Valpolicella: i vini di Costa Arènte – dieci anni di identità e crescita in Valpantena

Il 12 febbraio, nella suggestiva cornice della Valpantena, Costa Arènte ha celebrato i dieci anni dal suo ingresso nel progetto Le Tenute del Leone Alato con una masterclass dedicata all’evoluzione della cantina e alla sua identità produttiva. Parte di un gruppo che riunisce diverse realtà vitivinicole italiane in un percorso condiviso di qualità, sostenibilità e valorizzazione dei territori, Le Tenute del Leone Alato rappresentano un modello di crescita integrata che mette al centro la specificità delle singole aziende.

La degustazione di dieci etichette ha offerto uno sguardo completo sul percorso intrapreso e sulla visione che guida il progetto enologico, mostrando l’evoluzione stilistica e tecnica che ha accompagnato questo primo decennio.

Situata su un rilievo naturale che domina la Valpolicella e Verona, Costa Arènte si trova a 250 metri di altitudine nel comune di Grezzana, nel cuore della Valpantena. Conosciuta come la “Valle degli Dei”, questa zona si estende a nord di Verona ed è caratterizzata da colline regolari coltivate a vigneti e oliveti. Il paesaggio è ordinato, agricolo, punteggiato da piccoli centri abitati distribuiti lungo la valle. È un’area considerata tra le più rappresentative della denominazione Valpolicella, grazie a una lunga e radicata tradizione vitivinicola.

La storia della cantina prende il via a metà anni Novanta, quando un imprenditore della zona rinnova la tenuta, impiantando nuovi vigneti e ristrutturando i rustici. Parte degli edifici viene destinata alla produzione e allo stoccaggio dei vini, con la realizzazione di un piccolo fruttaio rivolto a nord.

L’azienda oggi concentra la propria produzione in cinque vini rossi tipici del territorio: Valpolicella Superiore, Ripasso Superiore, Amarone, Amarone Riserva e Recioto. L’intero processo produttivo è seguito con approccio artigianale, dalla raccolta manuale delle uve fino all’imbottigliamento, con l’obiettivo di mantenere un livello qualitativo elevato e una produzione volutamente contenuta.

La gestione attenta del vigneto, unita a una selezione rigorosa dei grappoli, definisce lo stile dei vini. In etichetta compare la denominazione “Valpantena”, scelta che sottolinea l’origine territoriale e identifica vini caratterizzati da eleganza, profumi netti e buona mineralità.

Gli enologi Riccardo Cotarella e Giovanni Casati ci hanno guidati in una degustazione coinvolgente, un percorso sensoriale attraverso le annate e gli stili che raccontano l’evoluzione tecnica e identitaria della tenuta.

Ecco il dettaglio della degustazione.

VALPOLICELLA SUPERIORE VALPANTENA DOC 2023  Il Valpolicella è il vino identitario del territorio che porta il suo nome, capostipite della tradizione enologica della zona. Dalle colline ventilate di Costa Arènte nasce un rosso leggero ed elegante, tipico della Valpantena: fresco, di media struttura, con note fruttate e una beva agile e immediata.

Vede la sua prima annata nel 2016, le uve sono quelle tipiche della zona: Corvina, Corvinone, Rondinella, altre uve come da disciplinare. Affina un anno in acciaio, altri 3 mesi in bottiglia prima di essere messo in commercio. Un Valpolicella Superiore di buona eleganza e struttura. Al naso sentori di ciliegia, mora e una nota di pepe nero. Al palato è strutturato ma scorrevole, con tannini morbidi e una persistenza piacevole che invita al sorso.

VALPOLICELLA RIPASSO SUPERIORE VALPANTENA DOC 2021 Secondo la tradizione, il Ripasso nasce quasi per caso nelle cantine della Valpolicella. Per non sprecare nulla, i vignaioli decisero di utilizzare le vinacce dell’Amarone appena svinate, ancora ricche di aromi e sostanze, per ripassare il Valpolicella giovane sulle bucce, così da dargli maggiore carattere. Il risultato li sorprese: il vino acquisì corpo, morbidezza, profumi più intensi e una complessità inaspettata. Così prese forma uno dei vini simbolo del territorio. Il Ripasso Costa Arènte colpisce per la sua vivace freschezza, e racconta in modo inconfondibile il carattere delle colline della Valpantena.

Una parte del Valpolicella 2019, ottenuto da uve raccolte a mano, è stato ripassato per 10–14 giorni sulle vinacce dell’Amarone. Il vino affinato poi 18 mesi in barrique di rovere francese e ulteriori 6 mesi in bottiglia. Colore rosso rubino intenso, un naso elegante e ricco, qui non più il frutto della ciliegia ma la confettura. Al palato è morbido e avvolgente, equilibrato dalla tipica freschezza della Valpantena che ne sostiene la bevibilità.

