Una cena gourmet in un hotel di lusso può essere il regalo migliore per staccare la spina dalle ansie quotidiane a lume di candela. Farlo a Merano, dove le bellezze naturali regnano sovrane ed il tempo sembra scorrere in maniera diversa, non ha prezzo.

Osservando Angelika Schmid e Hannes Illmer, titolari di Villa Eden, oasi salutistica incastonata tra le montagne altoatesine, comprendiamo il significato di fare ciò che si ama nella vita. Cura nei particolari, accoglienza e piccole attenzioni in ogni gesto, fanno sentire il cliente a proprio agio, con quel tocco d’eleganza che non guasta mai.

Trattamenti benessere supportati da medici e operatori specializzati, ampia Welness SPA e camere spaziose ed insonorizzate, consentono un relax autentico, a misura d’uomo. Alternare passeggiate nel parco a percorsi trekking, accompagnati da una rilassante nuotata nelle due piscine o un trattamento corpo completo di massaggi, beauty farm e programmi di remise en forme personalizzati, sono solo alcuni dei buoni propositi per eliminare le tossine dello stress e della sedentarietà.

Un piacere del corpo e dello spirito che non può prescindere dalla corretta educazione alimentare attraverso menu dedicati, con materie prime ricercate a tutto vantaggio della longevità e dello star bene con se stessi. Per chi vuole godere di esperienze gastronomiche, senza badare necessariamente alla bilancia, non resta che lasciarsi guidare dal personale nell’articolata colazione internazionale tra dolce e salato ed una ricca scelta di pietanze cotte per iniziare la giornata con il piede giusto.

In tale contesto di charme abbiamo scelto di raccontarvi la cena provata al ristorante gourmet The Tasting Room di Villa Eden, curata dall’Executive Chef Marcello Corrado, esperienze in vari stellati italiani, dopo gli inizi e la gavetta d’eccellenza proprio nel salernitano, raccolto il timone lasciato dal visionario Raffaele Vitale a Casa del Nonno 13.

La sala prevede massimo 4 tavoli per un totale di 10 coperti, replicabili nell’incantevole veranda esterna durante la stagione estiva. Innovativo e professionale l’aiuto del direttore operativo Giovanni Baccaro, anch’egli campano giunto a Merano dopo un lungo apprendimento in giro per il mondo. Il cocktail ideato al tavolo è quell’attenzione particolare che colpisce e prepara al sorriso i commensali pronti per iniziare il percorso culinario.

Abbiamo scelto il menu degustazione “Local Homage” di 8 portate, cominciando dagli appetizer composti da bonbon al cioccolato bianco e cavolfiore, waffle di grano arso e tonno affumicato con rapa rossa e cipolla di Tropea, molto invitanti.

Proseguiamo con un piatto di rara complessità: la barbabietola in diverse interpretazioni con sorbetto alla cipolla, radicchio e ravanelli. Esempio vegano in cui il sorbetto spicca per eleganza e dolcezza, ben corroborato dalle note agrodolci del sedano rapa e dalla consistenza della barbabietola.

Lo storione della Val Passiria con spinacino ed il suo caviale bianco è un’ottima idea, aderente alla cucina di pesce da sempre presente in Alto Adige. Al mare si preferisce, per reperibilità a km zero, il pescato di lago e fiume, tenero e meno sapido da giocare bene ai fornelli in un’adeguata consistenza finale.

Il petto di Quaglia alla Rossini con tartufo è il tocco rétro che non si trova facilmente nelle carte dei ristoranti moderni. La selvaggina ha un valore importante in queste vallate e la quaglia è stata lavorata a regola d’arte, con originalità nell’abbinamento.

Segue Ramen altoatesino di spaghettini di segale, aglio, funghi shiitake e brodo di gallina affumicato al fieno che dimostra grande equilibrio. Con un pizzico ulteriore di sensazione umami sarebbe stato perfetto.

Più complesso al gusto il festone del pastificio Vicidomini con ragù di piccione cotto e crudo. Una ricetta che esula dal resto della proposta, come un sentiero parallelo rispetto a quello attraversato fin ora. Lascia qualche perplessità sul finale amarostico del sedano rapa.

Agevole e fortemente radicato sul territorio il petto d’anatra arrosto, con riduzione speziata di carote e olivello spinoso, accompagnato da polenta di Storo. Ricalca la cucina di montagna invernale, tanto apprezzata e ricercata dai clienti.

Tutto a base di latte di capra il dessert composto da cioccolato bianco, fiordilatte, yogurt e cremoso con sablè breton al cacao. Sapore deciso e salato, dinamico e che non cela l’aromaticità tipica della capra. Ottima fine cena, coccolati dalle atmosfere magiche di Merano e di Villa Eden. Servizio impeccabile e carta dei vini ben dosata, che include anche le superbe etichette delle tenute Castel Rametz e Castel Monreale, entrambe appartenenti alla famiglia Schmid e di cui parleremo in un prossimo articolo.



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