Campania – Vincenzo Di Fiore festeggia il decennale nella prestigiosa Guida Pizzerie d’Italia del Gambero Rosso

Vincenzo di Fiore festeggia dieci anni con i “2 spicchi” della prestigiosa guida Pizzerie d’Italia del Gambero Rosso.

Un successo legato all’amore per la tradizione e per il territorio che il maestro pizzaiolo celebra in ogni sua creazione. Il lungo percorso è iniziato ad Acerra nel 2004 ed ora è giunto, nella sua tappa più recente, a Pomigliano D’Arco con il nuovo locale in via Gandhi, dove abbiamo avuto recentemente occasione di degustare alcune delle proposte più note del menù Di Fiore.

Un percorso non scontato, in un’epoca che ha fatto della sperimentazione e dell’innovazione i cavalli di battaglia del comparto pizza, Di Fiore è rimasto strettamente legato ai canoni dettati dal disciplinare dell’Associazione Verace Pizza Napoletana di cui è membro dal 2018: farina di forza media-debole, impasto diretto, lievitazione per un massimo di venti ore.

Il risultato è la pizza tradizionale per eccellenza, sottilissima al centro e dal cornicione ben alveolato. L’abbiamo gustata nelle sue versioni più semplici e popolari, margherita e salsiccia e friarielli. Ma è risaputo che sui terreni semplici si giocano le battaglie più dure, in questo caso vinta grazie al binomio spessore e cottura perfetta: il condimento non scivola via, la pasta non si affloscia e la chiusura a portafoglio è garantita. In un unico termine: equilibrio. 

La cura di Vincenzo per il territorio va oltre e si spinge fino al recupero di prodotti locali, come il fagiolo dente di morto, Presidio Slow food di Acerra, protagonista di uno dei fritti presenti a menù, l’Arancino Pulcinella. Bianco, con provola e pomodorini gialli, è dedicato alla maschera che proprio ad Acerra, secondo la leggenda, deve i natali. Di media grandezza, decisamente non un finger food, è appagante, anche grazie alla frittura pulita e asciutta che avvolge il ripieno cremoso.

Il vero flashback proustiano, che ci risucchia in un vortice di ricordi come lo chef Ego che assaggia la ratatouille dell’omonimo film, sta però nel gioiello di Vincenzo Di Fiore, la pizza lampiata.

“Sono un pizzaiolo della tradizione, mi piace riproporre i piatti che non si fanno più”, commenta Di Fiore, raccontando la storia della sua preparazione più famosa.

Tradizionale della provincia napoletana, ogni famiglia aveva la propria ricetta, con un unico punto in comune: la lampiata si cuoceva in teglia di ferro, sfruttando il calore del forno dopo la cottura del pane, quindi a una temperatura inferiore rispetto alla pizza verace. Le ultime lampe di fuoco scaldavano lentamente la pizza e diffondevano nei cortili e nelle strade il tipico profumo che si traduceva in un boccone arruscato e goloso.

Più alta e soffice della verace, senza cornicione,  l’abbiamo degustata in versione margherita e salsiccia e friarielli: un cibo confortevole e familiare, che nella mancanza di ricercatezza e di virtuosismi gastronomici, vede il suo punto di forza. Vincenzo la propone anche con baccalà e papaccelle o parmigiana, come sostituto estivo della salsiccia e friarielli.

Dieci anni di consolidata qualità senza compromessi sulla tradizione: questa la sfida vinta da Vincenzo Di Fiore.

Pizzeria Vincenzo Di Fiore Acerra

Corso Italia, 30

Acerra (Na)

Pizzeria Vincenzo Di Fiore Pomigliano

Via Gandhi, 18

Pomigliano d’Arco (Na) Tel. 334 8081782

Immagine di Ombretta Ferretto

Ombretta Ferretto

Degustatore AIS, ha lavorato 14 anni nella logistica internazionale del vino. Attualmente si occupa di ospitalità e di produzione miele e olio EVO, oltre ad essere portavoce Slowfood dei produttori Noce della Penisola Sorrentina

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