AMARONE DELLA VALPOLICELLA VALPANTENA DOCG annate 2020 (anteprima) 2019, 20218, 2027, 2016. L’Amarone è, a mio avviso, uno dei vini italiani che più si prestano a verticali realmente coinvolgenti. La tecnica dell’appassimento, la naturale concentrazione e la complessità aromatica lo rendono un vino capace di raccontare il tempo in modo unico. A tutto questo si aggiunge la variabilità climatica delle diverse annate, che incide sia sulla maturazione in vigna sia sul delicato processo di appassimento: annate più fresche danno vini più eleganti e sostenuti dall’acidità, mentre quelle più calde esprimono densità, intensità e maggior struttura.

Le uve vengono raccolte a mano dopo un’accurata selezione dei grappoli migliori per l’appassimento. Disposte nei plateaux, riposano nel fruttaio per almeno tre mesi, durante i quali perdono circa il 40% del peso. In questo periodo l’azione enzimatica e la muffa nobile completano il processo di concentrazione degli acini. Un passaggio fondamentale, perché la qualità di un Amarone si gioca proprio qui, nel fragile equilibrio tra disidratazione e sviluppo aromatico.

Nel calice, questo lavoro si traduce in un viaggio sensoriale che, annata dopo annata, spazia dalla frutta rossa e le spezie dei millesimi più giovani, fino a cuoio, cacao, erbe officinali e profondità balsamiche nelle vendemmie più evolute.

Tutte le annate degustate hanno regalato uno sguardo diverso su stile ed espressività, mostrando come l’Amarone Costa Arènte sappia modulare il proprio carattere senza mai rinunciare alla sua identità.

Tra tutte, la 2019 è quella che mi ha sorpreso di più. Il quadro olfattivo è particolarmente complesso: ciliegia matura, marasca, pepe nero, liquirizia. In bocca colpisce la sintonia tra la trama tannica e il grado alcolico, un equilibrio raro che invita a tornare al calice per scoprire un livello in più. È un Amarone che non si concede immediatamente, e proprio per questo affascina.

RECIOTO DELLA VALPOLICELLA VALPANTENA DOCG 2022 Un vino sontuoso, pieno, profondamente legato alla storia agricola della Valpolicella: un tempo considerato un dono prezioso, riservato alle feste e alle occasioni importanti.

La leggenda lo vuole padre dell’Amarone. Si racconta che verso la fine degli anni Trenta un cantiniere si accorse, con sorpresa, che una botte di Recioto era stata dimenticata in cantina. La fermentazione, anziché essere interrotta come previsto per conservare la dolcezza naturale, era proseguita fino a esaurire gran parte degli zuccheri. Quello che avrebbe dovuto essere un passito dolce e vellutato si era trasformato in un vino secco, dal gusto deciso e amarognolo.

Nel nostro bicchiere troviamo profumi di scorza d’arancia candita, chiodi di garofano, dattero e fico secco, un tripudio di frutta candita. In bocca è una spremuta d’uva di Valpantena, dolce il giusto, vellutato e morbido, un finale aromatico persistente.

MOLINARA SPUMANTE ROSÈ fuori dalla Masterclass, nel corso del pranzo, l’assaggio di questo spumante è una piacevole sorpresa. Molinara, vitigno autoctono della zona, il suo nome nasce dal dialettale mulinare, che richiama il mulino: un omaggio alla pruina che avvolge gli acini, sottile e chiara, quasi una spolverata di farina.

A Costa Arènte, custodi attenti e innovatori del territorio, oggi questa uva viene vinificata in purezza e trasformata in una spumante rosato. Una bella ventata di freschezza in Valpantena.

Prosit!

Amarone Opera Prima 2026

A Verona, cittadina di Giulietta e Romeo, il 31 gennaio e il 1 febbraio 2026 si è svolta la 22esima edizione di Amarone Opera Prima, organizzata dal Consorzio per la Tutela Vini della Valpolicella. Questa edizione ha avuto luogo presso le Gallerie Mercatali in zona Veronafiere. 

L’anteprima 2021

L’annata presa in esame è la 2021, definita, equilibrata, tipica ed elegante. Un’annata complessa, caratterizzata da un inverno freddo con gelate primaverili e da un’estate calda e siccitosa, tuttavia i vigneti hanno resistito bene e grazie all’esperienza dei vigneron sono arrivate in cantina uve sane che hanno dato origine a vini di elevata qualità. 

Prima di passare ai campioni  degustati alla cieca, alcuni dei quali appena imbottigliati, presso la sala dedicata alla stampa con servizio sommelier, diamo alcuni spunti sulla tipologia.

