Si chiamerà Zagrea la nuova guida dedicata ai vini nati da viti da vigne a piede franco, presentata dall’associazione Identità Mediterranea e dal suo fondatore Gaetano Cataldo durante la Conferenza Nazionale sulla viticoltura a piede franco alla Villa Campolieto di Ercolano.
Un progetto ambizioso che non mira a pubblicare la classica guida per orientare i fruitori all’interno di una specifica categoria di vini, ma si pone come obiettivo quello di sostenere la ricerca sulla viticoltura a piede franco in campo agronomico ed enologico.

Al convegno, insieme agli interventi istituzionali di Governo, Regione, Consorzi di tutela Vino ed Enti Locali, sono intervenuti: l’enologo e scrittore Roberto Cipresso, la Professoressa di Economia Agraria dell’Università Federico II Teresa Del Giudice, il presidente di Assoenologi Sardegna e direttore enologico di Casa Argiolas Marian Murru e l’agronomo Gaetano Conte di Vitis Rauscedo. A moderare il giornalista Gaetano Cataldo.
«La viticoltura a piede franco rappresenta ancora un territorio inesplorato sotto molti aspetti – spiega Cataldo – Sappiamo che la vite a piede franco ha trovato le condizioni ideali di sopravvivenza nei suoli vulcanici o sabbiosi, ma ancora oggi viene guardata con sospetto in quanto portatrice di fillossera. Anche le sterpaglie nei boschi rappresentano una possibile recrudescenza di incendi, ma non per questo estirpiamo boschi interi».

Sottolineata infine la necessità di studiare a fondo la cosiddetta “vite integra” per comprendere a pieno i caratteri peculiari – innanzitutto una miglior tolleranza al cambiamento climatico – preservare il patrimonio esistente e pensare persino a nuovi impianti, laddove le condizioni siano favorevoli: «Non bisogna spingere a piantare il franco di piede in ogni luogo – interviene Gaetano Conte – Solo nelle zone con caratteristiche adatte si possono ottenere degli ottimi risultati».
In Italia la Sardegna rappresenta la Regione con maggior estensione di ettari vitati a piede franco, oltre 400, ma non siamo in grado di determinare quale sia l’effettiva estensione nel nostro Paese né tantomeno nel resto del mondo, volendo includere anche le vigne in stato di abbandono.

Durante il convegno molti gli spunti d’interesse emersi: dalla necessità di salvaguardare e valorizzare il patrimonio naturale, come ha sottolineato il Presidente del Consorzio Vesuvio Ciro Giordano – a poche settimane dagli incendi che hanno devastato un intero versante del vulcano campano – all’esigenza di contestualizzare la viticoltura a piede franco in un tessuto più ampio legato al territorio e all’agricoltura, senza perdere di vista un progetto e un budget economico serio, come evidenziato dalla professoressa Del Giudice.
In maniera del tutto inconsueta, il progetto Zagrea si propone di vedere la luce all’interno di un ateneo universitario o tra più atenei congiunti (Sassari, Vicenza, Palermo, Napoli e Tbilisi i favoriti).
Il primo passo sarà quello di costituire una commissione scientifica multidisciplinare che sia in grado di approcciare in maniera sistematica la ricerca. Alcune sue componenti saranno anche parte di un panel di degustatori esperti in analisi sensoriale. Tra i nomi emersi quello dello stesso Roberto Cipresso, del fondatore della rivista Mediterranea Online Gianmarco Murru del ricercatore del CNR Stefano Del Lungo, della giornalista Costanza Fregoni, del genetista Riccardo Aversano, della professoressa ed enologa Elisabetta Pittari, del sommelier di fama internazionale Charlie Arturaola.

Zagrea sarà gratuita per il pubblico, divulgata in più lingue, sovvenzionata con il contributo delle cantine che ne entreranno a far parte ma anche di quei ristoranti la cui carta preveda almeno il 20% delle etichette da viti a piede franco. Da Zagrea si alimenterà anche il progetto UVA – Ungrafted Vine Ambassador – con lo scopo di creare ambasciatori della vigna a piede franco e dei vini da essa derivati.
D’altro canto nella mitologia greca Zagreus, divinità agreste figlio di Zeus e Persefone, fu smembrato e divorato dai Titani per ordine di Era, ma successivamente dal suo cuore, grazie all’intervento di Atena, dea di guerra e di saggezza, nacque Dioniso.



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