Premetto che negli anni 70’, ho fatto le mie prime esperienze lavorative adolescenziali nell’ottima macelleria di mio zio che mi permetteva di guadagnare una piccola paghetta settimanale. Ebbene, la sobrietà dei locali di MacelleGria, sia per il colore delle pareti o un arredamento senza tanti fronzoli, sia per il banco espositivo delle carni e dei preparati gastronomici fatti con esse, mi hanno portato indietro nel tempo.

Nata nel 2013 nel quartiere Fuorigrotta come primo ristorante con macelleria di Napoli, quest’anno ha festeggiato il suo dodicesimo anniversario dall’apertura. Il nome MacelleGria riconduce poi alla genuinità del sorriso della titolare, che mi accoglie come se ci conoscessimo da tempo, ed è stata una bella sensazione, visto che era la mia prima volta al suo locale.

Donatella Bove, ex allenatrice e calciatrice professionista campionessa d’Italia nel ’90, durante la sua carriera sportiva ha vissuto cinque anni tra Taranto e Gravina di Puglia. Da quei territori ha trovato lo spunto giusto per il suo locale, ispirandosi alle tradizioni pugliesi dell’antico “arrusti e mangi” con le braci allestite in strada e ancor di più dal tipico “fornello pronto” di Martina Franca. Lì le macellerie cucinano e vendono le proprie carni ai clienti, che possono sceglierle per farle cuocere al momento e consumate sul posto o a domicilio.

Tutte le proposte, siano esse bovine, suine o avicole, provengono da allevamenti non intensivi del sud Italia. La razza bovina prescelta è la Podolica, allevata nelle aree interne di diverse regioni quali Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia e che vive a suo agio allo stato brado o semibrado, capace di adattarsi ai pascoli e terreni più impervi, trovando in molte piante della macchia mediterranea il suo nutrimento. Le sue carni, dopo un necessario e adeguato periodo di frollatura per ottenere la giusta tenerezza, sono riconosciute per il loro sapore sapido e deciso.

L’offerta culinaria si articola in un menù più completo che nasce dalle idee di Donatella e che comprende anche piatti della tradizione napoletana e non, salumi vari o contorni di prodotti biologici dell’orto.
La MacelleGria, oltre alla tradizionale scelta alla carta, offre anche la possibilità di una proposta giornaliera a prezzo fisso per tutti quelli che intendono fare una pausa pranzo.
Ma partiamo alla degustazione:
- un succulento trancio di mortadella piastrata condita con una glassa di aceto balsamico;
- il “Sacchetto del contadino”, una rosetta calda farcita con cicoli e provolone piccante, gustoso, e bella idea per sostituire il classico panino napoletano;
- la tartare “Tu vulive a pizza”, guarnita infatti a mo’ di pizza con pezzetti di pomodori gialli e rossi, ciuffetti di stracciata di bufala, capperi e un crumble di pane con evo e basilico, un equilibrio di sapori che non sminuisce la protagonista, la carne con la sua delicata aromaticità e piacevole tendenza dolce;

- il “Soffritto rivisitato”, ideato per quelli come me che ad oggi, nella sua versione tradizionale, non lo avevano mai assaggiato, ma cucinato senza interiora e con solo carne; in abbinamento un calice di Susumaniello del Salento, la cui leggera morbidezza ha equilibrato la leggera piccantezza, a dimostrazione che è possibile usufruire anche di una buona carta dei vini e, per chi volesse, anche la possibilità di bere birra alla spina e artigianale;
- una buona e cremosa “Pasta e patate” esaltata dalla provola filante e dall’aromaticità lievemente piccante del pepe;
- un tris di carne alla piastra composto da: un succulento hamburger, una cotoletta palermitana di bovino impanata senza uova, con pecorino, pepe e aromi, non fritta ma alla brace, in dialetto palermitano detta “l’Appanata “, assaggiata per la prima volta è stata una piacevole e gustosa sorpresa; la “Bombetta” pugliese, un gustosissimo involtino di capocollo di maiale cotto tradizionalmente alla brace e leggermente napoletanizzato nel ripieno da Donatella, e la cui ridotta sua dimensione permette di mangiarlo in pochi morsi, io in due.
- per chiudere nel migliore dei modi, la sbrisolona alla crema pasticcera servita al cucchiaio, arricchita da un coulis di amarene e foglioline di mentuccia.

Arrivati con soddisfazione alla fine dell’appuntamento, Donatella ha tenuto a sottolineare la bravura dei suoi collaboratori, che con la professionalità e affezione al lavoro, sono riusciti a superare il momento più difficile della loro storia gastronomica dal 2013 ad oggi: gli anni della Pandemia Covid.
Ci parla quindi della sua squadra, partendo dalla Mastergrill Luciana Lamanna, capace di cuocere a puntino le carni ma anche molto brava a gestire contemporaneamente una brace apposita per celiaci, dei due giovani e bravissimi chef Francesco Penta e Simona Loffredo in cucina nonché dell’indispensabile Diego Moio da sempre con lei in sala. Una bella realtà. A presto Donatella…



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