Il libro “La cucina napoletana” di Luciano Pignataro presentato da M. Cilento & F.llo nella sede a Chiaia

Sete preziose e pregiati tweed hanno fatto da sfondo inconsueto alla presentazione del libro La Cucina Napoletana del giornalista Luciano Pignataro, all’interno della maison M. Cilento & F.llo, storica sartoria napoletana. A fianco all’autore sono intervenuti il patron della Casa, Ugo Cilento e la principessa Giulia Ferrara Pignatelli di Strongoli, moderati dalla giornalista Emanuela Sorrentino.

“Luciano Pignataro porta Napoli nel mondo con la sua capacità di descrivere tutte le eccellenze gastronomiche di questa città”, ha commentato Ugo Cilento davanti alla stampa. Ed è proprio il concetto di eccellenza ad accomunare l’alta sartoria con la gastronomia partenopea, lo stile napoletano con la sua cucina, rendendo unico un connubio fatto di gesti semplici e di memoria.

La maison M. Cilento & F.llo, fondata nel 1780, è infatti giunta con Ugo all’ottava generazione di artisti dell’eleganza sartoriale e rappresenta una realtà imprenditoriale di pregio nel comparto dell’alta moda Italiana, non solo da un punto di vista manifatturiero, ma anche per la rilevanza dei propri archivi, dichiarati dal Ministero della Cultura di interesse storico e sottoposti a tutela.

“Quando si superano i 150 anni di attività, non si parla più solo d’impresa ma di cultura”, sottolinea Cilento; non a caso anche la cultura della cucina italiana è stata dichiarata patrimonio immateriale dell’Umanità per l’Unesco.

“La cucina napoletana è lo scheletro della cucina italiana”, ha commentato Luciano Pignataro durante la presentazione. Nell’immaginario collettivo infatti la cucina italiana è spesso identificata e raffigurata con piatti della tradizione partenopea, basti pensare agli spaghetti al pomodoro e alla pizza, ormai simboli del Made in Italy in tutto il mondo. A questo proposito, il giornalista nell’introduzione al suo libro  evidenzia che “ il cibo per i napoletani è talmente importante che non hanno un sostantivo per indicarlo: usano il verbo mangiare che diventa sostantivo, ‘o magnà, ossia il mangiare.”

L’intento di Pignataro non è quello di riscrivere la cucina napoletana rispetto a quanto già codificato a partire dal Cuoco Galante di Vincenzo Corrado del 1773, quanto piuttosto ribadire il concetto che dovrebbe essere alla base di ogni tipo di cucina: la semplicità. In un periodo storico in cui il fine dining cede nuovamente il passo alla cucina di osteria, il vero cuoco, anche stellato, è quello in grado di rappresentare il territorio con una propria interpretazione della cucina tradizionale, possibilmente replicabile da chiunque.

Dalla ricca cucina dei monzù ai piatti semplici di verdura, costituiti spesso da ingredienti arrangiati, la cucina napoletana è una cucina di gioia e ben si presta a questa opera di rilettura continua, tanto che una sezione del libro è dedicata agli chef stellati e ai nuovi classici, come la parmigiana di pesce bandiera di Gennaro Esposito o la lasagna napoletana moderna di Paolo Gramaglia.

In una città in cui i contrasti convivono da sempre, la cucina diventa il comune denominatore di appartenenza e inclusione. Nella sua prefazione al testo, la principessa Pignatelli ricorda l’episodio in cui la madre, Francesca Pulci Doria Principessa di Strongoli, cucinò il ragù in occasione della visita di ospiti milanesi. Il più squisito mai mangiato, un vero e proprio ricordo proustiano: “d’altra parte il ragù è una religione in ogni famiglia napoletana, senza alcuna differenza di classe, e il migliore resta sempre quello di mammà, sia essa una popolana oppure una principessa.” Il cibo diventa quindi, nella cultura napoletana, la vera livella, tanto per citare un altro illustre partenopeo.

