Un giorno a Torre del Greco visitando il Museo Mac3 – Museo d’arte Corallo – Cammeo – Città

Quante leggende o inesattezze sono state narrate a proposito del corallo e di chi lo lavora da secoli con grande maestria. Falsi miti che hanno il sapore, purtroppo, della cattiva informazione, spesso a scapito dello stesso prodotto finale da salvaguardare come vera e propria arte.

La storia del corallo e del cammeo a Torre del Greco

Se nelle gioiellerie di tutto il mondo oro, diamanti e altre pietre preziose la fanno da padrone, la laboriosità nel creare piccoli capolavori partendo da uno dei materiali più belli che il mare possa offrire è propria di poche persone competenti e frutto del genio positivo dell’essere umano. La rubrica di 20Italie “Un giorno a” stavolta tocca Torre del Greco, ridente cittadina distesa tra le pendici del Vesuvio sulle sue colline e il piccolo golfo di pescatori nella parte bassa e non poteva trascurare l’attività economica principale della zona: il corallo e le infinite sfaccettature. Ne parliamo con il presidente di Assocoral Vincenzo Aucella: “Bisogna anzitutto sfatare un falso storico, il corallo non si pesca, ma si raccoglie e la regolamentazione, almeno nel bacino del Mediterraneo, è molto stringente sotto l’egida della FAO.

I quantitativi variano fino ad un massimo di 2.5 kg al giorno e 25 kg per stagione, per singola azienda”. Si parte e si rientra allo stesso punto per sottoporre le barche ai controlli di rito; il prezioso materiale viene preso solo in profondità, non vanno intaccati, ad esempio, quelli delle barriere coralline per non distruggere gli ecosistemi vitali in alcune aree del mondo. Un sommozzatore può resistere massimo 10 minuti tra i 50 e i 100 metri sotto la superficie dell’acqua, per poi ricorrere a circa 3 ore di decompressione.

Tutto nasce dalle piccole creature sui fondali del mare

Uno sforzo ripagato poi dalla passione dei clienti che cercano l’oggetto della vita da regalare e indossare nei momenti speciali o per abbellire la casa con un tocco di classe. “Non lo consideriamo un pesce, anche se, in qualche modo, da esso deriva – prosegue Aucella – escrezione solidificata di piccoli molluschi, gasteropodi e polipetti. I coralli più pregiati dipendono esclusivamente dalla tonalità del colore e dalla loro grandezza”. Ben diverso il discorso per i cammei, realizzati anche qui a Torre del Greco, che nascono dall’incisione di conchiglie della specie Cassis costituite da due strati di colorazione differenti, risaltati dalla mano certosina degli incisori.

Un’economia salvata durante la dominazione borbonica, grazie a Paolo Bartolomeo Martin che nel 1805 chiese la cosiddetta “privatura”, che prevedeva l’autorizzazione da parte del Re ad aprire una prima fabbrica e all’esenzione dei dazi per l’esportazione e per il commercio del lavorato, a patto di formare i giovani apprendisti del futuro. Le imbarcazioni “coralline”smisero di portare il corallo in altri porti per essere venduto e l’intera popolazione fu così coinvolta con un cambio di prospettive redditizie e sociali senza precedenti. Oggigiorno 1000 persone sanno incidere il corallo nelle oltre 200 ditte presenti nel territorio comunale per un indotto totale che vede 2000 addetti impiegati a tempo pieno.

Il Museo Mac3 – Museo d’arte Corallo – Cammeo – Città

Il Museo Mac3 – Museo d’arte Corallo – Cammeo – Città è stato fondato per raccontare ai visitatori la magia di quanto vissuto dai cittadini di Torre del Greco nei secoli. Insieme all’Istituto Francesco Degni rappresenta uno dei baluardi di memoria storica del luogo. Tante le sezioni tematiche: dall’antichità al viaggio nel tempo per il tramite di realtà virtuale e visori ottici, fino alla storia del borgo marinaro e dell’ambiente. Le sale alternano installazioni, materiali originali, apparati narrativi e momenti di dimostrazione pratica, per offrire una visita che sia allo stesso tempo culturale, educativa ed emozionale.

L’edificio che ospita il museo è il complesso conventuale dell’Annunziata, edificato su di un’area collinare concessa ai padri Cappuccini, nel 1568 ed è visitabile al pubblico su prenotazione anche per gruppi e scolaresche compilando l’apposito form sul sito https://www.mac3.corallocammeotorrese.it

Immagine di Luca Matarazzo

Luca Matarazzo

Giornalista, appassionato di cibo e vino fin dalla culla. Una carriera da degustatore e relatore A.I.S. che ha inizio nel lontano 2012 e prosegue oggi dall'altra parte della barricata, sui banchi di assaggio, in qualità di esperto del settore. Giudice in numerosi concorsi enologici italiani ed esteri, provo amore puro verso le produzioni di nicchia e lo stile italiano imitato in tutto il mondo. Ambasciatore del Sagrantino di Montefalco per il 2021 e dell'Albana di Romagna per il 2022, nonché secondo al Master sul Vermentino, inseguo da sempre l'idea vincente di chi sa osare con un prodotto inatteso che spiazzi il palato.

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