Se ci si interroga su quale possa essere la vera anima del Cilento non si può dimenticare il mitologico Giano Bifronte, sia per lo sguardo rivolto tra passato e futuro, sia per la dualità delle componenti oggetto di rielaborazione in cucina: la terra e il mare.

Esiste un Cilento mondano, turistico, dove il pescato regna indiscusso a tavola ed un Cilento dell’entroterra, aspro, selvaggio, ancora poco conosciuto se non agli abitanti di questi luoghi intrisi di storia e bellezza. Anche Cristian Torsiello ha compiuto il suo percorso professionale guardando ad entrambi i lati della gastronomia. Partito da Valva con il fratello Tomas, ha poi proseguito da solista con Osteria Arbustico, una Stella Michelin, nella vivace e “continentale” Capaccio-Paestum, crocevia di popoli e tradizioni.

E proprio di ricette dal tocco sensibile ed elegante, nel rispetto dei canoni del luogo d’origine si parla nei piatti di Cristian. Il garbo di un locale in stile modernista, dove i colori assumono i tratti minimalisti da calma apparente, prima della tempesta d’emozioni regalate dallo staff di Osteria Arbustico. In sala il capo sommelier Salvatore Russo sa accompagnarti nel percorso con idee mai banali, scelte tra le tante proposte della lista vini.

Due i menu degustazione, Entroterra e Tanagro, rispettivamente da 3 e 10 portate e, molto apprezzabile, con un prezzo a misura di portafoglio tra 75 e 110 euro. Possibili le combinazioni e contaminazioni aggiuntive o intercambiabili direttamente alla carta.

Stuzzicanti e marini gli amuse-bouche tra tartellette, fragole, sedano, kombucha di pomodoro, zeppoline con crema di porcini e wafer al pâté di fegatini.

Infinitamente buono il carpaccio di pomodoro con olive, capperi ed una knell di sorbetto al peperoncino verde. La croccantezza viene giocata proprio dalla bassa temperatura del sorbetto, i sapori risultano in perfetto equilibrio.

La crespella di lenticchie con ragù alla genovese, tartare di manzo e midollo rasenta il sublime per la danza perfetta tra sensazioni vegetali e parti salate. Un piatto di grande tecnica applicata alle connotazioni più identitarie della Campania.

Lo spaghetto allo zafferano ha contribuito al recente riconoscimento, da parte della Guida Ristoranti Gambero Rosso, quale migliore proposta di piatti di pasta, sponsor Pastificio dei Campi. Una signature storica di chef Torsiello, ideata partendo da tre brodi differenti per cuocere la pasta. Densità e gusto in un unico quadro delicatissimo.

Le lumachine cotte con miso di pinoli in salsa e l’agnello in tre parti fatto al forno con cenere da carboni vegetali, risulta saporito e gustoso come veniva cucinato dalle massaie del passato.

Finale su meringa di rapa rossa con namelaka al rosmarino e cioccolato bianco su composta di ciliege. Delicato, semplice e avvolgente.

Segue una morbida fetta di torta brioche, da servire a scelta con gelato alla vaniglia, salsa al Marsala o ai mirtilli. Una visita in Cilento val bene il piacere di sedersi comodi ed assaggiare le idee territoriali di Cristian Torsiello e della sua brigata gourmet.



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