Pizzeria Daniele Gourmet ad Avellino: le proprie origini non tradiscono mai

Una storia che parte negli anni ’50 dal quartiere dei Tribunali a Napoli e prosegue tra nuove aperture e ritorni alle origini, senza dimenticare la giusta cura per l’alimentazione. Tutto questo e molto altro è il racconto di Giuseppe Maglione – Pizzeria Daniele Gourmet ad Avellino.

Varcare le porte della pizzeria Daniele Gourmet ad Avellino è come sentire l’eco delle parole di una delle canzoni più celebri di Fiorella Mannoia su testo di Enrico Ruggeri: “cambia il vento ma noi no”. La nonna Anna, imparentata con la famiglia dell’indimenticato Pino Daniele, insegna all’appena undicenne Giuseppe Maglione i primi trucchi in cucina.

Poi il cambio vita di quest’ultimo, verso il settore delle costruzioni ed il riavvicinamento con il padre Angelo all’attività di ristoratore, trasformata poi da Giuseppe in locale mordi e fuggi per pizze al portafoglio, pizzette e fritti da vendere principalmente agli studenti delle scuole. Quando il sogno si chiamava semplicemente da “Daniele”. Un modo vincente di sbarcare il lunario nell’Avellino dei primi anni 2000 che poco credeva nelle potenzialità del disco di pasta lievitato più famoso al mondo.

Da subito l’idea di soddisfare i palati esigenti anche di chi non può tollerare il glutine, da vero pioniere per l’intero settore. E poi il Covid e l’invenzione della pizza sotto vuoto in consegna a domicilio, ancora adesso richiesta da alcuni affezionati. Infine, il riconoscimento del Gambero Rosso nel 2024 che ha eletto come pizza dell’anno la sua versione di “Anna Daniele” ai 4 pomodori con pesto di aglio e origano all’uscita.

«Era l’impasto amato da mia nonna, lievitato tutta la notte e rigenerato successivamente in forno» ricorda Giuseppe con gli occhi lucidi dall’emozione e prosegue «bisogna tornare al passato, usando farine non raffinate tipo 2 o blend di grani locali. La ricerca degli ingredienti sul territorio è fondamentale per creare quello spirito d’unione che agevola di gran lunga il lavoro sulla qualità».

Non si può lasciare indietro nessun gusto, nessuna inclinazione, nessuna scelta salutistica. Un pranzo o una cena da Daniele Gourmet è uno spazio di relax, allegria e vita lenta, con prodotti dall’alta digeribilità e basso impatto glicemico. Anche nei topping più originali che la contaminazione gourmet richieda, specie nelle selezioni curate con l’amico chef Peppe Guida, una Stella Michelin con Antica Osteria Nonna Rosa a Vico Equense (NA).

«È finita la moda del dentice crudo e del caviale di pesce come condimento per una pizza special. Le persone vogliono tornare ai sapori di una volta, quelli in cui ritrovare l’aria di casa. La più gettonata diventa quindi la classica di stagione salsiccia e friarielli, rivisitata con le verdure in 3 consistenze». E nuove sono anche le Pizzaballs: polpette ripiene in vari gusti, con parte dall’impasto cresciuto della pizza, nel rispetto del concetto zero-sprechi, da lanciare come prodotto surgelato.

Non manca l’estro e il coraggio nel diversificare le preparazioni in base alle farine come nella Luna Bruciata da grano arso, croccante e scura, servita con carne macinata, mozzarella di bufala e peperoncini verdi di fiume.

Tra le senza glutine selezionate dal menu speculare per celiaci, realizzate in una cucina e forno separati per evitare contaminazioni, spicca l’Arrabbiata Assaj con sugo all’arrabbiata, stracciata di bufala, fiordilatte, ‘nduja e spianata calabra, con quel tocco piccante ed una compattezza da non far notare l’assenza della maglia glutinica.

Finale dolce con Innamorarsi sul Vesuvio ed il suo impasto al cacao su crema al burro, frutti di bosco e confettura d’albicocche e menta. Tante possibilità e tante le serate evento con chef di grido che evidenziano il forte legame tra culture e stili diversi tra ristoranti e pizzerie. Legame sempre più indispensabile e ricco di contaminazioni positive per il futuro.

Immagine di Luca Matarazzo

Luca Matarazzo

Giornalista, appassionato di cibo e vino fin dalla culla. Una carriera da degustatore e relatore A.I.S. che ha inizio nel lontano 2012 e prosegue oggi dall'altra parte della barricata, sui banchi di assaggio, in qualità di esperto del settore. Giudice in numerosi concorsi enologici italiani ed esteri, provo amore puro verso le produzioni di nicchia e lo stile italiano imitato in tutto il mondo. Ambasciatore del Sagrantino di Montefalco per il 2021 e dell'Albana di Romagna per il 2022, nonché secondo al Master sul Vermentino, inseguo da sempre l'idea vincente di chi sa osare con un prodotto inatteso che spiazzi il palato.

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