiuvato da Daniele Moroni all’Hotel Belstay di Roma.

Più di 200 vini esposti e degustati assieme a elementi gastronomici tipici come pecorino, miele e pasticceria sarda.

La location, su un unico piano, era mappata per areali vitivinicoli, consentendo un esame davvero comparativo dei vitigni celebrati in tutta la regione, come Cannonau, Vermentino e Bovale.

Dall’Oristanese ad Anglona e Gallura, procedendo verso Mamoiada, Mandrolisai e Oliena, in una ideale sequenza geografica di visita, l’ÍSULA offre fin da questo primo segmento un dato culturalmente evidente e riconoscibile: vini molto, molto identitari e diversificati, accomunati da costanti intensità di gusto e mineralità.

Non ce n’è uno che resti anonimo, non una singola banalità nei quasi 50 produttori presenti: il “colloquio virtuale” con essi risulta agevole seguendo il loro ardente desiderio di spiccare tra tutti.

Una sana competizione intrisa di “Sarditas” del mondo, tra vigneron pienamente consapevoli perché forieri di varietà e identità originali e pronunciate. Si respira aria di cultura improntata all’individualità. Come una ruga sul viso, intagliata da venti diversi, i tratti somatici dei vini Sardi sono oggi più riconoscibili che mai.

Procedendo nell’ideale viaggio da Ogliastra a oltre Romangia fino al sud dell’isola, si coglie un bisogno di distinzione che troviamo espresso nei caratteri marcati di ogni prodotto.

Ma la celebrazione diventa semplicemente sublime all’arrivo nel Sulcis, forse il segreto enoico meglio conservato della Sardegna. Il Carignano è qui proposto nelle sue forme migliori, vocate ad accompagnare l’alta gastronomia.

Tannini non sempre gentili, ma certamente di infinita armonia con la peculiare mineralità combinata di terra e di mare, che pongono il degustatore di fronte a un oggetto distinto ed eccezionale per corredo aromatico e gustativo.

Mai, come nelle elaborazioni di gente che fa ancora la storia di questo vitigno tra i quali Santadi e Sardus Pater, ritroviamo una “Sarditas” non più ignorabile. La sua identità è acclamata, indimenticabile alla memoria olfattiva e gustativa. È la Sardegna, il suo mare e la sua terra che dicono “Il Mediterraneo siamo noi, eccoci!”.

E diventa naturale chiedere a membri di spicco del Consorzio del Carignano del Sulcis a che punto sia l’evoluzione della denominazione da DOC a DOCG. Cosa resta da fare per cristallizzare nel disciplinare le originalissime caratteristiche di queste viti a piede franco, immerse ad alberello nelle sabbie e di un’età media attorno ai 60 anni, elaborate con un’eleganza di respiro internazionale.

Le difficoltà, di qualsiasi natura esse siano compresa la carenza di volontà ferrea, impongono però uno stop a un percorso altrimenti maturo e consapevole di questo areale. E se è già successo col Vermentino di Gallura, risulta oltremodo inspiegabile la desistenza (o per meglio dire la resistenza) di alcuni a compiere il giusto passo in avanti.

Il Presidente del Consorzio Antonello Pilloni è un gentiluomo novantenne e prodigo di saggezza, ben accompagnato da chi come Raffaele De Matteis e sa bene quanto tale passaggio sia ormai tangibile.

A questa forte e contraddittoria presa di coscienza si accompagnano, invece, parti originalissime di produzione vitivinicola come Jerzu e l’Ogliastra, con Alberto Loi dai vini incredibilmente tradizionali e ricchi di personalità. O come Depperu e le sue interpretazioni della Gallura più nobile, ricca com’è di sabbie da disfacimento granitico.

E ancora, come Isola dei Nuraghi e i Cagnulari, in purezza o assemblati con Vernaccia e Cannonau, dell’azienda Silvio Carta – che spicca in ogni caso per l’originalità dei suoi vini nel comprensorio di Oristano.

La Sardegna di Vinodabere: memoria liquida di chi ama le terre e la gente di una splendida Isola capoluogo di ogni civiltà del Mediterraneo.

Sardegna: Alguer Wine Week e il Concours Mondial De Bruxelles Sparkling Session 2024

Una settimana immersi nelle bollicine e i meravigliosi paesaggi di Alghero

All’inizio di luglio avevo programmato di andare in Sardegna come tutti gli anni per la Guida Slow Wine, sono collaboratrice per la Sardegna da diversi anni, quindi avevo già il mio viaggio tutto definito, ma all’ultimo momento, mi è arrivata la richiesta per partecipare alla sessione di assaggi del Concours Mondial de Bruxelles per la sessione Sparkling Wine che si svolgeva ad Alghero. Sono Degustatrice del CMB da molto tempo, ero infatti appena ritornata dal Messico dove si era conclusa qualche giorno prima la sessione dei vini Bianchi e Rossi, e non era prevista la mia partecipazione a questa, ma mi sono resa disponibile a partecipare anche se i programmi erano diversi… Penso di aver fatto proprio un’ottima scelta!

La Sardegna ha una grande tradizione vitivinicola, improntata principalmente su i vini rossi e bianchi, ma negli ultimi anni i produttori più lungimiranti si sono dedicati alla produzione di vini spumanti di alta qualità sia Metodo Charmat che Classico, andando a valorizzare i loro vitigni autoctoni anche con questo tipo di produzione, che oggi nel mondo è molto apprezzata. Attualmente, vengono prodotte a livello regionale oltre 110 etichette di vini spumanti e frizzanti, a partire da diverse varietà di uve. Tra queste, due eccellenti cultivar regionali – Vermentino e Cannonau – insieme a vitigni autoctoni come Torbato, Nuragus, Cagnulari, Malvasia, Vernaccia, Moscato e Chardonnay per quanto riguarda le uve internazionali.

