La luce che filtra dalle vetrate della Nuvola all’EUR ha qualcosa di simbolico. È una luce chiara, viva, che illumina un’Italia del vino più consapevole, più matura e soprattutto più unita. In questa cornice d’autore è stata presentata la 39ª edizione della Guida Vini d’Italia del Gambero Rosso, il riferimento assoluto per chi racconta e vive la cultura del vino italiano.
Un’edizione che segna l’inizio del 40º anno di vita della Guida, nata nel 1986 e diventata nel tempo ambasciatrice del gusto e della bellezza italiana nel mondo. Ma quest’anno, più che mai, l’aria che si respira è quella di una festa collettiva: 530 produttori premiati, un record assoluto che racconta una sola cosa il vino italiano non è mai stato così forte.

“Il vino è incontro, curiosità, cultura”
A prendere per primo la parola è Lorenzo Ruggeri, Direttore Responsabile del Gambero Rosso, che parla con l’entusiasmo di chi vive questo mondo da dentro, ogni giorno.
“Il vino è incontro, curiosità, cultura, educazione alla bellezza,” esordisce. “Siamo qui per celebrare una comunità che cresce e che si rinnova. La qualità del vino italiano non è mai stata così alta, ma oggi la vera sfida è saperla raccontare con un nuovo linguaggio, più autentico e meno prevedibile.”
Ruggeri guarda avanti, con uno sguardo rivolto al futuro digitale e globale del Gambero Rosso. Annuncia l’arrivo di un giornalista londinese che affiancherà la redazione nell’internazionalizzazione dei contenuti, e anticipa un percorso di digitalizzazione intelligente, in cui anche l’intelligenza artificiale sarà strumento di innovazione e fruizione.
La nuova guida cambia pelle: una grafica rinnovata, l’introduzione dei “biglietti da visita regionali” con dati e trend aggiornati, il rilancio dei Vini Rari e una sezione finale dedicata ai “luoghi del vino in Italia e nel mondo”, per riscoprire il senso profondo del fare vino come gesto collettivo, legato ai territori e alle persone.

Dietro le quinte della grande squadra
Sul palco si alternano Marco Sabellico, Giuseppe Carrus e Gianni Fabrizio, i tre curatori che da anni danno voce e metodo alla guida. Con loro il Vice Curatore William Pregentelli, il Coordinatore Editoriale Marzio Taccetti, e tutti i collaboratori che ogni anno, con rigore e passione, assaggiano, scrivono, analizzano.
L’atmosfera è quella di una famiglia allargata del vino italiano. E quando Ruggeri consegna 35 rose rosse a Marco Sabellico, simbolo dei suoi 35 anni di cura e dedizione alla guida, l’applauso che esplode in sala è una vera e propria standing ovation. Un gesto di affetto e riconoscenza verso chi, per quasi quattro decenni, ha raccontato il vino con equilibrio, sensibilità e competenza.

L’Italia del vino cresce, il Gambero Rosso evolve
“Ho visto crescere questa famiglia, anno dopo anno,” racconta con emozione Paolo Cuccia, Presidente del Gambero Rosso.
“In questi 15 anni ho assistito a momenti difficili ma anche a una crescita straordinaria. I produttori premiati oggi sono l’eccellenza di un Paese che nel vino trova una delle sue più alte espressioni culturali. Il Gambero Rosso continuerà a modernizzarsi per rappresentare al meglio il Made in Italy nel mondo.”
Le sue parole risuonano sincere, cariche di gratitudine. La platea è un mosaico di volti: produttori, giornalisti, sommelier, giovani vignaioli e maestri del vino che da anni fanno grande l’enologia italiana.

Il coraggio e la poesia del vino giovane
Tra i premi speciali della giornata, uno ha toccato corde profonde: il Premio Giovani Produttori dell’Anno, offerto dalla Banca di Asti, è andato a Davide Zoppi e Giuseppe Luciano Aieta della cantina Cà du Ferrà, in Liguria.
Il loro vino premiato, dal nome già manifesto “Liguria di Levante Bianco Zero Tolleranza per il Silenzio 2023” nasce da vecchie vigne di Ruzzese in purezza, un vitigno quasi dimenticato, che cresce fiero tra muretti a secco e pendii affacciati sul mare. Il risultato è un sorso fine ed elegante, ricco di personalità, in cui si intrecciano sale, vento e memoria.
Sul palco, Davide Zoppi parla con voce ferma ma emozionata:
“Questo premio è un incoraggiamento a non tacere mai davanti alla violenza, all’indifferenza, all’odio. Il vino è libertà, identità, e anche responsabilità.”
Alti Premi Speciali
- Premio per la vitivinicoltura sostenibile a Antonelli San Marco
- Cantina Cooperativa dell’anno a La Guardiense – Janare
- Cantina emergente a Torre Zambra
- Miglior rapporto qualità prezzo a Cirò Bianco Mare Chiaro 2024 di Ippolito 1845
- Vino da meditazione dell’anno a Santa Barbara Lina Passito 2023
- Bollicine dell’anno a Bosio Francia corta Brut Nature 2021
- Rosato dell’anno a Tenuta i Fauri – Cerasuolo d’Abruzzo Baldovino 2024
- Bianco dell’anno a Monchiero Carbone – Roero Arneis Renesio Incisa Riserva 2020
- Rosso dell’anno a GIODO Brunello di Montalcino 2020
- Vignaiolo dell’anno a Francesco Carfagna – Altura
- Azienda dell’anno a ABFV ITALY – Alejandro Bulgheroni Family Vineyards

