Milano apre il mese della prevenzione oncologica con il convegno organizzato da Varvello 1888, la farina che fa bene

Si è svolto a Milano, presso il Talent Garden di via Arcivescovo Calabiana, il convegno “Nutrizione e Prevenzione. Quanto pesa la farina?”, promosso da Varvello 1888.

L’evento ha segnato l’avvio ufficiale del mese dedicato alla prevenzione oncologica, mettendo in luce il ruolo centrale dell’alimentazione e, in particolare, delle farine a basso indice glicemico nel mantenimento della salute.

Nel corso del convegno, specialisti in ambito medico e scientifico hanno presentato studi, esperienze e considerazioni su come una scelta informata delle farine possa contribuire in modo significativo alla riduzione del rischio di tumori e malattie metaboliche. È stato sottolineato che le farine con basso indice glicemico possono abbattere l’impatto glicemico fino al 50% rispetto alle farine raffinate, rappresentando una valida opzione per seguire uno stile di vita orientato al benessere.

A condurre il dibattito è stata la giornalista Emanuela Sorrentino, che ha guidato un confronto ricco e stimolante tra esperti di primo piano nel campo della salute e della nutrizione. Tra i relatori, Federico Bertuzzi, diabetologo dell’Ospedale Niguarda e Presidente della sezione lombarda della Società Italiana di Diabetologia (SID); Laura Boldrini, oncologa presso lo IEO – Istituto Europeo di Oncologia; Patrizia Gnagnarella, dietista, ricercatrice presso lo IEO e Presidente regionale della Società Italiana di Nutrizione Umana (SINU); e Clelia Iacoviello, farmacista e consulente specializzata in nutraceutica, che ha illustrato i benefici della Farina e i progetti educativi legati alla corretta alimentazione.

Farina Intera Varvello, racconta Clelia Iacoviello, è una farina bianca di nuova concezione, apprezzata per il suo gusto gradevole e per le eccezionali qualità nutrizionali. Grazie alla presenza di fibra solubile contribuisce a ridurre la risposta glicemica fino al 50% rispetto alle farine tradizionalmente raffinate. Attraverso un processo brevettato, è possibile estrarre e reinserire la componente solubile della fibra, nota come arabinoxilani. Questa innovativa tecnologia conferisce al prodotto proprietà distintive: è facilmente assimilabile, aiuta a prolungare il senso di sazietà e svolge un’azione prebiotica che favorisce l’equilibrio del microbiota intestinale.

Nata da una passione tramandata in famiglia, questa farina è stata creata con l’intento di riportare sulla tavola pane e pasta genuini e salutari.

Per far conoscere i benefici di Farina Intera Varvello 1888, sono stati organizzati laboratori nelle scuole, dove i bambini hanno potuto assaggiare prodotti preparati con questa farina innovativa, apprezzandone gusto, leggerezza e digeribilità. L’iniziativa ha avuto anche un forte impatto educativo: attraverso semplici esperimenti, come il confronto tra il contenuto di zucchero nelle bevande, i bambini hanno sviluppato maggiore consapevolezza alimentare.

Il progetto ha coinvolto anche chef italiani, impegnati a reinterpretare ricette tradizionali in chiave salutare. L’obiettivo è promuovere un’alimentazione più equilibrata, partendo dai più giovani, dimostrando che mangiare sano può essere anche piacevole e soddisfacente.

Il diabetologo Federico Bertuzzi sottolinea come il diabete sia una malattia in crescita costante, con oltre 500.000 casi in Lombardia e circa 4 milioni in tutta Italia: è fondamentale sensibilizzare cittadini e istituzioni, il diabete può essere prevenuto con stili di vita sani, ma serve maggiore consapevolezza.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità parla di una vera e propria pandemia: negli ultimi 20 anni i casi sono aumentati del 60% a livello globale. In Italia, si stima che oltre un milione di persone siano diabetiche senza saperlo, rendendo cruciale la diagnosi precoce.

Tra i principali fattori di rischio ci sono obesità e sovrappeso, condizioni che colpiscono già i più piccoli. I dati dell’ISS mostrano che il 28,8% dei bambini italiani tra 8 e 9 anni è in eccesso di peso, con punte più alte nel Sud Italia. Il consumo di cibi ultra-processati e bevande zuccherate, anche solo una lattina al giorno, può aumentare del 25% il rischio di sviluppare la malattia.

I costi per il sistema sanitario italiano superano i 29 miliardi di euro l’anno.

La prevenzione passa da una dieta equilibrata, attività fisica regolare (almeno 150 minuti a settimana) e educazione alimentare. Camminare 10.000 passi al giorno, ad esempio, riduce significativamente il rischio di malattie croniche.

L’intervento della dottoressa Laura Boldrini, riguarda le patologie oncologiche che oggi rappresentano una delle principali emergenze sanitarie mondiali, con forti ripercussioni economiche e sociali. Secondo i dati del Global Cancer Observatory del 2022, sono stati diagnosticati circa 20 milioni di nuovi casi e registrati 9,7 milioni di decessi legati al cancro.

Tra i fattori di rischio non modificabili ci sono: Predisposizione genetica; Età; Genere; Storia clinica personale. Questi elementi rendono la prevenzione e la diagnosi precoce strumenti fondamentali nella lotta contro il cancro.