«L’evento Sardinian Wines Festival – Alguer Wine Week è stato il catalizzatore per promuovere per la prima volta, tutti insieme, il patrimonio vitivinicolo della Sardegna, attraverso un programma fitto e di grande spessore che è durato una settimana. Fra degustazioni, conferenze e musica, si è parlato del Vino Sardo a tutto tondo. In più si è aggiunta la sessione di assaggio del CMB dei vini spumanti, che ha portato Alghero al centro del mondo del vino» commenta la vice presidente della Camera di Commercio di Sassari, Maria Amelia Loi, durante il convegno svoltosi presso la Tenuta di Sella & Mosca.

“L’attuale tendenza della produzione vinicola è illustrata dal settore vini spumanti e frizzanti, che ha registrato una crescita costante a livello mondiale. Le cantine sarde hanno investito molto nelle nuove tecnologie e attrezzature di punta e si sono preparate per un debutto di successo nella categoria, ritagliandosi uno spazio unico”, afferma Mario Peretto, Presidente del Consorzio Alghero DOC. Sono questi i motivi per cui il Concours Mondial de Bruxelles ha scelto la nostra isola per ospitare la Sessione Vini Effervescenti del concorso. «Si tratta di una grande opportunità per tutta la Regione, che ha la possibilità di mostrare le proprie eccellenze a un pubblico internazionale. Al concorso parteciperanno 50 giornalisti, buyer, esperti e influencer che racconteranno la loro esperienza di questa fantastica isola dopo averne scoperto i paesaggi e i vini più significativi», ha aggiunto Mario Peretto.

Sardinian Wines Festival – Alguer Wine Week è stato promosso dalla Regione Autonoma della Sardegna, Assessorato al Turismo, Artigianato e Commercio e organizzato dal Consorzio di Tutela Vini di Alghero Doc, Camera di Commercio di Sassari, Promo Camera Sassari, Distretto Rurale Alghero&Olmedo, Agenzia regionale per lo sviluppo in agricoltura Laore, Comune di Alghero, Fondazione Alghero, dove hanno partecipato i Consorzi: Vini di Alghero Doc, Cannonau Doc, Vermentino di Gallura Docg, Malvasia di Bosa, Terralba Doc, Vermentino di Sardegna Doc, Regione Storica Coros-Logudoro e Terre di Romangia.

Vigneto di Sella & Mosca, Alghero

Il programma di questi giorni è stato molto fitto e intenso, la mattina era dedicata alle degustazioni del CMB Sparkling Session, dove ogni giuria degustava alla cieca circa una cinquantina di vini ogni giorno, mentre nel pomeriggio erano previste le visite nelle cantine.

La mia giuria tecnica

STORIA DELLA NASCITA DI UN TERRITORIO VITIVINICOLO

La storia di Alghero è molto interessante, in particolar modo di tutta l’area agricola che un tempo era una palude.

Negli anni ’30 durante il periodo fascista, fu deciso di bonificare questa zona. Lo scopo dopo la bonifica della “Nurra” era quello di affidare questi terreni ai coloni. L’ente Ferrarese di Colonizzazione, con un decreto del 1933, ebbe il compito di far insediare famiglie originarie della provincia di Ferrara in questi territori. Successivamente nel 1942 cambiò nome e divenne l’Ente Sardo di Colonizzazione, l’intenzione era di ripopolare e aumentare la densità della popolazione, attraverso la colonizzazione, per gettare le basi demografiche utili per sviluppare l’economia produttiva e anche quella agricola. I terreni vennero così suddivisi e l’ampiezza dei poderi inizialmente oscillava tra un minimo di 20 a un massimo di 40 ettari. Con la fine della IIa Guerra Mondiale, la città di Fertilia, il borgo dove abitavano i coloni venne popolata inoltre da un folto numero di esuli che arrivavano dall’ Istria e dalla Dalmazia, che si integrarono e iniziarono a produrre nelle realtà agricole della Nurra. Agli inizi degli anni ‘50 nasceva l’ETFAS, ente per la trasformazione fondiaria e agraria in Sardegna, che attraverso varie riforme fatte nel tempo ha fatto si che in questa area si avviasse un’imponente programma di trasformazione, consentendo di preparare questa terre per le attuali coltivazioni come la vigna, olivi e frutteti e alla creazione di strade rurali e interpoderali. Oggi questi terreni si presentano così con uno sfondo unico dato dal monte Doglia e il mare.

Credito Fotografico @concoursmondialdebruxelles

UN GIRO FRA LE TENUTE…

Sella & Mosca

L’immagine dei vigneti in questa tenuta è veramente unica e grandiosa, 650 ettari fra vigna e macchia mediterranea.

I vigneti si estendono per 520 ettari a corpo unico con al centro la cantina e gli edifici dedicati all’accoglienza, rendendo questa tenuta fra le più grandi d’Europa. L’azienda fu fondata agli inizi del ‘900 dall’ingegner Sella e l’avvocato Mosca, piemontesi di origine, che si innamorarono di questa zona, i loro occhi e il loro cuore l’avevano immaginata già come sarebbe diventata oggi… Il loro lavoro è stato duro, ma hanno reso questi terreni pronti per accogliere questa coltivazione: la vite.

Dal 2016 la proprietà è del Gruppo Terra Moretti e fin da subito gli obiettivi erano molto definiti: produrre un metodo classico e rendere questa realtà fruibile al pubblico. Oggi, dopo poche vendemmie i prodotti che rientrano nelle “bollicine” sono tre, diversi fra loro per tecnica e uve. Vengono prodotti due Metodo Charmat e un Metodo Classico.

