La masterclass condotta dal giornalista Giambattista Marchetto.
Parlare di vertice nel mondo del vino significa evocare ricerca, tensione, eccellenza. Ma cosa intendiamo davvero quando definiamo “vertice” una Riserva? La Riserva è sempre l’edizione speciale, il vino che ha attraversato un affinamento più lungo, la selezione più attenta, frutto di una ricerca ossessiva per catturare la massima finezza ed eleganza. E allora, la “Vigna” può anch’essa aspirare a questa definizione? Può una singola parcella, curata nei minimi dettagli, diventare un vertice?

Benvenuto Brunello 2025 ci ha offerto l’occasione per riflettere su queste domande attraverso una degustazione che ha messo a confronto due annate emblematiche e due modi di interpretare il Brunello di Montalcino: la Riserva 2019 e la Vigna 2018. Otto vini in totale, quattro Vigne e quattro Riserve, ciascuno con la propria voce, la propria energia e il proprio racconto del territorio.
Tra le Vigne 2018, spicca subito Tenuta Buontempo Brunello di Montalcino Vigna P.56, austero e maestoso, con un bouquet che si apre dal frutto maturo alla spezia, fino a note terrose e vegetali che parlano di una terra ricca e complessa. Val Di Susa Vigna Spuntali 2018, Mastrojanni Vigna Schiena d’Asino 2018 e Canalicchio di Sopra Vigna Montosoli 2018 completano un quadro di eleganza pura: vini verticali, tesi, capaci di raccontare la particolarità di ciascuna parcella, con la mineralità e la profondità tipiche di un Brunello che sa farsi rispettare fin dal primo sorso.

Dall’altra parte, le Riserve 2019 confermano il concetto classico di vertice: Sassodisole Riserva 2019, Camigliano Riserva Gualto 2019, Banfi Riserva Poggio all’Oro 2019 e Lisini Riserva 2019 sono bottiglie di grande intensità, con affinamenti calibrati che esaltano concentrazione, struttura e armonia. Qui il tempo ha lasciato un’impronta inconfondibile, donando vini eleganti, profondi, pronti a raccontare storie di longevità e complessità.
Ciò che colpisce è il dialogo tra le due annate: la 2018 si mostra più austera, verticale e disciplinata, mentre la 2019, più fresca e vibrante, offre immediata godibilità senza rinunciare alla profondità. Entrambe, però, parlano di Montalcino, di un territorio unico e di produttori che continuano a cercare il vertice non solo nel vino, ma nella capacità di interpretare la propria terra con sincerità e attenzione estrema.

Vigne 2018
- Tenuta Buontempo Brunello di Montalcino Vigna P.56 2018
Austero, elegante e verticale. Bouquet complesso con frutti rossi maturi, spezie dolci e leggero accenno di note terrose e vegetali. Sorso pieno, vibrante, con tannini setosi e una mineralità evidente.
- Val di Susa Brunello di Montalcino Vigna Spuntali 2018
Frutti rossi e neri maturi al naso, con note speziate e un tocco di grafite. Palato elegante e strutturato, con acidità fresca e tannini levigati che sostengono il corpo senza appesantire.
- Mastrojanni Brunello di Montalcino Vigna Schiena d’Asino 2018
Profumi intensi di ciliegia, prugna e spezie dolci, con note balsamiche e leggermente terrose. Bocca piena e verticale, con tannini ben integrati e persistenza lunga.
- Canalicchio di Sopra Brunello di Montalcino Vigna Montosoli 2018
- Note di degustazione: Aromi di frutti rossi maturi, spezie delicate e note minerali. Sorso elegante, equilibrato, con struttura ben definita e finale armonico e persistente.

Riserve 2019
- Sassodisole Brunello di Montalcino Riserva 2019
Frutti rossi maturi e note di prugna, accompagnate da spezie dolci e accenni balsamici. Sorso intenso, armonico e strutturato, con tannini fini e persistenti.
- Camigliano Brunello di Montalcino Riserva Gualto 2019
Bouquet elegante di ciliegia matura, tabacco e spezie dolci. Bocca complessa, fresca e sapida, con tannini morbidi e finale lungo e armonioso.
- Banfi Brunello di Montalcino Riserva Poggio all’Oro 2019
Profumi ricchi di frutti rossi e neri, con note speziate, cacao e leggero caffè. Palato strutturato, equilibrato, con tannini rotondi e una lunga persistenza aromatica.
- Lisini Brunello di Montalcino Riserva 2019
Aromi complessi di ciliegia, mora, spezie e leggere note terrose. Sorso elegante, verticale, con tannini setosi e finale lungo e sapido. Benvenuto Brunello 2025 conferma così un concetto fondamentale: il vertice non è solo un’etichetta, ma un equilibrio sottile tra annata, territorio e visione del produttore.
Che si tratti di una Riserva o di una Vigna, ciò che emerge è sempre la stessa qualità: vini capaci di emozionare, sfidare il tempo e raccontare il Brunello nella sua forma più pura e autentica. Un’edizione che lascia il segno, e che proietta Montalcino verso un futuro sempre più consapevole e qualitativo.



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