Oltre ai fattori genetici e biologici, esistono comportamenti e abitudini modificabili che incidono sul rischio di sviluppare tumori. Intervenire su questi aspetti è possibile, attraverso campagne di sensibilizzazione e politiche educative. Tra i principali fattori di rischio evitabili troviamo: fumo; alcol, alimentazione scorretta e stili di vita sedentari.

Anche la qualità della cottura degli alimenti gioca un ruolo importante: griglia e frittura possono generare sostanze cancerogene. Meglio preferire cotture più delicate, come vapore o umido.

Secondo l’OMS, tra le sostanze sicuramente cancerogene per l’uomo rientra anche la carne lavorata e processata. Il rischio dipende da quantità, frequenza e modalità di consumo.

La prevenzione secondaria riguarda chi ha già affrontato un tumore e punta a ridurre il rischio di recidive. Studi recenti mostrano che peso corporeo e stile di vita influenzano l’efficacia delle terapie post-operatorie.

L’aggiornamento 2025 della piramide alimentare mediterranea rafforza il ruolo centrale degli alimenti vegetali. Alla base troviamo olio d’oliva, frutta, verdura, cereali integrali e legumi, veri pilastri di un’alimentazione sana.

Tra le novità: Latte e yogurt freschi consigliati quotidianamente; formaggi freschi e stagionati distinti per frequenza di consumo; carne rossa e lavorata spostata al vertice della piramide, da consumare solo occasionalmente; alcol escluso, per l’assenza di benefici riconosciuti.

Il messaggio chiave è chiaro: privilegiare ingredienti di origine vegetale, combinare cereali e legumi, e scegliere metodi di cottura salutari per mantenere una dieta equilibrata e preventiva.

Patrizia Gnagnarella, dietista, riprende il discorso sul diabete, una patologia in costante che, oltre a compromettere la qualità della vita, è tra le principali cause di malattie cardiovascolari, poiché l’iperglicemia danneggia i vasi sanguigni.

I fattori di rischio sono sia non modificabili (genetica, età, sesso) sia comportamentali, come sedentarietà, dieta sbilanciata, fumo e alcol. Negli ultimi decenni, lo stile di vita è cambiato: ci muoviamo meno e mangiamo peggio, con forti differenze regionali. Al Sud si registrano più casi di sovrappeso, mentre al Nord si consuma più alcol.

Un concetto chiave è l’indice glicemico (IG), che misura l’impatto dei carboidrati sulla glicemia. Alimenti come legumi e cereali integrali hanno un IG basso, mentre pane bianco e patate lo hanno alto. Anche il carico glicemico (CG), che considera le quantità consumate, è utile per valutare l’effetto reale sulla salute.

Studi internazionali dimostrano che una dieta ad alto IG aumenta il rischio di diabete, malattie cardiovascolari e tumori. Per questo è importante preferire alimenti vegetali, ricchi di fibre e antiossidanti, e limitare quelli ultra processati, come carni lavorate, dolci e bevande zuccherate.

Filippo Varvello, CEO di Varvello 1888, racconta il percorso imprenditoriale dietro Farina Intera, un prodotto nato per unire gusto e benessere. In occasione del mese della prevenzione, l’azienda devolve 5 centesimi per ogni kg venduto alla Fondazione Umberto Veronesi, sostenendo la ricerca oncologica.

Farina Intera è frutto, come abbiamo già visto, di un processo naturale, basato su enzimi vegetali, che conserva la fibra solubile del grano, riducendo l’indice glicemico e migliorando la digeribilità. Il prodotto è pensato per essere versatile e sano, adatto a tutti, anche in presenza di terapie farmacologiche.

La sfida principale è comunicare il valore di un prodotto che, pur simile nell’aspetto a una farina comune, ha caratteristiche nutrizionali superiori. Per questo l’azienda ha scelto di collaborare con artigiani del settore e di investire in formazione e vendita diretta, creando una rete di agenti preparati.

Prepariamoci a gustare un pane più leggero, una pizza più gustosa, e una pasticceria più soffice. Il convegno si è confermato come un importante momento di confronto tra scienza, nutrizione e industria alimentare, sottolineando l’importanza di una crescente consapevolezza sul valore del cibo come strumento di prevenzione e benessere.

Immagine di Carolina Leonetti

Carolina Leonetti

Sono Carolina Leonetti, per gli amici Carol, nasco a Monza nell’anno della contestazione giovanile, quando nasce anche la DOC Valpolicella e, sarà un caso, ma proprio un viaggio in quella zona mi avvicina al mondo del vino. Sommelier e winelover racconto del vino nella mia pagina Instagram carol_cake_wine e lo faccio ponendo l’accento sulla storia, le curiosità, le leggende che sono legati ad un vino, un vitigno, un territorio o ad una cantina. Descrivo il vino in maniera emozionale, lontana da punteggi e classifiche, mi piace raccontare le emozioni, i ricordi che un calice può donare. Il mio linguaggio è semplice e poco tecnico, dove le note classiche di degustazione e il linguaggio settoriale sono ridotti al minimo, per cercare di coinvolgere e di condividere con i più questo meraviglioso mondo. Prosit!

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