La Cucina Napoletana è stato edito per la prima volta nel 2016. Questa riedizione rappresenta  una versione rinfrescata, che accompagna il lettore nelle strade, nelle case e nelle cucine di Napoli grazie al contributo fotografico di Ciro Pipoli. Non si tratta solo di un ricettario,  bensì di un vero e proprio scrigno di storia e cultura partenopea: scopriamo ad esempio che il  termine scammaro – legato a una delle frittate di pasta più note – si riferisce ai monaci, che in tempo di Quaresima, scammaravano, cioè uscivano dalla propria cella per consumare il pasto di magro.

L’originale presentazione non ha tradito il suo intento anche grazie alla felice sinergia con alcune eccellenze del territorio: lo chef Paolo Surace del Ristorante Pizzeria Mattozzi, tra le più antiche pizzerie di Napoli e uno dei luoghi d’elezione del critico letterario Francesco De Sanctis; Vincenzo Setaro e Valeria Di Martino di Casa Setaro insieme allo chef Pierpaolo Giorgio, a cui è affidato il progetto di ospitalità Vigna delle Rose della casa vinicola vesuviana.  

A loro abbiamo dovuto il rinfresco che ha concluso l’evento.

Liguria: Genova quando il Cuore incontra il mare

di Alberto Chiarenza

Genova, città di naviganti, così affascinante che incanta per storia, cultura e bellezza. Città di porto, crogiolo di influenze e tradizioni che ne fanno un luogo davvero unico al mondo.

Il suo centro storico caratterizzato dai “Caruggi”, dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO, è un labirinto di stradine strette, piazzette, chiese e i palazzi antichi nascosti, ove si respira l’atmosfera del passato e si odono le canzoni di Fabrizio De André.

Meta di appassionati di mare e di barche oltre che dal turismo della città con numerose attrazioni culturali e culinarie; raramente, però, si sente parlare di Genova come destinazione di un evento dedicato esclusivamente al vino. A questo ha pensato Olga Sofia Schiaffino, già autore di 20Italie, nell’organizzare l’evento della Guida dei Vini del Cuore che si è svolto dal 7 al 8 maggio presso la bellissima cornice dell’Hotel NH Collection Genova Marina.

Quando si parla di cuore il pensiero va all’amore e in questo caso il legame tra il vino e il cuore è dato dal contributo di blogger selezionati. Olga la definisce una guida social: non vengono dati voti, ma solo racconti di storie ed emozioni. Può trattarsi di una bottiglia aperta in una occasione particolare o di una visita in cantina, un racconto emozionale e indipendente dove il blogger non è il protagonista ma soltanto il narrante e racconta le sue impressioni senza dover scendere in descrizioni eccessivamente tecniche.

Giornate ricche di appuntamenti con i produttori e tre masterclass. Il mare incontra il vino nell’elegante cornice del NH Marina Collection Genova, un hotel sul mare affacciato sul porto antico proprio accanto il bellissimo e famoso vascello “Neptune”, utilizzato per numerosi set cinematografici.

Le eleganti sale che hanno ospitato l’evento’ hanno accolto i numerosi partecipanti con vini ai banchi d’assaggio e una vista mozzafiato. Poi nella sala Mediterraneo si sono tenute le tre masterclass di grande spessore.

La prima, condotta dal giornalista Aldo Fiordelli, con 8 vini selezionati e raccontati quasi come un viaggio in Italia. La Leccia, Cantina della Volta, Marisa Cuomo, Colli di Luni , La Salceta, Lecci e Brocchi, Enotria Tellus e Marzocco di Poppiano.

Poi è stata la volta degli Amber Wines, vini senza confine. Il sommelier ed export manager Enrico Cusinato ci ha parlato dei luoghi comuni sui cosiddetti “orange wine”. Il termine orange, amber, macerati o skin contact sono tutti sinonimi di vini di nicchi. Sono prodotti in quantità limitate, crescendo in esperienza, soprattutto nell’affinare le tecniche di vinificazione.

L’ultimo appuntamento è stato un racconto affascinante degli autori del libro “MALVASIA, un diario mediterraneo”, Paolo Tegoni con il fotografo Francesco Zoppi di cui la collega Maura Gigatti ha parlato già nell’articolo MALVASIA un diario mediterraneo – presentazione del libro di Paolo Tegoni.