Il Torbato, vitigno dalle origini antichissime, presente per circa un 20% in questi vigneti, ha trovato una nuova dimensione nella produzione di vini spumanti. Conosciuto per le sue caratteristiche uniche, tra cui una marcata mineralità e note di frutta secca, il Torbato spumante offre un profilo sensoriale complesso e intrigante. Versatile, profondo e persistente.

La gamma dei prodotti di Sella & Mosca è varia e anche originale per certi aspetti, si passa dai vermentino ai cannonau, e altri vitigni autoctoni, ma quello che colpisce è la produzione del Marchese di Villamarina DOC Alghero Cabernet Riserva, la prima annata risale al 1989 ottenuto da uve Cabernet Sauvignon 100%. Durante la visita molti si chiedevano il perché produrre un vino così in queste terre? Le uve furono impiantate molti anni addietro e oggi rappresentano il 10% di quelle presenti. Sicuramente la forte adattabilità, in diverse parti del mondo, di questo vitigno è chiara per tutti, quindi perché non produrre anche in questa “Nurra pianeggiante” con suoli che variano molto da una zona all’altra, un grande Cabernet Sauvignon? Negli anni ho avuto modo di assaggiare molte annate, anche quelle della fine degli anni ’90 e devo dire che tutte le volte mi sono meravigliata di quanto il Terroir fosse riconoscibile, e alla cieca si percepisce subito che è un Vino Sardo. Con Giovanni Pinna, enologo storico, oggi direttore generale della tenuta, e anche presidente del Consorzio Vermentino di Sardegna, più volte abbiamo parlato di questo vino, che rimane senza dubbio un prodotto di nicchia ed esprime in toto i tratti dei vini rossi sardi: i sentori di macchia, bacche di mirto e ginepro, le note iodate e la sapidità gustativa, che si fondono per determinare poi i tratti riconoscibili dell’uva di provenienza, creando così un assaggio interessante e memorabile.

Dal 2019 inoltre la tenuta è aperta al pubblico, con accoglienza e eventi, facendo diventare questa storica azienda qualcosa di dinamico e moderno. Tutta la parte ricettiva e l’enoteca sono stati rinnovati nel 2022 con un progetto seguito da Valentina, la figlia architetto di Vittorio Moretti. I colori della terra, del mare e del sole si ritrovano nello spazio enoteca rendendolo accogliente e molto particolare. Vi invito ad andare a visitare questa azienda perché è sicuramente un pezzo di storia della produzione vitivinicola italiana.

https://www.sellaemosca.com

Cantina Santa Maria la Palma

Altra visita interessante, si è svolta alla Cantina di Santa Maria la Palma questa rappresenta l’identità di un vasto territorio, i soci della cantina oggi sono circa 300 e rappresentano un’estensione territoriale di oltre 800 ettari. Tante piccole realtà riunite per promuovere in modo condiviso il territorio. L’azienda nasce ufficialmente nel 1959, e qui si producono vini che essenzialmente rappresentano la produzione vitivinicola dell’isola. La cantina produce oltre cinque milioni di bottiglie all’anno, ed esporta i suoi vini in 50 paesi nel mondo. Durante gli ultimi anni ci sono stati diversi progetti di marketing interessanti, fra questi il progetto legato allo Spumante Akènta, che poi si è evoluto in Akènta Sub, ossia un Vermentino di Sardegna Spumante affinato nel mare, in una cantina naturale subacquea.

Anche se questa tecnica sembra si sia affinata negli ultimi anni, ci sono dei riscontri storici che già dai tempi dei Romani, questa pratica fosse messa in atto, quindi possiamo dire che l’idea parte dal passato ma resa senza ombra di dubbio attuale. Durante la visita era stato predisposto il giro in elicottero che ci ha permesso di vedere dall’alto dove sono posizionate le gabbie per l’affinamento. Questo progetto nasce dopo tre anni di studio e nel 2015 esce il primo vermentino italiano affinato sott’acqua. Le gabbie sono in acciaio e sono posizionate in una zona sabbiosa, circondata da posidonie (queste formazioni si ritrovano poi anche sulle bottiglie e creano senza dubbio una particolarità evocativa unica). Il progetto prevede di lasciare in mare le bottiglie, ad una profondità di circa 40 metri per l’affinamento di almeno 12 mesi. Le caratteristiche principali di questo tipo di affinamento (underwater wine) sono: la temperatura che rimane quasi costante fra i 12° e 14°C, l’esposizione alla luce, la costante pressione e l’assenza di ossigeno sott’acqua che impedisce l’ossidazione prematura, mantenendo così la freschezza dei vini. In aggiunta anche il naturale scuotimento dovuto al moto marino, favorisce la formazione di un perlage piuttosto fine e molto persistente, donando al vino spumante alcuni aspetti interessanti, percepiti durante la degustazione. Ovviamente il cambiamento non avviene solamente nell’espressione della bollicina ma anche a livello gustativo, rendendo il sorso sapido e molto espressivo. La visita è stata molto interessante fra assaggi di vini, volo in elicottero, canti e balli tradizionali sardi, abbiamo assaporato tradizioni e al contempo una grande operazione di marketing che questa azienda sta portando avanti, nell’ottica di valorizzare e differenziare un prodotto che oggi sul mercato mondiale ha una sua importante collocazione.

https://www.santamarialapalma.it

QUALCHE NUMERO DEL CMB SPARKLING SESSION 2024

Durante questa sessione sono stati valutati oltre 900 vini effervescenti provenienti da 24 paesi, i giudici presenti erano circa cinquanta provenienti da 22 paesi diversi. Per quanto riguarda le iscrizioni lo champagne resta in testa con 178, mentre tutta l’Italia ha presentato quasi 300 vini, la denominazione Prosecco è presente con 128 vini, ovviamente è la denominazione maggiormente rappresentata. Molto interessante anche la gamma dei vini effervescenti presentati dalla Sardegna che sono principalmente a base di due vitigni tipici: Vermentino e Torbato.

