“Nella distesa calma di questo luogo d’incanto”, così Giuseppe Ungaretti descriveva Canelli.
Perdersi tra le sue colline è un’esperienza affascinante e suggestiva: panorami mozzafiato con dolci pendii coperti di vigne. Canelli, situata nel cuore del Piemonte in provincia di Asti, è famosa per i suoi vigneti e le sue cantine storiche, in particolare per la produzione di spumante Metodo Classico e vino Moscato.
Il centro storico di Canelli presenta edifici di interesse architettonico, tra cui chiese, palazzi e antiche cantine. Le “cattedrali sotterranee”, ovvero le storiche cantine scavate nel tufo, sono una delle attrazioni principali.

La loro costruzione risale ai primi del Novecento, quando i produttori di vino iniziarono a scavare nel tufo per creare spazi freschi e bui ideali per la fermentazione e l’affinamento del vino. Le cantine si estendono per diversi chilometri e presentano ampie sale con archi e colonne che richiamano lo stile delle cattedrali.
Le cattedrali sotterranee di Canelli sono state riconosciute come Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO nel 2014, grazie alla loro importanza storica e culturale nel panorama vitivinicolo. Questi luoghi non solo rappresentano un esempio di ingegneria e architettura, ma sono anche un simbolo della tradizione vinicola piemontese.

Ed è proprio la storia di una di queste cantine che vi voglio raccontare: Contratto 1867 che ho avuto il piacere di visitare.
Fondata da Giuseppe Contratto, la cantina è tra le più antiche della regione e ha giocato un ruolo importante nella storia del vino spumante italiano. Fu la prima, nel 1919, a produrre uno spumante metodo classico millesimato. Una scelta innovativa da parte della casa piemontese che mirava ad esaltare le caratteristiche di ogni singola annata.
Contratto 1867 è anche apprezzata per il suo impegno nella sostenibilità e nella salvaguardia delle tradizioni vinicole locali. Si è evoluta nel corso degli anni, ma ha mantenuto un forte legame con il territorio e le sue tradizioni, continuando a produrre vini che riflettono il carattere unico della regione.

L’azienda non è solo un luogo di produzione, ma anche patrimonio culturale. Le gallerie sotterranee, localmente chiamate Infernot, sono decorate con botti di legno e bottiglie di vino, creando un’atmosfera suggestiva.
Le gallerie furono costruite dal lontano 1872 e furono impiegati oltre 200 operai che le scavarono a mano, utilizzando strumenti tradizionali. Il lavoro era molto laborioso e richiedeva una grande abilità, poiché gli artigiani dovevano fare i conti con la durezza della pietra arenaria. Oggi le cantine sotterranee di Contratto 1867 coprono una superficie di 5.000 metri quadri, più o meno la grandezza di un campo da calcio, e quasi 40 metri di profondità massima.
Per quanto riguarda la produzione è d’obbligo fare un excursus storico che parte dai primi anni del Novecento, epoca in cui la cantina produceva Asti Champagne e Moscato Champagne utilizzando la dolce uva moscato della regione. La dolcezza era una caratteristica naturale di questi vini spumante, rispetto alle bollicine francesi che erano portate a secco e solo in un secondo momento “dolcificate” con il liquer de tirage.

Dobbiamo attendere gli anni Venti per vedere la produzione trasformarsi dal dolce al secco. Questa tendenza verso un vino più secco era dettata dal cambiamento del gusto britannico. Lo sviluppo di una produzione nota come Brut “For England” fu la testimonianza di una notevole quantità di spumante Contratto da esportazione verso il Regno Unito e le sue colonie (il Commonwealth).
- BLANC DE BLANC PAS DOSE’ – Alta Langa DOCG prodotto con le uve provenienti dai vigneti di Bossolasco, comune situato nella provincia di Cuneo, dove il terreno è marnoso calcareo, argilla chiara e abbastanza fertile con una buona componente minerale. 100% Chardonnay, unico e raffinato che presenta aromi freschi e piacevoli, insieme a una struttura elegante. Al palato la sua precisione è immediata: ogni sorso è caratterizzato da una acidità vivace, rendendo il vino estremamente rinfrescante. La sapidità è ben presente. Il Perlage è molto fine. Almeno 42 mesi di affinamento sui lieviti. Il remuage avviene manualmente.
- FOR ENGLAND BLANC DE NOIRS PAS DOSE’ – Alta Langa DOCG, spumante inizialmente prodotto per dilettare il palato più secco del mercato inglese, oggi lo troviamo con due bellissime espressioni di Pinot Nero: Blanc de Noir e Rosè. Al naso esprime profumi di frutta bianca, con note floreali e agrumate; al palato un finale asciutto, che lascia una piacevole sensazione di pulizia e freschezza in bocca. La “collana” di bollicine che si forma lungo il bicchiere sono sinonimo di un perlage fine e persistente. Almeno 42 mesi di affinamento sui lieviti. Il remuage avviene manualmente.
- BACCO D’ORO BRUT – Alta Langa DOCG 80% Pinot Noir, 20% Chardonnay, spumante storico della cantina, il Bacco d’Oro è l’unico spumante dosato prodotto da Contratto. Al naso si apre con sentori intensi di fiori di pesco, miele e frutta secca; sentori di pane tostato o brioche. Cremoso e avvolgente, equilibrato, con una piacevole freschezza che bilancia la sua struttura, regala note di frutta matura e agrumi e marzapane. Il perlage fine e cremoso. Almeno 42 mesi di affinamento sui lieviti. Il remuage avviene manualmente.
- MILLESIMATO PAS DOSE’ – Alta Langa DOCG 80% Pinot Noir, 20% Chardonnay.Qui si mostra la volontà di produrre solo spumanti di annata, che vadano quindi ad enfatizzare le peculiarità e le caratteristiche del clima e del terroir di quell’anno. I profumi sono morbidi e delicati, con sentori floreali e agrumati. Al palato si mostra fresco e sapido, dotato di una bolla fine e avvolgente. Almeno 42 mesi di affinamento sui lieviti. Il remuage avviene manualmente.

Una menzione a parte meritano le etichette, vere opere d’arte. Dall’annata 2007 si è deciso di utilizzare in etichetta le celebri raffigurazioni di Leonetto Cappiello, uno dei padri del moderno cartellonismo italiano, tratte dalla campagna pubblicitaria Contratto, uscita tra il 1922 e il 1925.
I Contratto rimasero alla guida della cantina fino al 1993, quando la famiglia Bocchino, già proprietari dell’omonima distilleria, presero le redini dell’azienda iniziando una notevole opera di ristrutturazione della Cattedrale del Vino, della corte interna e della sala di degustazione.
Giorgio Rivetti, da sempre grande amante dello Champagne, inizia a collaborare con Bocchino, intuendo fin da subito il grande potenziale della storica casa spumantistica. Poco dopo, nel 2011, i Rivetti decidono di compiere un passo importante e acquisiscono la cantina. La filosofia e la passione che hanno reso celebre La Spinetta, si riflettono immediatamente in questo nuovo progetto.
Se non avete ancora avuto modo di visitare la cantina o di degustarne i vini, scegliete Contratto e lasciatevi sorprendere.
Prosit!



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