La storia dell’Amarone della Valpolicella

L’Amarone della Valpolicella è una gemma dell’enologia italiana posizionata nelle colline intorno a Verona in Veneto. L’etimo deriva da “valle dalle tante cantine” e ci ricorda che qui la coltivazione della vite ha una storia millenaria. Quella dell’Amarone è relativamente contemporanea: un vino rosso secco, ottenuto da uve appassite proprio come il Recioto, la cui fermentazione viene invece arrestata con un residuo zuccherino da vino dolce. L’Amarone compie una fermentazione completa, il cui residuo zuccherino risulta molto basso e variabile.

Le varietà di uva per ottenere il vino Amarone sono la Corvina, il Corvinone e la Rondinella, tuttavia, possono essere utilizzate anche altre varietà come l’Oseleta, talvolta anche la Molinara ed altri vitigni autorizzati. I comuni ricadenti nella denominazione sono 19: Dolcè, Verona, San Martino Buon Albergo, Lavagno, Mezzane, Tregnago, Illasi, Colognola ai Colli, Cazzano di Tramigna, Grezzana, Pescantina, Cerro Veronese, San Mauro di Saline e Montecchia di Crosara; specificamente, i vini prodotti nei restanti cinque comuni di Marano, Negrar, Fumane, Sant’Ambrogio e San Pietro in Cariano sono gli unici che possono fregiarsi del suffisso “Classico”, dato che sono quelli di originaria tradizione.

A livello sensoriale: si presenta nel calice con un bellissimo colore rosso granato intenso, consistente e trasparente, al naso emana sentori di lampone, amarena, prugna, fico, spezie dolci, polvere di cacao, polvere di caffè, tabacco e vaniglia,  al palato è  avvolgente, setoso, armonioso, persistente e decisamente coerente.

Per la sua rilevante struttura, può essere ritenuto un vino da meditazione, tuttavia, può essere abbinato con svariate preparazioni a base di carne rossa e selvaggina, si accosta bene al brasato all’Amarone e allo stufato di cervo, eccelso con formaggi stagionati, come il parmigiano reggiano, il pecorino toscano e formaggi erborinati.

Ecco i 10 assaggi che mi hanno maggiormente colpito

Amarone della Valpolicella Docg Classico Brolo del Figaretto 2021 Corte Figaretto.
Amarone della Valpolicella Docg Classico Acinatico 2021 Accordini Stefano.
Amarone della Valpolicella Docg Classico San Giorgio 2021 Boscaini Carlo.
Amarone della Valpolicella Docg Classico Pietro dal Cero 2021 Fa’ dei Frati.
Amarone della Valpolicella Docg Classico Albino Armani.
Amarone della Valpolicella Docg 2021 La Giuva.
Amarone della Valpolicella Docg 2021 Bennati.
Amarone della Valpolicella Docg Classico Punta di Villa 2021 Roberto Mazzi e Figli.
Amarone della Valpolicella Docg 2021 San Cassiano.
Amarone della Valpolicella Docg 2021 Torre di Terzolan.

Napoli in Rosso Amarone

Il 14 ottobre a Napoli, Palazzo Petrucci, dalle ore 17 alle 23 banchi d’assaggio e Masterclass dedicati alla conoscenza della Valpolicella.

Per la prima volta, i migliori vini interpreti del Vigneto della Valpolicella incontrano il fascino senza tempo della città partenopea. In programma degustazioni e masterclass per scoprire la denominazione top del Made in Veneto.

Sarà Palazzo Petrucci (Via Posillipo 16/C – Napoli) ad ospitare Napoli in Rosso Amarone, l’evento organizzato dal Consorzio Tutela Vini Valpolicella nell’ambito del programma “Quality Heritage of Europe”. Il cuore della città di Napoli accoglie i grandi vini della Valpolicella, offrendo ad operatori e appassionati un’esperienza sensoriale unica.

Si parte alle 17.00 (fino alle 23.00) con l’apertura dei banchi mescita, un’occasione per degustare – alla presenza dei produttori – non solo l’Amarone ma anche gli altri vini della Valpolicella. Ad arricchire e stupire il palato, il corner dedicato al Parmigiano Reggiano DOP, partner ufficiale dell’evento.

Alle 20.00 l’evento entra nel vivo con la masterclass “Dal Valpolicella all’Amarone: una scalata mozzafiato”. Un percorso di degustazione esclusivo, curato da AIS (Associazione Italiana Sommelier) e arricchito dai contributi diretti dei produttori della Valpolicella (ingresso fino ad esaurimento posti e su registrazione).