Quentin Havaux, Direttore del CMB, è entusiasta: «Siamo molto felici di essere riusciti a lanciare questo concorso, risultato di diversi anni di lavoro. Non è un caso che la nostra Sessione Vini Effervescenti si svolga in Italia per il secondo anno consecutivo. Anno dopo anno, l’Italia ha dimostrato di essere e di rimanere una grande nazione produttrice, impressionandoci continuamente con la qualità dei suoi vini e ottenendo ottimi risultati nelle diverse sessioni del CMB».

Credito Fotografico @concoursmondialdebruxelles

I RISULTATI…

Il Veneto si aggiudica il maggior numero di medaglie italiane, con un totale di 21 riconoscimenti, su un totale di 64 medaglie per l’Italia. Il 45 Metodo Extra Brut Pas Dosè Blanc de Noirs della Fattoria La Vialla, in Lombardia, vince il Trofeo Rivelazione Italia. La Sardegna si aggiudica ben 8 medaglie 4 d’Oro e 4 d’Argento.

Nella regione dello Champagne arrivano 98 medaglie, sono stati più della metà dei vini in concorso. La Rivelazione Internazionale è andata allo Champagne Lemaire Millésime Les Hautes-Prières 2012 di Roger-Constant Lemaire. Vera e propria icona della loro cantina, il Millésime des Hautes-Prières è prodotto esclusivamente con Chardonnay invecchiato per 9 mesi in botti di rovere e prodotto utilizzando uve dei prestigiosi vigneti di Hautvillers. Altri cinque champagne sono

stati premiati con la Gran Medaglia d’Oro. I Cava dominano il palmarès spagnolo, con 34 medaglie. Di particolare rilievo i risultati della cantina catalana Rovellats, che si è aggiudicata 1 medaglia d’Oro, 2 medaglie d’Argento e il Trofeo Rivelazione Spagna per il suo emblematico Rovellats Reserva Cuvée Especial Brut Nature 2020.

La Germania stupisce, aggiudicandosi quasi il 60% delle medaglie! Sono andate ai produttori tedeschi un totale di 16 medaglie, tra cui 2 Gran Medaglie d’Oro, 8 d’Oro e 6 d’Argento. Weingut Bergdolt ha vinto una Rivelazione Internazionale per il suo Fluxus Brut Natur 2015, confermo senza ombra di dubbio che questo assaggio è stato davvero memorabile! La mia commissione ha valutato una batteria di vini tedeschi e ci siamo emozionati dal primo all’ultimo, e vedendo questo risultato mi sento orgogliosa, per aver contribuito a questa medaglia. Sudafrica: per la seconda volta nella storia del concorso, uno spumante sudafricano ha vinto una Gran Medaglia d’Oro. Il vincitore è Sparklehorse 2021 di Forrester Vineyards. Il Belgio ha confermato la sua buona reputazione e il suo sviluppo come paese produttore di bollicine, con ben 18 premi e il 41% dei vini presentati premiati, un record. Anche la Moldavia, con 8 medaglie tra cui una Gran Medaglia d’Oro, emerge in questa categoria e sarà una forza da tenere in considerazione negli anni a venire. Infine l’Austria si è distinta con un’ottima performance del suo Blanc de Blancs Sekt Große Reserve NÖ g.U. Furth bei Göttweig 2016, che ha ottenuto una Gran Medaglia d’Oro.Il link per vedere tutti i risultati: https://resultats.concoursmondial.com/it/risultati/2024

Per concludere vorrei dire che il CMB non poteva scegliere migliore location per questa sessione 2024 dei vini spumanti! La Sardegna offre davvero molto a livello vitivinicolo, ed è forse, in questo momento una delle regioni italiane più in fermento per quanto riguarda le zone di produzione, i vini e i territori emergenti, i produttori in questo momento hanno una grande consapevolezza delle loro potenzialità!

Credito Fotografico @concoursmondialdebruxelles
Alcuni degustatori italiani al CMB da SX a DX: Matteo Cipolla, Angelo Concas, Dino Addis, Karin Meriot,
Mattia Antonio Ciancia, Luigi Salvo, Giovanni Pinna, Claudia Marinelli

Fonte: Comunicati Stampa CMB Sparkling Session 2024 – Presentazioni dei vari consorzi

On line la Guida ai Migliori Vini della Sardegna 2025 di Vinodabere.it con numeri e qualità da record

Comunicato Stampa

Oltre 800 vini degustati, a riprova della partecipazione sempre più massiccia e della palese fiducia accordataci dai produttori sardi. Con 385 campioni risultati meritevoli di recensione, e cioè capaci di centrare un punteggio di oltre 90/100, a riprova del livello medio davvero impressionante raggiunto dalla produzione enoica della regione. Il tutto organizzato in 38 sottosezioni, per indagare capillarmente (e premiarne i più bravi) tutte le realtà territoriali ed espressive dell’Isola. Ecco allora non “il” Cannonau, ma “i” Cannonau; non “il” Vermentino ma “i” Vermentino, e via tutti gli altri vitigni indigeni e tutte le principali tipologie produttive del “piccolo continente” in bottiglia che vede a ogni vendemmia crescere la sua reputazione. E che stavolta è stato in grado di esprimere più di 118 vini (quasi un terzo di quelli recensiti) capaci di superare i 98 punti raggiungendo la Standing Ovation (il massimo riconoscimento), di cui 8 hanno raggiunto 100/100.

