Bologna, 15–17 novembre 2025, con oltre 1100 produttori presenti, l’edizione 2025 del Mercato dei Vignaioli Indipendenti FIVI si conferma uno degli appuntamenti più coinvolgenti del panorama enologico italiano. Un evento che molti considerano il più “positivo” tra quelli dedicati al vino, capace di restituire un rapporto diretto, vero, umano tra vignaiolo e consumatore.
Fin dall’apertura, l’affluenza ha superato le edizioni precedenti: professionisti, ristoratori, enotecari, appassionati, tutti rigorosamente muniti delle piantine con la mappa degli stand, alla ricerca dei loro produttori del cuore. Il mercato FIVI resta uno dei luoghi dove acquistare vino è più conveniente, e la varietà proposta è semplicemente unica.

“Il vino deve tornare quotidiano”
Tra gli stand ho iniziato il mio percorso da Tre Botti, cantina dell’Alto Lazio, dove ho incontrato Ludovico Maria Botti, Consigliere Nazionale FIVI e Vicepresidente CEVI. La sua riflessione sul presente del vino è lucida: «Dobbiamo riportare il vino nella quotidianità delle famiglie. Negli ultimi decenni lo abbiamo caricato di una complessità eccessiva, creando un muro tra produttori e consumatori.»
Botti sottolinea come il prezzo dei grandi vini abbia generato l’idea che ciò che costa meno non sia di qualità. «Non è così. Molti vignaioli lavorano con una filosofia virtuosa, sostenibile, attenta alla salute delle uve».
A rallentare il settore c’è un’altra sfida: la burocrazia europea, che sottrae tempo al lavoro agricolo e pesa soprattutto sui piccoli produttori.
Visitare il FIVI significa osservare carrelli carichi di scatole, acquisti ponderati, regali già pronti per il periodo natalizio. La data a ridosso del Black Friday aiuta, trasformando il mercato in un’occasione perfetta per scegliere bottiglie significative da condividere o donare.

La logistica 2025 ha fatto un passo avanti: nuovo ingresso da Piazza della Costituzione e più punti di distribuzione dei bicchieri. Risultato: file ridotte, esperienza più fluida.
Le cantine che ho visitato: un viaggio attraverso l’Italia del vino
Di seguito le realtà incontrate nei tre giorni bolognesi, ognuna con il suo stile, il suo territorio e la sua personalità.
La Perla del Garda – Lombardia
Vini eleganti del Lago di Garda, freschezza e finezza con un’attenzione maniacale alla pulizia aromatica. Grandi spumanti Metodo Classico che valgono la bevuta.
Ca’ du Ferrà – Liguria
Cà du Ferrà è una cantina sospesa tra mare e cielo, nata su terrazze di pietra che guardano la Riviera ligure come palchi naturali affacciati sull’infinito. Qui la viticoltura è eroica nel vero senso della parola: ogni filare è conquistato alla montagna, ogni grappolo è il frutto di mani che lavorano con la stessa tenacia del mare contro le scogliere. Davide e Giuseppe sono la testimonianza della resilienza e dell’amore per il vino.
Alle Tre Colline – Piemonte
Produzioni artigianali e territoriali, con rossi che uniscono tradizione langarola e immediatezza espressiva. Elisa è giovane ma già con una grande forza e determinazione. Insieme al papà e al fratello, porta avanti una bellissima realtà.

Cantina Morichelli – Lazio
Una delle voci nuove più convincenti del Lazio: vini diretti, sinceri, ricchi di identità territoriale. Vini che rimangono impressi.
Casa Lucciola – Matelica (Marche)
Verdicchi di grande verticalità e precisione, capaci di sorprendere per struttura ed eleganza. Un posto che rimane nel cuore. Da sottolineare la nuova etichetta del Verdicchio Riserva, appositamente realizzata dalla famosa winedesigner Federica Cecchi e che al FIVI ha riscosso molto successo.
Fattoria di Poggiopiano – Firenze
Per me una nuova conoscenza e scoperta. Chianti autentici e dal timbro classico, espressione sincera delle colline fiorentine.
I Pampini – Lazio
Micro-produzioni curate e personali, dove l’attenzione al dettaglio è protagonista.
Tre Botti – Lazio
Dialogo e visione, vini che riflettono l’essenza agricola del territorio e una filosofia FIVI pura. Una realtà da approfondire.
Cipriani – Marche
Bianchi e rossi marchigiani di carattere, con interpretazioni fresche e gastronomiche. Protagonista la terracotta delle anfore.
Ciucci – Lazio
Una piccola realtà vinicola che lavora con passione e territorialità, vino schietto e diretto. Piccola si fa per dire in quanto i vigneti sono compresi in una estensione molto importante con produzione di olio di oliva e molto altro. Un punto di riferimento a Orte.
Terre D’Aquesia – Lazio
Interpretazioni moderne della Tuscia, vini equilibrati con un tocco di mineralità ed eleganza. Siamo ad Acquapendente, nel punto in cui il Lazio incontra Umbria e Toscana.

