Il tour di “Praesentia. Gusto di Campania Divina” giunge a Castellammare di Stabia con una bellissima sorpresa

Per una volta, una sola volta, mettiamo da parte il discorso sull’enogastronomia e sull’agricoltura che verrà affrontato in un prossimo articolo. Restiamo ancorati al territorio di Castellammare di Stabia e alle tante bellezze tutte da scoprire grazie al tour di Praesentia. Gusto di Campania Divina organizzato dalla Regione Campania per valorizzare aree turistiche in via di espansione.

Sospesa tra l’azzurro del mare e il verde dei Monti Lattari, Castellammare di Stabia è una terra dal patrimonio storico, naturalistico e industriale unico in Italia. Antica terra d’elezione dei patrizi romani, l’allora Stabiae condivise il tragico destino di Pompei nell’eruzione  del 79 d.C. Oggi, le sue imponenti ville d’otium – Villa San Marco e Villa Arianna che, affacciate dalla collina di Varano svelano il volto più esclusivo e sfarzoso dell’Impero. Questo legame indissolubile con l’archeologia è custodito nel Museo “Libero D’Orsi”, ospitato nella splendida cornice della settecentesca Reggia di Quisisana, antica dimora estiva dei Borbone.

Nota storicamente come “Metropoli delle Acque” per le sue ben 28 sorgenti idrominerali, la città ha fra i suoi  simboli più eleganti la Cassa Armonica, gioiello Liberty nel cuore del lungomare. Castellammare è una delle città più importanti della marineria italiana: nel Cantiere Navale, fondato nel 1783 e ancora attivo, sono state progettate, costruite e varate le navi più iconiche del Paese, prima tra tutte la nave scuola Amerigo Vespucci, nel 1931.

Immersa in un monumentale parco secolare alle pendici del Monte Faito, la Reggia di Quisisana è una delle  dimore reali più antiche e affascinanti della Campania. Il suo stesso nome ne svela la vocazione originaria: un luogo eletto “qui si sana”, scelto fin dal Trecento dai sovrani d’Angiò e d’Aragona per la salubrità dell’aria, la  ricchezza delle sorgenti e la vista panoramica sul Golfo di Napoli. Il complesso ha vissuto il suo massimo splendore nel Settecento durante il regno dei Borbone. Fu Re Carlo III a trasformarlo in una sontuosa reggia barocca, vera e propria oasi di caccia e villeggiatura estiva della corte,  circondata da splendidi giardini all’italiana con fontane e terrazze panoramiche.

Dopo un attento restauro, la Reggia è tornata al centro della vita culturale internazionale. Al terzo piano ospita il nuovo Museo Civico comunale che completa idealmente il racconto storico della città. Con il Museo “Libero  D’Orsi” celebra i fasti archeologici dell’epoca romana, il Museo Civico è uno spazio espositivo 4.0, digitale e  interattivo, progettato per narrare l’identità profonda e la storia contemporanea del territorio stabiese. Organizzato attorno ai quattro elementi naturali: acqua, terra, aria e fuoco, il percorso multimediale offre un’esperienza immersiva unica.

Raccontare il patrimonio artistico e museale italiano significa raccontare la storia del territorio, fatta di bellezza inestimabile ambita nelle scelte turistiche di molti Paesi nel mondo. Le tradizioni locali, anche povere che rappresentano un passato sociale denso di sofferenza e di voglia di riscatto, arricchiscono il cuore di emozioni forti. Immaginare l’arte dell’arrangiarsi, la resistenza di un popolo e la crescita radicata in un tessuto comune serve da monito alle future generazioni in un mondo troppo veloce e poco concreto.

Immagine di Luca Matarazzo

Luca Matarazzo

Giornalista, appassionato di cibo e vino fin dalla culla. Una carriera da degustatore e relatore A.I.S. che ha inizio nel lontano 2012 e prosegue oggi dall'altra parte della barricata, sui banchi di assaggio, in qualità di esperto del settore. Giudice in numerosi concorsi enologici italiani ed esteri, provo amore puro verso le produzioni di nicchia e lo stile italiano imitato in tutto il mondo. Ambasciatore del Sagrantino di Montefalco per il 2021 e dell'Albana di Romagna per il 2022, nonché secondo al Master sul Vermentino, inseguo da sempre l'idea vincente di chi sa osare con un prodotto inatteso che spiazzi il palato.

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