Villa Calcinaia si mostra attraverso un’affascinante verticale di otto annate di Vigna Bastignano

I Conti Capponi raccontano la propria storia di vignaioli in Greve in Chianti fin dal 1524, quando acquistarono la proprietà di «quattro poderi con casa da signore», in località Calcinaia.

È il 1613 quando Nicola Capponi pubblica un libretto (oggi custodito nella Biblioteca Marucelliana di Firenze) dal titolo «Modo di fare il vino alla franzese secondo l’uso  dei paesi di Francia» dove descrive la ricetta per fare un buon vino, che prevedeva sangiovese, mammolo e malvasia.

Sebastiano Capponi racconta con grande enfasi la storia della sua famiglia, dalle origini ai giorni nostri, di fronte ad una platea attenta e affascinata dalle sue parole, dense di senso di appartenenza alla sua terra.

La gestione dell’azienda passa nelle sue mani nel 1992, appena ventenne e ancora studente di scienze politiche.

Nel 1996 inizia un percorso con l’Università di Firenze e il Dr. Bandinelli per la costituzione del patrimonio genetico. L’anno successivo si attiva per richiedere la conversione al biologico e nel 2000 la ottiene. La conduzione in vigna era già in regime di agricoltura integrata fin dal 1992.

Vigna Bastignano nasce nel 2004 dal materiale proveniente dai vigneti della costituzione del suddetto patrimonio genetico, all’interno dei 31 ettari totali di proprietà di Calcinaia. Posta nel borgo di Montefioralle, Vigna Bastignano è l’epitome di Montefioralle stessa, una delle 11 UGA (unità geografica aggiuntiva) di recente costituzione (o, per meglio dire, ufficializzazione) come menzione aggiuntiva in etichetta per il Chianti Classico Gran Selezione.

Cresciuta su suoli di alberese, la vigna (0.8 ha) ha pochissima terra in quanto posta piuttosto in alto, dove la pietra non ha completato la sua diogenesi e si trova in stato di scisto (in Toscana detto galestro). Molto limo (circa 42%) e poca argilla (25%) mentre la sabbia (intorno al 42%) è piuttosto costante a Calcinaia, aumentando in quantità vicino al fiume Greve e diminuendo via via che si sale.

L’altitudine si aggira sui 280-300 m s.l.m. con esposizione est-sud/est, completamente piantata ad alberello su terrazzamenti, a sangiovese, per circa 6000 piante/ettaro.

Le annete scelte per la verticale sono state: 2008-2010-2011-2012-2014-2013-2015-2016, tutte in versione magnum.

Attraverso questo viaggio di alcune delle migliori annate di Vigna Bastignano e del suo sangiovese in purezza, si intuisce come questo si manifesti nel tempo, anno dopo anno, come un ottimo lettore del territorio, con continuità. Ed anche delle singole annate, nelle diverse sfaccettature. Da notare la mano di Federico Staderini che collabora con l’azienda fin dal 1996.

Fil rouge di tutte le vendemmie è l’utilizzo del tonneau aperto per la vinificazione. La sola differenza percettibile, al netto di scelte agronomiche delle singole annate, è data dalla presenza di raspo, variabile dal 30% al 50% a seconda dell’annata. Può essere, inoltre, diversa la fase dell’assemblaggio finale, che talvolta svolge l’affinamento in cemento.

Puntiamo la lente su ogni singola vendemmia.

2008 – Grande qualità in generale nella produzione di sangiovese. 800 bottiglie prodotte. La 2008 si mostra in un grande stato di benessere lo si vede subito dal bellissimo rubino, lieve, con sfumature granate che introducono a soffi di frutti scuri maturi, china e tabacco. Il sorso fine e fresco ricorda note balsamiche in una trama tannica vellutata.

