Romagna: Amaracmand, il racconto del press tour tra storia, sorrisi… e sorsi

Un press tour di due giornate nella valle del Rubicone e del Savio, tra Cesena e Sorrivoli, in un territorio tutto da scoprire, situato a metà strada tra l’Appennino romagnolo e il Mar Adriatico. Questo tratto di terra, che si estende tra le province di Forlì-Cesena e Rimini, è celebre non solo per lo splendido paesaggio di colline e vigneti, ma anche per il suo importante ruolo nella storia antica, ricordato con le famose parole di Giulio Cesare “alea iacta est” (il dado è tratto) che, attraversando il fiume Rubicone, segnarono un punto cruciale della storia romana.

Oggi le ferite della terribile alluvione del 2023 sono ancora presenti. La popolazione locale, tuttavia, ha dimostrato straordinaria capacità di resilienza e solidarietà, diventando un esempio per tutta gli italiani.

Il nostro viaggio inizia a Cesena, dove ad accoglierci alla stazione troviamo Maddalena Mazzeschi, organizzatrice dell’evento: una persona dinamica, creativa e appassionata, sia di vino che di comunicazione. Condividerò questa esperienza con altri compagni di viaggio, con cui si crea fin da subito un’intesa speciale, un vero “feeling enoico”.

Prima tappa la Biblioteca Malatestiana, esempio unico di biblioteca umanistica conventuale perfettamente conservata nell’edificio, negli arredi e nella dotazione libraria, riconosciuta dall’UNESCO come patrimonio mondiale. Fatta costruire a metà del Quattrocento da Malatesta Novello, signore di Cesena, su ispirazione dei frati francescani. La biblioteca colpisce per il suo stile architettonico, con un portale decorato da simboli araldici malatestiani, tra cui spicca l’elefante, emblema della famiglia.

Entrando si ha l’impressione di trovarsi in una “chiesa in miniatura”: la pianta a tre navate, la copertura a volte e i colori interni — bianco, rosso e verde — richiamano gli stemmi malatestiani. I manoscritti sono custoditi su bancali di legno, assicurati agli stessi con delle catene, a garanzia dell’ordine e della consultazione.

La gestione fu affidata fin da subito al Comune, motivo per cui è considerata la prima biblioteca civica d’Italia. Oggi la Biblioteca Malatestiana è un centro culturale attivo, che ospita mostre, iniziative, eventi culturali e servizi di consultazione per studiosi e pubblico.

Terminata la visita ci concediamo una sosta alla storica gelateria Babbi nel centro storico di Cesena. Attilio Babbi fondò nel 1952 l’omonima Azienda Dolciaria dedicata alla produzione di coni, cialde e semilavorati per maestri gelatieri. Successivamente i figli e i nipoti crearono una nuova divisione in seno all’azienda, iniziando a produrre gelati e dessert.

E’ il momento di raggiungere la location che ci ospiterà in queste due giornate, giusto una breve pausa prima di riprendere il tour. L’ Agriturismo le spighe – Fattoria Bertaccini èun gioiellino incastonato sulle colline cesanesi, conduzione familiare, gentilezza dei proprietari e ottimo cibo lo rendono un luogo ideale per immergersi in un’atmosfera autentica e rilassante.

Il nostro tour prosegue alla volta del Castello di Sorrivoli. Le prime notizie sul castello si hanno attorno all’anno mille. Soggetto al controllo degli Arcivescovi di Ravenna, nel 970 viene concesso in feudo a Rodolfo conte di Rimini. Nel corso del XII secolo, con l’ascesa al potere dei Malatesta, di parte Guelfa, anche il castello di Sorrivoli come la maggior parte dei territori circostanti viene a trovarsi sotto il controllo di questa potente famiglia.

Oggi la Rocca, ancora intatta nelle sue strutture esterne e nel mastio, sorge sulla sponda sinistra del fiume Rubicone, nella zona collinare che segna il confine tra la provincia di Cesena e quella di Rimini. Ospita la parrocchia, l’Associazione Culturale di Sorrivoli e l’Università della Pace, ed è teatro di numerose iniziative, fra cui il Festival Internazionale dei Burattini (alla fine di agosto).

La vista mozzafiato si apre dalle colline fino al mare, ed è proprio su questo sfondo che fa il suo ingresso il nostro primo assaggio dell’Azienda Amaracmand: Madame Titì IGT Bianco Rubicone Spumante Brut Nature biologico. Dell’azienda abbiamo già scritto in un precedente articolo Romagna: cantine Amaracmand, l’enologo Maurilio Chioccia prova a dare perfezione stilistica al loro Sangiovese “Imperfetto”.

In etichetta, il disegno di una donna: un omaggio del co-proprietario Marco Vianello alla consorte e proprietaria Tiziana. Questo vino nasce da un progetto di ricerca sui vitigni autoctoni e sulla loro antica vocazione alla rifermentazione e alla produzione di bollicine. È realizzato con un metodo Charmat lungo, che gli conferisce piacevolezza e profondità, rendendolo perfetto per accompagnare il nostro aperitivo a base di prodotti locali.

Persi tra chiacchiere, bevute e assaggi, arriva l’ora di cena direttamente alla Trattoria del Castello, ristorante gestito dalla Cooperativa Sociale Terra dei Miti, il cui obiettivo principale — oltre a cucinare ottimo cibo— è creare nuove opportunità di lavoro, soprattutto per chi, a causa delle proprie caratteristiche personali, fatica a trovare un impiego stabile e onesto. Premessa fondamentale per apprezzare ogni dettaglio del servizio offerto in questo luogo davvero speciale. I piatti rispettano la tradizione romagnola, senza rivisitazioni, una degna conclusione di serata.

