Cala Moresca a Bacoli, l’eleganza “a chilometro zero”

Nuovo corso per il ristorante Enigma del complesso turistico Cala Moresca sul promontorio della baia di Bacoli, luogo di vacanza noto sin dai tempi degli imperatori romani.

Un posto esclusivo sorto in uno dei piccoli paradisi della Campania, nel cuore dei Campi Flegrei, che in altri contesti avrebbe avuto la preferenza ad occhi chiusi del visitatore amante del lusso e che vede oggi un comprensorio in forte difficoltà non solo per causa del bradisismo.

Eppure riuscire a fare le cose con eleganza mantenendo una precisa identità è un compito non impossibile per chi sa vedere lontano, come i soci titolari Roberto Laringe e Alfredo Gisonno. Anzitutto con il “miracolo” gourmet chiamato Caracol, una stella Michelin capitanato da Angelo Carannante in cucina, che ha spiazzato l’idea stessa del grande resort destinato solo ai matrimoni ed eventi popolari da catering.

Enigma soddisfa invece le esigenze di una proposta più quotidiana e tradizionale, senza per questo dimenticare gusto ed eleganza sin dalla presentazione. Elemento chiave ricercato dai fratelli Raffaele e Michele Barbato che si affiancano ad Enzo Di Giovanni da poco rientrato in brigata. E poi le materie prime locali, indispensabili per mantenere vivo il contatto con la realtà a chilometro zero, come nelle cozze alla parmigiana anticipate dal classico pesto di cozze bacolese da utilizzare sui crostini come aperitivo. O i salumi di mare serviti affumicati con verdure fresche e salsine: salmone alla bietola rossa, ombrina al cavolo viola, ricciola al sentore di alghe marine, tonno alle erbette aromatiche. Uno spunto creativo riproposto in altre versioni rese celebri da Carannante nel fine dining serale.

Sfizioso il mini bun con prosciutto di tonno, caviale e peperoncino dolce del Perù. In sala Michele Somma consiglia con garbo l’abbinamento tra una carta vini in crescita con oltre 50 referenze. Un servizio quanto mai gradito da affiancare nella triologia di baccalà caprese con mozzarella, gambero in crosta orientale e granatina di ricciola su verdure grigliate.

«Quello che conta è l’autenticità – spiega Laringe – “Enigma” è quasi un ossimoro: il nome richiama qualcosa di misterioso, ma la nostra idea di cucina è estremamente riconoscibile. La fine tecnica degli chef si ritrova nei piatti tradizionali presentati in modo creativo. Si valorizza il piatto senza snaturarlo».

Limitare il numero massimo di coperti ad 80 sedute è già sinonimo di qualità, perché massificare nella confusione sacrificherebbe l’attenzione al dettaglio e all’ospite. Così il rombo alla mediterranea ripieno con patate arrosto e zucca alla brace è semplicemente squisito ed esalta il mediterraneo dal primo all’ultimo morso.

Quando si parla a vuoto del territorio senza sapere cosa sia esattamente, bisognerebbe fare una sosta da Cala Moresca a due passi da Capo Miseno e osservare in silenzio cullati da un panorama unico nel suo genere.

Immagine di Luca Matarazzo

Luca Matarazzo

Giornalista, appassionato di cibo e vino fin dalla culla. Una carriera da degustatore e relatore A.I.S. che ha inizio nel lontano 2012 e prosegue oggi dall'altra parte della barricata, sui banchi di assaggio, in qualità di esperto del settore. Giudice in numerosi concorsi enologici italiani ed esteri, provo amore puro verso le produzioni di nicchia e lo stile italiano imitato in tutto il mondo. Ambasciatore del Sagrantino di Montefalco per il 2021 e dell'Albana di Romagna per il 2022, nonché secondo al Master sul Vermentino, inseguo da sempre l'idea vincente di chi sa osare con un prodotto inatteso che spiazzi il palato.

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