Sono i numeri (alcuni, i più significativi) della Guida numero 7 dedicata ai Vini della Sardegna di Vinodabere.it, ora finalmente in rete tutta intera (link: https://vinodabere.it/guida-ai-migliori-vini-della-sardegna-2025-di-vinodabere-la-guida-completa/) dopo i trailer dedicati alle varie classifiche parziali, curata dai giornalisti Maurizio Valeriani e Antonio Paolini con la collaborazione di Salvatore Del Vasto, Paolo Frugoni, Maurizio Gabriele, Emanuele Giannone, Luca Matarazzo, Daniele Moroni, Gianmarco Nulli Gennari, Pino Perrone, Emanuela Pistoni, Stefano Puhalovich, Franco Santini, Gianni Travaglini, Paolo Valentini. Numeri a cui va aggiunto quello delle visualizzazioni, anch’esse in vorticosa crescita, a ribadire che anche per i consumatori e appassionati la credibilità di questo lavoro capillare e coscienzioso – tutte le degustazioni avvengono rigorosamente alla cieca e in panel, con punteggio finale desunto dalla media aritmetica dei giudizi degli assaggiatori/autori – non è minore di quella riconosciutagli dalle aziende partecipanti.

Sembra, insomma, sempre meglio compresa e apprezzata la filosofia che sta dietro la Guida: e che vede al centro la voglia di raccontare e far conoscere sempre più realtà vinicole – accendendo riflettori anzitutto su quelle sin qui meno in vista – del già citato “piccolo continente” sardo. E, bisogna dirlo, le scoperte non mancano. Perché accanto agli affermati “top player” di sempre, sono ogni volta più numerose le realtà in partenza meno celebri capaci di primeggiare e di far centro. E sono sempre di più le sottozone di fresca emersione che propongono prodotti da prima linea assoluta. Come hanno dimostrato “dal vivo”, le due edizioni annuali dell’evento-vetrina organizzate a Roma da Vinodabere.it nel mese di gennaio per i vini sardi e premiati dalla partecipazione attenta (e graditissima) di molti colleghi del mondo della stampa e della comunicazione, oltre a un folto numero di operatori (ristoratori, enotecari, agenti, distributori).

Guida e kermesse romane (di cui è già in programma la terza edizione con in pista le nuove vendemmie e bottiglie appena recensite) hanno insomma sinergicamente fornito l’occasione per sfatare e superare un certo numero di stereotipi che da più di un decennio non appartengono più al contesto enoico sardo, ma in qualche modo gli aleggiano ancora attorno. L’esempio più lampante è quello del Cannonau, il vitigno bandiera, lontano ormai anni luce dal modello di vino alcolico e pesante della “vecchia” (e oggi non più fondata) reputazione, ed espresso ora attraverso una panoplia di interpretazioni di spiccata diversità (e di grandissimo interesse) a seconda delle zone di nascita e allevamento delle uve: dalla viticoltura di montagna della vocatissima comunità di Mamoiada (ormai quasi 40 i vignaioli che imbottigliano ed etichettano i loro vini) ad aerali altrettanto storici come Oliena (con il suo Nepente), Orgosolo, Dorgali (con la splendida Valle di Oddoene, ora toponimo utilizzabile in etichetta), l’Ogliastra, la Romangia, e perfino la Gallura, che mostra ultimamente di sapersi districare abilmente anche con le varietà a bacca rossa. Restando in tema di sorprese, ne ha regalate di belle anche Mandrolisai, territorio di grande tradizione enoica (ma fin qui non premiata a sufficienza da fama e fortuna) che con la sua omonima denominazione (la doc più territoriale della Sardegna con tre vitigni utilizzati in blend: Bovale, Cannonau e Monica) raccoglie ormai più di 20 produttori, autori di vini di carattere, personalità e alto rango (ben 9 Standing Ovation di cui 3 i 100/100 in guida). Convince sempre più il Cagnulari (7 Standing Ovation), una varietà presente soprattutto nel Nord-Ovest dell’Isola, e si costituisce a Sant’Antioco la Comunità del Carignano a Piede Franco (questa varietà consegue ben 9 Standing Ovation), a dimostrazione della volontà di unire le forze per il territorio. I tempi sembrano insomma maturi per un vero e proprio exploit della Regione. Che noi proviamo ad anticipare e motivare con le recensioni e le valutazioni dei vini presenti in questa edizione della Guida. Con l’auspicio, come sempre, di suscitare ulteriore curiosità, stimoli all’assaggio e – meglio ancora – al tuffo in loco (scrigno inimitabile di bellezze, oltre che di grandi vini) in chi ci legge.

Ad accompagnarci nel nostro percorso è, in qualità di sponsor, il Consorzio per la Tutela del Formaggio Pecorino Romano (che ha sede in Sardegna, maestra assoluta di caseificazione di tutto il Centro tirrenico), formaggio dal forte profilo di cui esploreremo migliori abbinamenti con le etichette premiate.

Il Direttore di Vinodabere.it Maurizio Valeriani

Di seguito l’elenco degli 8 vini con 100/100 e di quegli altri che hanno comunque raggiunto la Standing Ovation (punteggio superiore a 98/100)

