Lazio: in Ciociaria a passeggio tra le terre del Cesanese

Ma quanto è bello il territorio del Cesanese! Un viaggio nella terra dello storico vitigno autoctono originario del Lazio e precisamente in Ciociaria.

In una bellissima giornata di sole mi trovo dapprima nell’areale del Cesanese del Piglio DOCG in compagnia del Direttore di 20Italie Luca Matarazzo, per approfondire le caratteristiche di questo vitigno rosso che dona vini paragonabili alle tipologie più blasonate. Abbiamo incontrato vignaioli artigianali che ci hanno entusiasmato ed emozionato con le loro storie e con i loro prodotti, dove ogni vino diventa un vero e proprio abito sartoriale in cui si rispecchiano gli elementi distintivi del territorio e della passione di chi lo realizza.

Questo affascinante angolo d’Italia offre molto più di un semplice bicchiere. Paesaggi pittoreschi, tradizioni secolari e una cucina deliziosa che si fondono per creare un’esperienza indimenticabile. Situata nelle colline a sud di Roma, le terre del Cesanese rappresentano un piccolo incanto ricco di borghi, ciascuno con la propria storia e cultura. Quest’areale è stato a lungo celebrato per la sua tradizione vitinicola e culturale; Qui puoi passeggiare per stradine lastricate, ammirare antichi edifici e immergerti nelle tradizioni locali. Impossibile perdere l’opportunità di visitare le cantine storiche, dove i produttori condividono con orgoglio la loro eredità e le loro tecniche tramandate di generazione in generazione.

Sfatiamo il mito della differenza tra Cesanese Comune e di Affile. La leggenda ci parla di questi due vitigni dove il primo è noto per il grappolo più grosso e gli aromi di frutti rossi, dai tannini morbidi. Quello di Affile si dice che tende ad essere più verticale nelle sensazioni organolettiche. Tutta questa differenza, alla fine, non è così evidente e le recenti ricerche dimostrano come la suddivisione sia errata, restituendo importanza a suoli e condizioni pedoclimatiche variabili.

LA VISCIOLA

La prima tappa della nostra visita nel Comune di Piglio, riguarda la Cantina La Visciola di Piero Macciocca, coadiuvato dalla moglie Rosa Alessandri e la figlia Cecilia. Piero è un vero vignaiolo artigianale e la prima impressione, vedendo la piccola cantina ricavata in una sorta di locale deposito, è per una piccola vendita di vino alla buona. L’enorme sorpresa arriva al momento dell’assaggio dei vini, a conferma che non bisogna mai giudicare dalle prime impressioni. La vinificazione in questa cantina è seguita con maestria dall’enologo Michele Lorenzetti. Esperienza e competenza l’altissima qualità rinvenuta nel calice.

Le viti sono coltivate secondo i principi della biodinamica in quattro piccoli appezzamenti per un totale di quasi 6 ettari dai quali provengono i cru che prendono il nome proprio dal terreno di provenienza come il Priore “Mozzatta”, Priore “Ju Lattaro”, Priore “Vignali” e Vicinale. I terreni sono prevalentemente composti da argille rosse ad esclusione del Mozzatta che è composto da argilla bianca e calcare che donano maggiore eleganza e finezza. Priore è il soprannome invece di Piero.

Se volessimo ipotizzare un rapporto tra cantina e vini, per la Visciola esso è “piccola cantina, grandi vini”. In particolare mi riferisco ai cru Cesanese che sono gestiti con una tale capacità che risultano eleganti, con una bocca bellissima già a partire dal  Vicinale. con un crescendo sempre maggiore dove la nota leggermente affumicata è il filo conduttore.

Ecco alcuni appunti di degustazione

Vicinale 2021 Cesanese del Piglio DOCG 13,5°, è il cavallo di battaglia di Piero la cui uva Cesanese viene raccolta dai vari vigneti, dal colore limpido e brillante, al naso coerente con frutti rossi ma anche mirto e note speziate, aromatiche e fumée. Equilibrato in cui nessuna componente prevale in modo determinante sulle altre. Un vino che ci ha fatto esclamare: “’mazza quanto è bono!”

