Regina Ribelle Vernaccia di San Gimignano Wine Fest: i nostri migliori assaggi dell’annata 2024 e delle Riserva 2023

Ogni anno a San Gimignano si celebra il suo vino di punta: la Vernaccia, croce e delizia di un areale che da tempo prova a tirare fuori la testa dalla sabbia. Un bianco reso più intrigante proprio dai ricordi marini pliocenici, oltre ad altri tipi di suolo e differenti stili.

Per il Consorzio del Vino Vernaccia di San Gimignano, l’annata 2024 è stata complessa da un punto di vista climatico, anche se questa complessità non può più essere considerata eccezionale o episodica. All’inverno senza picchi di basse temperature è seguita una primavera fresca con piogge nella media che hanno rallentato il germogliamento della vite che sarebbe risultato anticipato per le miti temperature dei mesi invernali. Le piogge si sono alternate a periodi asciutti fino a tutto giugno.

Da luglio è subentrato l’anticiclone africano che ha fatto innalzare le temperature. Il gran caldo è durato fino al 20 di agosto, con l’arrivo di un forte temporale. Da allora il meteo non si è più stabilizzato, portando episodi di pioggia per tutto il mese di settembre; fattore che ha rallentato i tempi della vendemmia. L’annata è stata mediamente produttiva, dopo il calo di circa il 30% della 2023.

Note stagionali che non modificano l’attuale asset territoriale, spesso sacrificato dalla proposizione di prodotti con i quali manca un collegamento precipuo. Cosa sia in effetti un calice di Vernaccia di San Gimignano resta ancora un dilemma senza apparente risoluzione. Definirlo, in modo banale, “un rosso vestito da bianco” rischia invece di comprometterne per sempre la vera identità, creando falsi miti e speranze eccessive.

I canoni della Vernaccia di San Gimignano devono essere blindati al concetto di contemporaneità e carattere, due facce inseparabili della stessa medaglia. Contemporaneità perché il pubblico consumatore preferisce la semplificazione: di verbo, di gusto, di effetto. Meno giri di parole, meno alleggerimenti e meno appesantimenti. Il giusto equilibrio tra componenti mielose, balsamiche e speziate, di cui la Vernaccia di San Gimignano è ricca, con la frutta polposa, tra essiccata e tropicale, meglio comprensibile ai più. E un ulteriore allungamento dei tempi di immissione sul mercato, come si fa per altre tipologie, pur rispettando le esigenze economiche di ogni singolo produttore.

La 2024 racchiude in sé la paura di sbagliare, cercando di giocare in zona comoda, Una zona che rischia però di diventare quella Cesarini del calcio. Infatti, le mille problematiche del mondo del vino non consentono tempi biblici per comprendere appieno la situazione; l’augurio è che la rivoluzione a San Gimignano venga compiuta non festina lente come dicevano gli antichi romani, ma con passo spedito e sicuro pena lo spreco delle risorse impiegate e la sconfitta nei confronti dei mercati che contano. Quelli che poi sono davvero redditizi.

Poche le punte di assoluta bellezza, ancora in evoluzione. Un qualcosa (ed è davvero la novità di quest’anno), che mancava nelle edizioni precedenti. Non soltanto il livello medio si è elevato ovunque, ma oggi è possibile menzionare alcuni campioni che raggiungono e persino superano i 95 centesimi, dimostrando buona prontezza di riflessi con ovvi margini di prospettiva.

Non di pari emozione le versioni Riserva 2023, figlie di una vintage aspra che ha impegnato, non poco, i vitivinicoltori nel lavoro in campo ed in cantina. Vale la pena spezzare per loro una lancia, avendoci comunque ben impressionato per le medesime versioni d’annata, nell’articolo della scorsa edizione di Anteprima Vernaccia di San Gimignano Wine Fest “Regina Ribelle”.

La degustazione è stata effettuata rigorosamente alla cieca, selezionando i migliori punteggi elencati in ordine alfabetico e non di preferenza. Ecco i migliori assaggi su 44 campioni della 2024 e 10 campioni testati della Riserva 2023.

Vernaccia di San Gimignano Docg 2024

Cantine Vivito – “Badia”

Casa alle Vacche

Collina dei Venti – “Giadra”

Fattoria La Torre

Fattoria Poggio Alloro – “Il Nicchiaio”

Fornacelle

La Lastra

Melini – “Conti Serristori”

Poderi Arcangelo – “Primo Angelo”

Vagnoni

Vernaccia di San Gimignano Riserva 2023

Collemucioli

La Lastra

Macinatico – “Macinatico 1332”

Signano – “La Ginestra”

Immagine di Luca Matarazzo

Luca Matarazzo

Giornalista, appassionato di cibo e vino fin dalla culla. Una carriera da degustatore e relatore A.I.S. che ha inizio nel lontano 2012 e prosegue oggi dall'altra parte della barricata, sui banchi di assaggio, in qualità di esperto del settore. Giudice in numerosi concorsi enologici italiani ed esteri, provo amore puro verso le produzioni di nicchia e lo stile italiano imitato in tutto il mondo. Ambasciatore del Sagrantino di Montefalco per il 2021 e dell'Albana di Romagna per il 2022, nonché secondo al Master sul Vermentino, inseguo da sempre l'idea vincente di chi sa osare con un prodotto inatteso che spiazzi il palato.

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