Se lievita è vero Amore” parte da I Caporale a Casalnuovo di Napoli

Il 21 gennaio a Napoli la prima serata solidale del progetto che unisce 10 pizzerie italiane a sostegno di Fondazione Serena Onlus per il Centro Clinico NeMO

Dalla pizzeria I Caporale parte l’iniziativa di solidarietà che attraverserà l’Italia con una serata degustazione e una pizza speciale NeMO in menu per un anno. Lunedì 21 gennaio appuntamento in via Nazionale delle Puglie, 83 a Casalnuovo di Napoli per la serata “Se lievita è vero Amore”, il progetto ideato, progettato e realizzato da Carbot Communication che coinvolge 10 pizzerie italiane d’eccellenza unite da un obiettivo comune: trasformare la pizza in uno strumento concreto di sostegno alla ricerca e all’assistenza sanitaria operata da Fondazione Serena Onlus per il Centro Clinico NeMO presso l’Azienda Ospedaliera Specialistica dei Colli – Ospedale Monaldi Napoli, il Policlinico Gemelli di Roma e l’Ospedale Niguarda di Milano.

La serata dai fratelli Caporale rappresenta l’inizio di un percorso benefico strutturato. Per l’occasione, infatti, sarà possibile scegliere un menu degustazione solidale al costo di 50 euro, con incasso interamente devoluto al Centro Clinico NeMO. Il percorso gastronomico prevede assaggi di: Pizza NeMO “Lievitata d’Amore”, Caporalotto Napoli a modo nostro, Marinoro in tripla cottura, Margherita a ruota di carro e si conclude con il dolce caprese, realizzato in collaborazione con Annuccia.

Accanto alla degustazione, debutta, ufficialmente la Pizza NeMOLievitata d’Amore” firmata I Caporale che entrerà stabilmente nel menu della pizzeria, per un anno, al costo di 9 euro: una pizza solidale reinterpretata da ogni pizzaiolo aderente all’iniziativa secondo il proprio stile, ma legata da un’identità comune. Ogni mese, l’incasso della Pizza NeMO sarà interamente devoluto in beneficenza.

La “Lievitata d’Amore” de I Caporale è una pizza delicata e avvolgente: il pomodoro Marzanella giallo di Solania dona una dolcezza morbida e luminosa, i datterini confit aggiungono profondità e una nota caramellata, la provola di Latteria Sorrentina fonde il tutto con cremosità e sentori lattici, mentre basilico fresco e note di pepe chiudono con eleganza e profumo.

Una pizza equilibrata, solare, che parla di Mediterraneo e cura artigianale.

Il progetto proseguirà il 26 gennaio da Salvatore Santucci Pizzeria, il 27 gennaio da Antonio Tancredi, Diametro 3.0 a Casoria, il 28 gennaio da Raffale Bonetta, Raf Bonetta Pizzeria al Vomero, Napoli e il 29 gennaio da Manuel Maiorano a La Fenice Pizzeria Contemporanea di Pistoia. Pronte ad essere lanciate altre 5 serate che saranno annunciate nelle prossime settimane.

Seguiranno poi da altrettanti appuntamenti conclusivi e un grande evento finale.

Se lievita è vero Amore” va oltre il cibo: è una rete di professionisti che sceglie di mettere il proprio lavoro al servizio del bene comune, dimostrando che la ristorazione può essere portatrice di valori, responsabilità sociale e partecipazione attiva.

Perché quando l’impasto cresce, cresce anche l’amore per gli altri.

Prenotazione obbligatoria.

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I Centri Clinici NeMO, dal 2008, rispondono in modo mirato ai bisogni clinico-assistenziali di adulti e bambini che convivono con malattie neuromuscolari e neurodegenerative, come la SLA, la SMA e le distrofie muscolari.