Priore “Vignali” 2021 Cesanese del Piglio DOCG 14°. Intenso e persistente, ricco, frutti rossi, mirto, spezie, in particolare pepe, leggera nota di tostatura. Qui si inizia a sentire la differenza del cru dove la natura detta legge e si sente l’identità territoriale del vigneto.

Priore “Ju Quartu” 2021 Cesanese del Piglio DOCG 13,5°. Ritrovo il Vignali con la differenza che i sentori virano maggiormente verso il frutto di bosco e il melograno.

Priore “Lu Lattaro” 2020 Cesanese del Piglio DOCG 14°. Si differenzia dagli altri appena degustati dal colore che in questo caso non tende al granato, ma è di un rosso rubino brillante. Un capolavoro di vinificazione dove prevale la frutta rossa matura, erbe mediterranee, note balsamiche mentolate e liquirizia. Una bella freschezza con un finale morbido e caldo.

Priore “Mozzatta” 2020 Cesanese del Piglio DOCG 14°. Una bella spina acida che non è esagerata ed è ben bilanciata dai tannini morbidi e setosi. Ovviamente frutti rossi, in particolare lampone e ribes nero. Piante officinali e spezie come china, cannella… un sorso bellissimo che pulisce la bocca e chiede un sorso dopo l’altro. Il finale è lungo e persistente e leggermente sapido. Una bevuta che si ricorda.

Nostrano Lazio Rosso IGT 2020 vinificato con uve Maiolica, un vitigno di origine toscana, imparentato con il Coda di Volpe Rosso. Giovane, piacevole e fresco con belle note di ciliegia e spezie.

Donna Rosa 2021 Passerina del Frusinate IGT 12,5°. Leggermente astringente con un po’ di tannino, morbido, floreale, sambuco.

Cupella 2021 11°, Frusinate IGT Bianco Frizzante rifermentato in bottiglia. Una bella freschezza, note solfuree e agrumate.

L’AVVENTURA

Sempre a Piglio, dopo aver percorso una breve distanza giungiamo al Casale Verdeluna che si erge sulla collina circondata da vigneti di Cesanese dove ci accolgono Gabriella Grassi, Stefano Matturro e il loro bellissimo cane. Il Casale è un agriturismo con una capacità ricettiva di 6 camere e un ristorante che riesce a soddisfare tranquillamente cento coperti, oltre ad essere anche la cantina dei vini L’Avventura. Oggi si direbbe “Wine Resort”, ma qui si respira ancora la tradizione contadina locale, dove è possibile gustare i piatti tipici rivisitati dallo Chef Giuseppe Rossi, che utilizza materie prime di qualità a chilometro zero.

SaxaPasserina del Frusinate IGT 2022 12°. Fresco con una intensità floreale tale da farlo sembrare un semi aromatico. Una bella frutta a polpa bianca che chiude con una verve di sapidità che torna a ristabilire gli equilibri.

Campanino” Cesanese del Piglio DOCG Superiore 2020 13,5°. Tra le gemme vinicole di una cantina si cela spesso un vino che incarna l’anima della terra da cui proviene. Il Campanino è uno di quei vini. Note canforate si mescolano con profumi di frutti rossi, creando un bouquet olfattivo che cattura l’attenzione e l’immaginazione.

Picchiatello” Cesanese del Piglio DOCG Superiore. Complessità aromatica che evoca la macchia mediterranea, il naso si riempie di sentori che richiamano le erbe aromatiche e le spezie, promettendo un’esperienza sensoriale unica. Espressione di eleganza con tannini fini che coccolano il palato, oltre a una testimonianza del legame profondo con la tradizione locale.

Camere Pinte” Cesanese del Piglio DOCG Riserva 2021 15°. Profondo e complesso, riserva una serie di sorprese per chiunque sia pronto a scoprire l’ampia gamma di sfumature che il Cesanese può offrire. Si apre con un bouquet intenso e complesso di aromi speziati di pepe nero e tocchi tostati avvolgono i sensi, creando una promessa di profondità e complessità. Trama tannica vellutata.