Podere dell’Anselmo – Montespertoli (FI)
Chianti e IGT toscani vigorosi, ben lavorati, con una bellissima impronta artigianale.
Antonella Pacchiarotti – Lazio
Interpretazioni eleganti e originali dell’Aleatico e non solo, con mano femminile e grande precisione. Antonella è la “Regina dell’Aleatico!”
Tenuta San Marcello – Marche
Verdicchio e Lacrima di grande personalità, territoriali e sempre più convincenti.
Casaleta – Marche
Casaleta è una cantina marchigiana che conquista con la sua autenticità: vini puliti, immediati, dal sorso piacevole e perfettamente bilanciato. Ogni bottiglia racconta la cura artigianale e l’armonia del territorio, con espressioni fresche, sincere ed emozionanti. Una realtà che sorprende per costanza, precisione e capacità di lasciare un segno nel cuore di chi la incontra.
Pantaleone – Marche
Pantaleone è una cantina che incarna l’anima più autentica delle colline ascolane: vigneti abbracciati dal vento, suoli ricchi e un approccio agricolo rispettoso che valorizza ogni sfumatura del territorio. I suoi vini sono vibranti, luminosi, profondamente territoriali: espressioni sincere che uniscono eleganza naturale e una freschezza che conquista il palato. Una realtà che racconta le Marche con purezza, passione e un’identità inconfondibile.
La Querce – Firenze
La Querce è una piccola gemma delle colline fiorentine, dove il lavoro artigianale incontra una visione moderna del Chianti. I vini nascono da vigne curate con precisione e rispetto, e raccontano un territorio vivo, solare, ricco di storia. La differenza la fanno i terreni, composti di argilla rossa — la stessa con la quale sono realizzate le anfore in cui maturano i vini, che conferisce mineralità, struttura e una personalità unica a ogni bottiglia. Tannini finissimi, freschezza equilibrata e una bevibilità schietta rendono ogni sorso autentico e appagante. Una cantina che parla con sincerità e conquista chi cerca vini veri, puliti e profondamente toscani.
Cristina Del Tetto – Langhe (Piemonte)
Ottimo vini Barbera e Nebbiolo di stile sincero, con una bella impronta di frutto e territorialità. Alta Langa che lascia il segno.
Palazzone – Umbria
Una delle firme più solide dell’Orvieto: bianchi profondi, nitidi, di impeccabile equilibrio. Una famiglia che da sempre fa vino e lo fa molto bene.
La Pazzaglia – Tuscia (Lazio)
Vini vulcanici tesi e sapidi, capaci di raccontare perfettamente la Tuscia collinare. Vini bianchi con grande tendenza all’evoluzione, tanto da rimanere impressi per la loro complessità.
Merumalia – Frascati (Lazio)
Merumalia è una cantina dei Castelli Romani che interpreta il Lazio con freschezza, eleganza e grande personalità. I suoi vini, coltivati su terreni vulcanici, esprimono tensione minerale, luminosità e un’identità territoriale chiara. Dietro ogni bottiglia c’è attenzione maniacale in vigna e in cantina, capacità di leggere il territorio e rispetto per la natura: vini vibranti, sinceri e contemporanei, capaci di sorprendere e di rimanere impressi nella memoria di chi li degusta.
Il Poggio di Gavi – Piemonte
Cortese di grande pulizia, vini freschi e minerali, perfetti per la tavola quotidiana. Straordinaria bevuta lo spumante Gavi di Gavi 2015 a base Cortese.