Il progetto “Se lievita è vero Amore” contribuirà al sostegno delle seguenti attività e servizi:

  1. revisione della localizzazione e della funzionalità del sistema di telemetria, per un monitoraggio più efficiente e integrato;
  2. acquisto di saturimetri memory, predisposti anche per la registrazione dei parametri vitali;
  3. installazione di ulteriori monitor per la rilevazione dei parametri, con trasferimento dei dati in tempo reale verso l’infermeria;
  4. acquisto di capnografi e dispositivi per la polisonnografia;
  5. introduzione di occhiali 3D per la riabilitazione dei pazienti;
  6. interventi strutturali per garantire una maggiore privacy nelle stanze multipersona;
  7. allestimento di una centrale di emergenza dedicata al day hospital;
  8. potenziamento del NeMO Team per interventi di assistenza domiciliare;
  9. attività di formazione dedicate all’età pediatrica.

Un progetto che rafforza l’impegno dei Centri Clinici NeMO nel garantire cure sempre più qualificate, innovative e vicine ai bisogni delle persone.

Fino all’Epifania da 1947 Pizza Fritta il gusto si trasforma in musica e solidarietà

Lodevole iniziativa benefica di Vincenzo Durante in favore della Piccola Orchestra di Forcella della Casa della Musica. Dal 12 novembre e fino al 6 gennaio prossimo, l’intero ricavato della pizza fritta special dedicata a Marisa Laurito, sarà devoluto all’associazione L’Altra Napoli EF che attraverso il Progetto la Porta dei Sogni offre percorsi musicali gratuiti a bambini e ragazzi dei quartieri complessi di Napoli appartenenti a famiglie con disagio economico e sociale.

«L’arte salva la vita – dichiara la nota attrice di cinema e teatro, uno dei volti simbolo della Napoli verace – Ho contribuito alla realizzazione della pizza fritta a me dedicata dispensando qualche piccolo consiglio a Vincenzo, perché il riscatto sociale avviene anche tramite la cultura e la condivisione della buona tavola».

Il connubio stesso tra il teatro, aperto alla popolazione di un quartiere difficile come Forcella e l’aiuto dei commercianti è stato fondamentale nella salvezza dalla criminalità di tanti bambini nati in un contesto delicato.

Il titolare Durante ha iniziato nel ’93 la propria esperienza ai fornelli, con la moglie e i suoceri. Nel 2000 il primo locale in proprio per servire le pizze al taglio e nel 2014 il primo 1947 Pizza Fritta, replicato, solo tre anni dopo, sempre in Via Pietro Colletta a Napoli con ben 45 coperti all’interno e 20 esterni.

«Da qualche tempo ho il privilegio dell’amicizia della signora Laurito e nell’occasione dei 10 anni dall’apertura del mio ristorante ho scelto di regalare un sorriso ai ragazzi del mio quartiere. La pizza Profumo di Genovese – detta “Pizza Marisa” – dichiara il pizzaiolo imprenditore – ha la consistenza delicata ed il ripieno a base di paté di cipolla ramata, provola, cacioricotta salata, pepe e basilico. Il tutto al costo di 8 euro totalmente devoluto alla beneficenza».

Il vice presidente dell’associazione L’Altra Napoli EF Antonio Lucidi, una carriera da economista con la passione autentica per il sociale e le arti delle Muse, ricorda gli inizi dell’orchestra giovanile e il supporto morale di padre Antonio Loffredo che ha dedicato la propria vita, rischiando anche ritorsioni personali, per il Rione Sanità. «Ci siamo ispirati a El Sistema di José Antonio Abreu in America Latina, maestro e uomo straordinario che ho potuto accogliere in una visita in Italia – racconta il professore – Anche i nostri ragazzi possono seguire una splendida carriera ed alcuni di essi sono diventati a loro volta insegnanti e direttori d’orchestra».