L’avventura” è il nome scelto dai proprietari, nel momento in cui hanno deciso di intraprendere il cammino di produttori di vino, provenendo da un altro settore, e trovandosi dal notaio per scegliere il nome della nuova attività, si sono chiesti come avrebbero chiamato questa nuova avventura? Ben fatto!

www.agriavventura.it

DAMIANO CIOLLI

Inerpicandoci per le stradine di Olevano Romano, si arriva a casa di Damiano dove si trova anche la cantina. Il vino Cesanese di Olevano Romano è stato per molti anni il più richiesto nelle osterie di Roma ed era un sostentamento sicuro per molte famiglie tra cui il nonno Guido e poi il papà Costantino. Damiano appartiene alla generazione che ha ereditato da loro la passione per il vino, dandogli una svolta trasformando così dal 2001, la produzione da vino sfuso a vino da imbottigliamento.

La passione unita all’amore  per Letizia Rocchi, enologca, fanno la differenza. Oggi Damiano e Letizia sono fieri del lavoro che porta avanti con dedizione e con i suoi 7 ettari riesce a malapena a soddisfare le richieste delle sue bottiglie prenotate prima ancora dell’immissione in commercio.

Abbiamo avuto il piacere di provare il vino direttamente dalle vasche di maturazione e sono convinto nel dire che sono veri capolavori.

Silene – Il Silene è ottenuto da una selezione di uve Cesanese provenienti da quattro vigneti impiantati in epoche diverse, raccolte e fermentate in vasche di cemento separatamente e assemblate prima dell’imbottigliamento. Damiano lo considera un vino di entrata ma ha già le connotazioni per essere bevuto dopo alcuni anni.

Cirsium – Il Cirsium quest’anno cambia nome e da ora in poi si chiamerà DAMIANO CIOLLI Olevano DOC Cesanese Riserva, è un Cru proveniente da un antico vigneto di un ettaro. Raccolta manuale con accurata selezione dei grappoli utilizzando soltanto i migliori e scartando quelli non idonei. La fermentazione è spontanea, una celebrazione dell’armonia naturale la macerazione, che si svolge ancora in cemento. Qui, il vino ha il tempo di estrarre tannini e aromi dalle bucce delle uve.

Questa fase è cruciale per la struttura e la complessità del vino, Dopo la macerazione, il vino viene travasato in botti grandi, dove inizia un periodo di riposo sui suoi depositi o fecce fini. Questo processo dura per i primi 12 mesi, permettendo al vino di maturare lentamente e sviluppare profondità. Alla fine di questo periodo torna nelle vasche di cemento e continua ad evolversi e acquisire caratteristiche uniche. Alla fine di questo meraviglioso viaggio, viene imbottigliato dove riposa per un ulteriore periodo di 12 mesi in cui raggiungerà la sua massima espressione.

www.damianociolli.it

RICCARDI REALE

Altra bellissima realtà, sempre nell’areale del Cesanese di Olevano Romano. Ci troviamo in compagnia di Piero Riccardi e Lorella Reale, due persone che hanno cambiato la loro vita alla ricerca della felicità. Giornalisti RAI entrambi (Piero è anche regista), decidono di acquistare le vigne a Olevano Romano e una bellissima villa a Bellegra, piccolo comune a circa 800 m. di altitudine, dalla quale si può godere di un panorama stupendo.

Piero e Lorella abbracciano da subito l’arte dell’agricoltura biodinamica, un approccio che rispetta la terra e le sue risorse. Poco più di 5 ettari di vigneti, prosperano grazie all’assenza di pesticidi e al sostegno di sovesci e preparati organici vegetali, preservando la fertilità del suolo e consentendo alle piante di esprimersi nella loro essenza. Qui, le viti sono sostenute da pali di castagno locale, e la biodiversità della zona aggiunge profondità ai vini.

Due tipologie di terreno, uno vulcanico e l’altro di arenarie del Cretaceo, conferiscono ai vini una complessità e una freschezza uniche. Ogni fase di affinamento porta alla creazione di varietà distintive, tra cui Cesanese, Malvasia, Rosciola e Riesling. Con la loro dedizione alla biodinamica e all’ecosistema locale, producono vini che catturano l’essenza del terreno e l’anima della natura.

