I rapporti di buon vicinato sono la principale regola di vita sociale da seguire. In maniera traslata avere rispetto per il prossimo genera buon umore e consente di superare le difficoltà con un sorriso. Ad Amalfi Bottega Buonvincino e Taverna Buonvicino sono due esempi di proposta gastronomica che incuriosisce e spazia su diversi fronti, dal turismo massivo di cui è piena la Divina Costiera alla coccola per il cliente locale, stanco di offerte “copia e incolla”.

Il concept
La visione di tre soci e amici, Nicola Scocca professione commercialista, Gaetano Buonocore avvocato e il dirigente bancario Antonio Gambardella hanno mosso i primi passi nel lontano 2001 con un sogno, quello di rappresentare un angolo di Campania in un contesto internazionale. Vero e proprio baluardo del gusto sin dagli inizi, venne scelto il nome Maccus per l’insegna, dedicato alla maschera antesignana di Pulcinella. Subito eventi e momenti tematici con protagonista il territorio e, inevitabilmente, le prime invidie del circondario, che hanno portato alla modifica dell’insegna con quel Buonvicino visto in modo ambivalente come una sorta di sfottò alla napoletana e, più verosimilmente, una menzione al Duca di Buonvicino, gastronomo della corte reale borbonica.

La ripartenza nel 2012
Il nuovo corso cominciò nel 2012, risolte alcune questioni burocratiche con l’aiuto fattivo dei tanti cittadini affezionati al progetto, grazie anche alle ricette della tradizione proposte dalle “ziette belle” Antonella Porpora ed Enza Scocca. Rimodernato un ex negozio di alimentari, con tanto di cripta sotterranea, in un palazzo antichissimo di fronte alla Chiesa di Santa Maria Maggiore, un contesto storico di grande impatto con tavoli all’aperto durante la stagione estiva per cene romantiche e serate jazz a lume di candela. La cucina è stata affidata alle mani dello chef Luca Mammato, esperienze primarie nei gourmet che contano in giro per l’Italia e che trae ispirazione dalle nonne Claudia, ancora attiva e bravissima a casa e Carmela, scomparsa ma sempre nei ricordi di Mammato.

Arredi eleganti e un simbolo scaramantico per la cucina di Taverna Buonvicino
Una sala accogliente con opere artistiche dove a dominare è il ciuccio di ceramica, simbolo della Costiera, in diverse espressioni buffe tra cui, quella più curiosa, da seduto. Si rispetta l’essenziale nel menù, non sovrastando la materia prima che deve esprimersi con trasparenza e linearità. Così il classico fiore di zucca ripieno di ricotta con salsa al pomodoro o il gambero in crosta di pane panko e maio al limone su zucchine alla scapece.


Efficace l’insalata di polpo tiepido con mix di pomodorini, julienne di sedano e panzanella. Immancabile la colatura di alici nelle linguine guarnite da nocciola tritata home made e grande selezione nella evergreen pasta lunga all’astice, dove la freschezza del pescato è componente indispensabile per la riuscita del piatto.


E poi trancio di ricciola o di ciò che il mare offre in quel momento in base alla stagionalità, prima del dessert finale a base di coviglia rivisitata con pan di spagna alle mandorle, liquore Strega e mascarpone caramellato curato dalla pastry chef Annalisa Castellano.

Lo street food per ogni gusto da Bottega Buonvicino
In piazza Duomo, sempre ad Amalfi, Bottega Buonvicino incarna perfettamente il ruolo di posto di passaggio verso i monumenti e le viuzze cittadine, con una carta pensata sullo street food di qaulità, con aperitivi e panini elaborati da Enza Scocca, sorella di Nicola.


Dagli spritz ai fritti e piccoli morsi per finire verso gli hamburger o gli affettati al momento, tra salumi e formaggi scelti dalla vetrina, ci sono solo pochi posti per un rapido ricambio come esige il luogo estremamente affollato durante i periodi estivi. Dualità di proposte, unica visione comune: vivere un’esperienza in linea con le culture e le contaminazioni a chilometro zero.
Un’ode ai buoni rapporti di vicinato e alla sapienza culinaria.



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