Napoli, quando la fotografia incontra l’alta cucina: Sam Shaw e il mito di Marlon Brando al Deschevaliers Restaurant – Hotel De Bonart Naples

Arte e ospitalità tornano a dialogare a Napoli grazie alla rinnovata collaborazione tra Finarte e Caracciolo Hospitality Group, che insieme danno vita a un nuovo progetto espositivo all’interno del ristorante DESCHEVALIERS, situato nell’Hotel de Bonart Naples, Curio Collection by Hilton. L’iniziativa rappresenta un’evoluzione significativa della partnership tra le due realtà, con l’obiettivo di ampliare il dialogo tra cultura, ospitalità e gastronomia in un contesto contemporaneo e raffinato.

Per tutto il 2026, gli spazi del ristorante si trasformeranno infatti in una galleria temporanea dedicata alla fotografia d’autore. Il progetto prevede un ciclo di mostre monografiche che accompagneranno l’esperienza gastronomica degli ospiti, costruendo un percorso in cui gusto, estetica e contemplazione si fondono. L’intento è offrire un’esperienza sensoriale completa, capace di invitare il pubblico a rallentare e lasciarsi sorprendere, ricordando come anche l’arte, al pari della cucina, possa essere racconto, memoria ed emozione.

Il programma espositivo è coordinato dagli esperti di Finarte Davide Carlo Battaglia e Marica Rossetti, insieme al curatore scientifico e critico d’arte Roberto Mutti, che accompagnerà ogni mostra con testi critici e approfondimenti dedicati agli artisti presentati.

Il ciclo si apre con “Sam Shaw | Marlon Brando. Il volto, il mito, il set”, esposizione dedicata al celebre sodalizio tra il fotografo americano Sam Shaw e l’attore Marlon Brando. Visitabile dal 5 marzo al 20 aprile 2026, la mostra presenta una selezione di stampe fotografiche originali che raccontano l’intenso rapporto professionale e umano tra i due protagonisti.

Nel testo critico che accompagna l’esposizione, Roberto Mutti ricorda come alcune fotografie diventino vere e proprie icone collettive, anche per chi non riconosce il nome del loro autore. È il caso dello scatto realizzato da Sam Shaw nel 1951 sul set del film Un tram che si chiama desiderio, diretto da Elia Kazan e tratto dall’opera teatrale di Tennessee Williams, in cui Marlon Brando appare con la celebre maglietta bianca destinata a entrare nella storia dell’immaginario cinematografico.

Le immagini in mostra, tuttavia, raccontano molto più di quell’istantanea divenuta leggendaria. Il fotografo newyorkese sviluppò infatti uno stile profondamente personale, capace di allontanarsi dall’estetica hollywoodiana più patinata e costruita per privilegiare uno sguardo diretto e spontaneo, influenzato dai suoi esordi nel reportage. Per questa ragione Shaw preferiva spesso la luce naturale e gli spazi aperti allo studio fotografico tradizionale, cercando di catturare momenti autentici e immediati.

Nel percorso espositivo si alternano ritratti in bianco e nero di grande eleganza formale, scatti a colori più informali e immagini che restituiscono l’attore in diverse dimensioni: sorridente davanti all’obiettivo, spettinato dal vento, oppure colto in momenti di pausa mentre dialoga con i membri della troupe o osserva l’ambiente circostante. Accanto a queste fotografie compaiono anche immagini di scena, tra cui quelle realizzate durante le riprese del western One-Eyed Jacks, unico film diretto dallo stesso Marlon Brando nel 1961.

In questi scatti emerge tutta la libertà espressiva di Shaw, capace di passare con naturalezza dal bianco e nero al colore e dai contrasti più netti a quelli più delicati, mantenendo sempre uno sguardo profondamente legato alla realtà e alla dimensione umana del soggetto fotografato.

Il progetto si inserisce nel più ampio percorso Finarte THE GALLERY, iniziativa concepita per portare l’arte fuori dagli spazi espositivi tradizionali e creare nuove occasioni di incontro tra pubblico e linguaggi artistici. Accanto alla dimensione fisica della mostra, il progetto si sviluppa anche online: tutte le opere esposte saranno infatti disponibili per l’acquisto attraverso la piattaforma digitale, ampliando le possibilità di accesso al collezionismo.

All’interno di questo dialogo tra arte e ospitalità, il ristorante Deschevaliers rafforza il proprio ruolo di luogo in cui cucina, design e cultura convivono in modo armonico. La proposta gastronomica è guidata dalla visione dello chef bistellato Nino Di Costanzo, anima del ristorante Danì Maison, interprete della tradizione campana riletta con sensibilità contemporanea e grande attenzione alla qualità delle materie prime.

Al suo fianco opera il resident chef Antonio Autiero, che traduce quotidianamente questa filosofia in una cucina elegante e coerente, garantendo continuità e identità all’esperienza gastronomica del ristorante. Nel corso dell’anno il progetto espositivo proseguirà con altri cinque appuntamenti dedicati a diversi autori della fotografia contemporanea, confermando il Deschevaliers come uno dei nuovi punti di riferimento per la fotografia d’autore a Napoli, dove cultura visiva ed esperienza gastronomica si incontrano in un dialogo sempre più stretto.

Immagine di Francesca Sepe

Francesca Sepe

Sono laureata in Scienze Turistiche, esperta di inbound marketing e digital strategy. Da sempre affascinata dall’enogastronomia, la considero prima di tutto linguaggio culturale, oltreché esperienza sensoriale. Racconto il cibo attraverso l’assaggio, la scrittura e l’immagine, costruendo narrazioni visive e testuali che partono dallo sguardo e arrivano al palato. Come scrittrice e giornalista pubblicista, mi occupo della comunicazione di eventi culturali, curando contenuti editoriali, attività di storytelling e progetti di valorizzazione dei territori. Amo esplorare archivi storici, borghi e luoghi ai margini delle rotte più note, indagando leggende, artigianato, usanze e tradizioni locali, con un’attenzione particolare agli elementi identitari spesso dimenticati. Il mio approccio unisce ricerca, esperienza diretta e sensibilità narrativa, con l’obiettivo di restituire una visione personale e contemporanea del patrimonio culturale italiano.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

ALTRI ARTICOLI DELL’AUTORE