EMOTIQ Riesling Renano IGT Lazio 2021. Un terroir insolito per il Riesling che qui prospera su terreni argillosi misti a componenti vulcaniche. La macerazione sulle bucce dona profondità e complessità. La sosta successiva in botti di castagno dona una struttura morbida. Profumi di fiori di campo e miele si intrecciano in un bouquet aromatico che avvolge i sensi. La componente minerale e dinamica sottolinea la complessità del vino, mentre le note speziate e sapide aggiungono un tocco di fascino.

EMOTIQ Malvasia Puntinata Lazio IGT 2021. Blend di Malvasia Puntinata, Moscato Bianco, Ottonese e Bellone, quattro varietà di uve che si sposano alla perfezione. Questa miscela offre una complessità aromatica che è un vero piacere per i sensi. vinificato con le bucce per una o due settimane in botti di castagno, poi la massa viene tolta, pulita e rimessa nelle botti per 12 mesi con fermentazione spontanea. Grazie al suo colore aranciato è considerato un orange wine.

TUCUCA Rosato Lazio IGT 2022. Vinificato con uve Cesanese, anch’esso a contatto con le bucce per quasi un giorno poi affina nelle botti di castagno. Colore rosa ciliegia è caratterizzato da una buona freschezza e da un lieve tannino che asciuga la bocca. Ha un bouquet olfattivo di frutti rossi di bosco, ciliegia croccante, melograno pepe rosa e un tocco di lime.

DIVAGO Lazio Rosato Frizzante IGP 2022. Cesanese in purezza, rifermenta in bottiglia, un vino allegro e gioviale con bollicina molto fine. Fragoline di bosco, lampone e melograno, con naso floreale, fruttato e una nota solfurea. Una parte del mosto viene congelato e sarà aggiunto alla massa in primavera facendo ripartire così la fermentazione conferendogli così una buona profondità.

COLLEPAZZO Cesanese Olevano Romano DOC 2020. Cesanese di Affile in purezza coltivato proprio nell’omonima località. Vinificazione e affinamento in cemento. Note solfuree e fumé, frutta rossa e spezie, un pochino corto.

CÀLITRO Cesanese Olevano Romano Rosso DOC 2020. Un Cru prodotto in un numero limitato di bottiglie, affina in botte grande grazie alla quale riceve il giusto apporto di micro ossigenazione che ne arricchisce il corredo olfattivo. Buon corpo anche se è ancora un po’ verde e necessita di ulteriore tempo per svolgersi  ed evolvere.

NECCIO Cesanese Olevano Romano DOC 2020. Altro Cru interessante affinato in barili. Decisamente più verticale con tannini presenti e ancora non completamente svolti. Frutti rossi maturi, cannella e erbe aromatiche.

www.cantinericcardireale.it

In tour con Le Donne del Vino delegazione Lazio: alla scoperta del Cesanese – parte seconda

di Olga Sofia Schiaffino

La seconda giornata del press tour de Le Donne del Vino delegazione Lazio è iniziata con una ricca colazione all’agriturismo VerdeLuna, dalla terrazza affacciata sulla vigna che guarda le montagne e i borghi collinari. Da lì abbiamo raggiunto una vigna di Cesanese dell’azienda Terenzi incontrando il fondatore dell’azienda: Giovanni Terenzi accompagnato da sua figlia Pina.

Persona carismatica, che ha creduto nelle potenzialità del territorio e della viticoltura nei tempi in cui il miraggio economico era rappresentato dalle industrie e dal lavoro in fabbrica. Giovanni conosce le viti quasi fossero figli e ci spiega i danni del mal dell’esca, come effettuare la spollonatura e soprattutto come riconoscere una pianta di Cesanese.

Una realtà vitivinicola a conduzione familiare, nata negli anni ’50: che conta adesso su 12 ettari gestiti in modo naturale e sostenibile, lavorati con cura, e con il figlio Armando che si occupa della cantina di vinificazione e affinamento vini.

