No, non è quello che potrebbe sembrare. E’ il podio.

Ex Aequo per i vincitori Francesco Martucci della pizzeria “I masanielli” a Caserta e Anthony Mangieri “Una Pizza Napoletana” a New York, subito dietro un emigrante di lusso, di quelli che portano alto, nel mondo, il made in Italy , Giuseppe Cutraro di “Peppe pizzeria” a Parigi.
Una serata da incorniciare. Un prima e un dopo senza sbavature. La tensione, la gioia e la festa.
Napoli è la padrona di casa, in un clima quasi surreale, strade semideserte, al Maradona i Red Devils stanno per prendere una sonora lezione di calcio, ma questa è un’altra storia.
Intanto nel teatro di corte di Palazzo Reale, va in scena l’atto finale di Top 50 Pizza, con la premiazione delle migliori pizzerie del mondo (secondo la guida).
Ci sono tutti, tranne un paio di Campani che sono in aperta polemica: ma polemica per cosa poi ?
Top50 ha cambiato il modo di intendere “la guida”, una visione contemporanea, vissuta e consumata sui social. La guida curata da Barbara Guerra, Albert Sapere e Luciano Pignataro, ha tracciato una linea anche per i pizzaioli, parametri di riferimento che oggi sono un’indicazione precisa di quello che il mercato vuole. Ha creato un format globale.
Sarà tutto questo che la rende cosi ambita, se i premiati non hanno voluto perdersi la festa, arrivando da qualsiasi parte del mondo.
Della festa e del resto, continueremo a parlare in seguito, per adesso vi lasciamo un breve estratto della prima parte della serata con le parole a caldo di alcuni dei protagonisti.



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