Un’annata a tre fasi – la 2021 – proposta durante l’anteprima Benvenuto Brunello 2025. Di sicuro le tenere sfumature della precedente, l’omogenea 2020, sono svanite di fronte alla potenza del frutto, considerando anche la condizione climatica decisamente più calda e asciutta.
Il Sangiovese di queste terre ha ancora un vantaggio in termini di cambiamento climatico, grazie ad un areale considerato nel complesso “fresco”, almeno secondo i dati confortanti del progetto “Brunello Forma”, il nuovo metodo di valutazione delle annate e del territorio.
A giocare dunque da protagonista negli assaggi alla cieca dei campioni proposti è stata la mano stilistica dell’uomo e le scelte in vendemmia. Quando hai tanta ricchezza, paradossalmente, le decisioni diventano ancora più delicate rispetto a vintage interlocutorie. Tre sono le considerazioni da fare:
- chi ha optato per favorire la completa maturazione per vini di forza e spessore, con tannini decisi, sembra recuperare le antiche concezioni (anacronistiche) del recente passato.
- chi ha lavorato in prevenzione, con il freno a mano tirato per evitare eccessi di alcool e struttura, ha però sacrificato una parte di quel volume di bocca che distingue i Brunello di Montalcino da altre espressioni toscane.
- chi, invece, ha perseguito entrambi gli obbiettivi con saggezza ha ottenuto delle performance strepitose con dei picchi di assoluta bellezza, restituendo tutta la gioia del presente e del futuro.
Si resta comunque colpiti dalla qualità media in continua crescita e dalle dissonanze ormai ridotte a pochissimi casi. Un buon viatico in un momento di profonda trasformazione dell’intero comparto vitivinicolo italiano.
Le Riserva 2020 lasciano “l’amaro in bocca” con l’incognita sulla tenuta complessiva della tipologia e delle versioni sempre meno distinguibili dai Brunello entry level. La vintage, inoltre, ha dimostrato i propri limiti nella capacità evolutiva, per vini già pronti e di minore prospettiva.
Il panel degli assaggi era composto assieme al direttore Maurizio Valeriani, a Paolo Valentini e Franco Santini sempre della testata amica Vinodabere.
Migliori Assaggi Brunello di Montalcino 2021 (e qualche uscita ritardata del 2020)
Brunello di Montalcino Vignavecchia 2021 – San Polo Marilisa Allegrini
Brunello di Montalcino Lot.1 2020 – Col d’Orcia
Brunello di Montalcino 2021 – Fuligni
Brunello di Montalcino Piaggione 2021 – Salicutti
Brunello di Montalcino 2021 – Chiusa Grossa
Brunello di Montalcino 2021 – Gorelli Giuseppe
Brunello di Montalcino Podernovi 2021 – San Polo Marilisa Allegrini
Brunello di Montalcino Ugolaia 2020 – Lisini
Brunello di Montalcino Ciliegio 2021 – La Magia
Brunello di Montalcino 2021 – Cortonesi
Brunello di Montalcino 2021 – Sesti
Brunello di Montalcino Giuseppe Tassi 2021 – Tassi
Brunello di Montalcino 2021 – Renieri
Brunello di Montalcino 2021 – Corte dei Venti
Brunello di Montalcino 2021 – Patrizia Cencioni
Brunello di Montalcino Prètto 2021 – Giodo
Brunello di Montalcino 2021 – La Casaccia di Franceschi
Brunello di Montalcino Ofelio 2021 – Patrizia Cencioni
Brunello di Montalcino 2021 – Salicutti
Brunello di Montalcino Vigna del Lago 2021 – Val di Suga
Migliori Assaggi Brunello di Montalcino Riserva 2020
Brunello di Montalcino Riserva 2020 – Villa al Cortile
Brunello di Montalcino Riserva Phenomena 2020 – Sesti
Brunello di Montalcino Riserva Ugolforte 2020 – Tenuta San Giorgio
Brunello di Montalcino Riserva Donna Elena 2020 – Corte dei Venti
Brunello di Montalcino Riserva 2020 – La Palazzetta
Brunello di Montalcino Riserva 2020 – Matè
Brunello di Montalcino Riserva Teatro 2020 – Salicutti
Brunello di Montalcino Riserva Vigna Spuntali 2020 – Val di Suga
Brunello di Montalcino Riserva Vigna Paganelli 2020 – Il Poggione
Brunello di Montalcino Riserva 2020 – Renieri



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