Attualmente Paolo Acunzo dirige la Sanitansamble costituita da oltre 80 ragazzi, tra bambini e adolescenti dai 7 ai 24 anni e 14 maestri, musicisti di due formazioni musicali nate sull’esempio dell’Orchestra Simon Bolìvar del Venezuela. Un progetto che trova il pieno sostegno economico solo dai privati, con iniziative lodevoli come quella di Vincenzo Durante e del suo 1947 Pizza Fritta.

“Mangia bene, ridi spesso, ama molto”.

1947 Pizza Fritta

Via Pietro Colletta, 29-31 – Napoli

Tel. 081 18226812

L’appello solidale di Emanuele Riemma: “Piccoli gesti possono creare impatti di valore”

Il viaggio in Kenya del pizza chef diventa messaggio di solidarietà e consapevolezza

Diffondere la conoscenza di realtà che ogni giorno lavorano in silenzio per sostenere i più fragili è una responsabilità collettiva. Il pizza chef Emanuele Riemma ne è convinto, dopo la sua recente esperienza presso la Casa Famiglia Milele Rescue Center di Gede, in Kenya, (Famiglia Sempre Onlus in Italia) dove ha vissuto momenti di profonda umanità a contatto con cinquanta bambini orfani.

Siamo partiti con l’idea di un viaggio, ma si è trasformato in una lezione di vita – racconta Riemma –. Questi bambini non hanno nulla, eppure riescono a donarti amore puro. È lì che capisci quanto sei fortunato e quanto sia importante fare qualcosa di concreto per chi vive in condizioni difficili”. Attraverso la sua testimonianza, Emanuele Riemma vuole accendere i riflettori su associazioni che operano in silenzio, ma che fanno la differenza ogni giorno. L’obiettivo è sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza di destinare risorse, tempo o competenze a queste realtà, anche con gesti semplici come la donazione del 5×1000.

Nel modello 730 si può indicare un’associazione specifica a cui devolvere il 5×1000 – spiega Riemma –. Se si sceglie un ente preciso, quei soldi arrivano direttamente dove servono davvero. È un piccolo gesto che vale tantissimo”.

L’associazione Famiglia Milele, fondata e guidata da Gessica Vianello Bota, opera da anni nel villaggio di Gede in Kenya, offrendo accoglienza, istruzione e assistenza sanitaria a decine di bambini orfani e famiglie in difficoltà. Durante la visita, Riemma e la sua compagna hanno trascorso una giornata all’interno dell’orfanotrofio, portando non solo sorrisi, ma anche sapori italiani: lo chef ha preparato oltre 150 montanarine napoletane, simbolo di condivisione e convivialità. “Vederli felici, mangiare e cantare insieme a noi è stato il momento più emozionante. È incredibile come il cibo possa diventare un linguaggio universale di amore e speranza”, racconta.

Tornato in Italia, Riemma ha deciso di trasformare questa esperienza in un messaggio di educazione alla solidarietà e di comunicazione sociale. “Non voglio che resti solo un bel ricordo – conclude -. Voglio che serva a far conoscere Famiglia Milele e tante altre associazioni simili, spesso dimenticate. Comunicare queste storie è fondamentale per dare continuità ai progetti umanitari”. Emanuele Riemma invita, dunque, tutti a scoprire e sostenere realtà come Famiglia Milele, il cui nome di riferimento in è Famiglia Sempre Onlus, e a utilizzare il 5×1000 o altri strumenti a disposizione, per supportare chi lavora ogni giorno per garantire un futuro migliore ai meno fortunati.

Si avvicina alle battute finali il progetto solidale “Pizza, una questione di famiglia” di Enzo Coccia

L’iniziativa del pizzaiolo Enzo Coccia a favore dell’associazione S.O.S. Sostenitori Ospedale Santobono ETS, uno degli enti che sostiene lo storico ospedale pediatrico di Napoli.