Napoli in Rosso Amarone è un evento gratuito e aperto al pubblico previa registrazione sulla piattaforma Eventbrite al seguente link https://www.eventbrite.it/e/napoli-in-rosso-amarone-tickets-1702992820369?aff=ebdsshwebmobile&utm-source=wsa&utm-term=listing&utm-campaign=social&utm-medium=discovery&utm-content=attendeeshare

“Quality Heritage of Europe” (Reg. UE n. 1144/2014) è promosso dal Consorzio per la Tutela dei Vini Valpolicella e dal Consorzio del Formaggio Parmigiano Reggiano. Cofinanziato dall’Unione Europea, il piano ha una durata triennale e contempla la realizzazione di attività specifiche in Italia e di partecipazioni fieristiche in Francia e Germania per aumentare la consapevolezza dei consumatori europei sui benefici dei prodotti agroalimentari di qualità, in particolare quelli a marchio Dop e Igp.

Ps: Nei momenti di massima affluenza per gestire al meglio i flussi in ingresso verrà limitato momentaneamente l’accesso e si potrà usufruire nell’attesa della terrazza di Palazzo Petrucci situata al livello strada.

Masterclass a cura di Alberto Brunelli, enologo Consorzio Vini Valpolicella e Tommaso Luongo, presidente AIS Campania

CAMERANI – ADALIA – Valpolicella DOC Camerani Adalia “Laute” 2024

ROCCOLO CALLISTO – Valpolicella DOC Superiore 2022

SEITERRE VITICOLTORI DAL 1877 – Valpolicella Ripasso DOC “Origini” 2022

DOMÌNI VENETI – Valpolicella Ripasso DOC Classico Superiore “La Casetta” 2020

ZENI 1870 – Amarone della Valpolicella DOCG Classico “VigneAlte” 2019

ZÝMĒ DI CELESTINO GASPARI – Amarone della Valpolicella DOCG “Am” 2019

PASQUA VIGNETI E CANTINE – Amarone della Valpolicella DOCG “Mai Dire Mai” 2015

SECONDO MARCO – Amarone della Valpolicella DOCG Classico Riserva “Fumetto” 2008

Amarone Opera Prima – l’annata 2020 del grande Rosso della Valpolicella

Nel centenario dalla nascita del Consorzio Tutela Vini della Valpolicella, arriva la presentazione alla stampa dell’annata 2020 dell’Amarone della Valpolicella, il grande Rosso del Comprensorio veronese. La zona di produzione della denominazione copre l’intera fascia pedemontana della provincia di Verona, interessando 19 comuni – 5 nella zona classica e 14 nella zona DOC – e circa 30.000 ettari. Il suo territorio confina ad ovest con il Lago di Garda, mentre a est e a nord è protetta dai Monti Lessini.

Secondo il disciplinare di produzione il territorio è suddiviso in tre zone ben distinte

  • La zona DOC con i comprensori del comune di Verona e le valli di Illasi, Tramigna e Mezzane.
  • La zona Classica, formata da cinque aree geografiche, ovvero l’areale di Sant’Ambrogio di Valpolicella e di San Pietro in Cariano, le vallate di Fumane, Marano di Valpolicella e Negrar di Valpolicella.
  • La zona Valpantena, che comprende l’omonima valle.

Un Consorzio ricco di storia e cambiamenti, seppur relativamente giovane nel conferimento della funzione cosiddetta “Erga Omnes” prevista dalla Legge, a salvaguardia dell’areale nei confronti anche delle aziende non associate. Una decisione probabilmente sofferta e discussa, come lo è l’attuale clima produttivo vitivinicolo. I vini della Valpolicella, in primis l’Amarone, hanno visto momenti altalenanti di grande successo con quotazioni elevate e ritorno sui propri passi verso le origini, fase attualmente in corso.

Si chiede, in prospettiva, un alleggerimento delle potenze caloriche e della densità materica imposta da certe scelte commerciali a cavallo tra metà anni ’90 e prima decade del 2000; adesso il mercato globale tende a guardare, per motivazioni che non staremo qui a discutere, verso residui zuccherini nettamente bassi a favore di bevute più agevoli anche nell’abbinamento quotidiano con il cibo. Il che non significa sacrificare l’identità preziosa di un vino riconosciuto in tutto il mondo come l’Amarone della Valpolicella – nato peraltro come versione secca del passito Recioto – quanto più semplicemente contestualizzarlo con maggior cura al territorio e alle varietà d’uve prescelte dal Disciplinare come Corvina, Corvinone, Rondinella, Molinara ed altre ammesse.

Gli assaggi previsti in sala stampa hanno evidenziato proprio la fase di interregno tra chi è rimasto più realista del re mostrando estrazioni e opulenze fuori scala e chi, invece, ha cominciato da tempo a seguire le nuove prospettive, con prodotti decisamente gustosi, dotati di freschezza e sapidità: in poche parole agili da bere. Buona comunque la qualità media offerta e positiva l’impressione generale sull’annata, confermata più fresca rispetto ad altre anche dal report rilasciato dallo stesso Consorzio. Qualche perplessità sulle tante tipologie previste tra DOC e DOCG della Valpolicella (molto simili in alcuni casi), sull’esigenza di suddividere l’Amarone tra annata e Riserva e sulla ridotta adesione e comunicazione di campioni che escono in etichetta con indicata la sottozona Valpantena.

