“Sorsi & Morsi”: il viaggio enogastronomico da Wip Burger & Pizza con i vini di Marisa Cuomo

Wip Burger & Pizza a Nocera Inferiore si è trasformato in un tempio dedicato ai sensi, accogliendo la nuova edizione di “Sorsi & Morsi”, raffinato format che incarna l’arte dell’abbinamento enogastronomico, sinfonia di profumi e sapori della Costa d’Amalfi e dei Monti Lattari.

Protagoniste indiscusse, le Cantine Marisa Cuomo, scrigno di un’enologia eroica e autentica, che hanno guidato gli astanti in un’esperienza sensoriale unica, dove il vino si fa veicolo di memoria, territorio e cultura.

A suggellare la serata, la presenza luminosa di Marisa Cuomo e Andrea Ferraioli, menti e cuori pulsanti di Furore, divenuta icona di un’arte vinicola che sa coniugare verticalità e mineralità, incarnando l’essenza mediterranea nelle sue espressioni più pure e nobili.

A introdurre la serata è stato il giornalista nocerino Nello Ferrigno, con la conduzione di Gaetano Cataldo, giornalista enogastronomico, sommelier professionista e fondatore dell’associazione culturale Identità Mediterranea, nonché caporedattore della sezione enogastronomica di Mediterraneaonline.

Wip Burger & Pizza è nato dai titolari Domenico Fortino e Lorenzo Oliva, divenuto nel tempo un’istituzione del panorama gastronomico campano, un luogo d’incontro dove il “Work In Progress” non è solo un nome ma un manifesto di continua crescita, sperimentazione e rispetto per la tradizione.

Il viaggio virtuale è iniziato con l’eleganza fragrante del Furore Bianco Costa d’Amalfi DOC 2024, da Biancolella e Falanghina, capace di esaltare e bilanciare con finezza ogni piatto. Un vino dal carattere austero e raffinato, ambasciatore perfetto delle sue terre d’origine.

Appetitoso l’antipasto a base di salumi e latticini artigianali provenienti dal cuore di Agerola e dintorni. Il fiordilatte di Gennaro Fusco, morbido e vellutato, ha trovato il suo complice ideale nel salame suino di Cardone e nelle rarità norcine di Salvatore Calabrese, fra cui spiccavano culatello e picanha, sorretti dall’abbraccio fragrante del pane Jurmano.

Ma il vero fulcro della serata è stato il trittico di pizze gourmet, ciascuna una narrazione sensoriale, un’ode alla terra e al mare del territorio campano. Il “Padellino Lattaro” ha mescolato farine selezionate con formaggi eccelsi quali Provolone del Monaco, Caciotta di Capra e il Fiordilatte di Agerola, arricchito dal Pomodorino di Corbara semi dry e da un pesto aromatico che esaltava maggiorana, basilico e timo limonato.

La “Naucratica Napoletana” ha stupito per l’impasto infuso di mirto e limone, accompagnato da una crema di pomodoro San Marzano abbrustolito, besciamella all’aglio, origano e le inconfondibili acciughe di Cetara.

Infine, la “Santa Trofimena” ha offerto un’esperienza avvolgente, con impasto al cacao che racchiude un ristretto di pomodoro Re Umberto, melanzane arrostite e mousse di Provolone del Monaco punteggiata da basilico e pepe nero.

In ciascuna di queste creazioni, il Furore Bianco 2024 ha svolto il ruolo di catalizzatore, esaltando le contrapposizioni tra ricchezza e sapidità, dolcezza e acidità, con un’eleganza che ha segnato la sua impronta nel cuore dei commensali.

Il primo piatto – “Scarpariello a Mare” – si è presentato come un’opera d’arte mediterranea, con Fusillo Sangiliano, Pomodorino di Corbara, acciughe di Cetara, basilico fresco e scorzetta di limone sfusato di Amalfi, abbinato al Rosato Costa d’Amalfi DOC 2024, blend di Aglianico, Piedirosso e Tintore di Tramonti, che ha accompagnato la sapidità del piatto e le note agrumate senza mai sovrastare le componenti aromatiche.

Prima del dolce finale il Sarchiapone di Atrani, salume tipico farcito con la pezzentella, salsiccia artigianale dal carattere deciso e autentico. A bilanciare la struttura imponente di questo piatto, il Furore Rosso Costa d’Amalfi DOC 2024, un uvaggio di Aglianico, Piedirosso e Tintore di Tramonti, maturato in legno, che offerto nel bicchiere morbidezza tannica e un bouquet complesso.

Coccole di chiusura con la delizia dei fratelli Gianfranco e Lello Romano del Gran Caffè Romano di Solofra e la loro raffinata interpretazione della “Tetta di Venere”, nota anche come delizia al limone, dolce emblema della tradizione campana. Abbraccio ideale per gli amari artigianali di Amaro delle Monache di Torraca, opera del maestro Teodoro Stoduto.

Tra i momenti più intensi della serata, la consegna di una preziosa magnum di Mosaico per Procida alla giornalista Annamaria Parlato e a Stella Marotta, Miglior Sommelier della Campania 2023; un gesto di profondo significato, sottolineando il valore della cultura enologica e del talento radicato nel territorio.

Immagine di Silvia De Vita

Silvia De Vita

Persona curiosa e attenta al particolare, i 5 sensi sono sempre stati i miei primi filtri con cui osservo la realtà e raccolgo informazioni sul mondo che mi circonda. Dopo la laurea in CTF, vengo prestata al Food & Beverage per la diagnostica alimentare, esperienza che mi ha consentito di conoscere il mondo lattiero-caseario ed enologico a livello internazionale. È grazie al mio lavoro che ho sviluppato la passione per i viaggi, il vino e la fotografia. Mi piace, attraverso le immagini e le parole, rievocare emozioni, momenti, esperienze che la memoria dei sensi rivive poi nella degustazione. Oggi sono una docente di Tecnologia e un Sommelier, in continua discussione e sempre alla ricerca di viaggi emozionali... di-vini!

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