Umbria – Dalla quercia alla vite: la storia di Terre Margaritelli

Nascosta tra le dolci colline dell’Umbria, a pochi passi da Perugia, sorge Torgiano, un luogo intriso di storia, cultura e tradizione agricola. È qui, in questa terra generosa, che prende forma una delle storie più affascinanti del panorama vitivinicolo italiano, quella di Terre Margaritelli, azienda capace di unire mondi apparentemente lontani, il legno e il vino, in un racconto di famiglia, visione e qualità.

La famiglia Margaritelli affonda le proprie radici nel mondo del legno. Per generazioni ha prodotto e lavorato quercia, acquisendo foreste in Francia e sviluppando, nel tempo, una straordinaria competenza nella trasformazione del legno in prodotti finiti per l’edilizia e il design. È da questa lunga tradizione che nasce il celebre marchio Listone Giordano, oggi sinonimo di eccellenza nel parquet a livello internazionale.

Percorrendo una strada bianca che sale tra i vigneti, si arriva al casale rosso sulla sommità della collina di Miralduolo. Qui incontro Maurilio Chioccia enologo di riferimento del progetto. È in questo luogo che passato e presente dialogano in modo naturale.

Già nella seconda metà dell’Ottocento, la famiglia Margaritelli si era distinta come legnaioli, diventando celebre per la realizzazione delle traverse in legno per i binari ferroviari. Ma accanto alla cultura del legno, cresceva silenziosa una passione parallela: quella per il vino. Inizialmente coltivata per uso familiare e per la condivisione con gli amici, questa passione si trasformò nel tempo in un progetto strutturato, guidato da una scelta chiara: puntare sulla qualità.

Tutto ebbe inizio nel 1950, quando Fernando Margaritelli, dopo una vita dedicata all’industria del legno, decise di intraprendere un nuovo percorso. A sessant’anni, anziché ritirarsi, scelse di investire energie e visione nella viticoltura, trasformando parte della sua proprietà in vigneti. Quella che sembrava una passione privata divenne presto una forma autentica di espressione del legame con la terra.

Alla sua scomparsa, il testimone passò prima al figlio Giuseppe, e successivamente a Dario Margaritelli, che seppe dare una svolta decisiva al progetto. Dario ampliò la proprietà, investì nei vigneti e trasformò quella passione ereditaria in un’azienda vitivinicola vera e propria: nasce così Terre Margaritelli.

Una delle scelte più significative fu l’orientamento verso la produzione biologica, dettata da un profondo rispetto per l’ambiente e per il territorio. Oggi l’azienda è completamente biologica e fortemente orientata alla sostenibilità, valori che si riflettono in ogni bottiglia prodotta.

Terre Margaritelli ha raggiunto uno stile enologico riconoscibile, fatto di eleganza, precisione e profondità, capace di coniugare tradizione e innovazione senza mai perdere identità.

Oggi, però, la storia di Terre Margaritelli guarda avanti con rinnovata energia. La nuova generazione è rappresentata da Francesco Margaritelli, giovane ingegnere con una solida formazione tecnica e una passione autentica per i vini di qualità. A lui spetta il testimone della conduzione aziendale: nuova linfa e nuova visione per innalzare ulteriormente il livello qualitativo, con uno sguardo attento ai nuovi mercati, alle nuove tendenze e a una comunicazione sempre più consapevole del valore del brand e del territorio.

La filosofia produttiva di Terre Margaritelli trova piena espressione nei vini, che raccontano il territorio di Torgiano attraverso interpretazioni eleganti, mai urlate, ma profonde e riconoscibili. I vini di Terre Margaritelli sono l’espressione più autentica di una viticoltura consapevole, dove la qualità nasce prima di tutto dal lavoro meticoloso in vigna, da scelte agronomiche rispettose e da una profonda conoscenza del territorio. È qui, tra i filari, che prende forma l’identità delle uve, seguite con attenzione lungo tutto il ciclo vegetativo, per arrivare in cantina con un patrimonio aromatico e strutturale intatto.

Fondamentale, in questo percorso, è anche il contributo dell’enologo Maurilio Chioccia, la cui esperienza e sensibilità guidano ogni fase della vinificazione. Il suo approccio, fatto di equilibrio, misura e profondo rispetto per la materia prima, consente ai vini di esprimersi con precisione, eleganza e coerenza stilistica. Ogni etichetta racconta così una storia chiara, dove territorio, vitigno e mano dell’uomo dialogano senza forzature. Dalle bollicine ai grandi rossi da invecchiamento, il filo conduttore resta la finezza, mai l’eccesso.

Thadea – Spumante Rosato Brut

Sangiovese

Alla vista si presenta con un delicato colore rosa, luminoso ed elegante. Il perlage è fine e continuo, indice di una spumantizzazione accurata. Al naso esprime un bouquet complesso e raffinato, con richiami a piccoli frutti rossi, petali di rosa e leggere sfumature agrumate. Il sorso è equilibrato, fresco e armonico, sostenuto da una bollicina cremosa che accompagna verso una chiusura pulita e sapida. Uno spumante di grande eleganza, capace di unire finezza e carattere.

