Ai piedi del Vulcano inattivo di Roccamonfina esiste un luogo magico dove il tempo sembra non scorrere mai. Il progetto Porto di Mola nasce da un’idea di Peppì Esposito e Antonio Capuano che nel 1988 cominciano a lavorare su queste terre. Successivamente Antimo Esposito, figlio di Peppì, seguendo le orme dei due fondatori, si appassiona all’idea, per dare lustro ad una delle più piccole denominazioni d’Italia, quella del Galluccio.

Lungo le rive del fiume Garigliano che divide la Campania dal basso Lazio, terre una volta unificate sotto il regno borbonico, giacciono le macerie di un antichissimo porto romano utilizzato per il piccolo cabotaggio verso l’interno della regione. Nel 2004 viene inaugurata così la cantina proprio accanto alle rovine ritrovate dai due imprenditori, in un’oasi naturale di rara bellezza tra laghetti, boschi ed un ecosistema in perfetto equilibrio.
Passeggiare tra le vigne negli oltre 70 ettari vitati di Porto di Mola significa viaggiare lungo il corso della storia, ritrovando la pace con se stessi e con la natura circostante. Oche, piccole lepri e altri animali di campagna osservano, per nulla spaventati, il passaggio dei visitatori, spettatori silenti di un mondo ancora inesplorato tutto da raccontare.

Al centro dell’azienda si trova la cantina di circa 2000/mq. Un ambiente sobrio ed essenziale, il luogo in cui Antimo segue personalmente le fasi di lavorazione dei prodotti. Alla cantina si è aggiunto il frantoio con la produzione di quattro tipologie di olio extravergine d’oliva spremuto a freddo: le moncultivar da Sassanella e Itrana, un classico da blend e una versione affumicato.
L’enologo Arturo Erbaggio collabora con la sua esperienza nell’esaltare al meglio le caratteristiche dei cosiddetti “vini vulcanici”, dove le componenti basaltiche del suolo influiscono marcatamente sulle qualità organolettiche finali. Vini dotati di grande verve minerale, struttura agevole e sfumature di colore meno intense dai riverberi brillanti.

Ne conseguono piacere di bocca, immediatezza e perfetto abbinamento con i piatti della tradizione, in particolare pasta e sughi. Ben 18 etichette per un totale di 300 mila bottiglie annue e l’amore per la Doc Galluccio.
La visita della cantina con la consueta degustazione è avvenuta durante la recente kermesse Campania Stories, già descritta ai link 1 e link 2 grazie al direttore Antonio Falvo.
Galluccio Bianco 2024: da uve Falanghina in purezza e ben articolata nelle sue nuance d’agrumi mediterranee e fiori bianchi. Termina al sorso su lunghezze iodate e saporite.
Petratonda 2024: la vendemmia tardiva di Falanghina risulta tropicale con amplificazione della vena salmastra finale. La 2023 esprime le caratteristiche sfumature sulfuree ma con minor ricchezza di aromi.

Galluccio Rosso 2023: solo Aglianico, goloso per le note floreali unite a chiodi di garofano e parti balsamiche. Meno potente degli omologhi irpini, ma con una precisa anima.
Contra Del Duca 2018: la Riserva da 24 mesi in legni di varia grandezza. Sorso arrotondato dalle sensazioni di spezie dolci, non privato però di una buona tensione finale da arancia sanguinella e ciliegia fresca. Contemporaneo e di pronta beva.
Porto di Mola
Via Risiera, snc – 81044 – Galluccio (CE)



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