La mappa dell’Oltrepò Pavese di Alessandro Masnaghetti

Il “Map Man” del vino italiano firma la prima grande carta vitivinicola dell’Oltrepò Pavese. Un progetto nato dall’incontro tra un territorio che cercava una nuova chiave di lettura e un cartografo che aspettava da tempo di poterlo raccontare.

Ci sono territori che hanno bisogno di essere scoperti e altri che, più semplicemente, hanno bisogno di essere guardati con occhi nuovi. L’Oltrepò Pavese appartiene a questa seconda categoria. È una terra dalla storia lunga e dalla straordinaria complessità vitivinicola, ma ancora oggi non completamente raccontata nella sua articolazione, nelle sue differenze e nelle sue potenzialità.

Da oggi, però, c’è uno strumento in più per farlo: la prima mappa vitivinicola dell’Oltrepò Pavese, realizzata da Alessandro Masnaghetti, uno dei più autorevoli interpreti italiani del rapporto tra vino e territorio.

La presentazione è avvenuta a Voghera, in occasione di Oltregusto 2026, l’evento che dal 6 all’8 settembre ha riunito produttori, operatori e appassionati attorno alle molte espressioni gastronomiche e vitivinicole dell’Oltrepò. Un appuntamento che ha rappresentato anche l’occasione per mettere finalmente, segno su carta, la geografia di un territorio che per troppo tempo è stato raccontato soprattutto attraverso i suoi vini, e meno attraverso i luoghi da cui quei vini provengono.

L’operazione nasce sotto il segno del Consorzio Oltrepò Pavese Classese, presieduto da Francesca Seralvo e diretto da Riccardo Binda, con il supporto di AB Comunicazione, agenzia stampa del Consorzio.

E, in fondo, la storia di questa mappa potrebbe essere riassunta in una frase: al Consorzio mancava una mappa dell’Oltrepò, mentre a Masnaghetti mancava ancora l’Oltrepò da mappare. L’incontro tra queste due necessità ha prodotto quella che appare come un’unione naturale: il territorio ha trovato il suo cartografo, e il cartografo ha trovato un territorio che meritava di essere studiato e rappresentato.

Un territorio, quattro vallate

L’Oltrepò Pavese vitivinicolo è una delle aree più singolari del panorama italiano. Una terra di confine, geograficamente e culturalmente: è Lombardia, ma si sviluppa a sud del Po, in un punto in cui le influenze di Piemonte, Emilia-Romagna e Liguria si incontrano e si sovrappongono.

È proprio questa posizione a contribuire alla sua ricchezza.

Dalla pianura le colline salgono progressivamente verso l’Appennino, disegnando un paesaggio nel quale vigneti, boschi e prati si alternano senza soluzione di continuità. Un mosaico agricolo nel quale la viticoltura occupa un ruolo centrale e nel quale la biodiversità costituisce uno degli elementi più evidenti dell’identità del territorio.

La struttura dell’Oltrepò vitivinicolo si articola soprattutto lungo le quattro vallate, della Versa, dello Scuropasso, della Coppa e della Staffora. Quattro direttrici che non sono soltanto riferimenti geografici, ma rappresentano altrettante chiavi per iniziare a comprendere la varietà del paesaggio oltrepadano.

È qui che la nuova mappa di Masnaghetti acquista il suo significato più profondo: non soltanto una rappresentazione geografica, ma uno strumento per leggere le relazioni tra i luoghi, le vigne e i vini.

La mappa come nuova forma di identità

Il valore della carta realizzata da Masnaghetti sta proprio qui.

Una mappa vitivinicola non risolve da sola le complessità di un territorio e non può sostituire il lavoro quotidiano dei produttori. Può però offrire un linguaggio comune. Può aiutare chi beve un vino a chiedersi non soltanto chi lo ha prodotto, ma da dove proviene, quale valle, quale collina, quale esposizione, quale substrato lo ha generato.

È un passaggio culturale importante.

Negli ultimi anni il vino italiano ha progressivamente riscoperto il concetto di luogo: le denominazioni, le sottozone, i cru, le menzioni geografiche, le Unità Geografiche Aggiuntive. La geografia del vino è diventata uno degli strumenti più efficaci per comprendere e comunicare la complessità delle grandi aree viticole.

La sua nuova mappa non è quindi soltanto una carta da consultare. È una dichiarazione d’intenti: l’Oltrepò, grazie a Alessandro Masnaghetti, vuole essere letto nella sua interezza, nelle sue differenze e nelle sue identità locali.

Da una parte un territorio che chiedeva di essere disegnato per essere meglio compreso. Dall’altra un cartografo che cercava un territorio ancora capace di rivelare nuove storie. La mappa è finalmente arrivata. Adesso tocca all’Oltrepò raccontare tutto ciò che c’è dentro.

Immagine di Alberto Chiarenza

Alberto Chiarenza

Romano di nascita e cresciuto in un paese distante, il Sud Africa. Un posto dove convivono molte etnie e religioni. un pot-pourri multietnico che apre la mente a nuove esperienze e conoscenze. Amo l’eleganza e le buone maniere, viaggiare e scoprire continuamente nuove realtà enogastronomiche. Critico enogastronomico, ho iniziato dal corso Sommelier fino a specializzarmi come Assaggiatore Esperto e Consigliere ONAV Roma di cui sono l’addetto alla comunicazione. Ho un blog personale e un sito internet come “Alberto Winelover”. Viva il vino e viva la vita…Cheers!

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