Cronache dall’Alto Adriatico: Friuli Colli Orientali

Dopo un primo assaggio del Brda raccontato qui:

prosegue il nostro viaggio nei territori dell’Alto Adriatico ospiti dell’organizzatore dell’evento Paul Balke con prima tappa il territorio di Friuli Colli Orientali.

Lasciamo Medana e torniamo in Italia quasi senza accorgecene con direzione Manzano dove ci attendono i vini di dodici aziende.

Nel precedente abbiamo accennato alla futilità dei confini e continueremo a farlo in questo e nelle future narrazioni. Necessità organizzative hanno fatto sì che il pernottamento del gruppo dei giornalisti fosse diviso in due esatte metà in luoghi distanti appena dieci chilometri l’un dall’altra, in Slovenia e in Italia. Se non ci fosse stato specificato nessuno se ne sarebbe accorto, e di notte ovunque fossimo splendeva la stessa luna, visibile in un cielo stellato privo di nuvole.

Il territorio del Friuli Colli Orientali, è stato definito nel 1970 con l’approvazione del disciplinare di produzione di ciò che al tempo si chiamava D.O.C. Colli Orientali del Friuli. Comprende l’intera formazione collinare della parte orientale della provincia di Udine che, da nord, riguarda i territori dei comuni di Tarcento, Nimis, Povoletto, Attimis, Faedis, Torreano, da est Cividale, San Pietro al Natisone, Prepotto, e infine da sud-ovest con Premariacco, Buttrio, Manzano, S. Giovanni al Natisone e Corno di Rosazzo. Quattordici comuni con rilievi di altitudine dei vigneti compresi tra i 100 e i 350 metri s.l.m., che escludono quelli del fondovalle.

Ed è giunto il momento di introdurre il particolare terreno protagonista di questi luoghi: la ponca.

Chiamata anche flysch è una roccia eocenica, formatasi dai 34 ai 56 milioni di anni fa, che accomuna le cinque denominazioni di  Friuli Colli Orientali, Collio, Brda, Vipaska Dolina, Slovenska Istra.

È costituita da un’alternanza di strati di spessore variabili di marne (argille calcaree) ed arenarie (sabbie calcificate). La marna assorbe facilmente l’acqua ed è di consistenza tenera, l’arenaria è dura e impermeabile. Se poi si aggiunge la ripidità delle colline del posto si comprende come sia stato necessario provvedere a terrazzamenti per evitarne l’erosione e trattenere l’acqua.

I vitigni presenti per i bianchi sono Chardonnay, Friulano, Malvasia Istriana, Picolit, Pinot Bianco, Pinot Grigio, Ribolla Gialla, Riesling Renano, Sauvignon Blanc, Traminer aromatico, Verduzzo; per i rossi Cabernet Franc, Cabernet Sauvignon, Merlot, Pignolo, Pinot Nero, Refosco dal Peduncolo Rosso, Schioppettino, Tazzelenghe.

Saremmo in errore se associassimo la ricca presenza di vitigni internazionali, comune del resto a tutto l’Alto Adriatico, come la volontà di seguire una moda con nomi di successo conosciuti al pubblico mondiale. Uve piemontesi e francesi furono piantate durante l’ultima parte del XIX secolo, e in merito ad alcune di origine transalpina si ipotizza di poterne retrodatare l’arrivo al periodo napoleonico (1809-1814) con la costituzione dell’exclave del Gouvernement des Provinces Illyriennes, che oltre all’Alto Adriatico arrivava a comprendere l’intera Dalmazia.

In una sala dell’osteria Elliot di Manzano, si sono alternati dodici produttori i quali aderendo al progetto, hanno raccontando in breve la loro storia e descritto i vini. Li elenchiamo di seguito in ordine di comparsa.