Nella sala di degustazione con vista mozzafiato sulla vallata e su Palliano, i piatti del territorio sono stati serviti insieme ai vini dell’azienda. Il primo a essere assaggiato è stato il bianco Zerli 2021, Passerina del Frusinate fortemente voluta da Pina. Un risultato molto interessante: il vino mantiene freschezza e delicatezza dei profumi di pera, sambuco, acacia, a cui si integrano garbate note speziate.

Colle Forma 2020 Cesanese Superiore da un vigneto coltivato nella parte più bassa e argilllosa del terreno visitato la mattina. Dopo la fermentazione in acciaio vede l’utilizzo della botte grande per 20 mesi e affinamento di 12 mesi in bottiglia. Corredo olfattivo che regala nuance di spezie, frutta e balsamicità. Tannino levigato e bella persistenza.

Vajoscuro 2020 Cesanese Superiore Riserva ottenuto dalle uve raccolte nella parte superiore della vigna, ricca di ciottoli, matura 12 mesi in tonneau da 350 hl e 24 mesi in bottiglia. Colore luminoso, granato, alla prima olfazione si apprezzano sentori di mina di matita, ciliegia in gelatina, peonia, pepe bianco e nero, thè. Tannino vivo, perfettamente disciplinato e integrato. Finale lungo e persistente.

Pina e Armando ci hanno deliziato con una mini verticale di Vajoscuro, annate 2015 e 2013. Pur essendo molto diversi, entrambi i vini hanno colpito per la loro personalità: il primo, dal carattere solare, con profumi intensi di frutta in confettura e sottospirito, ciliegia, cardamomo, pepe corbezzolo, lentisco e il secondo più riservato, centrato su un bouquet ricco di terziari quali humus, sottobosco, fungo, tabacco, elicriso, ginepro e pepe.

Velobra è ottenuto da una vigna di Cesanese piantata nel 1962 nel comune di Serrone Velobra; dopo la vendemmia manuale, la fermentazione e la macerazione sulle bucce per circa 10 giorni, resta in acciaio per 12 mesi. Grande giovialità e immediatezza di bocca.

La giornata è proseguita con il trasferimento ad Anagni per la visita alla cattedrale e alla cripta e la degustazione presso Bottega dei Papi, sulla bellissima piazza medievale perfettamente conservata.

Cantina Colacicchi è stata fondata dal maestro Luigi nel 1950, con il progetto di produrre un grande vino utilizzando Cesanese, Merlot e Cabernet Sauvignon: la conoscenza e l’amicizia con il famoso vinaio romano Marco Trimani fece sì che le bottiglie venissero distribuite e vendute. Il Torre Ercolana conquistò Luigi Veronelli che lo recensì nel Catalogo Bolaffi dei Vini del mondo, indicando quali annate di pregio il 1958, il 1964 e il 1966. Alla morte del maestro, liquidati gli eredi, la famiglia Trimani scelse di proseguire il progetto vitivinicolo, in un nuovo impianto di cabernet e merlot nel 2002, investendo poi nella conversione biologica ottenuta nel 2020 e sull’utilizzo di lieviti indigeni per le fermentazioni dal 2022.

L’azienda si trova ad Anagni, capitale sacra degli Ernici e una delle cinque città ciclopiche create dal Dio Saturno secondo la mitologia, adagiata su una collina tufacea che domina la Valle del Sacco.

Carla Trimani ha portato il suo accorato ricordo e il racconto di quello che sono i vini e l’azienda adesso: la degustazione è iniziata con due vini molto puliti e di ottima beva, Stradabianca 2022 (blend di Passerina, Bellone e Passerina del frusinate vinificate in acciaio) e Schiaffo 2020 Anagni Rosso Doc ottenuto da vigne giovani di Cabernet Sauvignon, Merlot e Cesanese sapientemente vinificate dall’enologo Danilo Proietti, collaboratore di diverse realtà visitate durante il tour.

