Roma, I Colli Tortonesi di Sassaia sulle terrazze del centro storico

C’è un tratto di Piemonte che sembra parlare sottovoce. Non ha l’arroganza delle grandi denominazioni né la frenesia delle mete battute dal turismo del vino. È l’Alto Monferrato roccioso, minerale, essenziale. Ed è qui, a Capriata d’Orba, che la cantina Sassaia ha deciso di scrivere una storia nuova, fatta di tradizione e innovazione, di famiglia e di scienza, di Borgogna e di Piemonte.

Sassaia significa “letto roccioso”: un nome che è già un manifesto.

Una nuova generazione con radici antiche

Alla guida ci sono Enrico ed Ellen De Alessandrini. Lui, italo-americano figlio di un diplomatico italiano, ha valorizzato la proprietà ereditata in Piemonte. Mente tecnica e cuore agricolo, ha scelto una viticoltura rigorosa, di precisione. Ellen, ponte con il mondo, cura la comunicazione e la visione internazionale del brand. Insieme hanno costruito una cantina che non vuole imitare nessuno: vuole interpretare.

A completare la squadra c’è un tassello che racconta già la portata del progetto: Pierre Naigeon, enologo borgognone, custode di quella eleganza produttiva che ha fatto scuola oltralpe. Il risultato è un approccio moderno, libero da dogmi, ma rispettoso della terra: fermentazioni spontanee o non invasive, legno discreto, interventi tecnici essenziali.

Sassaia è un triangolo culturale: piemontese nel terreno, francese nel metodo, americano nella precisione dei dati.

I suoli compatti e ricchi di minerali donano una firma gustativa chiara: eleganza e verticalità nei bianchi, freschezza e struttura nei rossi. Non è un caso che il Timorasso – il grande bianco dei Colli Tortonesi – sia diventato la bandiera della cantina.

Una presentazione nel cuore di Roma

Per presentare questi vini serviva una cornice all’altezza.

Così, giovedì 26 ottobre, grazie alla impeccabile organizzazione di Elvia Gregorace, i calici di Sassaia sono arrivati a Roma, sulla splendida terrazza del Roof Top Lounge dell’Hotel La Lunetta, in Piazza del Paradiso. Una serata intima, elegante, con il tramonto che slittava dietro i tetti del centro storico.

Gli ospiti del mondo del vino hanno ascoltato direttamente la voce dei protagonisti: Enrico e la moglie Ellen, che hanno raccontato la cantina con la calma di chi non ha bisogno di slogan per emozionare. Solo verità agricole, precisione tecnica e una visione chiara.

Accanto ai vini, un percorso gastronomico studiato per accompagnarli con finezza:

• Bruschette fantasia

• Paninetto rustico con crema di melanzane, mozzarella e pomodoro secco

• Spiedino di zucchine profumate al timo e bufala

• Insalata di farro con verdure cotte al forno

• Tartufini di caprino alla frutta secca

Piccoli abbinamenti, precisi come i vini: sapidità, freschezza, consistenze. Nulla fuori posto.

Note di degustazione

Piemonte Bianco 2024

Il primo calice si apre con la delicatezza di un fiore. Giallo paglierino, riflessi dorati. Naso elegante di agrumi, fiori bianchi e una sfumatura balsamica di eucalipto.

In bocca equilibrio, una morbidezza iniziale che si trasforma in sapidità, con pera, pesca bianca, scorza di limone e minerale. Freschezza viva ma non tagliente, persistenza lunga.

Un bianco contemporaneo, rigoroso, cesellato.

Derthona Timorasso 2023

È il vino che racconta la roccia. Profumi di fiore bianco, scorza di limone e miele d’acacia. Poi la salinità, netta, che richiama la pietra calda.

Il sorso è tridimensionale, pieno, sapido, con limone, pesca bianca e mandorla nel finale.

Un Timorasso di sostanza e precisione: non chiama il sorso veloce, chiede ascolto.

Piemonte Dolcetto 2021

Rubino fitto, naso di frutta nera matura, violetta e spezie. In bocca è succoso, morbido, con mora, amarena e un tocco di pepe bianco.

Tannino gentile, quasi cremoso.

È un Dolcetto che non si nasconde dietro la rusticità: è pulito, equilibrato, elegante.

Monferrato Nebbiolo 2024

Rubino luminoso, trasparente. Profumi di ribes, lampone, ciliegia, poi cacao e violetta. Il grappolo intero regala una finezza aromatica sottile.

In bocca è nitido, verticale ma non severo: ciliegia croccante, liquirizia, spezie leggere.

Tannino giovane ma già in armonia. Un Nebbiolo moderno, cesellato, più elegante che muscolare.

Una promessa per il Piemonte di domani

Quando la notte romana è scesa sulla terrazza dell’Hotel La Lunetta, una cosa era chiara: Sassaia è una cantina giovane, ma già adulta. Non cerca il rumore, cerca la precisione. Non punta al colpo scenico, ma alla profondità. Racconta un Piemonte che sa evolvere senza tradirsi, che accoglie la scienza senza perdere la poesia. In un panorama di grandi nomi storici, Sassaia è una voce nuova, pulita, riconoscibile.

E forse è proprio qui la sua forza: far parlare un pezzo di terra pietrosa e silenziosa trasformandolo in vino che resta nella memoria.

Immagine di Alberto Chiarenza

Alberto Chiarenza

Romano di nascita e cresciuto in un paese distante, il Sud Africa. Un posto dove convivono molte etnie e religioni. un pot-pourri multietnico che apre la mente a nuove esperienze e conoscenze. Amo l’eleganza e le buone maniere, viaggiare e scoprire continuamente nuove realtà enogastronomiche. Critico enogastronomico, ho iniziato dal corso Sommelier fino a specializzarmi come Assaggiatore Esperto e Consigliere ONAV Roma di cui sono l’addetto alla comunicazione. Ho un blog personale e un sito internet come “Alberto Winelover”. Viva il vino e viva la vita…Cheers!

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