Prima di iniziare è necessaria una doverosa premessa: durante il nostro tour abbiamo assaggiato complessivamente 320 vini provenienti da 74 aziende. Impossibile parlare nel dettaglio di tutti, e quantunque volessimo sarebbe tedioso e non interesserebbe ad alcuno, pertanto nella gran parte dei casi ci limiteremo a menzionarne uno per produttore, quello che più ci ha favorevolmente colpito con la consapevolezza della parzialità di giudizio.

MEROI dal 1920 – ettari 20 – bottiglie annue 60.000

(https://www.meroi.wine/)

Friuliano 2023 gradevole, fresco, fragrante e floreale, con sorso glicerico, sapidità pronunciata e un finale piacevolmente ammandorlato

Sauvignon 2023

Merlot 2021 Ros di Buri.

RODARO PAOLO dal 1846 – ettari 60 – bottiglie annue 300.000

(https://www.rodaropaolo.it/it)

Blanc de Noir 2018 metodo classico pas dosé (68 mesi sui lieviti)

Sauvignon 2021 Il Fiore

Refosco dal Peduncolo Rosso 2018 Romain Collection la gradazione alcolica importante di 17% è dovuta alla surmaturazione delle uve in fruttaio per 4 settimane e non penalizza il vino, profondamente immerso nell’universo della bacca rossa, con della ciliegia matura, frutta secca, humus di sottobosco, cuoio e tabacco. Ovviamente ha pienezza di corpo, calibrato, e con buona persistenza.

TUNELLA dal 2002 – ettari 70 – bottiglie annue 400.000

(https://www.tunella.it/)

Pinot Grigio 2024

Biancosesto 2023 (Friuliano e Ribolla)

Colmatìss Sauvignon 2023 varietalmente spinto, fresco e fragante, con note di erbe officinali, di salvia. Ha un sorso pieno, persistente e sapido.

JACUSS dal 1990 – ettari 13 – bottiglie annue 50.000

(https://www.jacuss.it/index.php/it/)

Pinot Bianco 2024

Sauvignon 2023

Tazzelenghe 2022 che vinifica in barrique per 24 mesi, poi 6 mesi di assemblaggio delle masse, e infine 6 mesi affinamento in bottiglia. Piccola bacca rossa scura, olfatto e gusto speziato, pepe, rustico ma bilanciato e con grande personalità e persistenza.

CONTE D’ATTIMIS MANIAGO dal 1930 – ettari 86 – bottiglie annue 350.000

(https://www.contedattimismaniago.it/)

Ronco Broilo 2019 (Friulano/Malvasia/Ribolla)

Malvasia Salistra 2023

Pignolo 2013 con note di profondità tipiche dell’evoluzione, del sottobosco, frutta secca, confettura di mora e mirtillo, liquirizia, cuoio, e cenni balsamici. Il sorso è teso, succoso e persistente.

CA’ LOVISOTTO dal 2021- ettari 3 – bottiglie annue 10.000

(https://www.calovisotto.it/)

Ribolla Gialla 2023, dopo la vasca inox, effettua un secondo travaso in anfora di terracotta naturale toscana per circa 8 mesi. Ha persistenza olfattiva agrumata, note di albicocca fresca e succosa, fiori di sambuco, sentori minerali che seguitano anche al palato, dotato di eleganza, armonia e persistenza.

Schioppettino di Prepotto 2022, vasca inox per 6 mesi, poi barrique e tonneau per 12 mesi, e affinamento in bottiglia per 8 mesi. Frutta rossa croccante, nota boisé, sorso pieno, di bacca rossa, è vino di corpo, molto gradevole nelle note di spezie e con l’utilizzo del legno ben dosato.

AQUILA DEL TORRE dal 1996 – 18 ettari – bottiglie annue 55.000

(https://www.aquiladeltorre.it/)

Riesling 2020 è un Riesling Renano molto intenso, di un minerale votato agli idrocarburi, fresco nelle sue note agrumate, con sorso vivo, polputo e ricco nel corpo, e di buona persistenza.