L’Avventura – Lazio
Stile contemporaneo del Cesanese e ricerca: vini dinamici e identitari, tra i più innovativi della regione. Un lavoro continuo sulla ricerca della qualità. Gabriella e Stefano sono simbolo di gentilezza, empatia e visione.
Cantinamena – Lazio
Cantina Amena è una realtà giovane e dinamica dei Castelli Romani, nata a Lanuvio su terreni di origine vulcanica che conferiscono ai vini freschezza, finezza minerale e forte identità territoriale. Gestita dalla famiglia Mingotti, l’azienda abbraccia da sempre una filosofia agricola biologica e sostenibile, unendo tradizione contadina e tecniche moderne di vinificazione.
Donato Giangirolami – Lazio
Azienda biologica di lunga esperienza, famosa per bianchi nitidi e territoriali. Giangirolami è noto per la sua interpretazione pulita e contemporanea dei vitigni del territorio. Sauvignon, Malvasia Puntinata, Bellone, Merlot e Nero Buono, con vini sempre equilibrati, luminosi e di grande bevibilità.
Paride Chiovini – Piemonte
Paride Chiovini è una cantina artigianale situata nelle Langhe, in Piemonte, che interpreta con cura e attenzione i vitigni autoctoni del territorio: Nebbiolo, Barbera e Dolcetto.
I Ciacca – Lazio
Viticoltura storica e di montagna, recupero di antichi vitigni e identità contadina autentica. Famiglia emigrata in Scozia agli inizi del secolo scorso, riscopre le sue origini grazie a Cesidio che torna a Picinisco e inizia la sua riscoperta del territorio e dei vitigni dimenticati.
Antonelli San Marco – Umbria
Antonelli San Marco è una delle realtà storiche e più rappresentative del territorio di Montefalco, nel cuore dell’Umbria. La tenuta si trova nella zona di San Marco, una collina particolarmente vocata per la viticoltura e per la produzione di vini da uve autoctone, in primis Sagrantino, Sangiovese e Grechetto.
Castello di Torre in Pietra – Lazio
Castello di Torre in Pietra è una delle realtà più affascinanti e storiche del Lazio, situata alle porte di Roma, nel comune di Fiumicino. La tenuta si sviluppa attorno a un castello del XVII secolo costruito su una antica cava di tufo, elemento che segna profondamente l’identità dei suoi vini: bianchi salini e rossi morbidi, sempre equilibrati.
I Fauri – Abruzzo
I Fauri è una cantina familiare delle Colline Teatine, in Abruzzo, guidata dai fratelli Valentina e Luigi Di Camillo. Produce vini autentici e territoriali da vitigni autoctoni come Montepulciano, Pecorino, Passerina e Trebbiano, lavorando in biologico e privilegiando vasche in cemento e acciaio. Lo stile è fresco, pulito e sincero: vini immediati ma mai banali, che raccontano l’Abruzzo con genuinità e una piacevole capacità di beva.
Fongaro – Veneto
Fongaro è una storica cantina dei Monti Lessini, in Veneto, specializzata quasi esclusivamente nella produzione di metodo classico da uve Durella, vitigno autoctono noto per l’elevatissima acidità e la grande longevità.
Elena Fucci – Basilicata
Elena Fucci è una delle voci più autorevoli e identitarie del Vulture, in Basilicata. La sua cantina nasce da una scelta coraggiosa: non vendere i vigneti di famiglia, ma valorizzarli dedicandosi totalmente al vitigno simbolo della zona, l’Aglianico del Vulture, potenza e profondità, con uno stile impeccabile.
Borgo Stajnbech – Veneto
Borgo Stajnbech è un’azienda vinicola del Veneto orientale, situata nell’area di Belfiore di Pramaggiore, in una zona storicamente vocata alla viticoltura grazie ai terreni argillosi, ricchi di minerali e influenzati dalle brezze dell’Adriatico. Vini dal profilo elegante, pulito e ben definito.
Migrante – Lazio
Un progetto giovane e coraggioso per il Cesanese di Olevano Romano: vini vulcanici dallo stile sincero, vibranti e contemporanei, che sorprendono.
Colombaio Di Santachiara – Toscana
Colombaio di Santachiara è una delle cantine più rappresentative di San Gimignano, nel cuore della denominazione Vernaccia di San Gimignano DOCG. Azienda familiare guidata dai fratelli Logi, nasce da un forte legame con il territorio e da una visione produttiva che unisce tradizione e precisione tecnica. Specializzati nella Vernaccia, interpretano questo vitigno con stile contemporaneo: vini verticali, sapidi, minerali, capaci di evolvere nel tempo grazie ai suoli ricchi di sabbie marine e conchiglie fossili.
Palmento Costanzo – Sicilia (Etna)
Palmento Costanzo è una cantina simbolo dell’Etna e del suo straordinario patrimonio viticolo. Le uve principali sono le varietà autoctone: Nerello Mascalese e Nerello Cappuccio per i rossi, Carricante e Catarratto per i bianchi. Lo stile dei loro vini è nitido, vibrante, profondamente minerale. Etnei autentici, capaci di coniugare eleganza, verticalità e una precisa impronta vulcanica.
El Zeremia – Trentino
Cantina El Zeremia è una piccola e preziosa realtà artigianale della Val di Non, in Trentino, conosciuta soprattutto per la produzione del Groppello di Revò, un raro vitigno autoctono coltivato quasi esclusivamente in questa valle. A conduzione familiare, El Zeremia lavora con grande attenzione alla tradizione: vigneti in aree vocate, rese contenute e vinificazioni semplici e trasparenti che lasciano emergere il carattere del Groppello.