Venturosa – Rosato di Torgiano DOP

Sangiovese

Rosato di bella luminosità, conquista subito per il suo profilo aromatico giocato su fragoline di bosco e ribes, con leggere note floreali. In bocca è sapido e fresco, agile e scorrevole, con una beva immediata ma mai banale. Un rosato solare, dalla forte vocazione gastronomica, capace di raccontare il Sangiovese in una veste fresca e contemporanea.

Costellato

Trebbiano (80% acciaio, 20% barrique) con Grechetto e Chardonnay

Al naso si apre su frutta a polpa bianca, ananas maturo e delicate note erbacee di timo e salvia, che donano complessità e profondità. Il sorso è fresco, balsamico e raffinato, con una trama elegante e ben definita. Il passaggio in legno è misurato e preciso, capace di arricchire il vino senza sovrastarne la finezza. Un bianco armonico e moderno, che coniuga precisione aromatica e struttura.

Greco di Renabianca

Grechetto

Un bianco di grande personalità, arricchito da un passaggio in barrique di rovere francese delle foreste di Betranges. Al naso emergono intense note balsamiche, accompagnate da sentori di cedro, ginestra, erbe di campo, mandorla e liquirizia. Il palato è dominato dalla struttura e dalla potenza del Grechetto, sostenute da una grande acidità, una calibrata alcolicità e una persistenza lunga e vibrante. Un vino profondo, complesso, capace di evolvere nel tempo con grande eleganza.

Freccia degli Scacchi – Riserva

Sangiovese

Di un rubino brillante, si distingue per l’eleganza del profilo olfattivo: ciliegie, amarene, mirtilli e violetta, arricchiti da una fresca speziatura. In bocca è sapido, fresco e minerale, con un tannino importante ma perfettamente controllato, che conferisce struttura e profondità senza appesantire il sorso. Un vino potente e coerente, capace di unire forza ed equilibrio, espressione autentica del Sangiovese di Torgiano nella sua versione più ambiziosa.

Lab

Etichetta sperimentale e contemporanea, Lab è un vino pensato per dialogare con un pubblico giovane, curioso e informale. Al naso è immediato e fragrante, con profumi di frutta fresca, fiori leggeri e delicate note agrumate. Il palato è scorrevole, fresco e di grande bevibilità, con un sorso agile e diretto che invita al secondo bicchiere. Un vino conviviale, moderno, capace di avvicinare senza rinunciare alla qualità.

Miràntico

Sangiovese, Malbec e Canajolo,

Miràntico è un vino di grande intensità espressiva, profondo e avvolgente. Il bouquet è ricco, con richiami di frutta scura, spezie, erbe officinali e leggere note tostate. In bocca è strutturato, caldo ma ben sostenuto da freschezza e tannini maturi, che conferiscono equilibrio e longevità. Il finale è lungo, complesso, con ritorni speziati e minerali che ne amplificano il carattere.

Accanto ai vini, emerge con forza anche l’anima più sperimentale e contemporanea di Terre Margaritelli, ben rappresentata dal progetto “Test a Test”: una bottiglia da 250 ml, pensata per due calici. Un formato simbolico, che invita a un bere consapevole, condiviso e sostenibile. Un’idea semplice ma profondamente significativa, che riflette una visione moderna del consumo del vino, attenta ai nuovi stili di vita senza tradire la propria identità produttiva.

Non sorprende, dunque, che Terre Margaritelli sia stata premiata dalGambero Rosso come Cantina più sostenibile d’Italia 2024. Un riconoscimento pienamente meritato, perché qui la sostenibilità non è un semplice protocollo produttivo, ma un vero e proprio modo di vivere, di lavorare e di raccontare il territorio. Un valore che nasce dal rispetto per la terra passa attraverso scelte responsabili e si traduce, concretamente, nella qualità e nella coerenza dei vini.

Visitare Terre Margaritelli significa vivere un’esperienza che va oltre il vino. La margherita bianca su fondo rosso, simbolo dell’azienda, accompagna il visitatore in un percorso fatto di storia, artigianato, paesaggio e cultura. È il racconto di una famiglia che ha saputo trasformare il sapere del legno in sensibilità enologica, senza mai perdere il contatto con la terra.

Terre Margaritelli non è solo una cantina: è un progetto di vita, un esempio virtuoso di continuità generazionale e di rispetto per il passato, capace di parlare il linguaggio del futuro con credibilità, eleganza e passione.

Immagine di Alberto Chiarenza

Alberto Chiarenza

Romano di nascita e cresciuto in un paese distante, il Sud Africa. Un posto dove convivono molte etnie e religioni. un pot-pourri multietnico che apre la mente a nuove esperienze e conoscenze. Amo l’eleganza e le buone maniere, viaggiare e scoprire continuamente nuove realtà enogastronomiche. Critico enogastronomico, ho iniziato dal corso Sommelier fino a specializzarmi come Assaggiatore Esperto e Consigliere ONAV Roma di cui sono l’addetto alla comunicazione. Ho un blog personale e un sito internet come “Alberto Winelover”. Viva il vino e viva la vita…Cheers!

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