Oasi Bianco 2021 (Picolit)

Refosco dal Peduncolo Rosso Riserva 2016

PIZZULIN dal 2011 – ettari 11 – bottiglie annue 50.000

(https://www.pizzulin.com/cantina)

Friulano 2024

Schioppettino di Prepotto 2021

Scaglia Rossa 2021, si tratta di un Merlot in purezza e il vino provenie da una singola botte con l’ottenimento di 600 bottiglie, con vinificazione di 30 mesi in tonneau da 5 e 7 ettolitri. Caldo e confortevole nelle sue note di bacca rossa, la mora di rovo e il gelso rosso su tutte, e di spezie dolci. Morbido e setoso al palato, con un finale gradevole e lievemente vegetale.

MOSCHIONI dal 1953 – ettari 13 – bottiglie annue 60.000

(https://www.michelemoschioni.it/)

Rosso Celtico Riserva 2015

Blend di Merlot e Cabermet Sauvignon in parti eguali che vinifica un anno in barrique, quattro anni in botti grandi, e almeno un anno di affinamento in bottiglia. Intenso con bacca rossa di bosco, confettura di fragola e di mirtilli, agrumi, arancia sanguinella, spezie e tabacco dolce. Il palato è succoso, garbato, in equilibrio, con setosità tannica e ritorni di ciliegia ben matura e molto persistente.

Schioppettino Riserva 2013

Rosso Reâl 2015

Tazzelenghe al 50%, Merlot e Cabernet Sauvignon per il saldo, che vinfiica come il Rosso Celtico. Intensa è la frutta a bacca rossa di bosco fra cui spicca il lampone e la mora di rovo, le spezie sono morbide, cannella in primis. Sorso teso e morbido, tannini delicati, ricco e succoso, di grande persistenza e con richiami finali balsamici.

 VIGNA PETRUSSA dal 1996 – ettari 8 – bottiglie annue 40.000

(https://www.vignapetrussa.it/)

Friulano 2024

Richenza Bianco 2022 (Friulano, Malvasia, Riesling Renano) a questo vino dedicheremo un focus a sé stante.

Schiopettino di Prepotto Riserva 2019

Vinifica sui lieviti indigeni per tre anni e un ulteriore anno di affinamento in bottiglia. Vino che inizialmente austero, si declina nella piccola bacca rossa, mora, gelso nero, ribes nero, per virare in fiori secchi, violetta, spezie morbide, e terminare con sentori balsamici. Al palato è succoso, polposo, con agrume maturo, elegante e fine, sorso teso e persistente.

RONCHI DI CIALLA dal 1970 – ettari 26 – bottiglie annue 100.000

(https://www.ronchidicialla.it/)

Cialla Bianco 2021 (Ribolla, Verduzzo, Picolit)

Schioppettino RiNera 2022

Schioppettino di Cialla 2019

Olfattivamente etereo con note di piccola bacca rossa, sentori di sottobosco, frutta secca e cenni balsamici. Al palato l’alcol è praticamente inesistente (12.5%) con sorso succoso in un contesto di lievità ed eleganza, e ritorni di spezie delicate, fra le quali il pepe bianco.

DRI GIOVANNI II RONCAT dal 1968 – ettari 9 – bottiglie annue 40.000

(https://www.drironcat.com/)

Refosco dal Peduncolo Rosso 2017

Intense note di miritllo e altre bacche di bosco, erbe aromatiche e minerali vicine alla grafite. Al palato è morbido, con ritorni di spezie dolci e dotato di una bella persistenza.

