L’edizione 2024 del Mercato dei Vini a Bologna ha suscitato un grande interesse, grazie alla Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti – in sigla FIVI – che ha registrato un consenso corale tra i professionisti del settore.
Con oltre 1.000 produttori e circa 8.000 vini in degustazione, l’evento si conferma come uno dei punti di riferimento annuali per il mondo vitivinicolo italiano. Padiglioni enormi e luminosi accolgono la miriade di espositori che si susseguono volutamente senza un ordine preciso, lasciando la scelta ai frequentatori di riempire di bottiglie i propri carrelli della spesa.

Denis Panzini ha descritto l’identikit del vignaiolo FIVI come un “vignaiolo piccolo e di qualità, ben radicato nei territori collinari e montani, attento alla sostenibilità e orientato all’enoturismo.” In pratica un vero contadino virtuoso che fa bene al sistema Italia, nonostante le avversità naturali sotto gli occhi di tutti e delle burocrazie amministrative o contabili. Gli agricoltori sono sempre gli stessi di un tempo ed il loro impegno in campagna diventa sempre più arduo da portare avanti.
La Federazione si prefigge l’obbiettivo di porre alle Istituzioni tali esigenze pratiche per cercare una possibile soluzione. Anche a livello della Comunità Europea si sta lavorando e lo ha testimoniato Matilde Poggi, Presidente CEVI, Confédération Européenne des Vignerons Indépendants, che parlando della Carta del Vignaiolo, ha sottolineato l’importanza del settore vitivinicolo che è stato rappresentato in sede di Parlamento Europeo.
Un particolare plauso all’Ufficio Stampa con Axelle Videau e Mirta Oregna per l’Agenzia Origami Consulting, che hanno coordinato alla perfezione l’attività di comunicazione. Il Mercato dei Vini è, infatti, uno degli eventi più attesi dalla Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti (FIVI), un appuntamento che rappresenta una grande occasione di incontro tra i produttori e il pubblico. Come sottolinea Lorenzo Cesconi, vignaiolo e Presidente FIVI: «Il Mercato dei Vini è un evento a cui FIVI tiene molto: è come se aprissimo tutti assieme le nostre cantine, in un unico grande luogo.»

Cesconi è altresì convinto che l’entusiasmo e la passione trasmessi dai produttori riescano a compensare eventuali difficoltà logistiche. «Con numeri così alti, soprattutto nella prima giornata, ovviamente qualcosa può andare storto, ma siamo certi che i visitatori siano riusciti ad apprezzare la passione che mettiamo nel nostro lavoro e nel racconto dei nostri vini.»
Il Mercato dei Vini 2024 è stato organizzato in un anno particolarmente difficile per il settore vitivinicolo. «Non è stato un anno semplice: né dal punto di vista agronomico, né dal punto di vista di mercato.» Le difficoltà, confermate anche dal recente report di Nomisma sulla FIVI, hanno accentuato la preoccupazione tra i vignaioli, che si trovano a fronteggiare una fase complessa e incerta.
In un periodo critico, infatti, questo evento non solo rafforza il legame tra produttori e consumatori, ma rappresenta anche una vitale opportunità di visibilità e supporto per l’intera filiera vitivinicola italiana.

Unica pecca logistica, se così possiamo chiamarla, le lunghe fila in attesa sia all’ingresso che alla consegna del calice da degustazione. A parte questo aspetto, che merita maggior attenzione nelle edizioni future, l’entusiasmo generale da parte dei vitivinicoltori, è stato a fasi alterne: più contenti e pratici quelli già famosi, più timidi i vignaioli meno esperti o conosciuti.
Una novità di questa edizione è stata la presenza al centro nel padiglione 30 degli stand della Federazione Italiani Olivicoltori Indipendenti – in sigla FIOI – che posizionati centralmente come in un abbraccio tra i Vignaioli, hanno proposto una serie di iniziative volte a dar rilievo ad un alimento importantissimo alla base della nostra cultura alimentare. Da nord a Sud erano presenti le zone più vocate italiane, con 32 aziende a promuovere le cultivar autoctone.

Molto interessanti le masterclass, come quella sui vini del “Movimento Sbarbatelle” e sul “Vinsanto Albarola Val di Nure – Barattieri” di cui parleremo in un successivo articolo. Infine, il Mercato dei Vini ha offerto anche momenti di grande emozione e celebrazione, con la consegna dei premi che hanno valorizzato personalità e realtà significative del mondo del vino. Il Premio “Vignaiolo come noi” è stato assegnato quest’anno a Marco Belinelli, capitano della Virtus e campione NBA, a testimonianza di quanto il legame tra il mondo dello sport e della viticoltura possa essere forte. Un ulteriore motivo di orgoglio è venuto dal Lazio, che ha visto il Premio “Leonildo Pieropan”, dedicato alla memoria di uno dei fondatori della FIVI, andare a Sergio Mottura, storico vignaiolo della regione.



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