Tufano Cesanese Lazio 2014 è figlio di un millesimo difficile ma colpisce per il naso che richiama il cacao, humus, la vaniglia, ciliegia e prugna in confettura. L’acidità e il tannino bilanciano l’alcool e il vino chiude su elementi balsamici.

Romagnano Lazio Rosso 2015 è composto per il 50% da Cesanese di Affile e dalla restante parte da Merlot e Cabernet Sauvignon in proporzioni uguali. Corredo olfattivo frutta, floreale, erbaceo e speziato. Tannino serico.

Torre Ercolana Lazio rosso 2015 è il vino prodotto con le uve Cabernet, Merlot e Cesanese in percentuali uguali, provenienti dal vigneto storico. Naso complesso, magnetico, con sentori di prugna mirabelle, tabacco, cacao, chinino, marasca e una nota ematica. Tannino preciso, lungo e persistente nel finale, con buona potenzialità di invecchiamento.

La giornata è terminata a Olevano Romano al ristorante Casale Coni dove, ai gustosi piatti della cucina, abbiamo trovato in abbinamento i vini dell’azienda Consoli.

La storia della Cantina Consoli inizia nel 1920 con Sante; giunta alla quarta generazione è una realtà che ha un forte legame con il territorio di Olevano Romano: il suo impegno è quello di selezionare uve e mosti per dare vita a vini da imbottigliare, da proporre sul mercato.

Roma Doc Rosato è  ottenuto da uve Cesanese 35%, Montepulciano 50% e la restante parte Syrah: il colore richiama quelli francesi, i profumi delicati e freschi.

Oddone è un Cesanese dedicato a Oddone Colonna, signore di Olevano Romano intorno al 1232; le uve provengono da vigneti caratterizzati da suoli argilloso tufacei e sono vendemmiate verso la metà di ottobre. Dopo la fermentazione, matura in acciaio e affina in bottiglia.

Luna Mater 2014 è un Cesanese di Olevano che sosta 8 mesi in barrique. Il naso offre una gamma di sentori di spezie dolci e rimandi fruttati; il tannino è gentile ed equilibrato.

Ultima cantina visitata giovedì 8 giugno è stata Petrucca e Vela: Tiziana e Fabrizio hanno organizzato un tour con le biciclette elettriche per godere appieno della bellezza delle vigne e delle colline ciociare.

La gita è stata proposta da Pachamama Adventure e la guida biker Danilo Camusi è stata veramente brava a coinvolgere positivamente i presenti in una esperienza davvero emozionante. Dopo la fatica, ad accoglierci in cantina l’enologo dell’azienda, che ha guidato il gruppo in cantina spiegando alcune delle scelte fatte per la vinificazione, e un gustosissimo pranzo, accompagnato dai canti e dall’esibizione del coro di Bellegra.

Abbiamo iniziato con Rosesi, un rosato ottenuto da una vinificazione in bianco del Cesanese, affascinante davvero per il colore color melograno e la succosa croccantezza del frutto. Persistente e sapido in chiusura.

La Passerina del frusinate Vela è nata dalla scommessa di voler puntare su questo vitigno per produrre vini bianchi apprezzati dai consumatori; risultato sicuramente raggiunto!

Tellures 2015 Cesanese del Piglio Superiore Riserva dal colore intenso e dal corredo olfattivo articolato su eleganti note balsamiche e di frutta rossa, con una leggera speziatura sul finale. Una buona struttura supportata dalla acidità e da una buona sapidità.

Non è facile riuscire a organizzare un appuntamento così ben articolato, con le giuste pause, il tempo per le relazioni e le scoperte, per l’arte e la cultura: Le Donne del Vino del Lazio hanno raggiunto perfettamente l’obiettivo ma prima di tutto hanno testimoniato la loro passione e grande amore per un territorio meraviglioso, che merita di essere approfondito e comunicato.

Sono stati due giorni pieni di rivelazioni, che hanno messo in luce la filosofia, l’ardore, la determinazione delle produttrici incontrate , impegnate a rafforzare una identità di gruppo, basata anche sulla viticoltura e sulla bellezza del Cesanese.

Un grazie a tutte, dal profondo del mio cuore.