Abbiamo assaggiato alla cieca in panel insieme al giornalista Maurizio Valeriani (Direttore Responsabile di Vinodabere) e al critico enogastronomico Alfonso Mollo tutti i 77 vini disponibili, di cui solo 16 campioni di botte, qualcuno di essi peraltro già sorprendente.

Di seguito l’elenco dei migliori posto non in ordine di preferenza

Costa Arènte – Amarone della Valpolicella Valpantena 2020

Pasqua Vigneti e Cantine – Amarone della Valpolicella Famiglia Pasqua 2020 (campione di botte)

Ca’ La Bionda – Amarone della Valpolicella Classico Ravazzol 2020

Montezovo – Amarone della Valpolicella 2020

Marion – Amarone della Valpolicella 2020

Villa Canestrari – Amarone della Valpolicella Riserva Plenum 2020 (campione di botte)

Corte Saibante – Amarone della Valpolicella Classico 2020

Secondo Marco – Amarone della Valpolicella Classico 2020

Fattori – Amarone della Valpolicella Riserva 2020

Massimago – Amarone della Valpolicella Conte Gastone 2020

Bottega – Amarone della Valpolicella Il Vino degli Dei 2020

Santa Sofia – Amarone della Valpolicella Classico 2020

Cavedini – Amarone della Valpolicella 2020

Azienda Agricola Boscaini Carlo – Amarone della Valpolicella Classico S.Giorgio 2020  

Ca’ dei Frati – Amarone della Valpolicella Pietro Dal Cero 2020

Tezza Viticoltori in Valpantena – Amarone della Valpolicella Valpantena 2020

Roccolo Grassi – Amarone della Valpolicella 2020

Salvaterra – Amarone della Valpolicella Classico 2020

Cantine di Verona S.C.A. – Amarone della Valpolicella Torre del Falasco 2020

Famiglia Furia – Amarone della Valpolicella 2020 (campione di botte)

Tenuta Santa Maria di Gaetano Bertani – Amarone della Valpolicella Classico Riserva 2020

Corte Figaretto – Amarone della Valpolicella Valpantena Musa del Figaretto 2020

Accordini Igino Winery – Amarone della Valpolicella Classico Le Bessole 2020

Zeni 1870 – Amarone della Valpolicella Classico Vignealte 2020

Benazzoli – Amarone della Valpolicella Classico 2020

Valpolicella: presentato il progetto Vallate

Approfondimento su Wine in Venice 2024 a cura del Consorzio per la Tutela Vini Valpolicella 

L’evento Wine in Venice ha offerto un’esperienza indimenticabile ai partecipanti, grazie alle numerose attività, tra cui talk e masterclass. Ne abbiamo parlato al seguente link Wine in Venice 2024. Tra queste, la degustazione dedicata al Consorzio per la Tutela Vini Valpolicella, con la gradita presenza, tra gli altri, del Master of Wine Gabriele Gorelli.

da sinistra il Master of Wine Gabriele Gorelli e l’autore di 20Italie Alberto Chiarenza

Benvenuti nella suggestiva Valpolicella, un gioiello incastonato tra la maestosità della Val d’Adige, la pittoresca Lessinia e le acque scintillanti del Lago di Garda. Un territorio che si estende nella parte settentrionale della provincia di Verona ed è caratterizzato da tre Vallate, ognuna contenente il nome del fiume che la attraversa: Negrar, Marano e Fumane.

Già nell’epoca dell’antica Roma, la Valpolicella era rinomata per la sua vocazione vitivinicola; oggi è tornata allo splendore di un tempo grazie ai vitigni autoctoni come Corvina, Corvinone e Rondinella che formano il blend dell’Amarone della Valpolicella. L’Amarone è un’eccellenza riconosciuta in tutto il mondo, un vino rosso corposo e avvolgente, caratterizzato da una complessità aromatica unica che si sviluppa grazie al processo di appassimento delle uve. Questa tecnica, tramandata da generazioni, consiste nel lasciare appassire le uve dopo la vendemmia, concentrando zuccheri, aromi e struttura che conferiscono al vino una personalità straordinaria. Oltre all’Amarone si producono una vasta gamma di vini di alta qualità, dai freschi e fruttati Valpolicella Classico al raffinati passito Recioto della Valpolicella.