Il momento dei banchi d’assaggio
Dopo la premiazione, la Nuvola si è trasformata in un vero e proprio tempio della degustazione. Tra sorrisi, brindisi e racconti di vendemmie, produttori e appassionati si sono incontrati ai banchi d’assaggio, per celebrare insieme la varietà e la ricchezza del panorama vitivinicolo italiano.
Non potendo rendere giustizia ai 530 vini premiati, mi sono affidato — insieme al mio collega e amico Adriano Romano— a una selezione personale di etichette che mi hanno colpito per identità, eleganza e intensità.
Tra tutte hanno particolarmente colpito:
- Azienda Agricola Sciara – IGT Terre Siciliane Rosso “1200 Metri” 2022, vigneto Contrada Nave di Stef Yim (Sicilia)
- Perla del Garda – Lugana Perla 2024 (Lombardia)
- Goretti – Il Trebbio 2024 (Umbria)
- Terre Margaritelli – Torgiano Rosso Pictorius Riserva 2019
- Tenute Lunelli – Castelbuono Montefalco Sagrantino Carapace 2020
- Macchie Santa Maria – Greco di Tufo Contrada Epitaffio Riserva 2023
- Marco Ferrari – Valtellina Superiore Sassella 2023
- Cantina Pantaleone – Pralama 2021
- Cà du Ferrà – Zero Tolleranza per il Silenzio 2023
- Cataldi Madonna – “Giulia” Pecorino 2024
- Tenuta i Fauri – Cerasuolo d’Abruzzo Baldovino 2024
- Villa Simone – Frascati Superiore Vigneto Falconieri 2020
- Altura – Ansonaco 2024
- Monsupello – Brut Metodo Classico
- Letrari – Trento Brut Rosé +4 Limited Edition Riserva 2012
- Cantine Monfort – Trento Extra Brut Général Dallemagne Monfort 2019
- Casale della Ioria – Cesanese del Piglio Superiore Torre del Piano Riserva 2022
- Emiliano Fini – Lavente 2023 IGT Malvasia Puntinata
- Gabriele Magno – Vigneto La Torretta di Valle Marciana
- Colli di Lapio – Romano Clelia Fiano di Avellino DOCG
- Pietroso – Rosso di Montalcino Vendemmia 2023
- Tenute di Capezzana – Trefiano Riserva 2021
- Tenuta di Valgiano – Colline Lucchesi 2022
- Cantina Kaltern – AA Lago di Caldaro Classico Superiore Quintessenz
- Cantina Produttori San Michele Appiano – Pinot Nero Sanct Valentin Riserva 2022
- Le Battistelle – Soave Classico 2023
- Vinchio Vaglio – Barbera d’Asti Vigne Vecchie 50 2023
- Santa Barbara – Lina Passito 2023
- Ronco del Gelso – Traminer Aromatico Aur 2019
Una galleria di vini che attraversa l’Italia intera, da Nord a Sud, raccontando una pluralità di terroir, interpretazioni e visioni. Dai profumi agrumati del Soave alle profondità del Sagrantino, dal rigore alpino dei TrentoDoc alla solarità dei bianchi liguri: ogni calice è stato un frammento di territorio, un racconto in forma liquida.
Un brindisi lungo quarant’anni
La presentazione della Guida Tre Bicchieri 2026 è stata molto più di una cerimonia: è stata una dichiarazione d’amore verso il vino italiano, una promessa di futuro.
In un momento in cui tutto cambia — i mercati, i gusti, i linguaggi — resta immutato ciò che dà senso a tutto: la passione di chi il vino lo fa, lo racconta e lo vive. Il Gambero Rosso, alla soglia dei quarant’anni, rinnova la sua missione: celebrare la qualità, promuovere la conoscenza e costruire ponti tra i territori e il mondo.
E, come sempre, con un calice di bellezza tra le mani.



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