Il giorno seguente ci aspetta il tour tra i vigneti e in cantina, scopriamo questa piccola realtà a conduzione familiare: Amaracmand Bio. L’azienda vinicola nasce nel 2013 a Villagrande di Monecopiolo, in terra di Montefeltro, alle pendici del Monte Carpegna, grazie all’ambizioso progetto di due coniugi, Marco Vianello e Tiziana Matteucci, entrambi grandi appassionati di vini. Il progetto consisteva nel restituire valore e notorietà ai vini Romagna, facendoli conoscere in tutta Italia e in tutto il mondo.

Partiamo a bordo di una Land Rover per raggiungere i punti salienti delle vigne, si sale lungo i sentieri sterrati che attraversano i vigneti, tra filari ordinati e scorci panoramici che si aprono sulla campagna romagnola.

I vigneti crescono su un suolo antico che un tempo ospitava la fattoria del paese di Sorrivoli. Ancora oggi, tra i filari, si può scorgere il vecchio pozzo recuperato nel bosco, simbolo di un legame profondo con la storia e la comunità locale.

Tra i vitigni coltivati spicca giustamente il Sangiovese che insieme ad altre uve internazionali, Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc, Syrah e Alicante, va a comporre il loro prodotto di punta “Imperfetto”sotto la denominazione di IGT Rubicone. Inoltre, hanno riscoperto e valorizzato cloni rari di Sangiovese a piede franco e una sorprendente Albana lunga, riscoperta in un vecchio vigneto risalente agli anni ’60 e rigenerata con cui hanno impiantato nuovi vigneti.

Altri vigneti autoctoni coltivati sono Bombino bianco, Grechetto Gentile, Albana e Trebbiano della Fiamma, queste uve bianche sono state oggetto di un progetto di ricerca dedicato ai vitigni locali e alla loro ancestrale vocazione alle rifermentazioni e alle bollicine; nasce da queste uve il loro Madame Titì.

Usciti dai campi il percorso ci conduce verso la cantina dall’architettura che scompare nel paesaggio, una tecnologia che fa la differenza, progettata per fondersi completamente con l’ambiente circostante, rispettandone l’estetica e l’equilibrio naturale. All’interno si apre un mondo all’avanguardia, dove innovazione e sostenibilità guidano ogni scelta.

Marco ci racconta che per garantire un ambiente salubre e privo di contaminazioni, hanno adottato i purificatori d’aria AEROCIDE, una tecnologia sviluppata dalla NASA. Questo sistema consente di eliminare muffe e batteri senza ricorrere a sostanze chimiche dannose, tutelando così sia l’ambiente che il benessere dei collaboratori. Ogni fase della produzione è gestita da un sistema domotico avanzato, e l’energia proviene in gran parte da pannelli fotovoltaici. Un approccio scientifico al servizio della natura.

Il nome della cantina nasce da un ricordo personale di Marco: mia nonna, quando uscivo da ragazzo, mi diceva sempre “Amaracmaaaand fa e breeev” – mi raccomando, fa’ il bravo. Un legame affettivo che oggi si trasforma in un impegno autentico.

Veniamo alla degustazione.

Madame Titì IGT Bianco Rubicone Spumante Brut Nature biologico.  Una bollicina fine grazie alla rifermentazione spontanea assistita con metodo charmat lungo. Un ricco bouquet di fiori bianchi, mela e fieno. In bocca un gusto agrumato, fresco, piacevole beva.

Perimea IGT Sangiovese Rubicone bio. Vino che si distingue per il suo rispetto dell’ambiente e per la sua genuinità. In etichetta, due libellule sono protagoniste del disegno: simbolo della buona gestione biologica, poiché questi insetti sono molto sensibili ai trattamenti chimici e scompaiono quando vengono effettuate le lavorazioni in vigneto.

Questo dettaglio rappresenta l’impegno dell’azienda nel mantenere un ecosistema equilibrato e sano. Al sorso il Perimea è scorrevole e piacevole, con un tannino vivace che dona dinamicità. Il finale è ampio e ancora fruttato, lasciando una piacevole sensazione di freschezza e struttura.

Imperfetto IGT Sangiovese Rubicone bio Uve 85% sangiovese, 5% cabernet Sauvignon, 5% cabernet franc, 3% syrah, 2% Alicante. Un color prugna profondo, che anticipa il bouquet ricco e complesso. L’olfatto si rivela discreta ma elegante, con note di frutta a bacca scura come ciliegie nere, accompagnate da sfumature balsamiche vanigliate e un accenno di tostato.

Buona la struttura supportata da tannini importanti, lievemente asciuganti, che conferiscono carattere e persistenza al vino. Sentori di china e radice di liquirizia nel finale, insieme a richiami pepati.

Prosit!https://www.amaracmand.com

Immagine di Carolina Leonetti

Carolina Leonetti

Sono Carolina Leonetti, per gli amici Carol, nasco a Monza nell’anno della contestazione giovanile, quando nasce anche la DOC Valpolicella e, sarà un caso, ma proprio un viaggio in quella zona mi avvicina al mondo del vino. Sommelier e winelover racconto del vino nella mia pagina Instagram carol_cake_wine e lo faccio ponendo l’accento sulla storia, le curiosità, le leggende che sono legati ad un vino, un vitigno, un territorio o ad una cantina. Descrivo il vino in maniera emozionale, lontana da punteggi e classifiche, mi piace raccontare le emozioni, i ricordi che un calice può donare. Il mio linguaggio è semplice e poco tecnico, dove le note classiche di degustazione e il linguaggio settoriale sono ridotti al minimo, per cercare di coinvolgere e di condividere con i più questo meraviglioso mondo. Prosit!

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