Gli 8 vini con 100/100

Vermentino di Gallura Superiore Antonella Collection 2020 – Pedres

Ruinas del Fondatore 2021 – Depperu

Vermentino di Sardegna Boese Vigna Truvaoese 2023 – Binza ‘e su Re

Rosso Kantharu 2020 – Fulghesu Le Vigne

Mandrolisai Azzàra Domos de Pedra 2022 – Fradiles

Mandrolisai S’Òmine Creccherie 2022 – Cantina Pisu Luigi

Cannonau di Sardegna Ghirada Palagorrai 2021 – Mussennore

Cannonau di Sardegna Ghirada Elisi Sa ‘e Antoni 2022 – Francesco Cadinu

Le Nostre Standing Ovation divise per tipologia/categoria

Migliori Nuragus

  1. Josephine 2023 – Viticola Mereu

Migliori Granazza

  1. Bianco Granazza 2023 – Giuseppe Sedilesu

Migliori Vermentino della Gallura

1Ex Aequo – Vermentino di Gallura Superiore Antonella Collection 2020 – Pedres

1Ex Aequo – Ruinas del Fondatore 2021 – Depperu

3 – Bianco Ino 2022 – Cantina La Sughera

4 – Ruinas 2023 – Depperu

5 –Bianco Sas Abbissos 2022 – Ilaria Addis

6 – Vermentino Madrighe 2023 – Ilaria Addis

7 – Vermentino di Gallura Superiore Ghjlà 2022 – Vigne Cappato

8 – Vermentino Capichera Classico 2022 – Capichera

9 – Vermentino di Sardegna Spèra 2023 – Siddùra

10 – Vermentino di Gallura Superiore Sabbialuce 2022 – Agricola Montespada

11 – Vermentino di Gallura Vendemmia Tardiva      Montidimola 2022 – Surrau

12 – Vermentino di Gallura Superiore (macerato non filtrato) Riposu 2022 – Tenuta Paltusa