La sorpresa è stata l’annuncio della prossima introduzione delle UGA (Unità Geografiche Aggiuntive) per la Valpolicella, che porteranno il nome di “Vallate”. Una nuova denominazione aggiuntiva, per un areale di circa 8585 ettari, che offre ai produttori la possibilità di valorizzare al meglio le caratteristiche uniche dei loro vigneti, grazie alla varietà dei suoli e microclimi presenti. Un’eccellenza del Made in Italy che trova riscontro anche nei dati, con cifre da capogiro per un volume d’affari annuo pari a 600 milioni di euro ,con il 61% della produzione esportato in 87 nazioni. Una produzione di 73,6 milioni di bottiglie di cui il 47% è rappresentato dal Ripasso DOC, il 27% dal Valpolicella DOC e il 26% dall’Amarone della Valpolicella DOCG. Fanno parte del Consorzio 2251 viticoltori, 6 Cantine Sociali e 344 imbottigliatori.

L’entusiasmo e l’interesse suscitati dalla masterclass dei vini della Valpolicella durante Wine in Venice confermano il prestigio e il fascino di questa regione vinicola, che continua a stupire e conquistare gli amanti del buon vino in tutto il mondo.

Ecco i vini in degustazione

  • Azienda agricola Roccolo Callisto – Con i suoi 23 ettari di terreno di cui 11 dedicati alla vite, l’Azienda Roccolo Callisto si afferma come punto di riferimento nel panorama enologico locale. Il Valpolicella Superiore DOC 2021, con i suoi 13,5 gradi, è un’elegante espressione caratterizzata da note speziate, pepe bianco, ciliegia e fiori. Un vino equilibrato e ampio, meritevole dei suoi 92 punti.
  • Cantina Buglioni (S. Pietro in Cariano) – Altrettanto degno di nota è il Valpolicella Classico Superiore “44 Verticale” 2020 della Cantina Buglioni. Equilibrio e persistenza invidiabili, si conferma un punto di riferimento nella produzione locale, ottenendo anch’esso 92 punti.
  • Cantina Bronzato – Non tutte le produzioni raggiungono gli stessi standard di eccellenza. Il Valpolicella Superiore DOC 2020 della Cantina Bronzato, purtroppo, risulta leggermente chiuso nei sentori, con un inizio di evoluzione anche dopo il cambio della bottiglia. Si attesta ad 87 punti.
  • Cantina Massimago (Mezzane) – Una cantina all’avanguardia e autosostenibile, Massimago stupisce con il Valpolicella DOC Superiore “PROFASIO” 2020, vino elegante, ampio e avvolgente che conquista ben 95 punti.

  • Santi (Illasi) – Il Valpolicella DOC Superiore “Ventale” 2020 di Santi con le sue note di frutta lunga e fresca, si fa apprezzare ottenendo 91 punti.
  • Torre di Terzolan – il Valpolicella Superiore DOC 2019 di Torre di Terzolan, non convince appieno. Nonostante il processo di appassimento delle uve forse eccessivo, il vino sembra non godere di un bilanciamento non ottimale, ottenendo 87 punti.
  • Azienda Agricola Clementi – sulla scia del precedente assaggio, il Valpolicella Classico Superiore 2019 non supera gli 85 punti.
  • Vicentini Agostino – stupisce con il Valpolicella DOC Superiore Palazzo di Campiano 2018, caratterizzato da ottima freschezza, sebbene a scapito del corpo, meritando comunque 90 punti.

La Valpolicella continua a essere un’oasi di eccellenza enologica, con cantine che producono vini di altissima qualità e carattere, anche se non mancano le sfide da affrontare per mantenere gli standard elevati in funzione delle mutate esigenze del mercato.

Amarone Opera Prima: il fascino della tecnica della “messa a riposo” nella Riserva

di Sara Cintelli

Il Consorzio per la Tutela dei Vini Valpolicella, all’interno dell’Anteprima Amarone 2018Amarone Opera Prima“, ha organizzato per la stampa italiana e internazionale un focus sulla tipologia Amarone della Valpolicella Riserva.

Abbiamo degustato 10 vini da dieci diverse aziende ed annate, per comprendere, ancor meglio, come questo iconico prodotto racconti la vera identità di un territorio fortemente caratterizzante e legato a una tradizione secolare.

La Masterclass si è svolta presso il Palazzo della Gran Guardia, nella centralissima Piazza Bra del capoluogo veronese ed è stata condotta dall’enologo Enrico Nicolis, affermato professionista e consulente, e da J.C. Viens comunicatore, WSET Educator, giornalista e giudice di concorsi sul vino.