2010 – Racconta sicuramente più potenza ma anche avvolgenza. Il momento decisivo di maturazione delle uve poco prima della vendemmia fu ideale, facendo sì che la 2010, in generale, venga considerata una grande annata. Il colore è luminoso, come la giornata di sole che ha accompagnato la verticale. La tensione percepita al sorso racconta di carattere e fierezza, ma con estremo equilibrio tra acidit, tannini e morbidezze gustative. Accenno balsamico in chiusura.

2011 – La balsamicità come comune denominatore ritorna piacevolmente anche in questa annata. Il corredo olfattivo, fine ed intenso, appare forse più orientato ad accenni di distillato, dopo i primi sentori di frutti rossi e neri  in confettura (lamponi, more). Il sorso, diretto e verticale, si indirizza verso un tannino vivace, maggiormente in primo piano rispetto alle annate precedenti. Chiude sapido, su pennellate di scorza d’arancia.

2012 – Qui il colore si fa più intenso, rubino pieno. La stagione non fu equilibrata, tra gelate primaverili e piogge, seguite da grande siccità estiva. Racconta di macchia mediterranea fitta e frutti essiccati, con un lieve accenno di surmaturazione. In bocca esprime note speziate, quasi piccanti, in un sorso abbastanza equilibrato.

2013 – Maturazione perfetta delle uve e gradazione alcolica ottimale (13.5%) in un color rosso rubino limpidissimo e vivace. Si apre si note di bosco, muschio, accenni mentolati che tornano puntuali sul palato. Ottima l’acidità a sostegno della beva. Frutto protagonista su finale sapido di tabacco e spezie orientali.

2014  – Gradazione alcolica più elevata (14%) e vendemmia più precoce. Data la fama dell’annata difficile e piovosa, non ci si aspetterebbe un titolo alcolometrico (nominale) del genere. La scorrevolezza del vino sul palato è sorprendente e accattivante. Il frutto è slanciato in un’acidità scolpita con maestria, allargandosi in un sorso pieno e teso. Piacevolissimo da sorseggiare anche senza abbinarlo ad alcunché. Chapeau!

2015 –  Il rubino splendente nel calice si rivela con intense note floreali di pout-pourri, frutti rossi di bosco e agrumi freschi. In bocca scorre guidato da grande freschezza, vibra la trama tannica. Accenni fumé e note di olive in salamoia, chiude sapido e lungo.

2016 – Il colore con sfumature porpora parla di gioventù, freschezza e dinamicità. Ricco bouquet olfattivo di liquerizia, frutti di bosco maturi, note balsamiche (marchio di fabbrica) che regalano profondità. La sapiente sapidità di Montefioralle e il corredo tannico tridimensionale, veicolano la beva in un lungo slancio finale. Grande prospettiva.

Un ringraziamento particolare a Sebastiano Capponi di Villa Calcinaia per l’ospitalità e Davide Bonucci di Enoclub Siena per l’invito a questo bellissimo evento, organizzato all’interno della panoramica sala di Palazzo Capponi alle Rovinate, affacciata su Piazza della Signoria e posta due piani al di sopra del ristorante stellato Gucci Osteria.

Al termine della degustazione, uno splendido viaggio nel menù “Capitolo Rinascimento” di Chef Taka Kondo. Ad accompagnare i piatti stellari, gli spumanti metodo classico da sangiovese Mauvais Chapon di Villa Calcinaia, vintage 2014 e 2015, sul racconto del Conte Capponi inerente la storia dello scontro tra l’antenato di Sebastiano, Pier Capponi, e il Re di Francia Carlo VIII.

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Sara Cintelli

Assaggiatrice seriale, da sempre convinta che le pubbliche relazioni siano alla base della vita di ogni individuo, mi occupo infatti di PR e comunicazione per il mondo del vino. Sommellier e WSET 3 in Wine certified,, pima di tutto grande appassionata di vino e curiosa di scoprirne ogni sfumatura. Mi occupo di degustazioni e recensioni, scriv​o di vino sul mio sito www.thewinelinker.it e altre testate di settore.​ Sono giudice in concorsi vinicoli nazionali ed internazionali.​

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