Cibo, vino e solidarietà nello stesso format. Organizzato dalla sensibilità di Enzo Coccia e dei figli Andrea e Marco per aiutare l’ente che raccoglie fondi per realizzare progetti dedicati ai piccoli pazienti, garantendo cure all’avanguardia e ambienti di degenza più accoglienti sia per i bambini che per le famiglie che li accompagnano, il progetto è giunto alla fase finale con l’ultimo appuntamento previsto per il 10 novembre presso La Notizia 94 a Napoli.

Prima di Pierluigi Police, della pizzeria ‘O Scugnizzo di Arezzo con il figlio Gennaro è il momento del racconto della serata straordinaria del 13 ottobre con Attilio Bachetti, Pizzeria Da Attilio alla Pignasecca, con il figlio Mario. Ognuno dei tre appuntamenti ha visto infatti la partecipazione anche delle nuove leve della gastronomia partenopea a cominciare dal 29 settembre con Ciro Oliva di Concettina ai Tre Santi e papà Antonio.

Indispensabile l’apporto di linfa giovane per il disco di pasta lievitato più conosciuto al mondo, anche se l’occhio saggio dei genitori non può che indirizzare nella maniera giusta il talento dei ragazzi. Gli impasti si alternano tra diretti e con utilizzo di biga o pre-fermenti, ma è nei topping che si rivela tutta la grinta e le contaminazioni tanto in voga oggigiorno.

Mario, l’erede di Attilio Bachetti della pizzeria Da Attilio alla Pignasecca, ha colpito nel segno con la pizza “profumi d’autunno” con crema di finocchio, aglio nero, fiordilatte di Agerola, pan grattato croccante, finocchietto fresco e pepe nero. L’esperienza da uomo di partita imparata allo storico gourmet Del Cambio di Torino fa la differenza, anche nella proposizione dei dolci, articolati e diversi dalle consuete proposte.

Apertura con il Caseficio il Casolare di Alvignano di Mimmo La Vecchia e le sue ricottine di bufala, mozzarelle gustose e formaggi freschi o stagionati che rappresentano la forza di un intero areale nel cuore del casertano. Ne abbiamo già parlato su 20Italie con l’articolo riguardante il territorio del Matese: un giorno in Alta Campania alla ricerca del nostro “Vecchio West”.

Enzo Coccia si esalta nella “sua” Margherita con pomodoro San Marzano, fior di latte di Agerola, formaggio Grana Padano grattugiato, olio extravergine d’oliva e basilico unica e saporita nel suoe genere. A riguardo il celebre pizzaiolo, da poco promosso sommelier ad honorem dal presidente di A.I.S. Campania Tommaso Luongo, esprime così la propria soddisfazione: «Non esistono segreti per fare una pizza di qualità. Esistono tecniche e tradizioni da unire. Gli ingredienti contano, ma un artigiano deve saper lavorare con testa, cuore e mani».

Chiude l’ospite d’onore Attilio Bachetti, in parziale discontinuità rispetto al discorso precedente, esaltando invece gli unici protagonisti per un impasto perfetto: farina bianca, acqua e lievito. Poco importa chi ha davvero ragione, l’unica cosa che conta è il successo di pubblico per una iniziativa che fa bene al cuore e al palato.

AIS Campania e Cantina La Sibilla: 2.750 euro raccolti con Alba Vitae 2024 per Le Kassandre

E per il 2025 sostegno alle iniziative di Komen Italia con Cantine Alois.

Vino e solidarietà nell’ambito del progetto Alba Vitae voluto fortemente da AIS Italia in collaborazione con alcune delegazioni regionali tra cui la Campania e con il supporto dei produttori di vino. E se per il 2024 sono stati raccolti 2.750 euro a favore de Le Kassandre, per il 2025 i fondi andranno a Komen Italia con la bottiglia celebrativa di Cantine Alois.

Il progetto

Ogni anno una cantina selezionata mette a disposizione per beneficenza un’etichetta che possa ben rappresentare il territorio e la storia aziendale. Lo fa con un formato magnum celebrativo in tiratura limitata, il cui ricavato della vendita va ad enti ed associazioni attivi nel sociale.