Varietà dotata di precursori aromatici straordinari; un’uva eccellente dalla quale si possono ottenere vini di grande eleganza e versatilità.

La prima giornata si è conclusa con la Cena di Gala al Rollipop Bistrot con i piatti preparati dal resident Chef Luca Satta.

Antipasto “ribagnun”: la rivisitazione delle acciughe ripiene che in dialetto genovese si chiamano bagnun.

Per primo il risotto Pasqualina, ispirato alla torta di verdure ed un secondo composto da filetto di ombrina, puntarelle e salsa alla mugnaia.

Il dolce, una delizia per occhi e palato, è il “sasso di panera”. Due semifreddi al caffè ricoperti di cioccolato fondente, poggiati su una granella di caffè e spolverati sempre con polvere di caffè.

Non ci resta che aspettare la terza edizione della Guida dei Vini del Cuore, che sarà ulteriormente arricchita e piena di spunti interessanti, visto che i vini che ogni autore potrà descrivere saranno sette invece di tre. Tante le novità allo studio da parte dell’Organizzazione che ha fatto un lavoro egregio e di grande qualità.

Le cantine partecipanti all’evento

Andrea Bruzzone (Liguria)

Cà du Ferrà (Liguria)

Cantina della Volta (Emilia-Romagna)

Cantina di Vicobarone (Emilia-Romagna)

Casale Azienda Agricola (Toscana)

Crotin 1897 (Piemonte)

Enotria Tellus (Veneto)

Eraldo Dentici (Umbria)

Il Paluffo (Toscana)

John Maiolo (Piemonte) *

La Leccia (Toscana)

La Pietra del Focolare (Liguria)

La Salceta (Toscana)

Lecci e Brocchi (Toscana)

Marisa Cuomo (Campania)

Marzocco di Poppiano (Toscana)

Podere Casina (Toscana)

Podernuovo (Toscana)

Ramoino (Liguria)

Tröpflthalof (Trentino-Alto Adige)

Vini Moras (Campania)

Freschi&Bufano Wine Merchants (Svizzera) con le cantine ospiti:

Fattoria Pagano (Campania)

La Badiola (Toscana)

Piccoli (Veneto)

Tenuta del Vallone Rosso (Sicilia)

Liquorificio Fabbrizii (Liguria)

Tra questealcune che mi hanno emozionato particolarmente senza un ordine di preferenza.

Inizio con Pierin il Barolo secondo John Maiolo, un produttore di Monforte D’Alba, presente con tre referenze del famoso rosso piemontese, il Langhe Rosso, il Langhe Nebbiolo e il grande Barolo Pierin 2016 e 2017. Tre vini di grande eleganza dove le attente selezioni delle uve e le basse rese fanno la differenza.

Dal Veneto l’azienda Piccoli con le bellissime etichette di rose colorate del Valpolicella Superiore DOC Rocolo, il Valpolicella Superiore Ripasso DOC Caparbio e AMARONE della Valpolicella DOCG La Parte.

Sempre dal Veneto una giovane realtà enoica di Fabio Lucchese e Anita Abazi. Le bottiglie si distinguono per le etichette molto colorate e decisamente originali, che sembrano opere d’arte. Parliamo di Enotria Tellus, la cantina inaugurata nel 2016. Vini di un’eleganza sorprendente che ho apprezzato molto.

Rimanendo sui grandi rossi, era presente la Cantina Podernuovo rappresentata da Roberto Mercurio, con il Brunello di Montalcino, Orcia Rosso DOC Il Primo, Orcia Rosso DOC Nectar, Toscana IGT Il Moro e Toscana IGT bianco Gemma. Vini fatti con cura, dove il progetto enologico di fare vini longevi, si ritrova alla beva non solo con la componente fresca ma con un corredo gusto-olfattivo decisamente interessanti.

