Dove tutto è cominciato: Vinitaly and The City a Sibari

Dalle eleganti vie di Verona al cuore della Magna Grecia: Vinitaly and the City cambia scenario e approda in un luogo che profuma di mito e di Mediterraneo. È il Parco Archeologico di Sibari a fare da palcoscenico d’eccezione a questa edizione fuori le mura: tre giorni intensi di degustazioni, masterclass, talk e appuntamenti culturali pensati per raccontare il vino là dove la storia affonda le sue radici.

Dal 18 al 20 luglio 2025 abbiamo vissuto un’esperienza immersiva tra passato e presente, dove ogni sorso diventa racconto, ogni etichetta dialoga con la terra, con la luce, con l’anima di una Calabria che sorprende. È qui che l’eccellenza enologica incontra la bellezza antica, in un viaggio che è prima di tutto emozione.

A Sibari, tra colonne doriche e tramonti infuocati, il vino parla con accento mediterraneo.

Abbiamo incontrato oltre 70 cantine, calabresi e non solo. Abbiamo assaggiato il meglio che questi territori straordinari sanno offrire.
Dal Gaglioppo al Magliocco, dal Greco al Mantonico, fino ai vini che raccontano le anime del Sud di Puglia, Abruzzo, Basilicata, a quelli che arrivano da più lontano: il Piemonte, le bollicine del Prosecco, fino alle etichette nate in zone di viticoltura eroica, dove la vigna sfida la pendenza e il tempo.

Ma che fiera del vino sarebbe senza il food pairing?
Altro grande protagonista di questa edizione: il cibo tipico calabrese, autentico, generoso, identitario.
Tra i profumi di Agorà Gal, Sapori di Calabria e La Calabria nel Piatto, le tre aree food hanno proposto un viaggio goloso tra tradizione e creatività: primi piatti della memoria, formaggi dal carattere deciso, hamburger di podolica, cuoppi di pesce fragranti, stizza a portafoglio, tris di pizza in teglia, anche in versione gluten free. E poi il gran finale: gelato, cannoli, babà, panettone e frutta di qualità.

Talk, concerti, spettacoli e wine talk hanno acceso le notti con vibrazioni sofisticate, tra calici alzati e atmosfere scintillanti. Un’atmosfera sigillata dal momento più atteso, la premiazione del miglior vino rosato secondo la Guida 100 Best Italian Rosé.

Primo classificato ‘A Vita – Calabria IGP Rosato Gaglioppo 2024, l’azienda dell’enologo Francesco De Franco e della moglie Laura riesce da sempre ad offrire eleganza nel calice, unita a carattere e temperamento tipico del Sud Italia. Il tannino e lievemente palpabile, così come le gustose nuance mediterranee di lavanda, timo e rosmarino, dal finale pepato. Un rosato che ha scritto la storia dell’areale in tante pagine memorabili come questa.
Conquista il secondo posto Bonavita – Terre Siciliane Rosato IGT 2024, in terza posizione Ferlat Vini – PG Rosa Venezia Giulia IGT 2023.

Un brindisi alle sfumature del rosa, tra eleganza, territorio e carattere. Vince su tutti la bellezza del Gaglioppo, parente prossimo al Sangiovese varietà d’uva cardine dell’enologia italiana. La storia indica la Calabria tra i progenitori di quest’affascinante e duttile vitigno, che riesce a dare il meglio di sé in territori profondamente diversi tra loro per clima, altitudini e latitudini.
Nella zona del Cirò, di recente sotto i riflettori per la modifica del Disciplinare e l’istituzione della prima DOCG regionale per la tipologia Cirò Classico, i suoli sono prettamente argillosi, coriacei e resistenti alle stagioni estive siccitose, grazie al potere drenante dell’acqua piovana. I vini a base di Gaglioppo hanno sempre delle sfumature rosaceo-porporine tenui e delicate, che sfociano persino nel topazio antico quando si assaggia un rosato.

Immagine di Paolo Loffredo

Paolo Loffredo

Classe ’85, pubblicitario appassionato di moda, musica, food, Helvetica e Bodoni, in eterna lotta contro il brutto. Un piatto di pasta con crema di fagioli, crema di tonno e pomodoro secco. Colori, fusioni e sapori intensi, ricchi e genuini.

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