N.d.r. Cala il sipario sulla Cinquantasettesima edizione di Vinitaly, in uno dei momenti più difficili per il settore vinicolo. Chiudiamo la nostra rassegna stampa con i volti dei tanti inviati presenti, Alberto Chiarenza, Adriano Guerri, Ombretta Ferretto, Adriano Romano, Olga Sofia Schiaffino, che hanno narrato i mille volti della nota kermesse. A loro vanno le foto di rito finali ed i complimenti di tutta la redazione di 20Italie diretta dal sottoscritto Luca Matarazzo.
Tra le minacce di una guerra a colpi di dazi e la crisi che investe il comparto in maniera conclamata, la più grande manifestazione italiana del vino esce in forma smagliante e si conferma come uno dei principali eventi di settore del nostro paese, una vetrina di 180 mila metri quadri, per buyer nazionali e internazionali, ma anche semplici amatori.

La sensazione è quella di un Vinitaly meno affollato, ma con maggior qualità di presenze, sostenuto dai numeri: 97 mila presenza complessive in quattro giornate, un incremento del 33% di operatori esteri, specialmente dai mercati di maggior interesse per il nostro paese, Stati Uniti, Germania e Regno Unito.
Il format è stato quello consueto, con la macro divisione per Regioni all’interno delle Hall. Come ogni anno sono state organizzate le aree tematiche in padiglioni dedicati: veri e propri comparti nel comparto, come Micro Mega wine, lo spazio per le piccolissime aziende che fanno dei vitigni e dei vini rari il loro vessillo o Vinitaly Mixology, dedicato alla specializzazione di maggior tendenza del settore.
Gli eventi fuori salone, come Vinitaly and the City, hanno animato Verona prima ancora dell’apertura ufficiale della fiera, denotandosi con veri e propri momenti di intrattenimento e convivialità extra business. E poi tasting, masterclass, convegni, con ampi approfondimenti dedicati all’enoturismo sia a livello nazionale che regionale, a riprova dell’importanza sempre maggiore di questa voce nell’economia delle aziende vitivinicole.

I tanti anni di presenza al Vinitaly ci hanno testimoniato l’evoluzione e il cambiamento del mercato, eppure la sensazione che proviamo ogni volta che mettiamo nuovamente piede a Veronafiere è sempre la stessa: riuscire a toccare solo un’infinitesima parte di questo enorme palcoscenico sul quale si muovono grandi gruppi internazionali insieme a piccole aziende a conduzione familiare.

Entrare e camminare tra i padiglioni è conoscere e scoprire realtà emergenti al fianco di quelle ormai consolidate, prodotti e idee nuove per un mercato sempre più esigente, innovazione e tradizione che camminano di pari passo. E soprattutto incontrare le persone che determinano il valore del vino, la sua autenticità, e ne fanno prima di tutto centro di convivialità e aggregazione.
Muovendosi tra i vari stand raccogliamo entusiasmo, aspettative, ma anche una punta di leggero scetticismo nei confronti di questo evento, con un’unica grande certezza: le date della cinquattottesima edizione dal 12 al 15 Aprile 2026.



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