Cantina Della Volta dall’Emilia, una Cantina che si è dedicata dal 1981 alla spumantizzazione con Metodo Classico di Chardonnay e Pinot nero, oltre al famoso Lambrusco di Sorbara nella versione Lambrusco Spumante metodo Classico. Quando si inizia una degustazione si predilige la bollicina per poi procedere con i fermi. Più volte durante la degustazione sono tornato invece a provare i loro spumanti.

Dall’areale Valdarno di Sopra era presente la Cantina La Salceta, con vini a base di Sangiovese e Cabernet Franc sia in purezza che in blend. Parlando con il produttore, Ettore Ciancico, uomo dalla grande personalità, mi ha parlato del progetto che lo sta portando a studiare un vitigno autoctono quasi sconosciuto e riscoperto da pochi anni e che darà vita a un vino bianco rarissimo: l’Orpicchio.

Ancora Toscana, nel Chianti Classico, con Lecci e Brocchi, realtà immersa in un territorio vocato grazie alla grande biodiversità di Castelnuovo Berardenga.

Dalla terra del Montefalco Sagrantino era presente Eraldo Dentici con i suoi vini di produzione “naturale” bilanciati da buona freschezza e avvolgenza al tempo stesso.

Il Nuovo Liquorificio FABBRIZII in Val d’Aveto nell’ entroterra di Genova è una Azienda di produzione di liquori artigianale che rinasce dal ricettario ritrovato dalla famiglia, appartenente a Giovanni Fabrizi che vendeva liquori in Liguria e Italia settentrionale fino al 1940. Ora è la pronipote Laura a seguire la produzione che vanta una vasta gamma di prodotti di assoluta qualità e bontà.

Cà du Ferrà, produzione di nicchia posizionata nella zona delle Cinque Terre in Liguria, dove la valorizzazione di vitigni antichi e autoctoni è stato il progetto fondamentale della Cantina. Sono il Ruzzese, il Rossese Bianco, il Picabon e l’Albarola Kihlgren le varietà che danno vita a vini di grande eleganza grazie al lavoro svolto dagli enologi, Barbara Tamburrini e Vittorio Fiore.

Non ci resta che attendere la prossima edizione della Guida dei vini del cuore in cui troverete anche i sette vini che ho appositamente selezionato.

Ora i link delle aziende citate

I Vini Del Cuore – https://associazioneampelos.it/

Andrea Bruzzone (https://andreabruzzonevini.it)

Cà du Ferrà (http://caduferra.wine/it/)

Cantina della Volta (https://cantinadellavolta.com)

Cantina di Vicobarone (https://www.cantinavicobarone.com)

Casale Azienda Agricola (http://www.casalewines.com)

Crotin 1897 (https://www.crotin1897.com)

Enotria Tellus (https://www.enotriatellus.it)

Eraldo Dentici (https://www.eraldodentici.com)

Il Paluffo (http://ifiassociazione.it)

John Maiolo (https://www.johnmaiolo.com/barolo/maiolo/pierin/) *

La Leccia (https://www.castellolaleccia.com)

La Pietra del Focolare (https://www.lapietradelfocolare.it)

La Salceta (https://www.lasalceta.it)

Lecci e Brocchi (https://www.vinolecciebrocchi.it)

Marisa Cuomo (https://www.marisacuomo.com)

Marzocco di Poppiano (https://www.marzoccopoppiano.it/it/)

Podere Casina (https://www.poderecasina.com/it/azienda/vino/)

Podernuovo (https://www.podernuovovini.com)

Ramoino (https://www.ramoinovini.com)

Tröpflthalof (https://www.bioweinhof.it/it/)

Vini Moras (https://www.vinimoras.it)

Freschi&Bufano Wine Merchants (https://www.freschibufano.ch/it/freschibufano-i-mercanti-del-vino/)

Fattoria Pagano (https://www.fattoriapagano.it)

La Badiola (https://www.labadiola.it)

Piccoli (https://www.piccoliwine.it)

Tenuta del Vallone Rosso (https://www.tenutadelvallonerosso.com)

Liquorificio Fabbrizii (https://www.liquorificiofabbrizii.com) AccessoriDa Vino (https://www.accessoridavino.com)