13 – Vermentino di Gallura Superiore Lagrimedda 2023 – Li Seddi

14 – Vermentino di Gallura Superiore Renabianca 2023 – Li Duni

15 – Vermentino di Gallura Petrizza 2023 – Masone Mannu

16 – Vermentino di Gallura Vendemmia Tardiva Canayli 2022 – Cantina Gallura

17 – Vermentino di Gallura Superiore Kramori 2022 – Saraja

18 – Vermentino di Gallura Superiore Pitraia 2021 – Tenute Gregu

Migliori Vermentino del resto Sardegna divisi per territorio

Anglona

1 – Vermentino Fria 2022 – Deperu Holler

Coros

1- Vermentino di Sardegna Boese Vigna Truvaoese 2023 – Binza ‘e su Re

2 – Vermentino di Sardegna Frinas 2022 – Carpante

Nurra/Alghero

1-Vermentino di Sardegna Sessantaquattro 2023 – Poderi Parpinello

2 – Vermentino Tarongia 2022 – Podere Monte Pedrosu

3 – Vermentino di Sardegna Tenute Crabolu 2022 – Cantina Cargiaghe

4 – Alghero Bianco 2022 – Podere 45

Migliori Vermentino dell’Oristanese

1 – Vermentino di Sardegna Òrriu Veòr 2023 – Quartomoro

Migliori Vermentino del territorio della Romangia

1 – Vermentino di Sardegna      2023 – TraMonti

2 – Vermentino di Sardegna Amabile Ingannos 2022 – Cantina Sorso Sennori

3 – Vermentino di Sardegna Sabbia 2023 – Viticoltori Romangia

4 – Vermentino di Sardegna Olieddu 2021 – Mario Bagella

5 – Vermentino di Sardegna Kanimari 2023 – Nuraghe Crabioni

Migliori Vermentino del territorio del Sud Sardegna

1 – Vermentino di Sardegna Punta San Michele 2023 – Arriali di Paolo Pitzolu

2 – Vermentino di Sardegna Donnikalia 2023 – Ferruccio Deiana

3 – Stellato Nature 2023 – Pala

4 – Vermentino di Sardegna Cardile 2023 – Nuraghe Antigori

Classifica Migliori Vernaccia

1 – Vernaccia 2015 – Pippia

2 – Vernaccia di Oristano Flor 2020 – Contini

3 – Bianco Alturas 2022 – Domu Battistina

Migliori Malvasia dell’areale di Bosa

1 – Malvasia di Bosa Riserva 2013 – Emidio Oggianu

2 – Malvasia Filet 2021 – Cantina Carta di Piero Carta

Classifica Migliori Altri Bianchi

1 – Cagliari Malvasia Capo Mannu 2023 – Tenute Evaristiano

Classifica Migliori Vini Dolci

1 – Moscato di Sardegna Passito Li Zinti 2017 – Tenute Costadoria

2 – Vino da uve stramature Latinia 2019 – Cantina Santadi

3 – Bianco Dolce Noli Me Tollere Vitis Apiana 2022 – Cantina Sorso Sennori

Classifica Migliori Vini Rosati

1 – Rosato Luna Noa 2022 – Murrai

2 – Cannonau di Sardegna Rosato Vilú 2023 – Cantina Tani

3 – Nero Miniera Rosè 2023 – Enrico Esu

4 – Cannonau di Sardegna Rosato Minnammentu 2023 – Li Duni

Classifica Migliori Bovale

1 – Bovale Binariu 2020 – Su Binariu

2 – Bovale Bagadìu 2022 – Fradiles

3 – Bovale Su’Nico 2022 – Su’Entu

Classifica Migliori Mandrolisai

1 Ex aequo – Rosso Kantharu 2020 – Fulghesu Le Vigne

1 Ex aequo -Mandrolisai Azzàra Domos de Pedra 2022 – Fradiles

1 Ex aequo MND8 – Mandrolisai S’Òmine Creccherie 2022 – Cantina Pisu

4 – Ventuno 2022 – Vigne Centro Sardegna

5 – Mandrolisai Kent’annos (bio) 2022 – Cantina del Mandrolisai

6 – Mandrolisai Superiore Antiogu 2021 – Fradiles

7- Mandrolisai Ispàntu 2020 – Trè Biddas

8 – Mandrolisai Superiore Angraris 2020 – Fradiles

9 – Mandrolisai Ruda 2021 – Cantina Flore

Classifica Migliori Cagnulari

1 – Rosso Sentidu 2020 – Fulghesu Le Vigne

2 – Cagnulari Martie “28 maggio” 2020 – Cantina Sorso Sennori

3 – Cagnulari Carì 2022 – Fratelli Pinna

4 – Cagnulari 2022 – Carpante

5 – Cagnulari 2022 – Monte Fenosu

Classifica Migliori Monica

1 – Monica di Sardegna 2022 – Udus

Classifica Migliori Carignano

1 – Carignano del Sulcis Superiore Terre Brune 2020 – Cantina Santadi

2 – Carignano del Sulcis Nero Miniera 2022 – Enrico Esu

3 – Carignano Libaltai 2021 – Saraja

4 – Carignano del Sulcis Riserva Is Arenas 2021 – Sardus Pater

5 – Carignano del Sulcis Riserva Bricco delle Piane 2021 – Calasetta

6 – Carignano del Sulcis Riserva Buio Buio 2021 – Cantina Mesa

7 – Carignano del Sulcis Superiore 2 2019 – Tenuta La Sabbiosa

8 – Carignano del Sulcis Riserva Santomoro 2021 – Bentesali

9 – Carignano del Sulcis Eclisse 2021 – Piccola Cantina di Andrea Taris

Classifica Migliori Cannonau per territorio

Migliori Cannonau del territorio dell’Anglona

1 – Cannonau di Sardegna Riserva Bodale 2019 – Tenute Rossini

Migliori Cannonau del territorio del Coros

1 – Cannonau di Sardegna Gemmanera 2020 – Chessa

Migliori Cannonau del territorio di Dorgali

1 – Rosso Su Nighèle 2021 – Venas

2 – Cannonau di Sardegna Ferru 2021 – Cantina Alessandro Bocca

3 – Cannonau di Sardegna Thurcalesu Vigna di Oddoene 2021 – Berritta

4 – Rosso Iloghe 2022 – Cantine Spanu

Migliori Cannonau del territorio della Gallura

1 – Cannonau di Sardegna L’Ora Grande 2022 – La Contralta

2 – Cannonau di Sardegna Demiurgo 2022 – Atlantis

3 – Cannonau di Sardegna Nonau 2022 – La Neula

Migliori Cannonau del territorio di Mamoiada

1 Ex Aequo – Cannonau di Sardegna Ghirada Palagorrai 2021 – Mussennore

1 Ex Aequo – Cannonau di Sardegna Ghirada Elisi Sa ‘e Antoni 2022 – Francesco Cadinu

3 – Cannonau di Sardegna Ghirada Murruzzone 2019 – Giuseppe Sedilesu

4 – Rosso Ghirada Erula 2022 – Teularju

5 – Rosso Ghirada Foddigheddu 2021 – Montisci Vitzizzai

6 – Ghirada Elisi 2022 – Francesco Crisponi

7 – Cannonau di Sardegna Riserva Martis Sero 2021 – Vignaioli Cadinu

8 – Cannonau di Sardegna Ghirada Malarthana 2022 – Cantina Mulargiu

9 – Rosso Ghirada Mulinu 2022 – Mertzeoro

10 – Cannonau di Sardegna Ghirada Fittiloghe Sa ‘ e Tundone 2022 – Francesco Cadinu

Migliori Cannonau del territorio dell’Ogliastra

1 – Cannonau di Sardegna Fudòra 2022 – Pranu Tuvara

2 – Cannonau di Sardegna Naniha 2022 – Tenute Perda Rubia

3 – Cannonau di Sardegna Riserva Alberto Loi 2020 – Alberto Loi

Migliori Cannonau del territorio di Oliena

1 – Cannonau di Sardegna Nepente di Oliena Vosté 2022 – Iolei Nois

2 – Cannonau di Sardegna Nepente di Oliena Jumpadu 2022 – Cantina Pietrino Canudu

3 – Cannonau di Sardegna Nepente di Oliena 2022 – Fratelli Puddu

4 – Cannonau di Sardegna Nepente di Oliena Mannoi 2021 – Agricola Guthiddai

Migliori Cannonau del territorio di Orgosolo

1 – Cannonau di Sardegna Classico Soroi 2021 – Cantine di Orgosolo

2 – Cannonau di Sardegna 2022 – Orgosa

Migliori Cannonau del territorio della Romangia

1 – Cannonau di Sardegna Riserva 2021 – Fattorie Isola

2 – Cannonau di Sardegna Trimentu 2021 – Cantina Sorso Sennori

3 – Cannonau di Sardegna 2022 – TraMonti

Migliori Cannonau di Altri Territori

1 – Rosso Ampsicora 2021 – Fulghesu Le Vigne

2- Cannonau di Sardegna Scillaras 2021 – Nuraghe Antigori

3 – Cannonau di Sardegna Granadu 2022 – Tenute Smeralda

4 – Cannonau di Sardegna 2022 – Audarya

5 – Cannonau di Sardegna Bàsca 2022 – Pedra Niedda

6 – Cannonau di Sardegna Goimajor 2022 – Cantina Trexenta

7 – Cannonau di Sardegna Sileno 2022 – Ferruccio Deiana

La Classifica dei Migliori Altri Vini Rossi

1 – Rosso Contusu 2021 – Tenute Cossedda

2- Syrah Marganai 2021 Arriali di Paolo Pitzolu

3 – Rosso Shardana 2020 – Cantina Santadi

“I Garagisti di Sorgono”: il Mandrolisai con firma d’autore

di Adriano Guerri

Nella medievale Rocca Rangoni di Spilamberto (Mo), durante la 7°edizione dell’evento Vignaioli Contrari, ho conosciuto un piccolo angolo di Sardegna con la cantina I Garagisti di Sorgono.

Sono rimasto colpito dai loro vini e ve li propongo con alcuni cenni sull’azienda. 