Al FIVI di Bologna Filippo Legnaioli (FIOI) ribadisce il ruolo chiave dell’Olio Extravergine di Oliva nella cultura alimentare italiana
Uno degli appuntamenti più autorevoli dedicati ai vignaioli indipendenti, l’intervento di Filippo Legnaioli, Presidente Nazionale di FIOI – Federazione Italiana Olivicoltori Indipendenti, ha riportato al centro del dibattito un protagonista spesso dato per scontato ma essenziale: l’Olio Extravergine di Oliva.
Legnaioli ha sottolineato come l’extravergine non sia semplicemente un condimento, bensì un pilastro culturale, agricolo e nutrizionale del nostro Paese. «L’olio di qualità – ha ricordato – deve essere riconosciuto come un alimento, non come una merce indistinta. È il risultato di un lavoro artigianale, identitario, legato al territorio e alla sostenibilità».
Un messaggio forte in un momento in cui il settore olivicolo italiano vive sfide legate ai cambiamenti climatici, alla concorrenza internazionale e alla scarsa consapevolezza del consumatore sulla differenza tra un extravergine di alta qualità e un prodotto industriale.
Il FIOI, sotto la guida di Legnaioli, si sta affermando sempre più come un attore fondamentale nella promozione della cultura dell’extravergine. L’obiettivo è duplice: da un lato valorizzare il lavoro degli olivicoltori indipendenti, dall’altro educare il pubblico al riconoscimento delle qualità sensoriali e nutrizionali dell’olio prodotto con cura, trasparenza e rispetto della terra.
Durante l’incontro bolognese è emersa chiaramente la visione della Federazione: l’Olio Extravergine di Oliva non è solo un ingrediente cardine della Dieta Mediterranea, ma un patrimonio da tutelare. Un prodotto che racconta territori, cultivar, manualità, biodiversità, e che oggi più che mai necessita di essere difeso e comunicato con competenza.
Il messaggio finale è stato chiaro: sostenere l’extravergine di qualità significa sostenere la nostra agricoltura, la nostra identità e la salute dei consumatori. E la FIOI, con il suo lavoro di valorizzazione, formazione e difesa dell’autenticità, si conferma un presidio essenziale per il futuro dell’olivicoltura italiana. Il FIVI Bologna 2025 si è confermato molto più di un mercato: è stato un abbraccio collettivo tra chi il vino lo fa e chi lo ama davvero.
Tre giorni in cui fatica, visione e identità si sono trasformate in calici condivisi, storie raccontate, incontri che restano. In un momento storico in cui il mondo del vino cerca nuove direzioni, i vignaioli indipendenti hanno ricordato a tutti da dove si riparte: dalla terra, dalle mani, dalla verità di un prodotto che nasce per essere vissuto, non solo giudicato.
Si torna a casa con qualche bottiglia in più, certo, ma soprattutto con la sensazione che il futuro del vino italiano sia già qui ed è più umano, più consapevole e più luminoso che mai.



A Battipaglia la vita rurale della Piana del Sele nella galleria di immagini del ristorante gourmet Cinque Foglie e nella nuova cantina
Toscana – Quando il Vino Nobile di Montepulciano si racconta a tavola
Napoli, al Gran Caffè Gambrinus una gigantesca torta “Mimosa” per festeggiare tutte le donne
Napoli, quando la fotografia incontra l’alta cucina: Sam Shaw e il mito di Marlon Brando al Deschevaliers Restaurant – Hotel De Bonart Naples
Chianina & Syrah 2026 – I migliori assaggi e le considerazioni dall’anteprima “Sarà Syrah”