AIS Campania ha ritenuto, per il 2024, l’associazione Le Kassandre meritevole del fondo istituito dalla vendita delle bottiglie di Campi Flegrei Falanghina 2023 CRUna DeLago – La Sibilla. Nata nel 2004 dall’incontro di un gruppo di donne, italiane e straniere, accomunate dall’impegno contro la violenza di genere ed in favore delle pari opportunità, l’associazione è stata rappresentata sul palco dalla
vicepresidente Marianna Hasson, in uno dei momenti di festa per i 60 anni di AIS Italia durante l’evento Pompeii, dell’Antichità della Vitae del Vino e del Cibo.

«Ricevere da AIS il contributo economico di 2.750 euro consentirà a Le Kassandre di valorizzare ulteriormente gli sforzi sul territorio finalizzati al contrasto della violenza sulle donne e al loro
reinserimento sociale e lavorativo, coniugando arte, cultura e solidarietà», ha spiegato Hasson.

Il progetto 2025

A Komen Italia che opera nella sensibilizzazione e prevenzione dei tumori del seno andrà il ricavato di Alba Vitae 2025, come annunciato dal presidente AIS Campania, Tommaso Luongo, durante un evento Komen al Coca-Cola Napoli Pizza Village. Cantine Alois ha deciso di proporre per Alba Vitae il suo celebre IGT Terre del Volturno Pallagrello Bianco “Morrone” annata 2021, in un’elegante cassetta di legno e contenitore di vetro, con un campione
del suolo proveniente dalla vigna di famiglia.

Info: stampa@aiscampania.it

Romagna: l’alluvione ha unito AIS e Slow Food in una cena solidale di beneficenza per la raccolta fondi

L’alluvione è finita ma la solidarietà no: è questo il motto scelto per la cena solidale nata dalla collaborazione di Slow Food condotta di Forlì e AIS Delegazione Forlì, svoltasi giovedì 3 agosto presso l’azienda agricola Calonga.

Sono passati più di due mesi dalla tremenda catastrofe che ha colpito la Romagna, lasciandola immersa nel fango per parecchie settimane. Grazie all’impegno di tutti, le città Romagnole sono velocemente ritornate alla normalità; una normalità agognata che ha però la colpa di farci dimenticare in fretta quanto accaduto.

Un menù a più mani, composto da piatti preparati con materie prime di qualità provenienti da alcune delle aziende del territorio direttamente coinvolte dalle recenti frane (azienda agricola I Mät ad Sgùn, azienda agricola Giorgini, azienda agricola Tirli, Podere le Campore), sapientemente abbinati dai sommeliers di AIS Romagna coi vini dell’azienda agricola ospite, Calonga, di Maurizio Baravelli.

da sinistra Matteo, Francesco e Maurizio Baravelli dell’azienda agricola Calonga

20Italie era lì per voi per raccontarvi da vicino come “l’unione fa da sempre la forza”.

I commensali vengono accolti con un aperitivo in piedi, un pane “speziato” saltato in padella con timo rosmarino e aglio, qualche pomodorino fresco di Calonga (non sono solo vignaioli…) e il loro Baldàn, un metodo classico brut con quasi 5 anni sui lieviti, sapientemente assemblato unendo sangiovese vinificato in bianco e bombino bianco (localmente conosciuto come pagadebit) in parti eguali.

La ricca tavolata inizia a colorarsi di cibo appena viene servito l’antipasto, il tonno di coniglio, un lessato di coniglio con erbe aromatiche, condito con olio evo e spezie. La prima portata è composta da bucatini al ragù bianco con scalogno romagnolo (pasta rigorosamente home made di farina di semola rimacinata e trafilata al bronzo). Entrambe le pietanze accompagnate da L’Azzurro, un freschissimo Romagna DOC Pagadebit.

