Al Veritas Restaurant la Campania incontra la Toscana

Avvertenze per l’uso: questo non sarà il solito articolo descrittivo di un evento esclusivo a Napoli al Veritas Restaurant, ristorante da una stella Michelin. 

Abbinare cibo e vino con le culture di due territori profondamente diversi, rispettivamente Campania e Toscana, non può limitarsi ad un elogio edonistico fine a sé stesso. C’è molto di più dietro la facciata del fine dining,qualcosa di molto simile al concetto di arte. Lo chef Carlo Spina e David Landini, general manager di Villa Saletta, ci hanno accompagnato in un percorso intriso di commistioni gustative uniche ed irripetibili. Una sorta di fusione tra la bravura manuale del realizzare piatti capolavoro, come il soffritto di ricciola rivisitazione del soffritto napoletano, o come lo straordinario Saletta Riccardi 2016, vino dotato di una bellezza senza tempo, frutto di una selezione di uve Sangiovese in un appezzamento di 2 ettari. Villa Saletta è in grande ascesa, ben posta sulle morbide colline di Palaia (PI) in Località Montanelli. Un territorio vocato che sta percorrendo piano piano, e nel silenzio della critica a volte miope, i gradini dei vertici della qualità enologica italiana. Ben 1200 ettari in proprietà, grande passione non solo per l’autoctono a bacca rossa cardine dell’agricoltura toscana, ma anche per il Cabernet Franc del 980AD succoso e dalla durevole prospettiva. 

Zero note degustative oggi, ve lo promettiamo! Non vogliamo rubare la scena ai protagonisti, intervistati dal sottoscritto con l’aiuto dell’operatore video Roberto Imparato. Immancabile l’intervento di un autentico luminare del settore come il giornalista Luciano Pignataro, con un’analisi precisa e dettagliata della coinvolgente serata. Buon ascolto

Per cognizione di causa, non resta che riportare in chiusura di articolo il menu proposto.

Piccole delizie iniziali tra le quali spiccano delle delicatissime polpettine di seppia. Sono seguiti in successione:
“OSAKA ROMA” manzo tataki speziato, crema carbonara, caviale di fagiolini, salsa ponzu all’aceto balsamico abbinato ad un succoso Chianti Superiore 2017 dal forte richiamo tipico di ciliegia matura.
Spaghetti al brodetto di pesce alla curcuma, soffritto di ricciola e polvere di aglio nero, ben domato dal Chiave di Saletta 2016, blend in stile Supertuscan molto avvolgente. 
Pluma di maiale Iberico, purea di patata ratta, kefir di bufala e verza fermentata abbinato sia al Saletta Riccardi 2016 che al 980AD 2016. Noi preferiamo la prontezza del primo, pur evidenziando un sicuro riscatto del secondo con il passare del tempo e l’attenuarsi di alcune durezze espressive. 
Semifreddo allo yogurt, lampone fermentato, ananas marinato, gel cocco, coulis di mango e finger lime con petit patisserie, per non farci mancare le coccole finali di una serata ricca di charme e gusto. La Campania merita questo e tanto altro ancora.

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Luca Matarazzo

Giornalista, appassionato di cibo e vino fin dalla culla. Una carriera da degustatore e relatore A.I.S. che ha inizio nel lontano 2012 e prosegue oggi dall’altra parte della barricata, sui banchi di assaggio, in qualità di esperto del settore. Giudice in numerosi concorsi enologici italiani ed esteri, provo amore puro verso le produzioni di nicchia e lo stile italiano imitato in tutto il mondo. Ambasciatore del Sagrantino di Montefalco per il 2021 e dell’Albana di Romagna per il 2022, nonché secondo al Master sul Vermentino, inseguo da sempre l’idea vincente di chi sa osare con un prodotto inatteso che spiazzi il palato.

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