Schioppettino Monte dei Carpini 2019

 Da comunicatori quali siamo, sappiamo come l’individualità della figura sia rilevante. Desideriamo quindi premiare con una menzione speciale Wayne Young, natio nel piccolo sobborgo di South Orange presso Newark nel New Jersey, e che vive in Friuli da 27 anni. È un sommelier amico di Paul Balke che ha lavorato per vent’anni in maniera non continuata e con diversi ruoli per l’azienda Bastianich, che ha coadiuvato la degustazione riuscendo abilmente a fondere durante la conduzione del servizio, leggerezza e professionalità di alto profilo con spiegazioni fornite in aggiunta a quanto i produttori esponevano. 

Durante il pranzo da Eliot i produttori hanno servito ulteriori vini. Avevamo espresso il desiderio a Lara Rodaro e Nadia La Milia dell’azienda Paolo Rodaro di assaggiare uno dei due vini prodotti a base di vitigni Piwi e siamo stati accontenati con il Primi Passi Bianco 2020 da Nepis e Soreli, che nonostante il lustro di vita ha ancora una netta acidità citrina e della frutta tropicale.

Molto interessante e di struttura dalla stessa azienda il Friulano 2023 Romain Collection, e poi il Tazzelenghe 2020 di Conte d’Attimis Maniago dove la rusticità endemica di questo vitigno autoctoctono di cui ingiustamente si parla poco era adeguatamente compensata da note speziate e di piccoli frutti di bosco.

Ricordiamo infine con piacere il Picolit 2018 di Vigna Petrussa per intensità e finezza nei richiami di frutta esotica, e il Vermut Eretico a 18% prodotto da Aquila del Torre a partire dal proprio vino da Verduzzo Friuliano che ci ha sorpreso per facilità di beva, garbo nelle note erbacee, balsamiche e citrine.

 Il pomeriggio è stata l’occasione per visitare luoghi importanti e storici della regione, non solo dal punto di vista vinicolo. Non molto distante dal ristorante, imponente l’Abbazia di Rosazzo dominava silente dall’alto, sembrando di sorvegliare i vigneti che abbiamo osservato da vicino, sfidando un caldo equatoriale. Fondata dai monaci benedettini nel 1068, l’abbazia passa poi ai domenicani. Ha svolto un ruolo importante nello sviluppo della viticoltura e olivicoltura della regione, e il paragone con i monateri di Borgogna, i clos e via dicendo non è affatto fuori luogo. Un giro tra i vigneti di Spessa, nella valle di Prepotto e uno stop presso i vigneti di Cialla hanno ornato ulteriormente il nostro sguardo.

 Ma la degustazione di vini non era affatto terminata: ci attendeva in una cena in quel di Tricesimo, piccolo comune nato nel III secolo d.C. che deve il suo nome a un’epigrafe romana: ad tricesimum lapidem cioè alla trentesima pietra miliare dal porto di Aquileia, vale a dire a circa 45 chilometri. 

Ci accoglie Ermanno Maniero, un bel giovane che dopo un decennio passato in mare come direttore di macchina, decide di mettersi in gioco e dedicarsi ai vigneti di famiglia, alcuni con un secolo di vita. Le Due Torri è il nome della sua cantina, un progetto che dichiara d’avere come focus l’equilibrio tra modernità e tradizione.

Aderisce all’organizzazione dei vignaioli indipendenti Fivi, e quattro sono i vigneti a disposizione: Monte San Biagio, Bolzano, del Torre, Villa Garzolini dove albergano sedici vitigni, sette dei quali autoctoni, avviluppati da quattro ettari di bosco che assieme al torrente Torre creano un microclima di biodiversità. Ermanno malcela una certa passione per la fantascienza (che condividiamo), che si manifesta con il richiamo nel nome di tre suoi vini: Stargate, Time Machine, Chronos. Cenando abbiamo avuto modo di assaggiare sette referenze che produce.

Stargate, spumante dosaggio zero, metodo integrale, blend di Chardonnay (60%) e Ribolla (40%) che trascorre 24 mesi sui lieviti, fresco, citrino, gradevolmente fruttato.

