Quando il panettone diventa oggetto da raccontare

Il mese di dicembre, tradizionalmente, è il mese dei festeggiamenti natalizi. Allo stesso modo, è il periodo in cui le attività di comunicazione delle aziende si intensificano, per soddisfare i desideri di un’utenza sempre più esigente. Questo vale anche per la produzione dolciaria del periodo – panettoni, in primo luogo – che negli ultimi anni è diventata fortemente competitiva, variegata e diffusa su tutto il territorio italiano.

Il panettone, da questo punto di vista, non è più solamente un prodotto da consumare a tavola. La sua consumazione inizia molto prima, durante l’acquisto, come oggetto del desiderio, quando viene posto sotto all’albero di Natale, oppure portato come dono natalizio, come oggetto da ostentare. Solo in ultimo, quando viene messo a tavola, esso viene consumato come prodotto da forno. E anche in quel momento, la qualità del prodotto incide solamente in parte.

Per questo, la comunicazione del prodotto gioca un ruolo fondamentale. Lo insegnano tanti casi, che sono diventati di studio per chi vuole crescere col proprio prodotto e accedere a un mercato che produce volumi crescenti, non solo in Italia. Siamo andati a studiare alcuni casi, che evidenziano questo trend.

Azienda Agricola San Salvatore: food design, oltre la sostanza

L’Azienda Agricola San Salvatore, e la sua propaggine La Dispensa di San Salvatore, negli ultimi anni ci hanno abituato con una produzione d’eccellenza. Questo sia nell’ambito dei prodotti caseari, con la mozzarella e lo yogurt, che nell’ambito vitivinicolo, con tutta la sua produzione di etichette. Proprio in quest’ultimo settore, una storia di particolare successo è quella che riguarda Vetere, che, oltre alla qualità del prodotto, affianca una bottiglia dal design particolarmente ricercato.

L’attenzione a questi dettagli, ovviamente, è stata riposta anche nella proposta di panettoni, che rispecchiano la tradizionale filiera corta dell’azienda, ma anche l’attenzione al design. L’ultima proposta, declinata a seconda del gusto – Panettone al Mosto di Fiano e Panettone Pandorato – rispecchiano la nuova filosofia estetica dell’azienda. Minimalista, ma ricca di significati legati al territorio. Ricercata e mai scontata. Una scelta, quella di discostarsi dai precedenti design, che non ricade casualmente proprio a ridosso del Natale, ma che ha evidentemente l’obiettivo di aggiungere un elemento di novità al fine di creare un evento nell’evento, da raccontare, attraverso i social network, sia da parte dell’azienda che dell’utente finale.

Gambardella, la costa d’Amalfi vista da un’altra prospettiva

La Costiera amalfitana si può dire sia stata vista da ogni possibile prospettiva. Eppure, nonostante la ricca presenza, sembra possedere una inesauribile offerta di realtà produttive, e di relativi prodotti, che possono regalare ancora grandi soddisfazioni. È il caso della Pasticceria Gambardella: nata nel 1963, a Minori, oggi viene condotta dai figli del fondatore, Francesco e Alessandro. Sono stati proprio loro a cogliere il treno della comunicazione, con un restyling che ha interessato il marchio dell’azienda, rivisto per renderlo più rispondente alle esigenze della moderna comunicazione, ma anche con un nuovo linguaggio di comunicazione, che esprime gli stilemi grafici tipici della costiera amalfitana.

Inevitabilmente, questo lavoro ha trovato “sbocco” anche nella produzione dei panettoni della Pasticceria. Ecco, quindi, che un prodotto tipico – seppur realizzato con le migliori materie prime del luogo – assume un nuovo ruolo. Non più quello di semplice prodotto da forno, ma una vera e propria icona di stile da portare a tavola o da donare con la certezza di fare sempre bella figura.

Arte Golosa, dal Faro di Agropoli un’altra proposta

Dalla Costiera amalfitana alla Costiera cilentana, la pasticceria Arte Golosa di Agropoli. Anche questa propone una pasticceria tipicamente territoriale, che però è stata proposta in una nuova chiave estetica. Anche in questo caso, sebbene più giovane, la Pasticceria è una realtà storica. Arte Golosa, dopo diverse esperienze, è nata nel 2007 con l’obiettivo di proporre una pasticceria territoriale che rispettasse la filosofia di un territorio ricco di proposte culinarie. Recentemente, anche Arte Golosa ha deciso di rinnovare la propria immagine con un progetto grafico che richiamasse il territorio. Il lavoro, pertanto, ha coinvolto il faro di Agropoli, che dall’alto veglia sulla città di mare e che da secoli ispira chiunque si trovi a passare sotto di esso o dalla sua terrazza che affaccia sul mare. Un territorio, tuttavia, non è fatto solamente di palazzi e castelli, ma anche di orografia che lo contraddistingue. Ecco allora che il territorio stesso diventa packaging, con la stratificazione tipica dell’ambiente marino.

Un concetto articolato e ben rappresentativo della filosofia aziendale, che si ritrova anche nel panettone. Realizzato anch’esso con le materie prime del territorio, anche in questo caso il prodotto si distingue per il suo lato estetico, che spinge a portarlo sulla propria tavola o su quella di altri.

Pasticceria Aliberti, la novità che non ti aspetti

Marco Aliberti, affermato maestro pasticcere di Montoro, nel suo piccolo laboratorio, a ritmo di sessanta panettoni al giorno, si è ricavato la sua nicchia di mercato. Tra le tante tipologie che propone, mandorlato e il tipo Milano sono i must. A caratterizzare gli impasti è principalmente il lievito naturale, che Marco cura personalmente. Il lievito è protagonista assoluto del panettone: in fase di produzione, così come durante il resto dell’anno, non si può trascurare il rinfresco che precede l’impasto. Idratazione e temperatura sono sempre sotto rigido controllo. La maglia glutinica, come una sorta di rete che crea un intelaiatura nella quale si intrappola l’aria e il gas per aumentare il volume dell’impasto che si sviluppa, rappresenta le fondamenta del lievitato. Completerà il lavoro l’ossigeno, che con l’energia prodotta agevolerà la scomposizione degli zuccheri, rilasciando l’anidride carbonica, intrappolata, poi, dalla maglia glutinica.

A seguire, una farina di ottima qualità e ingredienti nobili come l’arancia candita a bassa temperatura, per evitare la perdita degli olii essenziali, l’uva sultanina, il burro di latteria, i tuorli, miele d’acacia e infine un’emulsione di vaniglia bourbon e buccia di agrumi.

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Marco Di Bello

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