Arriviamo al pezzo forte, il “coniglio saporito”, un piatto che vinse il Premio Marietta 1997, riconoscimento istituito in nome della fedele cuoca governante di Pellegrino Artusi. A questo piatto vincente, viene abbinato il Bruno, simpaticissimo ed estivo Romagna DOC Sangiovese dal colore rosso tenue, e dalla quasi assenza di tannino.

Si chiude la cena con le tradizionalissime ciambella e crostata Romagnole, e l’altrettanto tradizionale Albana Dolce.

da sinistra Caterina Valbonesi Delegato AIS Forlì e Antonella Altini fiduciaria Slow Food Condotta di Forlì

Durante la serata le due Organizzazioni enogastronomiche si sono inventate una lotteria con premi in bottiglie di vino del territorio, cortesemente donate dal Consorzio Vini di Romagna.

Ed ha funzionato: sono stati ben 1.120 euro i fondi raccolti consegnati nelle mani della Parrocchia di Don Felice in modo da essere devoluti alle famiglie più in difficoltà.

Il commiato è avvenuto non prima di aver degustato anche tutti gli altri vini di Calonga, in particolare, Zenaide, Chardonnay che fermenta in barriques; e poi “7” Romagna DOC Sangiovese Superiore Riserva prodotto solo in particolari annate (quella in degustazione era una sorprendente 2017, anno dove pochi sono riusciti a far bene) e due Vermouth, BV Bianco e BV, nati dalla collaborazione col noto profumiere Baldo Baldinini.

I tesori della Tuscia

di Alberto Chiarenza

La Tuscia è un territorio che nasconde molti tesori culturali ed enogastronomici. Tuttavia, se si vuole davvero scoprire e vivere questa regione in modo completo, c’è solo un uomo che ha una conoscenza approfondita del settore: il giornalista Carlo Zucchetti, dal suo inconfondibile cappello e dall’inesauribile esperienza sui piccoli tesori nascosti d’Italia.

Zucchetti è un grande conoscitore della Tuscia e ha guidato molte persone alla scoperta delle gioie culturali ed enogastronomiche, con una particolare attenzione ad un progetto sociale di assistenza e inclusione per ragazzi con disabilità, disagio psichico e dipendenze varie.

Un progetto portato avanti dalla Cooperativa Alicenova Sinergie Solidali, che si occupa di recuperare giovani ragazzi fragili con lo scopo di favorire il loro inserimento lavorativo e sociale.

La Cooperativa rientra in una vasta zona di competenza che va da Tarquinia, Viterbo, Montefiascone a Acquapendente, fino ad arrivare poi a Tuscania e Montalto di Castro. La loro mission sociale tocca molte località che coprono una vasta area nella Tuscia Viterbese.

La città di Viterbo è la prima tappa di questo percorso in cui ho potuto ammirarne le bellezze grazie alla guida turistica Alessandra Petra che ha narrato la storia dagli etruschi ad oggi passando per i Papi che si sono stabiliti qui per 25 anni, tanto che Viterbo si è guadagnata il soprannome di “città dei Papi”.

FATTORIA DI ALICE

Qui si trova Fattoria di Alice, dove ci accoglie Elisa Calanca, educatrice della Cooperativa e responsabile di S’Osteria38. Il progetto della Cooperativa Alice Nova Sinergie Solidali, si occupa di riabilitazione, inclusione e inserimento nel mondo del lavoro, con lo scopo di rendere un servizio alla persona, con una assistenza socio-riabilitativa, educativa e inclusiva. 

Elisa ci illustra il progetto di agricoltura sociale articolato su tre fattorie e un ristorante albergo, appunto S’Osteria38. Oltre ad Elisa, ci accoglie anche Emily Aversa che oltre ad essere una educatrice è anche la referente della Fattoria.