Dr. Enrico Nicolis e Mr J.C. Viens

Per capire la profondità dell’Amarone della Valpolicella, a maggior ragione nella versione Riserva (che segue affinamento più lungo), le peculiarità sono da ricercarsi nella cosiddetta tecnica della messa a riposo. I due esperti spiegano che le uve autoctone – Corvina, Corvinone e Rondinella in primis – dopo la raccolta da effettuarsi in perfette condizioni qualitative e di maturazione, vengono poste in fruttai e adagiate su stuoie (dette arele) di bambù adatte all’appassimento.

L’ambiente deve essere fresco, ventilato e con un adeguato livello di umidità per una ottimale concentrazione dei componenti aromatici dell’uva. Il processo ha una durata di circa 3-4 mesi, necessari a raggiungere il risultato desiderato, affinché i grappoli siano pronti per la pressatura e la successiva vinificazione.

Dobbiamo sempre considerare quello che gli inglesi chiamano vintage variation e cioè le differenze presenti ed imprescindibili che ogni annata, che ogni vendemmia porta con sé nei singoli acini di ciascun grappolo. Tale variazione non si riferisce solo alla vendemmia, ma influenza il prodotto finale fino al momento della pressatura. L’andamento del clima stagionale, la durata della fase di crescita dalla vite e quella di vendemmia condizionano anch’essi l’annata e quello che si andrà poi a ritrovare nel calice, così come l’attacco più o meno marcato della Botrytis Cinerea (muffa grigia) sui grappoli.

La Valpolicella presenta un microclima ideale per la formazione della muffa nobile: mattine umide e nebbiose lasciano spazio a pomeriggi soleggiati e ventilati, consentendo la formazione della pregiata muffa. I primi 15 giorni della fase di appassimento sono cruciali per la botrite, poiché bruschi cali di temperatura possono accelerare la sua scomparsa. In cambio produce reazioni chimiche che apportano complessità aromatiche e, di conseguenza, ingentiliscono il vino: amplifica la sensazione di dolcezza sul palato e riduce l’asperità dei tannini.

L’acido tartarico aumenta durante la fase di appassimento, mentre la percentuale di acido malico, invece, è direttamente correlata alla temperatura registrata durante tale processo. I polifenoli totali e gli antociani crescono durante la disidratazione delle bacche, contribuendo ad intensificare il colore e la complessità di beva nel vino con attività enzimatiche che vengono enfatizzate solo grazie al lungo invecchiamento sostenuto dall’Amarone Riserva.

Ogni produttore decide in che modo le condizioni di appassimento delle uve influenzino il processo stesso. In base alle singole annate, gli stessi livelli di ventilazione ed umidità presenti nel fruttaio offrono risultati anche molto diversi sul prodotto finale. Variazioni sulla perdita di peso dell’uva si registrano in base alla tipologia di ventilazione attuata: in maniera naturale grazie alla presenza di finestre nei locali, oppure controllata da appositi macchinari.

Una marcata e costante ventilazione ed una ridotta presenza di umidità nei fruttai accelerano l’essiccazione dell’acino, cosa che nella norma di altre tipologie si cerca di evitare, per favorire la massima concentrazione di profumi e aromi. In generale la quantità residua di uva, al termine del periodo, si aggira intorno al 35-50% del peso iniziale prima della messa a riposo. Si è anche constatato l’aumento molto veloce della disidratazione delle uve anche con pochi gradi di differenza nella temperatura (tra 15 e 20 ° C. cambia molto per Corvina, Corvinone e Rondinella).

Ma andiamo adesso nel vivo del programma: ecco i 10 Amarone della Valpolicella Riserva degustati in un affascinante, quanto teorico, viaggio nel tempo.

Tenuta Santa Maria – Gaetano BertaniAmarone della Valpolicella Riserva 2016

Rubino luminoso. A calice fermo, una ventata di mora, prugna e amarena essiccata o da confettura. Seguono accenni di cenere e note fumée. Con l’ossigenazione emergono frutti appena colti (ciliegia e lampone) uniti a cenni floreali vivaci. In bocca si lancia con sicurezza su note dolci, spezie di vaniglia e tabacco biondo. Il sorso è caldo, dalla trama tannica setosa ma ben riconoscibile. Chiude su note leggermente amaricanti di oliva verde che si integreranno dopo qualche tempo in bottiglia.

Tenuta Santa Maria Gaetano Bertani – Riserva 2016

Stefano Accordini – Il Fornetto – Amarone della Valpolicella Riserva 2016

Il colore rubino mostra qui degli accenni granati. Al naso è composto, a tratti timido, mentre cede qualche nota di caffè e mou uniti ad accenni balsamici ed un’impronta di erbe aromatiche essiccate. Buona la vivacità di sorso, lunga scia di liquirizia e finale sapido.

