Toscana: Montespertoli, dove la geografia diventa vino

Il debutto della mappa dei vigneti firmata Enogea racconta un territorio che si lascia finalmente leggere e comprendere.

Montespertoli ha il passo lento delle colline toscane, quello delle strade che si arrampicano tra vigne e oliveti, dei borghi che sembrano sospesi tra passato rurale ed energia contemporanea. Ma il 1° dicembre 2025, al MuTer, il Museo del Territorio, quel passo ha accelerato: per un momento, il cuore vitivinicolo del comune fiorentino ha battuto all’unisono, mentre la nuova mappa dei vigneti di Montespertoli veniva svelata alla stampa di settore e agli operatori. Insieme al collega Adriano Guerri, abbiamo assistito a questo eccellente lavoro che aggiunge valore al territorio di Montespertoli.

Un grande applauso ha sciolto la tensione quando il drappo è caduto, rivelando la cartografia firmata da Alessandro Masnaghetti per Enogea. Non una semplice mappa, ma una fotografia totale di un territorio: vigne, geologia, storia, altimetrie, acqua, boschi. Una chiave di lettura che, per la prima volta, restituisce l’identità di Montespertoli in un quadro unitario, complesso e suggestivo.

Una visione d’insieme: il primo vero passo verso l’identità territoriale

Il progetto è stato voluto dalle tredici aziende dell’Associazione Viticoltori di Montespertoli, nata solo nel 2022 ma già sorprendentemente dinamica, supportata dal Comune e guidata dalla determinazione del presidente Giulio Tinacci. Importante contributo di Marina Ciancaglini dell’Ufficio Stampa Affinamenti, che ha dato il giusto respiro mediatico all’evento.

«Vederlo concreto, poterlo toccare, ci rende ancora più orgogliosi di fare vino a Montespertoli» ha raccontato Tinacci. Una frase che restituisce bene il senso del lavoro: non un esercizio estetico, ma un atto di consapevolezza collettiva.

Masnaghetti ha interpretato Montespertoli non come un’appendice del Chianti, bensì come un sistema viticolo autonomo, densissimo e sfaccettato. Qui si trova la sottozona più vitata dell’intero Chianti DOCG, e il Comune, con i suoi 2215 ettari di vigneto, supera per superficie tutte le municipalità del Chianti Classico. Numeri che raccontano un peso storico, produttivo e paesaggistico che per troppo tempo era rimasto in secondo piano.

Una terra che cambia da una collina all’altra

La mappa mette ordine in una geologia tutt’altro che semplice. Montespertoli è uno spartiacque naturale:

  • da una parte gli antichi depositi alluvionali rivolti verso Firenze;
  • dall’altra le argille azzurre plioceniche, di origine marina, che guardano verso il mare.

Un territorio stratificato, dove argille, sabbie e ciottoli si alternano come pagine di un libro geologico complesso. Qui, anche un singolo vigneto può attraversare più strati diversi sulla stessa pendenza, generando interpretazioni del Sangiovese, e degli altri vitigni locali, sorprendentemente eterogenee.

Su queste basi, lo studio di Enogea ha suddiviso il territorio in quattro settori principali (nord-occidentale, sud-occidentale, centrale, orientale) e individuato, grazie anche al Catasto Ferdinandeo Leopoldino, 18 Unità Geografiche: strumenti preziosi per comunicare ai consumatori la ricchezza di sfumature che questa terra può offrire.

Non mancano gli elementi del paesaggio che completano il mosaico: l’olivo, pilastro culturale tanto quanto agricolo, e i numerosi geositi, luoghi dove la geologia si mostra letteralmente “a vista”, rendendo tangibile il legame tra suolo e vino.

Un territorio che cambia, ma con memoria lunga

Tra i dati più interessanti presentati durante l’incontro c’è quello sulle precipitazioni:

  • 925 mm annui tra 1921 e 1950,
  • 819 mm tra 1951 e 1980,
  • 830 mm tra 2010 e 2024.

Diminuzioni, oscillazioni, ma nessuna frattura radicale: Montespertoli insegna che il clima può cambiare, sì, ma spesso seguendo cicli lunghi, non sempre lineari.

Le aziende, il Comune e la comunità del vino

Il sindaco Alessio Mugnaini, presente all’incontro, ha espresso la soddisfazione dell’amministrazione: «È uno strumento di ricerca e promozione che mancava. Sarà utile per le aziende e troverà spazio anche nel Museo del Territorio».

Ed è vero: la mappa è un nuovo punto di riferimento per le tredici aziende associate — da Podere all’Anselmo a Castello Sonnino, passando per La Gigliola, Le Fonti a San Giorgio e Montalbino — impegnate nel promuovere una delle aree più vitate della Toscana.

Gli Ambasciatori di Montespertoli 2025

Durante l’evento sono stati premiati anche coloro che hanno contribuito a diffondere la cultura del territorio:

  • Miglior Comunicatore: Martin Rance (Fisar Firenze)
  • Miglior Enoteca: Maciste Wine Bar (Empoli)
  • Miglior Ristorante: La Lanterna di Pulica (Montelupo Fiorentino)

Un segnale: per crescere, un territorio ha bisogno di vignaioli, certo, ma anche di chi il vino lo racconta, lo serve, lo cucina.

La degustazione e l’olio: due facce della stessa identità

Dopo la presentazione, la degustazione collettiva dei vini ha accompagnato un light lunch preparato dagli osti locali. Ma Montespertoli non è solo vigne: è anche olio, come dimostra il progetto MontEspertOlio DICIANNOVE.

Diciannove come i soggetti coinvolti, tra aziende, Comune, università e partner tecnici, e come le storie che questa bottiglia vuole rappresentare. Il packaging, nero con dettagli dorati, porta inciso in forma stilizzata il territorio di Montespertoli, con un punto d’oro che indica la posizione di ciascuna azienda. Un segno grafico semplice, ma potentissimo: ancora una volta, un’identità che si riconosce nella geografia.

Una mappa che non è un punto d’arrivo

La mappa dei vigneti di Montespertoli non chiude un percorso: lo apre. È uno strumento per capire dove si è, ma anche per immaginare dove si può andare. In un tempo in cui l’enologia italiana cerca sempre più di raccontarsi attraverso territori precisi, Montespertoli sceglie la strada della conoscenza, della trasparenza e della coralità. E oggi, quelle colline che da sempre disegnano il paesaggio toscano possono finalmente raccontarsi con voce più chiara, più consapevole, più propria. Una voce che, grazie a questa mappa, è appena diventata più forte.

Immagine di Alberto Chiarenza

Alberto Chiarenza

Romano di nascita e cresciuto in un paese distante, il Sud Africa. Un posto dove convivono molte etnie e religioni. un pot-pourri multietnico che apre la mente a nuove esperienze e conoscenze. Amo l’eleganza e le buone maniere, viaggiare e scoprire continuamente nuove realtà enogastronomiche. Critico enogastronomico, ho iniziato dal corso Sommelier fino a specializzarmi come Assaggiatore Esperto e Consigliere ONAV Roma di cui sono l’addetto alla comunicazione. Ho un blog personale e un sito internet come “Alberto Winelover”. Viva il vino e viva la vita…Cheers!

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