I Garagisti di Sorgono è una splendida realtà enologica sarda, nata nel 2015 dall’unione di tre giovani viticoltori: Pietro Uras, Renzo Manca e Simone Murru. Il loro obiettivo è produrre vini artigianali, espressivi e di elevata qualità con vitigni autoctoni dell’isola.

Pietro Uras – I Garagisti di Sorgono

Coltivano circa 10 ettari vitati al centro geografico della Sardegna, più precisamente a Sorgono (NU), area di confine fra Barbagia e Campidano all’interno della Doc Mandrolisai. Alcuni vigneti ad alberello libero, considerati tra i più belli del mondo, superano addirittura gli ottanta anni di età; altri invece arrivano ai sessanta, messi a dimora dai genitori e persino dai nonni dei proprietari.

Le altimetrie si attestano sui 550 metri s.l.m. con suoli poveri e sabbiosi derivanti da disgregazione granitica. Il clima è di tipo mediterraneo, caratterizzato da notevoli escursioni termiche e le uve beneficiano della maggior concentrazione di aromi. Le varietà coltivate sono, Cannonau, Monica e Muristellu (o Bovale Sardo). La scelta del nome aziendale deriva da “Vin de Garage”, termine usato a Bordeaux per aziende di piccole dimensioni, limitate produzioni e vini di indubbia qualità.

Note di degustazione 

Rosato Mandrolisai Doc 2022 – dalle eleganti note di rosa, lampone e creme de cassis. Fresco, sapido, leggiadro e ben ordinato.

Parisi – Bovale Igt 2021 – rosso rubino intenso, naso da viola mammola, ribes nero, pepe in grani e liquirizia. Gusto piacevolmente tannico, vellutato ed equilibrato. 

Manca – Cannonau Doc 2020 –  riflessi rubino vivaci, intensi aromi di more, prugna, ribes e mirtillo che anticipano note di pepe nero ed erbe aromatiche. Avvolgente, coerente e persistente.   

Murru – Monica Doc 2020 – rubino intenso, naso da ciliegia, lampone e rabarbaro, cui seguono note di spezie dolci e mandorla. Molto lungo e armonioso. 

Uras – Mandrolisai Doc 2020 – svela subito nuance di petali di rosa rossa, frutti di bosco, macchia mediterranea e sottobosco. Finale sapido, rotondo e armonioso.

Vinitaly 2023: cantina Fradiles – l’eleganza del Mandrolisai – paradiso di Sardegna

di Adriano Guerri

A Verona, durante la 55esima edizione di Vinitaly 2023 che è andata in scena dal 2 al 5 aprile 2023, ho avuto il piacere di presentarmi allo stand della Cantina Fradiles. Prima di passare all’analisi sensoriale dei vini da me degustati al padiglione dedicato alla Regione Sardegna, parliamo, con alcuni cenni, dell’azienda.

Posta quasi al centro dell’isola dei Nuraghi, sia per longitudine che latitudine, nel comune di Atzara (NU) e più precisamente all’interno del Comprensorio della Doc Mandrolisai. Un areale vocato da secoli per la coltivazione della vite. Fradiles vanta oltre 10 ettari vitati, localizzati ad altimetrie variabili dai 450 ai 700 metri s.l.m., alcuni vigneti coltivati ad alberello sono di straordinaria bellezza, ultra secolari e a piede franco. Il suolo è di origine sabbiosa derivante dalla disgregazione di granito e porfido. 

Fradiles, in sardo, significa “cugini”; infatti, le redini dell’azienda sono in mano ai cugini Paolo Savoldo e Giuseppe Flore, che ho conosciuto personalmente durante la kermesse. 

La Tenuta è immersa nel verde delle colline tra splendidi boschi di lecci e numerose vigne. Le varietà maggiormente coltivate sono: Cannonau, Monica, Bovale Sardo, in loco chiamato Muristellu, e altri vitigni autoctoni a bacca bianca e nera. 

La Cantina è dotata di attrezzature moderne con contenitori in acciaio inox e botti di rovere di media capienza. I loro vini rimarcano eleganza e sono capaci di trasmettere emozioni, così come gli stessi cugini “fradiles” Paolo e Giuseppe.

La denominazione di origine controllata Mandrolisai è stata costituita nel 1981, i vitigni che danno origine a questo singolare vino sono gli stessi che si trovano in azienda. Il territorio ampelografico ricomprende unicamente i Comuni di: Atzara, Desulo, Meana Sardo, Ortueri, Samugheo, Sorgono e Tonara. Le tipologie previste dal Disciplinare sono: Mandrolisai Doc, Mandrolisai Superiore Doc e Mandrolisai Rosato Doc.

Note di degustazione dei vini

Fontanafrisca Demos De Pedra Isola dei Nuraghi Bianco Igt 2022 – Giallo paglierino brillante, emana sentori di camomilla, forsizia, pesca e nuances agrumate, fresco e sapido, ammaliante e persistente.

Fradiles Mandrolisai Rosso Doc 2021 – Rosso rubino vivace, dai sentori di frutti di bosco (mora selvatica), accompagnati da note balsamiche, pieno, giustamente tannico e fine. 

Memoririas Creccherie Mandrolisai Rosso Doc 2021 – Rubino più intenso, libera sentori di mora, ribes e macchia mediterranea con sottili sbuffi di spezie, avvolgente e appagante. Il sorso persiste in bocca per molto tempo. 

Angraris Mandrolisai Rosso Superiore Doc 2019 – Anche qui rubino però dai riflessi tendenti al granato. Sprigiona nuance di confettura di frutti di bosco, vaniglia, pepe e cannella, ben unite a note di tabacco e viola appassita. Finale morbido con tannini poderosi, ma setosi di grande armonia e piacevolezza di beva.