Stefano Accordini – Il Fornetto Riserva 2016

La Collina dei Ciliegi – Ciliegio – Arnaldo Gianolli – Amarone della Valpolicella Riserva 2015

Luminoso ed avvolgente rubino. Apre su note rosse di frutta matura e tocchi floreali in appassimento. In bocca spinge su sentori di caffè e cioccolato fondente; cavalca il sorso un’acidità vivace che aiuta la beva, alleggerendo le note piuttosto dolci. Tannino integrato e di ottima fattura. Grande potenziale.

La Collina dei Ciliegi – Ciliegio- Arnaldo Gianolli Riserva 2015

Novaia – Le Balze – Amarone della Valpolicella Riserva 2015

Gioiello da sfumature color sangue di piccione. Ottima la freschezza al naso, con note di erbe aromatiche e macchia mediterranea. Il frutto appare in secondo piano ma è dotato di finezza. Apre sapido e verticale per virare, al centro del palato, su sentori terziari di liquirizia, sottobosco e cipria. Tannino leggermente ruvido, ma troverà spazio e modo per assestarsi. Il calore è contenuto e ben gestito. Chiude lungo su rinfrescanti sentori agrumati.

Novaia – Le Balze Riserva 2015

Casa Vinicola Bennati – Cerasum – Amarone della Valpolicella Riserva 2013

Continua la sequenza dei colori rubino splendenti. Apre su sentori di caramelline gommose e note eteree, per poi virare su accenni erbacei e di spezie in infusione. Ricorda quasi il vermouth per la complessa parte balsamica. In bocca ha slancio e vibrazione, tannino protagonista di buona freschezza e piacevolezza di beva.

Casa Vinicola Bennati -Cerasum Riserva 2013

Gerardo Cesari – Bosan – Amarone della Valpolicella Riserva 2013

Ci si sposta su sfumature granate. A calice fermo sprigiona una nota fortificata, anche questa simile al vermouth o all’empireumatico connesso alle componenti caloriche. Segue, in successione, un riverbero di caramella d’orzo. In bocca domina la parte morbida da caffè, orzo e cacao. Si fa fatica a superare la punta alcoolica preannunciata al naso. Chiude ancora su torrefazione ed accenni di bosco. In cerca di un maggiore equilibrio in bottiglia.

Gerardo Cesari – Bosan Riserva 2013

Falezze – Luca Anselmi – Amarone della Valpolicella Riserva 2013

Rubino profondo. Apre su note floreali di rosa appassita e violetta, proseguendo su ciliegia matura sotto spirito. In bocca si avverte una nota leggermente amarognola da scorza di arancia. Continua su forte balsamicità, rabarbaro e caffè in polvere. Buona freschezza in avvio di sorso, comunque caldo, che chiude però senza lasciare un’impronta.

Falezze Luca Anselmi – Riserva 2013

Montezovo – Amarone della Valpolicella Riserva 2011

Rubino meno intenso, ma luminoso. Erbe aromatiche, timo, rosmarino e scorza di agrumi regalano eleganza e freschezza al naso. Bocca su netti ricordi di albicocca essiccata, amarena, frutti neri maturi e golosi. Buona la nota di cacao e tostatura a fine sorso, snellita da una freschezza lineare e piacevole. Chiusura calda e dinamica, con ricordi di frutti scuri ad accompagnare il finale lungo e saporito. Da tenere d’occhio negli anni avvenire.

Montezovo – Riserva 2011

Domini Veneti – Mater – Amarone della Valpolicella Riserva 2008

Granato vivo. A calice fermo si apre su sfumature di finocchio e macchia mediterranea, sottobosco, fungo e humus. La complessità prosegue su cenere, sbuffi verdi e salini che accennano alla pianta del cappero. In bocca è molto equilibrato, nonostante sfiori i 16 gradi volumici di alcool. Tannino vibrante che non predomina la scena gustativa. Sorso succoso, appagante, con prevalenza di sentori terziari di polvere di caffè, orzo, cacao e frutti essiccati come mirtillo e mora. Chiusura lunga su affumicature. Eleganza, equilibrio e brio.

Domini Veneti – Mater Riserva 2008

Valentina Cubi – Morar – Amarone della Valpolicella Riserva 2006

Nuance quasi aranciate. Intenso e ricco di frutti rossi disidratati e macerati, fragole, lamponi e ribes, uniti ad una punta da erbe di campo. Scie verticali da grandi freschezze, succulenza e sapore. La nota sapida di oliva e mandorla accarezza il palato in un equilibrio gustativo emozionante. La parte calorica è ben integrata, così come il tannino disteso e fuso alle altre componenti, in un sorso lungo al sapore di erbe officinali (origano e timo). Da bere adesso con goduria o da aspettare ancora in cantina, per scoprire in futuro nuove sfumature.

Valentina Cubi – Morar Amarone della Valpolicella Riserva 2006

Alla prossima edizione di Anteprima Amarone – “Amarone Opera Prima”.