Fattoria di Alice possiede anche un laboratorio di trasformazione dove vengono lavorati i prodotti dei campi. In questo modo è nata l’idea di connotarsi come cooperativa di tipo B, per produzione e lavorazione. La Fattoria è un luogo meraviglioso pensato dal padre fondatore Vito Ferrante, artista e persona di profonda cultura, che ha dedicato la sua vita ad aiutare i ragazzi in difficoltà. Una sorta di oasi magica, in cui chi entra esce arricchito nel cuore e nell’anima.

I ragazzi partecipano attivamente alla coltivazione, all’allevamento di piccoli animali da fattoria e al mantenimento di tutta la struttura, sentendosi integrati e partecipi di un progetto che li coinvolge in attività atte a sviluppare le loro capacità cognitive. 

PICCOLA FORMAGGERIA ARTIGIANA

Oltre alla fattoria c’è la Piccola Formaggeria Artigiana, un caseificio nato dalla creatività e professionalità di un giovane produttore di formaggio, Marco Borgognoni. Lavora latte di ovino e caprino con assoluta maestria e con tecniche innovative fornendo formaggi di grande qualità, oltre ai fior di latte ottenuti con latte vaccino. Sapori unici e incredibili!

S’OSTERIA38 

Dopo aver sentito parlare così tanto di S’Osteria38, arrivo a Acquapendente grazie a Emily Aversa che ci accompagna nel tour. S’Osteria38 deve il suo nome perché era la 38ª sosta sulla Via Francigena, via che ha visto per secoli passare di qui i tanti pellegrini che percorrevano il famoso cammino per Roma e poi per la Terra Santa. 

Nasce quattro anni fa come albergo, ristorante e punto vendita in cui i ragazzi iniziano un percorso formativo in cucina, gestione della sala e dell’albergo. Queste attività aiutano a riabilitare persone con varie problematiche sociali grazie alle attività il cui scopo è l’inclusione e soprattutto generare un livello di competenze che possa consentire ai ragazzi di avere una professionalità e quindi un posto di lavoro.

La visita di Acquapendente mi ha portato a conoscere, sempre grazie a Alessandra Petra, il centro storico e i murales dipinti sugli edifici in occasione dell’anniversario della Via Francigena in cui famosi Street Artist provenienti da molte nazioni si sono cimentati dando un volto nuovo a case antiche.

FATTORIA ORTOSTORTO 

A Montalto di Castro si trova Fattoria Ortostorto, dalla connotazione agricola e turistica. Anche qui viene svolto un grande lavoro di riabilitazione e inclusione grazie al lavoro degli educatori che, insieme ai ragazzi, portano avanti con eccellenti risultati, l’attività di ospitalità e di produzione di prodotti agricoli, ortaggi e allevamento di animali da fattoria, che vengono poi lavorati nel laboratorio di trasformazione della Fattoria di Alice a Viterbo.

Da Montalto di Castro, non si poteva non andare a visitare il sito archeologico e naturalistico di Vulci. Una passeggiata tra le rovine Etrusche che portano il visitatore nel ‘500 A.C. quando la civiltà era fiorente e ricca. Uno sguardo sul passato di questa terra meravigliosa e ancora poco conosciuta, ma che merita di essere vista.

Poi c’è Nepi, un bene confiscato alla mafia, dove è in fase di avviamento un’attività cinofila ludico-ricreativa, riabilitativa e sportiva. In conclusione la Cooperativa Alicenova Sinergie Solidali è composta da circa 560 dipendenti tra contratti e partite iva e circa 190 soci.

Tra le attività connesse con il Programma Alice, ci sono altre tre importanti realtà produttive della Tuscia che meritano una menzione a parte per la loro rilevanza. Chiudiamo la nostra visita proprio con le immagini di quest’ultime:

La Cantina Muscari Tomajoli a Tarquinia

L’Allevamento di mucche maremmane Mariotti a Vulci

La Fattoria Sensi a Tuscania