Ribolla Gialla 2023 Friuli Colli Orientali Doc, che sosta per il 30% della massa in botte di acacia, con note di ginestra, frutta a polpa gialla, sapido, con sorso teso e ricco, abbastanza persistente.

Friulano Riserva 2021 Friuli Grave Doc, senza fermentazione malolattica e con maturazione in botte e frequenti bâtonnage per 18/24 mesi. Elegante e complesso, glicerico, con frutta matura, sorso pieno e persistente, sapido e speziato.

Old Wisdom 2019 Venezia Giulia Igt: un Verduzzo con piccolo saldo di Picolit e macerazione delle uve per 12 giorni e fermentazione secondaria con lieviti indigeni. Riposa in barrique a contatto con le fecce nobili per 18 mesi, sviluppando note di fiori essiccati, frutta secca, albicocca disidratata. Morbido e rotondo con ritorni di miele d’acacia e vaniglia.

Schioppettino 2022 Friuli Colli Orientali Doc, macerazione delle uve per 20 giorni e fermentazione secondaria con lieviti indigeni, affinamento in tonneau da 500 litri a contatto con le fecce nobili per 12 mesi, crunchy detta all’anglosassone note di frutta, con cenni balsamici e molte spezie, pepe nero, in un sorso elegante, lieve, con ritorni speziati.

Tazzelenghe 2016 Trevenezie Igt, macerazione delle uve per 30 giorni e fermentazione secondaria con lieviti indigeni, affinamento in mix di tonneau da 500 litri, barrique, e botti di ciliegio non tostato, a contatto con le fecce nobili per 36 mesi, con note di frutta scura, ciliegia amarena e marasca mature, liquirizia, una nota boisé, e poi di spezie, palato morbido con setosi tannini, alcol integrato e grande persistenza e ritorni speziati.

The Pulse 2021 Trevenezie Igt, vino di punta aziendale dai 16% gradi alcolici, ma che può arrivare anche a 17.5% a secondo dell’annata. Un blend di Refosco dal Peduncolo Rosso al 43%, Schioppettino al 43%, e Tazzelenghe al 14%, derivante da appassimento naturale sui graticci delle uve per 90 giorni, macerazione delle stesse per 45 giorni, affinamento in tonneau da 500 litri a contatto con le fecce nobili per 36 mesi, con sentori di frutta di bosco, mora, mirtillo, lampone, fragolina, in confettura e sotto spirito, dotato di sorso pieno e masticabile, e ritorni di marasca persistente e di spezie, in un finale alcolico simile al liquore Maraschino, della vicina Dalmazia.

Salutiamo e ringraziamo Ermanno per i vini e per la cena, con la visita del locale stoccaggio delle botti. Il tempo di rientrare per noi a Medana in Slovenia, con l’eco nel palato dell’ultimo vino assaggiato, The Pulse che in etichetta riproduceva un cuore, sotto un firmamento anch’esso pulsante che della terra in cui ci troviamo non gli fa alcuna differenza.

Immagine di Pino Perrone

Pino Perrone

Classe 1964, si appassiona al vino a vent'anni fino a diplomarsi sommelier A.I.S. nel diciottesimo corso 1998/1999 a Roma. Specializzatosi sul whisky, ma amante anche di altri distillati, organizza per 10 anni il Roma Whisky Festival. Ha tenuto numerosi corsi e degustazioni sul distillato di cereali, ed è autore di articoli per varie testate, come ad esempio Bartales e Vinodabere sul whisky e sul vino. È stato giudice internazionale per lo Spirits Selection del Concour Mondial de Bruxelles, e International Sugarcane Spirits Awards. Amante di letteratura, cinema e musica spesso le utilizza per contaminare il suo racconto. Ha curato editorialmente quattro libri inerenti i distillati: le versioni italiane di "Whisky", "Iconic Whisky" e "Rum" di Cyrille Mald, pubblicate da L'Ippocampo, e "Il Whisky nel Mondo" per la Readrink.

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